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Isola con fantasmi

By John Banville

(177)

| Paperback | 9788877467652

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Book Description

In un'isola aspra nel mare d'Irlanda, lontana dai circuiti turistici e popolata da gente solitaria, approda una strana comitiva di naufraghi. I sette - una fotografa, un anziano attore, la bella governante Flora, tre ragazzini e il lascivo Felix -tro Continue

In un'isola aspra nel mare d'Irlanda, lontana dai circuiti turistici e popolata da gente solitaria, approda una strana comitiva di naufraghi. I sette - una fotografa, un anziano attore, la bella governante Flora, tre ragazzini e il lascivo Felix -trovano riparo, fradici e infreddoliti, in una grande casa piena di echi e oggetti d'altri tempi, in cui abita l'enigmatico professor Kreutznaer, esperto di storia dell'arte, con i suoi due assistenti, il bislacco Licht e un uomo senza nome, uscito di prigione da poco, che è la voce narrante del romanzo. L'oggetto del loro studio è l'opera di Vaublin, pittore olandese del primo Settecento. I nuovi arrivati innescano nei tre, che vivono in una sorta di esilio, il meccanismo perverso dei ricordi e scatenano un continuo gioco di rimandi tra realtà e finzione, tra vita e suggestioni letterarie. È vero o falso il capolavoro di Vaublin, "Le monde d'or"? Sono reali i naufraghi, così simili ai personaggi ritratti nel dipinto? Perché il professor Kreutznaer ha paura di Felix? E il narratore non sembra forse uscito dalla "Tempesta" di Shakespeare, lui che si propone di muovere, come Prospero con le sue arti magiche, i fili del destino dei sette naufraghi? In un'atmosfera misteriosa e fosca, in cui si presagisce una minaccia incombente, si risvegliano per i protagonisti i fantasmi sopiti di azioni commesse in passato, vergognose o inconfessabili: l'autenticazione di un dipinto falso, il debole per giovani prezzolati, un omicidio...

26 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    "Isola con fantasmi" di John Banville

    Isola con fantasmi è uno dei libri che per me hanno fatto la differenza come esperienza di lettura: è bellissimo, difficile, avvolto nel mistero, pieno di suspense, intrighi, cose non dette, piani che si collocano tra la realtà e forse il sogno.
    Inso ...(continue)

    Isola con fantasmi è uno dei libri che per me hanno fatto la differenza come esperienza di lettura: è bellissimo, difficile, avvolto nel mistero, pieno di suspense, intrighi, cose non dette, piani che si collocano tra la realtà e forse il sogno.
    Insomma, se decidete di approcciarlo, non prendetelo sottogamba: non è un libro giallo-noir, mistery o quant'altro vi possano suggerire titolo, copertina o trama.
    La vicenda narrata è ammantata di mistero e si presta a numerose interpretazioni possibili: potrebbe anche essere un'occasione per cercare dentro di sé quegli stati d'animo che il talento di Banville così brillantemente tratteggia nei suoi personaggi.
    A seconda del personaggio cui si pensa di assomigliare di più, o con il quale si condividono più aspetti del carattere, si farà un "viaggio" personale attraverso le peripezie che un gruppo di naufraghi affronta su di un'isola, che rappresenterà forse il luogo della salvezza, o forse no.
    [...]

    http://lanostralibreria.blogspot.it/2014/07/libro-isola…

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    Glò said on Jul 11, 2014 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    "uno sciame di impossibili aneliti sorse in lui come un'ebbrezza"

    "Meglio senza di noi, meglio il nulla di questo, di questo macello che abbiamo generato".
    Questo libro si ama o si odia. Lo si ama solo se si è cultori appassionati del bello stile, perché la scrittura di Banville è ricca come poche, si gonfia ...(continue)

