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Isole nella corrente

Di

Editore: Mondadori

3.9
(385)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 528 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804451076 | Isbn-13: 9788804451075 | Data di pubblicazione:  | Edizione 13

Traduttore: V. Mantovani

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , eBook

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 3

    E’ quasi improbabile che da vivo Hemingway avesse pubblicato questo libro. Un libro che è una raccolta di racconti mediocri, escluso il primo, “Bimini”, dal quale si può trovare una narrativa scorrevo ...continua

    E’ quasi improbabile che da vivo Hemingway avesse pubblicato questo libro. Un libro che è una raccolta di racconti mediocri, escluso il primo, “Bimini”, dal quale si può trovare una narrativa scorrevole, leggera e poetica senza non molti spunti di riflessione (come quello sulla vita, sulla senilità, sulla giovinezza, sul rapporto fra padre e figlio) e pertanto la trama non è ambiziosa (a differenza delle storie successive a questa) e sembra equivalere al suo libro più famoso e più fortunato Il vecchio e il mare. Il protagonista dei tre racconti Thomas Hudson è un’artista e un duro che molto spesso annoia e a volte sorprende con i suoi modi di fare, come Hemingway, nulla di che.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi è capitato di raccontare di aver imparato l’italiano con le canzoni di Francesco Guccini che – sia lode ai fratelli maggiori – risuonavano tra le mura di casa. Immagino che gran parte del “gusto pe ...continua

    Mi è capitato di raccontare di aver imparato l’italiano con le canzoni di Francesco Guccini che – sia lode ai fratelli maggiori – risuonavano tra le mura di casa. Immagino che gran parte del “gusto per la parola” che mi è rimasto addosso provenga proprio da lì.

    Naturalmente l’età era quella che era e inevitabilmente ho collezionato delle topiche imbarazzanti. Tipo quella volta che ho chiesto a Oscar dove si trovasse Hemingway: avevo canticchiato “i nostri miti morti ormai, la scoperta di Hemingway” (*) e mi ero immaginato un’isola o una cittadina scovata dai protagonisti della (splendida) canzone.

    Con la pazienza del fratello maggiore mi diede da leggere “Il vecchio e il mare”, in una orrenda edizione cartonata che credo si sia sfasciata durante la lettura sulla spiaggia di Marina Julia. La salsedine nell’aria aiutò una immedesimazione anagraficamente improbabile, e anche se l’aver abbandonato il torneo di biliardino e la finale di nascondino non giovò alla mia popolarità tra i coetanei, ogni volta che spunta fuori il buon Ernest quel profumo di mare mi torna alle narici.
    Sfidato dal giro letterario, stazione Bahamas, e appurato che gli scrittori locali si contano sulle dita di una mano e sono anche difficilmente reperibili, con emozione ho appreso che il primo romanzo postumo di Hemingway, “Isole nella corrente” (Islands in the Stream), è parzialmente ambientato intorno ad alcune delle 700 (settecento!) isolette che compongono lo stato caraibico.

    Ero un po’ che non frequentavo Hemingway. Certo, non i trenta anni trascorsi da quel primo incontro gucciniano e poi letterario, ma un bel po’. E in questo romanzo pubblicato dopo la sua morte, ho trovato tracce di quell’autore gigantesco che mi ha, quasi sempre, inchiodato alle sue pagine.
    Intendiamoci. Non sono uno studioso “verticale” di Hemingway, ma un’impressione da semplice lettore me la posso concedere: ho idea che se lo avesse completato in vita, un paio di centinaia di pagine forse non avrebbero visto la luce. Rispetto allo scrittore chirurgico che ricordo, con una abilità forse mai superata di scrivere e-sat-ta-men-te quello che serve e nulla più, qui qualcosa sembra stonare. Alcuni dialoghi eccessivamente protratti, qualche soliloquio un po’ forzato. Ma le tematiche dei romanzi precedenti ci sono tutte, il capitolo finale ha la forza di una carica di cavalleria, un paio di punti fanno letteralmente sussultare e ammaccano il cuore. E poi ci son cose così:

    “Non sapeva cosa fosse a fargli provare quello che provava. Ma la felicità dell’estate cominciava a defluirgli dall’animo come quando sui bassifondi la marea inverte la direzione e il livello dell’acqua si abbassa nel canale che sbocca nell’oceano.”

    Io, uno che sia riuscito a scrivere così tanto – qualitativamente parlando – utilizzando il giusto numero di parole, virgole, respiri, non l’ho ancora trovato.

    Per cui sì, anche “Isole nella corrente” è un romanzo da leggere.

    (*) “Incontro”, da “Radici”, 1972, EMI

    --- da http://www.masedomani.com/2015/06/27/recensione-romanzo-isole-nella-corrente-di-ernest-hemingway/ ---

    ha scritto il 

  • 2

    Non credo lo avrebbe pubblicato

    Una incredibile pizza melensa. Non credo che se fosse stato vivo lo avrebbe mai pubblicato. Unica cosa interessante per me che lo ho letto durante una vacanza a Cuba è il vasto e collaudato ricettario ...continua

    Una incredibile pizza melensa. Non credo che se fosse stato vivo lo avrebbe mai pubblicato. Unica cosa interessante per me che lo ho letto durante una vacanza a Cuba è il vasto e collaudato ricettario di cocktail che è possibile testare direttamente "On Line". attenti però che se si legge e si collauda in fretta bisogna prepararsi per un trapianto di fegato!

