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Islam

Arte e architettura

(45)

| Others | 9783829025607

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Book Description

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    «È comune intarsiare immagini floreali, ma donar loro profumi lontani è facoltà esclusiva di Dio.»

    Ciò che Dio vuole è ben fatto. Con questa piastrella ceramica comincia il viaggio dei due curatori, Markus Hattstein e Peter Delius, e dei molti studiosi che hanno collaborato alla stesura di questo tomo, novelli trovatori alla ricerca dei pri ...(continue)

    Ciò che Dio vuole è ben fatto. Con questa piastrella ceramica comincia il viaggio dei due curatori, Markus Hattstein e Peter Delius, e dei molti studiosi che hanno collaborato alla stesura di questo tomo, novelli trovatori alla ricerca dei principi primi dell'arte islamica.
    La strada si è rivelata lunga e tortuosa - 640 pagine, molti secoli, centinaia di artisti senza nome - e io, povero ignorante, mi sono perso più volte. Gli occhi però non mi hanno tradito, assetati delle meraviglie che questo volume sa offrire. Ogni pagina è stata per me una scoperta, come mi fossi trovato davanti a una pianta che, avvinghiandosi alle mie mani, moltiplicasse le sue foglie in un tripudio di decorazioni, geometrie curvilinee, ornamenti dai mille colori... un vero e proprio albero della vita in miniatura! Così sono passato dalla storia del califfato degli Omayyadi in Siria e Palestina, all'impero ottomano, scoprendo materie e tecniche nuove. Così ho affrontato i mamelucchi e il loro rapporto con i crociati, ho studiato le rotte commerciali del Maghreb, e ho riso dell'islamizzazione dei mongoli (volevano conquistare... e furono conquistati). Un capitolo intero è dedicato all'India, divisa fra il sultanato e il favoloso impero moghul, un subcontinente sospeso fra terra e cielo, fra infiniti giardini creati a immagine del paradiso e la massima trasfigurazione dell'ammmore tragico (il Taj Mahal).
    C'è molta architettura, qui, ma ci sono anche arredi e armi, libri e calligrafia, tappeti, gioielli e ceramiche, fino agli elementi più minuti: gli ossidi usati nei suk dei tintori, piuttosto che le ciotole da mendicanti dei dervisci.

    PS. Secondo la sura 34, 12 i ginn (i genii, creature soprannaturali) lavoravano alle dirette dipendenze di Salomone, producendo per il maharib statue, utensili e stoviglie da cucina. Personalmente ho i miei dubbi che fra le pagine di questo libro aleggino oggettive divinità, così come non credo aleggino dietro le manifestazioni artistiche di qualunque luogo e tempo. Ora, si potrebbe discutere del perché i teologi islamici abbiano deciso che questa sura, assieme ad altre contenute nel Corano (27, 45; 3, 43; 6, 74) identifichino l'opera d'arte come potenzialmente nociva, come un veicolo di menzogne, un'illusione che simula qualcosa di diverso da quello che è. Si potrebbe discutere dell'"aniconismo" musulmano e di come questa discrasia fra Essere e Rappresentazione abbia influito negativamente sui rapporti con l'occidente. Si potrebbe... ma visto che non lo fa neppure questo libro, perché dovrei farlo io?
    Aspetterò di saperne di più.

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    Kalimantan said on Jun 15, 2011 | Add your feedback

Book Details

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  • Others 639 Pages
  • ISBN-10: 3829025602
  • ISBN-13: 9783829025607
  • Publisher: Konamann
  • Publish date: 2001-xx-xx
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