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Iron Council

By China Mieville

(2)

| Hardcover | 9780333989722

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Book Description

It is a time of revolts and revolutions, conflict and intrigue. New Crobuzon is being ripped apart from without and within. War with the shadowy city-state of Tesh and rioting on the streets at home are pushing the teeming metropolis to the brink. In Continue

It is a time of revolts and revolutions, conflict and intrigue. New Crobuzon is being ripped apart from without and within. War with the shadowy city-state of Tesh and rioting on the streets at home are pushing the teeming metropolis to the brink. In the midst of this turmoil, a mysterious masked figure spurs strange rebellion, while treachery and violence incubate in unexpected places. In desperation, a small group of renegades escapes from the city and crosses strange and alien continents in the search for a lost hope, an undying legend. In the blood and violence of New Crobuzon's most dangerous hour, there are whispers. It is the time of the Iron Council.

21 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Le pongo un 7

    De las tres novelas de Mieville ambientadas en el mundo de Bas-Lag esta es la más floja. Se mantiene la inacabable imaginación del autor para crear criaturas y paisajes sugerentes y altamente visuales pero, después de dos novelas describiendo el mism ...(continue)

    De las tres novelas de Mieville ambientadas en el mundo de Bas-Lag esta es la más floja. Se mantiene la inacabable imaginación del autor para crear criaturas y paisajes sugerentes y altamente visuales pero, después de dos novelas describiendo el mismo mundo, esta vez sorprende menos. Cuando el mundo de Bas-Lag ya es un viejo conocido para el lector, la fuerza debería estar en la historia y, sin embargo, en este caso flojea más que en las partes anteriores: los personajes no tienen apenas profundidad y la idea general del tren es un tanto absurda.
    A pesar de lo dicho anteriormente la novela se disfruta y se lee con agrado, sobre todo por la capacidad de Mieville para dejar boquiabierto cuando despliega su imaginativa pirotecnia.

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    Tyrion said on Oct 31, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    El tercero de Bas-Lag

    Me ha gustado mucho, lo de bajar las expectativas ha funcionado. Está claro que por personajes y argumento está por debajo de los otros dos libros, pero yo creo que solo un poquito, nada mas que un simple escalón. Estoy muy satisfecho y nada decepcio ...(continue)

    Me ha gustado mucho, lo de bajar las expectativas ha funcionado. Está claro que por personajes y argumento está por debajo de los otros dos libros, pero yo creo que solo un poquito, nada mas que un simple escalón. Estoy muy satisfecho y nada decepcionado.
    Las peleas son espectaculares, llenas de imaginación e inventiva. La parte del Consejo me ha parecido fascinante, está impregnada de un aliento épico y poético que me ha maravillado. Tiene muchos elementos típicos del western. Hay también una carga simbólica que gustará mas a la gente de izquierdas, como es mi caso. El final es genial.
    Pues ya he terminado con Bas-Lag. Ojalá Miéville escriba mas libros ambientados en este universo. Me encantaría ver una película. Un comic también estaría bien.

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    grimaud said on May 31, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Noioso!

    Di una noia pazzesca, peccato!Di certo anni luce da Perdido!

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    Xantio said on May 30, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    3 stelle e mezzo

    Lo stile è scadente, prolisso e ridondante. In compenso, l'ambientazione è originale e interessante, le tematiche trattate sono interessanti ben gestite. Non a caso è proprio per le tematiche che alzo il voto.

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    M. G. Prometheus said on May 1, 2012 | Add your feedback

  • 8 people find this helpful

    Germinal steampunk...in salsa spaghetti western

    L'inizio. Eh, già... l'inizio è uno dei talloni di Achille del dottor China Mieville. Quello di questo Il treno degli dei è il classico cominciamento alla China. Media res, "ripresa" a spalla, occhi del lettore costretti a uno sguardo rasoterr ...(continue)