    "Meglio senza di noi, meglio il nulla di questo, di questo macello che abbiamo generato".
    Questo libro si ama o si odia. Lo si ama solo se si è cultori appassionati del bello stile, perché la scrittura di Banville è ricca come poche, si gonfia di artifici retorici, germogli di un moderno barocchismo, spiazzante e, a tratti, inquietante. Banville si compiace di un ardito metaforismo, cesellando concetti come piccoli castoni componenti una magnifica parure, alla maniera di un Góngora o di un Gracián.
    Volendo esser del tutto onesto, dovrei assegnare 7 stelle per come questa storia è stata scritta e 2 all'efficacia della trama. Bisogna dire che con quest'ultima Banville gioca, in effetti, un po' sporco: avvincente, misteriosa e incalzante nella prima parte, poi, via via, tende a slabbrarsi in una più metafisica dimensione onirica, dove tutto è sospeso e incombente al tempo stesso, e nulla cade o accade. Tutte le curiosità e i dubbi accumulati dal lettore durante la lettura sono destinati a rimanere tali. E la fine della lettura del romanzo ti dà la sensazione di aver corso per acciuffare un senso, per poi trovarti a dar la caccia a un nugolo di moscerini. Però la caccia è affascinante, senza alcun dubbio. Quando l'io narrante svela al lettore il suo proposito ("Non sono i morti che mi interessano adesso, per quanto pietosamente gemano nelle stanze di notte. Chi, allora? I vivi? No, no, qualcosa nel mezzo; una cosa terza") dice la verità, e il lettore farebbe bene a credergli, e a cercare anche lui il senso di qualcosa (che non coglierà) solo in una dimensione invisibile e (m)isterica. Ma le pagine trasudano scenari magici e surreali, dove ci si aspetta che balzi fuori un orrore qualsiasi... e invece tutt'al più si affaccia il cinico ghigno del grottesco. Banville non nasconde una palese incongruenza: il narratore è un ex forzato, uscito di prigione, dove sembra non aver fatto altro che coltivare uno stile di scrittura sublime. Tra le pagine fitte di stimoli sensoriali, si coglie, latente, un mistero che però non si svelerà. Inevitabile la sensazione di esser finiti davanti a uno di quei teatrini di marionette che due mani senza volto animano di una vita finta, nervosa, instabile. Pagina dopo pagina quei burattini ci appaiono sempre più sgangherati, i loro movimenti sempre più incongrui e disarticolati, sullo sfondo di uno scenario vieppiù cangiante e indefinito. Colpiscono proprio gli scorci di una natura assorta e casuale, pervasi dai fumi di un sogno malato. Bravissimo l'autore nel descrivere la natura, pericolosamente incerta sull'orlo dell'innaturale.
    "Il giorno moriva lento e il sole si abbassava nella finestra della cucina in una graduale catastrofe di rossi e ori". E ci accorgiamo anche che esiste un "buio soffice", "un'aria sgargiante", la "vasta luce cefalgica del mattino", "un riverbero di peltro" o, osando un'ardita sinestesia, un'atmosfera intrisa dell'"odore fulvo di polvere di biscotto"...
    Eppoi gli stati d'animo, con passaggi d'introspezione che ricordano il rovello dei personaggi de Le onde di Virginia Woolf, tanto più intensi quanto più l'io narrante prende il sopravvento... fino a distorcere ogni cosa attraverso la sua lente ottica. Così gli esseri viventi (in realtà "fantasmi") assumono sembianze vespertine... "Luccicò nel vano della porta come avviluppata in qualcosa di scuro, vaporoso, una forma obliqua che le si fletté dietro la spalla come un'ala che si richiude".

    "Fu come se lei avesse lasciato cadere una goccia condensata di colore nell'acqua del mondo, il colore si fosse diffuso e i contorni delle cose fossero balzati in luminoso rilievo". Questo romanzo (romanzo?) affascina per l'abile alchimia del verbo, per la virtuosistica capacità di Banville di dare forma all'informale e di destrutturare il formato. Pochi come lui raggiungono, credo, una tale eleganza ed efficacia descrittiva.

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    GL7 (solo cartacei) said on Feb 27, 2013 | 4 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Ricordavo di aver letto un'ottima recensione di questo libro e che di Banville si avesse una tale considerazione da ritenerlo un possibile Nobel per la letteratura.Mi sono fidata facendo un grave errore:libro noioso, urticante con la sua lentezza e s ...(continue)

    Ricordavo di aver letto un'ottima recensione di questo libro e che di Banville si avesse una tale considerazione da ritenerlo un possibile Nobel per la letteratura.Mi sono fidata facendo un grave errore:libro noioso, urticante con la sua lentezza e senza spunti.Piu' che i soldi, vorrei che mi restituissero il tempo che ho impiegato a leggerlo.

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    Manuela said on Dec 15, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il buon signor Banville si rileggesse tale Shirley Jackson e si cospargesse il capo di cenere.

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    lanubepurpurea said on Sep 17, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (177)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Paperback 251 Pages
  • ISBN-10: 8877467657
  • ISBN-13: 9788877467652
  • Publisher: Guanda
  • Publish date: 2009-03-04
  • Also available as: eBook
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