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Islam

Passato, presente e futuro

Di

Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

4.1
(36)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 911 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8817016403 | Isbn-13: 9788817016407 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: History , Philosophy , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
"Non c'è pace tra le nazioni senza pace tra le religioni. Non c'è pace tra le religioni senza dialogo tra le religioni. Non c'è dialogo tra le religioni senza una ricerca sui fondamenti delle religioni." Con questa premessa è iniziata la ricerca del teologo Hans Küng, rivolta all'analisi del rapporto tra le fedi monoteiste nella storia e nel mondo contemporaneo. Questo volume è dedicato all'Islam, in un momento drammatico in cui la necessità di dialogo si è fatta sempre più urgente. L'analisi della religione predicata dal profeta Maometto viene studiata e analizzata in ogni suo momento, dalla predicazione al Corano, dall'affermazione politica del califfato alle grandi stagioni della cultura scientifica e filosofica, fino all'irruzione della modernità nella società islamica. Dopo "Ebraismo" e "Cristianesimo", l'ultimo capitolo della trilogia sulle grandi fedi monoteiste, da parte di un teologo profondamente critico sulle posizioni ufficiali del Vaticano.
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  • 4

    Molto ponderoso, il volume conclude una trilogia sulle grandi religioni monoteistiche di origine abramitica. L'intento di Kung è quello di costruire una piattaforma per un proficuo dialogo interreligioso, e quindi nel libro l'accento è posto sempre più sulle somiglianze che sulle differenze. Dal ...continua

    Molto ponderoso, il volume conclude una trilogia sulle grandi religioni monoteistiche di origine abramitica. L'intento di Kung è quello di costruire una piattaforma per un proficuo dialogo interreligioso, e quindi nel libro l'accento è posto sempre più sulle somiglianze che sulle differenze. Dal punto di vista della storia delle religioni, la tesi più interessante è quello dell'influenza del paradigma giudeo-cristiano, quello degli Apostoli e dei primi seguaci, ebrei, di Gesù, sulla formazione del profeta Muhammad. Amplissima la trattazione dell'evoluzione dell'Islam, scandita dal succedersi di quelli che Kung chiama appunto "paradigmi" (metodo già seguito dall'autore nei volumi su ebraismo e cristianesimo). Il dialogo teologico tra cristiani e musulmani dovrebbe concentrarsi sulla cristologia e su un'interpretazione del concetto di Trinità (che per i musulmani significa che praticamente i cristiani sono semi-politeisti) che non faccia pensare ad incrinature nel dogma dell'unicità di Dio, anche eventualmente sconfessando in parte la dottrina cattolico-romana elaborata sulla base delle decisioni prese nei grandi concilii dei primi secoli dell'era cristiana. L'intento di Kung è senz'altro lodevole e condivisibile, anche se alla fine un certo intento pedagogico e un certo atteggiamento paternalistico nei confronti dell'Islam mi sono sembrati comunque trasparire. Può essere che siano errate sensazioni di un agnostico diffidente verso la religione (non la fede) cristiana...

    ha scritto il 

  • 4

    Così lontani così vicini

    E' un'opera che malgrado alcuni anni resta, almeno per quel che mi riguarda imprenscidibile. Forse altri autori contesteranno le ricostruzioni e le idee di HansKung sulle origini e lo sviluppo del mondo Islamico, come cultura sviluppatasi in un crogiolo di popoli, influenzata, almeno inizialmente ...continua

    E' un'opera che malgrado alcuni anni resta, almeno per quel che mi riguarda imprenscidibile. Forse altri autori contesteranno le ricostruzioni e le idee di HansKung sulle origini e lo sviluppo del mondo Islamico, come cultura sviluppatasi in un crogiolo di popoli, influenzata, almeno inizialmente dal Cristianesimo delle origini, il Cristianesimo Ebraico, quello delle radici ebraico cristiane che non ha seguito Paolo nella predicazione verso Roma ma è rimasto a Gerusalemme ed ha subito il peso della diaspora.

    Non un Cristianesimo organizzato quello che ha influenzato l'Islam, troppa lontana la Mecca da Bizanzio, e appena 50 anni prima la penizola araba era stata sotto il dominio degli Etiopi - cristiani - ma influenzato dagli "uomini Saggi" che maometto sembra aver incontrato nel deserto in cui ha realizzato la sua esperienza sacra e sapienzale ...su cui Kung dando prova di essere anzitutto teologo aperto non dubita. Maometto non viene attaccato come un uomo che inganna, che dice il falso...Eppure dove si muta il messaggio Islamico ??

    Nel contatto con il mondo beduino anzitutto, la pesante eredita del mondo beduino prima e poi il peso dell'influenza dell'interpretazione dei dottori della legge, con la Sharia che diventa quasi un corano minore a fianco della stesso Verbo.

