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It's Getting Later All the Time

(New Directions Paperbook)

By

Publisher: New Directions

3.6
(802)

Language:English | Number of Pages: 192 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , French , Spanish , Catalan

Isbn-10: 0811215466 | Isbn-13: 9780811215466 | Publish date:  | Edition Tra

Translator: Alastair McEwen

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
From Italy, an epistolary novel like no other, full of Tabucchi's special "enchantment, which trans-figures even as it captivates" (TLS).

In It's Getting Later All the Time, an epistolary novel with a twist, Antonio Tabucchi—"internationally acclaimed as the most original voice in the new generation of Italian writers" (The Harvard Book Review)—revitalizes an illustrious tradition, only to break all its rules. Seventeen men write seventeen strangely beautiful letters—tender or rancorous—lonely monologues which move in circles, each describing an affair, and each desperate for a reply which may never come. The letters plunge the reader into an electric, timeless no-man's-land of "this past that is always somewhere, hanging in shreds." And at last, collecting all their one-sided, remorseful adventures into a single polyphonic novel, an 18th letter startlingly answers the men's pleas: a woman's voice, distant, implacable, yet full of sympathy. It's Getting Later All the Time captures destinies which, though so varied in appearance, are at rock bottom all the same: broken. This is an anti-Proustian novel—time lost is lost forever: it is impossible to get back to the past no matter how it haunts the present. As Tabucchi remarked, "Broken time is a dimension you find lots of men living in...an ambiguous, impossible situation, because they are faced with a kind of remorse, a choice they never made."
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  • 3

    Scrittori improvvisati

    Scrivere lettere mi piace molto, e così come la persona amata è quella con cui si parla più volentieri, così è per me quella a cui più volentieri scrivo e scriverei: se in qualche modo vi riconoscete in queste frasi, il romanzo fa per voi, perché con ogni probabilità vi rileggerete nelle lettere ...continue

    Scrivere lettere mi piace molto, e così come la persona amata è quella con cui si parla più volentieri, così è per me quella a cui più volentieri scrivo e scriverei: se in qualche modo vi riconoscete in queste frasi, il romanzo fa per voi, perché con ogni probabilità vi rileggerete nelle lettere di cui è composto.

    Volendo però essere obiettivi - non mi sento di dire che un libro è valido unicamente perché mi ci riconosco -, bisognerebbe dire che la composizione nel complesso carente in coerenza, richiedendo al lettore un grande lavoro di riordinamento cronologico delle lettere, identificazione degli autori delle stesse e deduzione dei rapporti tra di loro e tra loro e le destinatarie delle missive; forse è l'inerzia estiva che mi fa sembrare questa fatica insormontabile, certo è che a vedere il romanzo così "smontato" può essere legittimo dubitare che una versione coerente alla fin fine esista.

    Allora forse è meglio pensare a Si sta facendo sempre più tardi come ad una semplice raccolta di lettere, scegliere quelle che si piacciono di più, e - se siete nella categoria cui accennavo all'inizio - aggiungervi a mente le migliori delle nostre, scritte e non.

    said on 

  • 5

    "Le finestre a volte non hanno imposte, si aprono su orizzonti molto più larghi di quelli reali."

    Adoro Tabucchi e questo "romanzo in forma di lettere" non fa che accrescere il mio amore per lui. Sei davanti a quel mare, su quelle isole sconosciute, assapori quei profumi, quegli odori e ascolti le stesse canzoni. Adoro Tabucchi perché sei ognuna di quelle diciassette donne a cui le lettere so ...continue

    Adoro Tabucchi e questo "romanzo in forma di lettere" non fa che accrescere il mio amore per lui. Sei davanti a quel mare, su quelle isole sconosciute, assapori quei profumi, quegli odori e ascolti le stesse canzoni. Adoro Tabucchi perché sei ognuna di quelle diciassette donne a cui le lettere sono indirizzate. Sei ognuno di quei diciassette uomini che le hanno scritte o che le stanno scrivendo. Adoro Tabucchi perché sei dentro a tutte queste storie, a volte reali, a volte strane e misteriose come un sogno. Sei tu le diciassette lettere, sei tu che le scrivi e sei tu che le leggi. Ho già detto che adoro Tabucchi??

    said on 

  • 4

    Questo libro sa di quella malinconia estiva che assale senza un perché, di campagne assolate, dove la mente è l'unica fonte di rumore, di ricordi che affiorano quando ormai credevi fossero sepolti. E li lasci affiorare, pian piano, scrivendo senza scrivere una lettera al tuo io più nascosto, a un ...continue

