It

Di

Editore: Sperling & Kupfer (Pandora, 365)

4.4
(8916)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 1238 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Chi tradizionale , Svedese , Russo , Olandese , Turco , Portoghese , Polacco , Croato , Ceco

Isbn-10: 8820007053 | Isbn-13: 9788820007058 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Tullio Dobner ; Illustrazione di copertina: Bob Giusti

Disponibile anche come: Paperback , eBook , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Horror , Fantascienza & Fantasy

Ti piace It?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
In una ridente e sonnolenta cittadina americana, un gruppo di ragazzini, esplorando per gioco le fogne, risveglia da un sonno primordiale una creatura informe e mostruosa: It. E quando, molti anni dopo, It ricompare a chiedere il suo tributo di sangue, gli stessi ragazzini, ormai adulti, abbandonano la famiglia e il proprio lavoro per tornare a combatterlo. E l'incubo ricomincia. Un viaggio illuminante lungo l'oscuro corridoio che conduce dagli sconcertanti misteri dell'infanzia a quelli della maturità.
Ordina per
  • 0

    Forse lo avrei apprezzato di più se letto in adolescenza..
    Lo trovo noioso, e i pochi momenti di "paura" non compensano le lungaggini che tanto odio. Peccato, me ne avevano parlato così bene..
    A parit ...continua

    Forse lo avrei apprezzato di più se letto in adolescenza..
    Lo trovo noioso, e i pochi momenti di "paura" non compensano le lungaggini che tanto odio. Peccato, me ne avevano parlato così bene..
    A parità di pagine, e di autore, ho amato molto The dome, letto in una settimana, piuttosto che questo tanto acclamato It.
    Il mostro reale, secondo me, è il padre di Bev, sono i bambini cattivi (e un po' psicopatici, se mi permettete), è la madre di Eddie, sono gli adulti che si girano dall'altra parte.

    ha scritto il 

  • 4

    La fine e l'inizio

    Amo King, ho letto molto di questo autore ma non avevo mai letto IT, il suo capolavoro, perchè di capolavoro si tratta. C'è tutto quello che mi piace in un libro: una scrittura particolareggiata, prot ...continua

    Amo King, ho letto molto di questo autore ma non avevo mai letto IT, il suo capolavoro, perchè di capolavoro si tratta. C'è tutto quello che mi piace in un libro: una scrittura particolareggiata, protagonisti ben caratterizzati, tematiche un po' scomode, tensione, paura. Quelli che per alcuni sono difetti (prolissità) per me sono pregi e proprio per questo ho adorato questo romanzo. È una lettura secondo me imprescindibile, lo consiglio a tutti, non ve ne pentirete.

    ha scritto il 

  • 3

    Sommate tutte insieme, le mie recensioni di King formano un unico consiglio spassionato: devo smettere di leggerlo. Ogni volta sembra poter essere nelle mie corde, ma prende sempre una piega che non m ...continua

    Sommate tutte insieme, le mie recensioni di King formano un unico consiglio spassionato: devo smettere di leggerlo. Ogni volta sembra poter essere nelle mie corde, ma prende sempre una piega che non mi soddisfa in pieno.

    Con le sue mille-e-passa pagine, It se non altro mi è servito a inquadrare esattamente perché King non fa per me:
    1) È troppo letterale, negli intenti e nell'orrore. È palesemente una storia sul potere delle storie, sul diventare grandi, sugli amici e sulle paure d'infanzia che crescendo rispettivamente si superano e si dimenticano. Personaggi quali Eddie e Bev da bambini sono tormentati il primo da una madre iperprotettiva e la seconda da un padre violento, e da adulti naturalmente si ritrovano sposati con la copia dei loro genitori perché "tale madre/padre, tale moglie/marito". Infine l'orrore, prendendo la forma degli incubi di ogni bambino, tenta con tutte le sue forze di spaventare con urla e sangue, ma perlomeno a me fa più impressione leggere di un palloncino che fluttua controvento rispetto a un lupo mannaro che ti corre dietro. È un concetto che mi riporta ad Arthur Machen:

    «'And what is sin?' said Cotgrave.
    'I think I must reply to your question by another. What would your feelings be, seriously, if your cat or your dog began to talk to you, and to dispute with you in human accents? You would be overwhelmed with horror. I am sure of it. And if the roses in your garden sang a weird song, you would go mad. And suppose the stones in the road began to swell and grow before your eyes, and if the pebble that you noticed at night had shot out stony blossoms in the morning?
    'Well, these examples may give you some notion of what sin really is.'»

    Che penso non sia sconosciuto a King, visto che lui stesso dice qualcosa di simile:

    «Go to your church and listen to your stories about Jesus walking on the water, but if I saw a guy doing that I’d scream and scream and scream. Because it wouldn’t look like a miracle to me. It would look like an offense

    2) Questo non vuol dire che King non riesca a scioccarmi. Ci riesce sfiancandomi, insistendo su quelli che sono i miei tabù: il vero orrore di Derry infatti non è It, ma Derry stessa, posto ideale per incontrare genitori violenti, pedofili, sociopatici e bulletti che ti avvelenano il cane. Credo di aver visto di peggio in Lasciami entrare, che potrei definire come un It svedese di mio gradimento, ma per ragioni che non so ancora spiegarmi al confronto il terrore di King mi sembra gratuito. L'inferno vissuto dai personaggi non è piacevole da attraversare neanche se sei convinto sin dall'inizio che chi sopravvivrà avrà un lieto fine.

