Ipazia

La vera storia

Di

Editore: Rizzoli

3.4
(263)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 324 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8817050970 | Isbn-13: 9788817050975 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , eBook

Genere: Biografia , Storia , Filosofia

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Descrizione del libro
"C'era una donna quindici secoli fa ad Alessandria d'Egitto il cui nome era Ipazia." Fu matematica e astronoma, sapiente filosofa, influente politica, sfrontata e carismatica maestra di pensiero e di comportamento. Fu bellissima e amata dai suoi discepoli, pur respingendoli sempre. Fu fonte di scandalo e oracolo di moderazione. La sua femminile eminenza accese l'invidia del vescovo Cirillo, che ne provocò la morte, e la fantasia di poeti e scrittori di tutti i tempi, che la fecero rivivere. Fu celebrata e idealizzata, ma anche mistificata e fraintesa. Della sua vita si è detto di tutto, ma ancora di più della sua morte. Fu aggredita, denudata, dilaniata. Il suo corpo fu smembrato e bruciato sul rogo. A farlo furono fanatici esponenti di quella che da poco era diventata la religione di stato nell'impero romano bizantino: il cristianesimo. Perché? Con rigore filologico e storiografico e grande abilità narrativa, Silvia Ronchey ricostruisce in tutti i suoi aspetti l'avventura esistenziale e intellettuale di Ipazia, inserendola nella realtà culturale e sociale del mondo tardoantico, sullo sfondo del tumultuoso passaggio di consegne tra il paganesimo e il cristianesimo. Partendo dalle testimonianze antiche, l'autrice ci restituisce la vera immagine di questa donna che mai dall'antichità ha smesso di far parlare di sé e di proiettare la luce del suo martirio sulle battaglie ideologiche, religiose e letterarie di ogni tempo e orientamento.
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  • 5

    La fiaccola di cui Ipazia è stata portatrice non si è spenta con il suo martirio. Molte altre donne hanno continuato a passarla,spezzando l'omertà della chiesa occidentale e fatto di questa straordina ...continua

    La fiaccola di cui Ipazia è stata portatrice non si è spenta con il suo martirio. Molte altre donne hanno continuato a passarla,spezzando l'omertà della chiesa occidentale e fatto di questa straordinaria donna, il simbolo della libertà di pensiero.

    ha scritto il 

  • 1

    E' un resoconto storiografico, basato su documenti e scritti di storici contemporanei alla filosofa o di poco posteriori... e questo ne farebbe un libro interessante se non fosse che l'autrice, donna ...continua

    E' un resoconto storiografico, basato su documenti e scritti di storici contemporanei alla filosofa o di poco posteriori... e questo ne farebbe un libro interessante se non fosse che l'autrice, donna indubbiamente coltissima, si compiace molto di questa sua immensa cultura e scrive in modo sibillino, dando per scontato che anche il lettore sia uno storico o un filosofo e che quindi conosca a menadito tutti i riferimenti o i filosofi che cita senza spiegare. Un libro insomma troppo colto! Per poterlo leggere e comprendere bisognerebbe avere una coscenza della storia del 5°-6° secolo dopo Cristo o della filosofia neoplatonica dello stesso periodo molto al di sopra della media, ma se non sei più che ferrata in questi argomenti, rimani un po' tagliata fuori. Adesso so storicamente chi era Ipazia e perchè è stata uccisa, ma non so nulla di lei dal punto di vista umano e spirituale!!! Libro sconsigliato!!!

    ha scritto il 

  • 3

    L’ATROCE OMICIO ORDINATO DAL VESCOVO DI ALESSANDRIA

    LETTO IN EBOOK
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    Era da quando vidi “Agorà” (il bel film del 2009 di Alejandro Amenábar con Rachel Weisz) che desideravo leggere il saggio “Ipazia” di Silvia Ronchey o, comunque, appro ...continua