    E malgrado l'Islam sia capace di rinnovarsi e sia davvero in diversi momenti religione di pace e di cultura, Hans Kung lo dimostra anche lui, mi ha colpito la parte del volume sul mondo della Shia, la sua intima natura di religione che pervade completamente la vita della persona Includendo ogni altra realtà in essa, l'assenza praticamente di filosofi intimorisce.

    Vi è una differenza notevole fra Cattolicesimo e Islam, almeno per quel che mi riguarda.

    ha scritto il 

  • 5

    Il teologo svizzero di Essere cristiani non smette di stupire. Ogni sua nuova pubblicazione è frutto di una ricerca poderosa e di studio originale. Il presente volume conclude una trilogia iniziata con Ebraismo (1993) e proseguita con Cristianesimo (1997), nel tentativo di ge ...continua

    Il teologo svizzero di Essere cristiani non smette di stupire. Ogni sua nuova pubblicazione è frutto di una ricerca poderosa e di studio originale. Il presente volume conclude una trilogia iniziata con Ebraismo (1993) e proseguita con Cristianesimo (1997), nel tentativo di gettare solide basi per un dialogo interreligioso in vista della pace. Si tratta di un architrave nella ricerca verso la definizione di un’etica mondiale, cui Hans Küng si dedica da tempo.
    Le 16 pagine di indice generale (oltre alle cento di note e altri indici) danno la misura non solo della mole e dell’articolazione dell’opera, ma anche della preoccupazione “didattica” dell’autore. La suddivisione in parti, e in numerosi capitoli e paragrafi arricchiti di grafici e box, prende il lettore per mano; lo stile di scrittura è inoltre chiaro, lineare. E i rimandi alla storia e teologia cristiane sono frequenti, dando così l’idea che per un cristiano parlare di islam sia anche, al tempo stesso, parlare di sé e della propria fede, ora valorizzandola ora mettendone in discussione certe realizzazioni storiche e formulazioni dogmatiche.
    Quale sia il punto di vista di Küng lo si può intuire da una citazione come la seguente: «Il Maestro di Nazaret condannò sempre la guerra e il ricorso alla violenza, predicando la non violenza e la pace mentre il Profeta della Mecca e di Medina, al fine di ottenere i suoi obiettivi, cioè soprattutto per garantire una pacifica esistenza alla nuova comunità, ammise fin da subito il ricorso alla violenza e alla guerra» (pag. 695). Dunque un islam guerrafondaio e un cristianesimo pacifista? Attenti: «Se analizziamo i cambiamenti di paradigma nel cristianesimo, notiamo che questi tendono ad allontanarsi dalla parola e dall’esempio di Cristo molto più di quanto accada nell’islam rispetto a Muhammad».
    La varietà dei «paradigmi» all’interno di una stessa religione nel fiume della storia è uno dei leitmotiv del libro, dove si intende per paradigma un «macromodello di società, religione, teologia», mentre c’è una «sostanza» che permane; nell’islam essa si identifica nel messaggio che «non c’è altro dio al di fuori di Dio e Muhammad è il suo profeta». Rimane il fatto che l’islam, a differenza degli altri due monoteismi che negli ultimi secoli hanno dovuto confrontarsi con l’Illuminismo, «non ha affrontato alcuna riforma religiosa e perciò con la modernità ha, fino al giorno d’oggi, senz’altro particolari problemi».
    Quest’ultima citazione è tratta da un articolo dello stesso Küng apparso su Concilium (2/2005), da leggere (anche online: www.queriniana.it/teologia.asp?IDTeologia=59) in guisa di antipasto a questo volume.

    ha scritto il 

  • 5

    Un'ottima mappa generale sulla storia di una cultura ormai così vicina a noi. Lui è un teologo assai eterodosso per quanto lo definiscano amico del "pastore tedesco" dai tempi del Vaticano II e guarda all'altro per cercare un vero dialogo. Bravo!

    ha scritto il 

  • 4

    Incredibile! Maometto è stato in contatto con una comunità giudeo-cristiana in Arabia. Da qui deriva un profondo sincretismo con il Cristianesimo ed una semplificazione della figura di Cristo, senza le strutture filosofiche greche che hanno determinato il concilio di Nicea.
    Attraverso un'es ...continua

    Incredibile! Maometto è stato in contatto con una comunità giudeo-cristiana in Arabia. Da qui deriva un profondo sincretismo con il Cristianesimo ed una semplificazione della figura di Cristo, senza le strutture filosofiche greche che hanno determinato il concilio di Nicea.
    Attraverso un'esposizione storicamente e fattualmente fondata, l'autore propone un metodo di analisi (analisi dei paradigmi) volto ad identificare l'essenza del messaggio islamico nella sua evoluzione storica. In questo compito si evidenziano similitudini e differenze con le altre religioni monoteistiche, nell'ipotesi di trovare quegli elementi che possono condurre ad un etica mondiale condivisa. Un' etica, però: non una religione. Ultimo capitolo della trilogia Ebraismo-Cristianesimo-Islam.

    ha scritto il