Isole minori

Di

Editore: Edizioni e/o

3.7
(57)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 224 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8866327360 | Isbn-13: 9788866327363 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Un racconto che dura quattro decenni e ha come centro geografico, politico e sentimentale l’isola del Giglio. Un luogo apparentemente paradisiaco e lontano dal resto del mondo, ma che diventa punto di partenza e di arrivo di eventi che segnano una storia familiare e al tempo stesso la storia del Paese.

Due sorelle nate negli anni Settanta su un’isola con meno di mille abitanti, una madre combattiva e un padre edonista, una nonna partigiana, un ragazzo selvatico. Teresa, figlia minore e voce narrante, tenterà di fuggire per trovare il suo posto nel mondo, ma con l’isola dovrà tornare a fare inevitabilmente i conti, così come dovrà farli con il distacco dall’amata e soggiogante sorella, con le vicende politiche che non ha vissuto ma continuano a ossessionarla, con la nostalgia della lunga estate che è stata la sua infanzia, con la sua “minorità”, la cui accettazione è la chiave per recuperare tutto quello da cui le sembrava necessario fuggire.Sospeso tra romanzo di formazione, saga familiare, parabola sugli ultimi quarant’anni di storia italiana, il romanzo di Lorenza Pieri è un libro intenso e luminoso, in cui la lingua ha la forza magnetica della natura selvaggia e del mare a cui si ispira.

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  • 5

    Nessun uomo è un' isola

    Saga familiare che copre quaranta anni di storia con un' unica, vera, sola protagonista: l' isola, così amata eppure subita, così soffocante eppure accogliente.
    Una storia di radici impossibili da st ...continua

    Saga familiare che copre quaranta anni di storia con un' unica, vera, sola protagonista: l' isola, così amata eppure subita, così soffocante eppure accogliente.
    Una storia di radici impossibili da strappare.
    Un libro intenso e luminoso con punte di profondità che ho sentito mie, forse perché delle isole sono innamorata da sempre, forse perché sono l'unico luogo dove mi sono sentita veramente libera.

    ha scritto il 

  • 2

    Romanzo scritto con uno stile elegante, una storia minuta che si incastona nell'anello della grande Storia, un romanzo di formazione che ci fa ripercorrere gli ultimi 40 anni di storia del nostro Paes ...continua

    Romanzo scritto con uno stile elegante, una storia minuta che si incastona nell'anello della grande Storia, un romanzo di formazione che ci fa ripercorrere gli ultimi 40 anni di storia del nostro Paese.
    recensione completa qui:
    http://lucidellabisalta.blogspot.com/2017/04/isole-minori-di-lorenza-pieri.html

    ha scritto il 

  • 4

    bei personaggi, originali nella loro impefezione. ma la vera protagonista è lei, l'isola.protettrice e dall'orizzonte aperto, ma anche limite. cerchio ideale da cui partire e poi ritornare.
    sullo sfon ...continua

    bei personaggi, originali nella loro impefezione. ma la vera protagonista è lei, l'isola.protettrice e dall'orizzonte aperto, ma anche limite. cerchio ideale da cui partire e poi ritornare.
    sullo sfondo eventi della storia civile italiana, che, quando toccano l'isola, assumono una diversa importanza, come se la l'asperità isolana li esaltasse.
    lettura molto piacevole.

    ha scritto il 

  • 4

    Molto bello, soprattutto nella prima parte. La storia abbraccia un ampio periodo della storia d'Italia e si appoggia a fatti realmente accaduti. Scritto molto bene.

    ha scritto il 

  • 3

    Buono l'inizio, successivamente vengono inseriti riferimenti di "cronaca" trattate con leggerezza e occasionalità, dando l'idea di averle menzionate per dare rilevanza storica al pecorso (del romanzo) ...continua

    Buono l'inizio, successivamente vengono inseriti riferimenti di "cronaca" trattate con leggerezza e occasionalità, dando l'idea di averle menzionate per dare rilevanza storica al pecorso (del romanzo), ma di fatto rimangono fuori dal racconto, eccetto che per l'ultimo avvenimento!