    LETTO IN EBOOK
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    Era da quando vidi “Agorà” (il bel film del 2009 di Alejandro Amenábar con Rachel Weisz) che desideravo leggere il saggio “Ipazia” di Silvia Ronchey o, comunque, approfondire le mie conoscenze su questa filosofa e matematica alessandrina, barbaramente trucidata nel 415 d.c. dai cristiani (monaci parabolani) guidati dal vescovo Cirillo.
    Si tratta, infatti, di una figura e di un momento storico di grande interesse.
    Silvia Ronchey affronta un’analisi rigorosa (l’autrice è una bizantinista esperta), distinguendo ciò che realmente sappiamo della sua vita, del suo pensiero e del suo crudele assassinio, da ciò che poi è stato costruito e inventato su questa figura, trasformandola di volta in volta in martire della scienza, protofemminista, iniziatrice di una scuola di pensiero e persino, in netto contrasto con quanto noto, una simpatizzante del cristianesimo. Parrebbe anzi addirittura che la storia di Santa Caterina d’Alessandria (quella di cui Giovanna D’Arco sentiva la Voce e di cui parlo anche nel mio “Giovanna e l’angelo”) altro non sia che una trasposizione cristianizzata del suo martirio, perpetrato da cristiani su una filosofa pagana e non viceversa da pagani su una dotta cristiana. Considerata la dubbia veridicità della vicenda di Caterina, persino la Chiesa, per alcuni anni, la cancellò dall’elenco dei santi (martirologio).
    Il volume della Ronchey, dunque risolve in poche pagine le notizie certe su Ipazia, in sostanza la sua appartenenza alla scuola platonica di Plotino, l’esser figlia di quel Teotecno (detto anche Teone) che insegnava filosofia e matematica nel Museo di Alessandria (come forse anche la figlia), l’essersi occupata di matematica e geometria, più che di filosofia, l’aver dato contributi di rilievo minore alla geometria (soprattutto la realizzazione di strumenti per l’insegnamento, mentre meno probabili sembrano quelli all’astronomia, come l’ipotesi che la vede come un antesignana del sistema copernicano), l’esser stata assassinata brutalmente mediante scorticazione e asportazione da viva di occhi e forse altri organi, tutto ciò indubbiamente a opera di cristiani, in prevalenza sacerdoti e per volontà del vescovo Cirillo (quindicesimo papa della Chiesa Copta), venerato come santo dalle Chiese Cattolica e Copta. Cirillo perseguitò i novaziani, gli ebrei e i pagani, fino a quasi eliminarli da Alessandria d’Egitto.
    Insomma, in quei tempi la Chiesa (seppur Copta) si macchiava di delitti che non sfigurano in alcun modo di fronte alle atrocità commesse dallo Stato Islamico (ancora impropriamente chiamato ISIS) e ancora oggi non ha screditato chi di tali colpe si è macchiato, permettendo che sia persino considerato santo. Purtroppo, non è una religione o un’altra a essere più o meno intollerante e violenta, ma lo sono tutti gli estremismi e la fede, proprio per la sua irrazionalità, basandosi sulla credenza invece che sulla ragione e la logica, non riesce ad accettare ciò che va oltre i propri dogmi e genera così reazioni eccessive e pericolose.
    In questo la storia di Ipazia è ancora oggi esemplare e deve ricordare a tutti i cristiani che non sono migliori dei fedeli di altre religioni, che è troppo facile criticare ciò che le altre fanno, senza ricordare quel che dal cristianesimo fu fatto in quei tempi ma anche in altre epoche.
    Un’interessante affermazione della Ronchey è che l’assassinio di Ipazia non segni la fine della cultura greco-romana, ma sia l’inizio del millennio bizantino, periodo in cui Bisanzio conservò, preservò e sviluppò tale cultura, preparando e favorendo poi il suo ritorno modernizzato nell’Umanesimo e nel Rinascimento. Se dunque per lei è sbagliato vedere in Ipazia una protofemminista o un simbolo del martirio della scienza, sembrerebbe invece che vi riconosca una sorta di proto-umanista!

    ha scritto il 

  • 1

    Un libro inutile. Unica nota positiva: me lo avevano prestato.

    Non è un romanzo, non è un saggio, non è uno studio storico... è un ripetere capitolo dopo capitolo i quattro dati conosciuti della storia, dopo qualche capitolo la lettura diventa così noiosa e ripet ...continua

    Non è un romanzo, non è un saggio, non è uno studio storico... è un ripetere capitolo dopo capitolo i quattro dati conosciuti della storia, dopo qualche capitolo la lettura diventa così noiosa e ripetitiva da rendere quasi antipatica la figura del personaggio.
    Sinceramente un libro di cui non si sentiva la mancanza.
    Abbandonato... perchè ho cose più interessanti da fare, come osservare il soffitto.

    ha scritto il 

  • 1

    Il libro è:
    - scritto in un italiano terribile, con una non troppo vaga scimmiottatura della pompa dei professoroni;
    - ripetitivo, tanto che in certi momenti ho avuto l'impressione che alcune righe fo ...continua