    ha scritto il 

  • 5

    Meraviglioso. E' il genio di Hemingway al massimo della sua espressività, un estremo tentativo di liberarsi dei propri demoni, fallito purtroppo sul piano personale, ma realizzato in pieno nella scrit ...continua

    Meraviglioso. E' il genio di Hemingway al massimo della sua espressività, un estremo tentativo di liberarsi dei propri demoni, fallito purtroppo sul piano personale, ma realizzato in pieno nella scrittura.

    ha scritto il 

  • 5

    Tra tutti i libri di Hemingway questo è uno di quelli che mi son piaciuti maggiormente. Riprende tutti i temi cari all'autore e trasmette, con estrema efficacia narrativa, la passione per la vita e le ...continua

    Tra tutti i libri di Hemingway questo è uno di quelli che mi son piaciuti maggiormente. Riprende tutti i temi cari all'autore e trasmette, con estrema efficacia narrativa, la passione per la vita e le paure e le ombre del vivere.
    Alcuni passaggi penso siano indimenticabili. La sfida tra il giovane David ed il pesce spada ad esempio, questa lotta durata ore, con gli altri membri della barca intenti ad adiutare e ad osservare la potente determinazione e l'evolversi del rapporto tra il pesce e l'uomo destinato a trasformarsi in una sorta di amicizia.
    La notizia della morte di due figli, la voglia di scappare ai dolori ben sapendo che solo la morte ci libererà da essi: il tempo non è altro che un pagliativo.
    I dialoghi cubani, i ricordi della parigi dei bei tempi andati, di quando eran poveri ma anche felici. (rimando a Festa Mobile) Il dialogo con la madre del suo ultimo figlio morto.
    L'ultima parte, la determinata caccia all'equipaggio tedesco, la ricerca del dovere per scappare alla morte dell'ultimo figlio, una fuga tra le isole, una fuga dall'odore salmastro e di sangue, verso il proprio destino finale.

    ha scritto il 

  • 4

    Un tipico Hemingway (uno che riscrive sempre lo stesso romanzo. Ben scritto, qualche ripetizione, a tratti un po' lento: attenzione a non incagliarsi nella prima parte. Direi più una lettura maschile ...continua

    Un tipico Hemingway (uno che riscrive sempre lo stesso romanzo. Ben scritto, qualche ripetizione, a tratti un po' lento: attenzione a non incagliarsi nella prima parte. Direi più una lettura maschile

    ha scritto il 

  • 5

    Libro postumo e poco conosciuto di Hemingway. L'ho trovato bellissimo: dialoghi incantevoli, avventura, amore, amicizia... tutto con una semplicità di scritura che dà una forza incredibile alle sue pa ...continua

    Libro postumo e poco conosciuto di Hemingway. L'ho trovato bellissimo: dialoghi incantevoli, avventura, amore, amicizia... tutto con una semplicità di scritura che dà una forza incredibile alle sue pagine.

    ha scritto il 

  • 4

    Isole nella corrente è l'ultimo romanzo di Ernest Hemingway, uscito postumo. Secondo l'autore avrebbe essere dovuto essere il secondo libro di una serie di quattro fortemente autobiografici, ma la mor ...continua

    Isole nella corrente è l'ultimo romanzo di Ernest Hemingway, uscito postumo. Secondo l'autore avrebbe essere dovuto essere il secondo libro di una serie di quattro fortemente autobiografici, ma la morte dello scrittore ha interrotto il ciclo cominciato con il "Il vecchio e il mare", uno dei suoi romanzi più celebri.

    Questo splendido libro è suddiviso al suo interno in 3 parti: "Bimini", ambientato tra le omonime isole dell'arcipelago delle Bahamas, "Cuba" e "In mare" ambientati all'Avana e su una barca sull'Oceano Atlantico.

    Il pittore Thomas Hudson vive una vita tranquilla anche se abbastanza malinconica nella sua villa su una delle isole Bimini insieme ad alcuni amici. Passa le giornate dipingendo "con disciplina" e discutendo con alcuni amici artisti presenti sull'isola. Uniche occasioni di variazione della routine sono dovuti alle visite dei figli avuti dalle due ex-mogli precedenti. Una successione di eventi precipiteranno il pittore (evidentemente lo stesso Hemingway) in un baratro di malinconia e pessimismo.

    A mio avviso uno dei migliori romanzi di Hemingway, meglio di tutto quello che lo precede. Una scrittura fluida e coinvolgente, un'infinita di aforismi in grado di lasciarti a bocca aperta e di farti riflettere sulla vita, sulla morte, sull'amicizia, sull'amore.

    Unica pecca l'incompletezza: un finale per troncamento (probabilmente già voluto dall'autore) non rende un libro incompleto, ma l'ultima parte "in mare" è decisamente al di sotto dell'altissimo livello delle altre due. Forse Hemingway aveva intenzione di rivederla, risulta davvero debole confrontata con la forza dirompente delle altre due.

    Un libro che consiglio di leggere sia a chi conosce "Papa" ma non conosce questo libro, sia a chi vuole avvicinarsi all'autore senza aver letto mai nulla prima.

    La vita ti lascia con un sacco di domande a cui non esiste risposta. Ernest Hemingway, in questo romanzo, a quelle risposte ci va maledettamente vicino.

    ha scritto il