    ha scritto il 

  • 3

    L’isola del Giglio non l’ho mai visitata personalmente, ma in anni recenti è sorta alla ribalta della cronaca per il ben noto naufragio di una nave da crociera e le immagini della natura che in quell’ ...continua

    L’isola del Giglio non l’ho mai visitata personalmente, ma in anni recenti è sorta alla ribalta della cronaca per il ben noto naufragio di una nave da crociera e le immagini della natura che in quell’occasione si vedevano in lontananza (quando ormai il relitto era accasciato sugli scogli), il blu meraviglioso del mare, mi avevano affascinata. In questo romanzo-quasi memoir, Lorenza Pieri racconta l’infanzia, poi l’adolescenza e la maturità di due sorelle, Caterina e Teresa, contornate dalla loro famiglia. E’ la voce di Teresa che ci conduce tra gli scogli, gli anfratti, i cespugli di questo paradiso selvaggio che è tagliato fuori dal mondo completamente, quando inizia il racconto, nell’estate del 1976. I primi anni descritti dalla piccola mi hanno davvero catapultato in un mondo che non c’è più e che, a tratti, ricordo. Un mondo dove i bambini erano emarginati ( il mondo era dei grandi senza nessun dubbio), un mondo dove non c’era posto per incertezze e tutto sembrava lineare e semplice. Nel 1976 si decise di confinare, all’isola del Giglio, Franco Freda e Giovanni Ventura, due neofascisti imputati come esecutori della strage di Piazza Fontana, e questo portò il mondo dentro all’isola…anche se i suoi abitanti non volevano accettare una situazione del genere... Lo spunto di partenza è un modo per iniziare a confrontare i caratteri dei genitori, della Nonnalina e delle due piccole Caterina e Teresa, da lì, in avanti, sempre più, tra conflitti, riappacificazioni. Se da un lato la prima parte del romanzo mi ha coinvolto e convinto al 100%, uno sguardo davvero fresco sull’infanzia, col proseguire della storia e forse una specie di ribaltamento dei ruoli delle due sorelle, non ne ho particolarmente apprezzato gli sviluppi che mi sono sembrati un po’ scontati, tirati via. Anche se il finale (quando la storia, proprio quella della Concordia, rientra in campo) mi ha riportato alle impressioni iniziali. La scrittura della Pieri però mi è piaciuta e mi sono riconosciuta tanto in quelle pagine infantili e mi ha riportato in un certo qual modo alla dipendenza che avevo da mia sorella:
    Caterina il sole, io nella sua ombra.
    Caterina che piange di rabbia, io che rido per niente.
    Caterina e le sue storie, io il suo pubblico.
    Caterina l’avvocato, io il cliente assolto.
    Caterina rossa, tra i rovi e l’erba secca, io mora, tra i papaveri e le ginestre.
    Caterina continente, io isola minore.

    ha scritto il 

  • 0

    ISOLE MINORI di Lorenza Pieri

    Con Isole minori Lorenza Pieri costruisce un romanzo a due facce, che pur presentando qualche disarmonia, rimane una prova narrativa di valore e una lettura molto gradevole.

    In duecento pagine attrave ...continua

    Con Isole minori Lorenza Pieri costruisce un romanzo a due facce, che pur presentando qualche disarmonia, rimane una prova narrativa di valore e una lettura molto gradevole.

    In duecento pagine attraversa quarant’anni, (dal 1976 al 2012), raccontando la vita della protagonista passando per le varie tappe della sua [esistenza] e della sua famiglia. L’arco temporale del racconto si dilata fino a inglobare la storia di come si sono sposati i genitori di Teresa, la protagonista, e di come sono arrivati al Giglio portando con loro Nonnalina, e ancora fino alla vita passata di Nonnalina. Vita passata perché è come fosse altra da quella donna che adesso è la nonna, una vita che sarà svelata alla protagonista dalla sorella maggiore Caterina, come fosse una delle storie che le racconta la sera prima di dormire. Ma questa è una storia terribile e segreta, una storia letteralmente in-credibile.