    Il libro è:
    - scritto in un italiano terribile, con una non troppo vaga scimmiottatura della pompa dei professoroni;
    - ripetitivo, tanto che in certi momenti ho avuto l'impressione che alcune righe fossero state copiate dalle pagine precedenti per allungare un po' il libro;
    - soprattutto nella parte centrale, zeppo di fattoidi ben poco interessanti, davvero molesti in un libro che pretende di proporre una ricostruzione ragionata e documentata di Ipazia; un esempio che mi ha lasciato basito: a pagina 121, che senso ha informare il lettore che l'asteroide della fascia principale che porta il nome di Ipazia ha un'orbita inclinata di dodici gradi rispetto all'eclittica e fu scoperto dall'astronomo russo Knorre nel 1884? Se su Ipazia c'è poco da dire, basta scrivere un libro più corto.

    ha scritto il 

  • 4

    "La storia non è finita con il suo essere accaduta"

    Avvincente questo libro, scritto quasi come un giallo ma da una filologa.
    L'autrice rende comprensibile com'è difficile ricostruire la "vera storia" di una donna assassinata 1600 anni fa [sì marzo 415 ...continua

    Avvincente questo libro, scritto quasi come un giallo ma da una filologa.
    L'autrice rende comprensibile com'è difficile ricostruire la "vera storia" di una donna assassinata 1600 anni fa [sì marzo 415!!]: come e cosa leggere nei testi scritti un millennio fa, trovarci gli indizi come veri detective e quindi capire chi era Ipazia davvero e perchè fu uccisa.

    ha scritto il 

  • 3

    Quando ti vedo mi inchino

    a te e al tuo sapere
    e guardo la Casa astrale della Vergine:
    perchè i tuoi atti si segnano in cielo
    Ipazia venerata, perfezione
    di ogni discorso,
    stella purissima della filosofia. ...continua

    a te e al tuo sapere
    e guardo la Casa astrale della Vergine:
    perchè i tuoi atti si segnano in cielo
    Ipazia venerata, perfezione
    di ogni discorso,
    stella purissima della filosofia.

    ha scritto il 

  • 2

    Scrivere una storia senza metterci una storia

    Il sottotitolo di questo libro è: LA VERA STORIA.
    Poi lo leggi e quello che scopri è che quello che manca è la proprio la storia di Ipazia.
    L'unica cosa che si capisce è che l'hanno fermata per strada ...continua

    Il sottotitolo di questo libro è: LA VERA STORIA.
    Poi lo leggi e quello che scopri è che quello che manca è la proprio la storia di Ipazia.
    L'unica cosa che si capisce è che l'hanno fermata per strada, l'hanno trascinata, le hanno cavato gli occhi, l'hanno fatta a pezzi e poi bruciata.
    Non si può non ricordarlo anche perchè viene ripetuto in continuazione sia dall'autrice sia dalle parole delle fonti riportate.

    L'unica cosa che ho imparato da questo libro è che il mandante dell'omicidio è Cirillo (poi fatto santo per cotanto merito); per il resto, una caterva di citazioni, di casi in cui Ipazia è stata citata nelle varie forme d'arte, di nomi di persone (scrittori e non solo) che hanno avuto a che fare con lei o ne hanno parlato.

    Mi sarebbe piaciuto sapere di cosa si fosse occupata, quale fosse la sua personale interpretazione del neoplatonismo, quali fossero le sue conoscenze scientifiche e le sue scoperte.
    Ma niente di tutto questo c'è nel libro.

    Qualcuno potrebbe dire: ma non si hanno queste notizie.
    Ma allora perchè dare tale sottotitolo al libro?
    Perchè non sottotitolarlo LA MORTE E LA FAMA NEI SECOLI?

    ha scritto il 

  • 4

    La figura di Ipazia, balzata alla notorietà con il film Agorà, in questo interessante saggio, viene restituita ad una realtà non meno affascinante del mito. Non solo filosofa, matematica e astronoma, ...continua

    La figura di Ipazia, balzata alla notorietà con il film Agorà, in questo interessante saggio, viene restituita ad una realtà non meno affascinante del mito. Non solo filosofa, matematica e astronoma, ma molto più probabilmente sacerdotessa in un'epoca di profonde trasformazioni. Molto interessante scoprire che la sua vicenda si è trasfusa nell'immaginazione in un'altra vicenda, questa volta cristiana, cioè nel martirio "della fantomatica santa Caterina d'Alessandria, l'aristocratica vergine filosofa martirizzata nella metropoli egiziana all'inizio del quarto secolo, secondo una tardiva leggenda agiografica bizantina..". Ma di questi esempi ne è piena la storia.

    ha scritto il 

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