    Questo libro sa di quella malinconia estiva che assale senza un perché, di campagne assolate, dove la mente è l'unica fonte di rumore, di ricordi che affiorano quando ormai credevi fossero sepolti. E li lasci affiorare, pian piano, scrivendo senza scrivere una lettera al tuo io più nascosto, a un destinatario perso nel turbinio del tempo, l'ultima lettera, la più significativa, anche perché non scritta.

    said on 

  • 4

    «E ho pensato alla vita, che è surrettizia, e che raramente mostra in superficie le sue ragioni, e invece il suo vero percorso avviene in profondità, come un fiume carsico. Ti avevo detto: ora è finita. Ma senza dirtelo, perché anche il silenzio è carsico».
    “Si sta facendo sempre più tardi” ...continue

    «E ho pensato alla vita, che è surrettizia, e che raramente mostra in superficie le sue ragioni, e invece il suo vero percorso avviene in profondità, come un fiume carsico. Ti avevo detto: ora è finita. Ma senza dirtelo, perché anche il silenzio è carsico».
    “Si sta facendo sempre più tardi” è un libro del tutto diverso dalla produzione letteraria dell’autore, il libro si articola di diciassette lettere scritte da uomini che non vengono mai pienamente delineati a donne altrettanto poco dipinte, misteriose, evanescenti.
    Vengono presentate solo per il loro nome che mostra la creatività dell’autore che li mutua su più fronti, si va dal comico, allo storico, alle sue origini.
    Un libro particolare che risulta a lungo un po’ fragile, che sembra nel finale riprendersi la rivincita e il colpo di scena, lasciando spazio non più alla grettezza, alla brutalità degli uomini, ma all’incantevole delicatezza di una mano femminile.
    Diversi sono anche gli scenari paesaggistici che mostrano la cosmopolita essenza dello scrittore, come vari sono i destini delle donne descritte: donne dell’aldilà, donne adultere, donne sottomesse. Il tutto è corredato da una scrittura attenta ed elegante, forse troppo, che ne appesantisce la lettura. Insomma Tabucchi indaga e scrive d’amore, quell’amore che tante volte si dissolve, divenendo incertezza. La copertina è un chiaro e distintivo segno di quanto l’autore volutamente non cerchi di dare identità ai suoi personaggi, anzi li mostra nel loro profondo anonimato, in un abbraccio che è forse amore molesto, amore snaturato.

    La lettera intitolata Il fiume, l'avevo inizialmente intitolata Senza fine, pensando un'indimenticabile canzone di Gino Paoli, anche perché mi pareva che parole come: "Sei un attimo senza fine, non hai ieri, non hai domani" non si possano dire impunemente a una donna: esigono uno svolgimento qualsiasi. Non escludo che a qualcuno essa possa ricordare A terceira margem do rio di Guimaraes Rosa, racconto la cui maestosità mi impressionò quanto la vista del Rio delle Amazzoni. Ma, come è stato detto, la letteratura non è un treno che corre in superficie, ma un fiume carsico che sbuca dove meglio gli pare, nel senso che il suo corso sfugge ad ogni controllo di superficie.

    Post scriptum, A. T.

    “Il passato è più facile da leggere: uno si volta all’indietro e, potendo, da un’occhiata. E poi, sia come sia, esso rimane sempre impigliato da qualche parte, magari a brandelli. A volte bastano soltanto l’olfatto e le papille gustative, è notorio: lo sappiamo da certi romanzi, anche belli. Oppure un ricordo, quale che sia: un oggetto visto nell’infanzia, un bottone ritrovato in un cassetto, che so, una persona che essendo un’altra te ne ricorda un’altra, un vecchio biglietto del tram. E all’improvviso sei lì, proprio su quel trammino sferragliante che andava da Porta Ticinese al Castello Sforzesco”.

    “ […] quando leggerai la lettera che un giorno ti scriverò, vedrai, una lettera a cui ho sempre pensato, che mi ha accompagnato per tutto questo tempo, una lettera che ti devo e che scriverò davvero, puoi starne certa, te lo prometto…si sta facendo sempre più tardi”.

    said on 

  • 3

    L’idea di partenza è indubbiamente ottima: parlare d’amore attraverso le lettere.