    E poi c’è la Storia con i suoi piccoli fatti, cose piccole che forse in pochi ricordano, come l’episodio che apre il libro: le proteste legate al soggiorno obbligato di Freda e Ventura sull’isola del Giglio; e l’altro pezzo di storia che entra nel romanzo: la Concordia. Uno in apertura e uno in chiusura, quasi a sigillare il libro...

    http://www.84charingcross.com/?p=1277

    ha scritto il 

  • 5

    II punto di forza e l'originalità di questo romanzo è il rivivere pezzi della recente storia italiana (anni 70, 80 ,90 e poi 2011-12) da un osservatorio particolare e affascinante, l'isola del Giglio, ...continua

    II punto di forza e l'originalità di questo romanzo è il rivivere pezzi della recente storia italiana (anni 70, 80 ,90 e poi 2011-12) da un osservatorio particolare e affascinante, l'isola del Giglio, e attraverso il punto di vista della protagonista che a inizio libro è una piccola bambina e alla fine è una quarantenne.
    Romanzo riuscito e particolarmente godibile per me che ho vissuto gli stessi anni di storia e ho effettuato da adolescente proprio all'isola del Giglio la mia prima vacanza da solo con gli amici in campeggio a Campese.

    ha scritto il 

  • 3

    il valo ra aggiunto del libro per me è l'isola del Giglio che ho frequentato anni fa e che mi piace moltissimo: nel libro ho sentito rivivere i mei ricordi.
    Il libro è una specie di rivisitazione di a ...continua

    il valo ra aggiunto del libro per me è l'isola del Giglio che ho frequentato anni fa e che mi piace moltissimo: nel libro ho sentito rivivere i mei ricordi.
    Il libro è una specie di rivisitazione di alcuni momenti della storia del nostro paese che hanno influito sull'isola. In particolare due momenti: il terrorismo e piazza Fontana e, alla fine, il naufragio della Concordia e ciò che ha significato per l'isola

    ha scritto il 

  • 4

    nel romanzo di Lorenza Pieri, Isole minori (e/o), ci sono proprio cascata, per riemergere solo a lettura finita. Mi ha subito conquistata il suo mix di racconto familiare, storia marinara, specchio di ...continua

    nel romanzo di Lorenza Pieri, Isole minori (e/o), ci sono proprio cascata, per riemergere solo a lettura finita. Mi ha subito conquistata il suo mix di racconto familiare, storia marinara, specchio di un’epoca. Il perno intorno a cui tutto gira è l’isola del Giglio, teatro di un’infanzia avventurosa e nella maturità rifugio nei periodi di crisi. Teresa, l’io narrante, è la figlia “buona”, in contrapposizione alla maggiore Caterina, “la cattiva”, quella che non rinuncia mai a fare polemica; il rapporto tra le due, strettissimo quando sono piccole e la seconda pende dalle labbra della prima è raccontato con un’evidenza fisica, con grande capacità di aderire ai dettagli. I genitori delle due ragazze sono approdati al Giglio per una breve vacanza, se ne sono innamorati e sono rimasti lì a gestire un albergo, anche se Vittorio è di mestiere veterinario e La Rossa, sua moglie, ha una laurea in economia. L’evento con cui si apre la narrazione è la decisione del governo italiano di mandare sull’isola Freda e Ventura, imputati per la strage di Piazza Fontana: Caterina, facendo sua la battaglia materna per rimandarli indietro, li battezza “Freddeventura”, ne fa un mostro adatto a spaventare la sorella e riesce persino a farsi dare uno schiaffo da uno dei due. La Storia entra nel libro varie volte: c’è il passato sconvolgente di Nonnalina, che ancora ragazza ha visto uccidere il marito dai fascisti, e nelle ultime pagine c’è il naufragio della Concordia e lo straordinario sforzo degli isolani per soccorrere i passeggeri. Tra il 1976 e il 2012 Teresa abbandona l’isola con madre e sorella (la causa scatenante è la relazione del padre con la giovane dottoressa, ma il rapporto era in crisi da tempo), frequenta il liceo a Orbetello e l’università a Milano, lavora a Roma; al Giglio e all’amico barcaiolo Pietro, che è stato, sia pure a singhiozzo il suo grande amore, continua a tornare. Isole minori è una storia di affetti che si intrecciano, si attenuano, si stringono più forti ancora, è l’elogio di un’Italia non omologata che resiste nel tempo.

    ha scritto il