    L'inizio. Eh, già... l'inizio è uno dei talloni di Achille del dottor China Mieville. Quello di questo Il treno degli dei è il classico cominciamento alla China. Media res, "ripresa" a spalla, occhi del lettore costretti a uno sguardo rasoterra, circondati da un'atmosfera fra il vagamente mistery e il veramente confuso: qualcuno va, qualcuno viene. Dove? Perché? A fare che?
    Avete presente il garuda, mozzo delle proprie ali, che entra mesto e speranzoso a New Crobuzon in Perdido Street Station, o la piangimerend... la dolce giornalista Bellis Coldwine che s'imbarca per un'indimenticabile crociera su La città delle navi? Ecco qui China riesce ad assurgere a nuovi topoi della propria non-sense art.
    Qui c'è un gruppo di sconosciuti sfigat...sfortunati che cercano, per motivi sconosciuti, un uomo che, per motivi sconosciuti, cerca qualcosa... che non conosciamo! Sembra uno scioglilingua ma è così. Cutter e il suo manipolo di eroi inseguono il golemista Law che cerca il Concilio di Ferro, Iron Council, metafisica palla di rabbia che dà il titolo al terzo tomo baslagghese. Il tutto perché i nostri eroi si sono rotti gli zebedei, vogliono acchiappare un sogno ma sono, ahinoi, solo dei rivoluzionari brocchi. Vorrebbero essere come Steven Biko, la comandante Cleia o Samora Machel, ma sono solo dei brocchi. E si sono persi. Insomma, un vero inizio col botto, non c'è che dire... ovvero un sistema logico matematico piuttosto semplice ma che ci viene svelato per intero dopo cento, centocinquanta pagine. Nel frattempo ci dividiamo fra trappole e agguati boschivi, tracce e odori e animalacci alla Tex Willer, con in più un viaggio a dorso di Cactus gigante, molto simile a quello dei simpaticissimi hobbit a dorso di Barbalbero.
    La mia recensione, in fondo, potrebbe finire qui. Il treno degli dei è qualcosa di indefinito, mosso fra la mutazione e il viaggio. Fra il possibile - la resistenza a oltranza all'entropia che tutto governa - e l'impossibile - L'oltrepassamento della zona cacotopica.
    Perché, a questo punto, raccontare la mia disfida con China? Il mio vivere "alla giornata" la lettura di un libro che è ben presto passato dal prendermi per il naso a prendermi per i... tutto ciò è veramente deprimente.
    620 pagine per narrare, o meglio, cantare un mito rivoluzionario che passa attraverso i binari della ferrovia; qualcosa che Francesco Guccini cantò in 8 minuti nei lontani, credo da molti rimpianti, anni '70.

    E la locomotiva sembrava fosse un mostro strano
    che l'uomo dominava con il pensiero e con la mano:
    ruggendo si lasciava indietro distanze che sembravano infinite,
    sembrava avesse dentro un potere tremendo,
    la stessa forza della dinamite...
    la stessa forza della dinamite...

    La zona cacotopica, inoltre, è già stata raccontata dai fratelli Arkadij e Boris Strugatskij attraverso la metafora di un picnic sul ciglio della strada, per non soffermarmi troppo sull'immancabile Lucius Shepard che apparentò proprio un viaggio in treno da far west alla mutazione dello spirito e della carne nel suo spettacolare, quello sì, Oltre tutti i limiti. Un raccontino da venti pagine che vale oro.
    Non contento di ciò, o del tutto ignaro, China Mieville cita addirittura se stesso. Quest'opera, infatti, altri non è se non la variante "spaghetti western" del suo piratesco La città delle navi: un gruppo di folli che, aggrappati a una città viaggiante, si lancia verso il wormhole, un tunnel/maelström magggico che muti la sorte avversa.
    Il peggio però, per i miei opinabili gusti, sta tutto nello stile del nostro. I tre testi baslagghesi, raccolti in un unico mazzo, sembrano l'opera di un eterno esordiente, colpito dal bisogno quasi messianico di spiegare tutto, ma proprio tutto tutto, attraverso le parole - parole paroline parolone - ma senza far mai vedere nulla. China Mieville ficca subordinate su subordinate con un'insistenza che supera ogni logorrea. Ogni pagina trasuda viaggi pindarici & leggenda, truce umorale e sanguinosa leggenda. Ogni pagina parla, oracola di sacrifici trascendentali, di libeRifatti, di taumaturgia, di sfide agli dei, alla natura, allo spazio e al tempo. Cavolo China, la vita è dura, lo so bene, solo non ho voglia di essere sovrastato dal tuo libro. Non voglio una nuova bibbia da venerare.
    Per chiudere vorrei porti una domanda, tanto lo so, tu puoi tutto, puoi ascoltare anche un incauto lettore come me. Dunque, caro dottor China, ma dove cavolo stanno i cattivi nei tuoi libri? Dove C*ZZO stanno i C.A.T.T.I.V.I.? non voglio scontri rapsodici, viaggi involuti in mondi assolutamente non descritti (perché, nonostante le centinaia di pagine, l'affollamento di creature e la mancanza di parcheggio, non ci viene messo di fronte un cartello, una spiegazione razionale che sia una). Voglio i protagonisti e gli antagonisti. Voglio, magari, che chi comincia da una parte finisca dall'altra. Chi credevo schierato di qua, mi spunti di là a farmi marameo. Sai, quelle sorprese che ti fanno dire wow, questa non me l'aspettavo proprio. E ora che succederà?
    Qui i cattivi chi sono? il potere costituito? Il potere in quanto tale? Le uniformi, i burocrati e gli integrati? Ma va!? Chi l’avrebbe mai detto.
    Va beh... fai tu China...
    io passo e chiudo.

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    Kalimantan said on Jan 15, 2012 | 2 feedbacks

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