    Non esiste cosa più intima ed introspettiva di una lettera sincera, che esclude la pressione del dialogo e del mantenimento di un certo ritmo di conversazione con la persona che si ha di fronte.


    La co ...continue

    L’idea di partenza è indubbiamente ottima: parlare d’amore attraverso le lettere.

    Non esiste cosa più intima ed introspettiva di una lettera sincera, che esclude la pressione del dialogo e del mantenimento di un certo ritmo di conversazione con la persona che si ha di fronte.

    La comunicazione epistolare dà il tempo di pensare, di ricordare, di prendere ampie pause di respiro fra un pensiero e l’altro, perché non importa quanto tempo ci impiegheremo a scriverla, l’importante è riuscire a mettere su carta quanto sentiamo, e questo richiede molta più concentrazione rispetto all’aprire bocca ed esternare così i pensieri.

    L’amore è il tema principe in una missiva. Poche cose sono romantiche come una lettera d’amore, no?

    Eppure, sebbene i binari di questo romanzo partano su ottime premesse, ad un certo punto il filo del discorso si perde.

    Sarà perché è più difficile mantenere la concentrazione se il testo è diviso rispetto ad essere un corpo unico, sarà che a volte si ha la sensazione che invece di andare dritti al cuore del discorso e al cuore del mittente, il discorso prenda altre tangenti e si perda fra dissertazioni filosofiche nemmeno troppo nuove, a mio avviso.

    Alcuni passi sono invece davvero profondi, ed è esattamente quando l’autore si apre a considerazioni personali e sentite, lasciando in secondo piano il suo ruolo di scrittore di romanzi per favorire il ruolo di scrittore di lettere e non pensando più ai lettori del romanzo, ma solo ed esclusivamente alla destinataria delle sue lettere.

    Ecco, forse il romanzo perde un po’ a causa del dualismo del ruolo dell’autore. Avrebbe potuto essere una freccia che colpisce al cuore, ahimé il centro viene mancato.

    said on 

  • 0

    estratto dal libro..

    ..la memoria rievoca il vissuto, è precisa, esatta, implacabile, ma non produce niente di nuovo: è questo il suo limite. L'immaginazione, invece, non può evocare niente, perché non può ricordare, ed è questo il suo limitre..

    said on 

  • 3

    Mi piace come scrive Tabuccchi, ma questo romanzo non fa per me: il filo conduttore delle lettere d'amore è reso in maniera affascinante e originale, ma è tutto troppo scollegato.

    said on 

  • 4

    Occhi miei cari, miei capelli di miele...

    Ma la nostra storia potrebbe iniziare ugualmente così, perchè come in quel romanzo il tempo è fondamentale, nella nostra storia: il tempo fatto di niente: un "petit rien" che ci fa pensare che cosa guida le cose: a volte un niente"


    Un libro pervaso di tenera soffice sottile ininte ...continue

    Ma la nostra storia potrebbe iniziare ugualmente così, perchè come in quel romanzo il tempo è fondamentale, nella nostra storia: il tempo fatto di niente: un "petit rien" che ci fa pensare che cosa guida le cose: a volte un niente"

    Un libro pervaso di tenera soffice sottile ininterrotta malinconia, quell'unico filo che alle volte può tenere legate due anime nel tempo che scorre imperturbato; la malinconica armonia della partenza, del ritorno, dell'andata, dell'arrivo.. e quell'unico mezzo capace di portare in sé il tempo: la scrittura. Lettere senza nome, del non-luogo, ma con un immenso bisogno di riscrivere le forme, le linee le curve di ciò che è stato, ciò che avrebbe potuto esserci, che è o che sarà nonostante tutto...

    ...E poi ti direi di quella volta che ti vidi, mentre tu mi mostravi il paesaggio, e che la tua figurina stagliata contro l'orizzonte mi parve la cosa più bella che il mondo avesse concepito, e io ebbi voglia di interrompere la tua sapiente descrizione abbracciandoti con il calore dei sensi che allora erano infiammati. E poi ti direi di certe notte in cui parlavamo di quella casa sul mare, di certi momenti a Roma, dell'Aniene, e di altri fiumi che abbiamo guardato insieme pensando che essi scorressero soli, senza accorgerci che noi scorrevamo con loro..."

    said on 

  • 2

    esercizio intellettuale non appassionante.
    cultura e filosofia che si mescolano a malinconia e nostalgia esistenziale.
    un fermo posta che altro non è che il capolinea, non solo delle missive.

    said on 

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