    Il mio problema principale con It è che se la prende con comodo. Da un lato si dilunga troppo: avrei tagliato un sacco di sottotrame e l'unica parte che mi ha tenuto incollato alle pagine è la serie di cliffhanger e avanti-e-indietro alla fine. Dall'altro finge di chiudere tutto alla perfezione, ma i pericoli reali che alimentano la tensione sul finale non vengono risolti, bensì accantonati frettolosamente.
    Non fraintendetemi, è valsa la pena leggere It. Però stavolta ho imparato la lezione e con King mi fermo qui.
    Ehi, però c'è 11.22.63

    ha scritto il 

  • 3

    Non ho finito IT, è IT che ha finito me!

    I brividoni di paura li fa venire davvero in più e più passaggi, ma quanto è lungo questo libro?
    A volte prolisso ma soprattutto interminabile

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro

    Capolavoro non di SK, ma in senso generale. Lo lessi tanti anni fa e segnò il mio modo di leggere e considerare i libri. Non adatto a chi è abituato a letture superficiali o solo commerciali.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    It uccide..... di noia !!!

    Se questo e' il capolavoro di Stephen King non oso pensare com'è un suo libro brutto.
    Credo che sia un libro che vada letto entro una certa eta' (20/25 anni ??) e in quel caso dia' pure motivo di vant ...continua

    Se questo e' il capolavoro di Stephen King non oso pensare com'è un suo libro brutto.
    Credo che sia un libro che vada letto entro una certa eta' (20/25 anni ??) e in quel caso dia' pure motivo di vanto per l'impresa titanica; se letto ad un eta’ matura mostra tutte le sue discrepanze e incoerenze
    In realtà questo polpettone di 1.300 e' di una noia mortale. Una vicenda banale strascicata per pagine e pagine e allungata di descrizioni maniacali di dettagli inutili e farcita di episodi che poco portano all'economia del racconto. Un mostro tiene in ostaggio da sempre una cittadina del Maine e chiede il suo tributo di sangue ogni 25/27 anni.
    7 personaggi da cliché vessati da 3 personaggi da cliché tentano di eliminare il mostro e ovviamente ci riescono giusto giusto nelle ultime 100 pagine forse perché King aveva pura di trovarsi schiere di “Annie Wilkes” davanti a casa in caso di vittoria del mostro.
    Dovrebbe essere un inno all'amicizia ma in fin dei conti i personaggi vivono la loro avventura giusto per i mesi estivi del 1958 per poi ritrovarsi nel 1985 pure in preda di amnesie. Non propriamente il mio concetto di amicizia.
    Il mostro (anzi LA mostrA) e' decisamente ridicolo e contraddittorio. Dovrebbe rappresentare la paura infantile, la paura di cresce e diventare grandi e invece si scopre che e' un entità extraterrestre che ha paura a sua volta e ad un certo punto teme pure sta combriccola di nerd. Fa quasi tenerezza.
    Ora io non sono entrato in sintonia con la mitologia di King ma se IT rappresenta il male non si capisce perché dovrebbe venire dallo spazio e non si capisce come mai il bene (interpretato da un'inutile tartaruga) arriva SOLO sul finale del libro (peraltro con un utilità pari al cinese dei Black Eyes Peas). Mah
    Ecco mi aspettavo tensione, paura e angoscia e ho trovato pedanteria e sbadigli
    Insomma leggetelo solo se siete coraggiosi e non avete paura del vero mostro: LA NOIA !

    ha scritto il 

  • 5

    Il capolavoro di King

    Ho sempre rimandato la lettura di questo libro perchè spaventato dal numero di pagine.
    Ho deciso che era arrivato il momento...ed ho scoperto il libro più bello che io abbia mai letto.
    Un libro meravi ...continua

    Ho sempre rimandato la lettura di questo libro perchè spaventato dal numero di pagine.
    Ho deciso che era arrivato il momento...ed ho scoperto il libro più bello che io abbia mai letto.
    Un libro meraviglioso, dove l'horror è solo un piccolo contorno a tutto ciò che succede attorno ai 7 protagonisti.
    Si perchè il vero punto chiave di questo libro è l'amicizia, il legame che si crea tra i 7 amici della banda dei Perdenti, con le loro paure e le loro debolezze.
    Uno di quei libri che una volta finito ti lascia addosso tristezza, perchè ti mancano i personaggi, ti manca l'atmosfera che solo libri di questo tipo riescono a farti vivere.
    In conclusione, un capolavoro da leggere assolutamente, anzi, che sicuramente rileggerò.

    ha scritto il 

  • 5

    Come si può riuscire a ricordare cosa prova un bambino, cosa sente, come assapora il mondo e le sue paure? King ci riesce perfettamente e in.un.sapiente intreccio di infanzia e vita adulta muove sette ...continua

    Come si può riuscire a ricordare cosa prova un bambino, cosa sente, come assapora il mondo e le sue paure? King ci riesce perfettamente e in.un.sapiente intreccio di infanzia e vita adulta muove sette piccoli personaggi, sette piccoli eletti, in una storia dove la paura si sconfigge con la speranza, la spensieratezza e la vita. Incredibilmente bello...

    ha scritto il 

  • 5

    It è un romanzo horror scritto da Stephen King e pubblicato nel 1986. In una ridente e sonnolenta cittadina americana, un gruppo di ragazzini, esplorando per gioco le fogne, risveglia da un sonno prim ...continua

    It è un romanzo horror scritto da Stephen King e pubblicato nel 1986. In una ridente e sonnolenta cittadina americana, un gruppo di ragazzini, esplorando per gioco le fogne, risveglia da un sonno primordiale una creatura informe e mostruosa: It.
    E quando, molti anni dopo, It ricomincia a chiedere il suo tributo di sangue, gli stessi ragazzini, ormai adulti,
    abbandonano famiglia e lavoro per tornare a combatterla. E l'incubo ricomincia.Per prima cosa mi sento in dovere di
    precisare che a mio avviso si tratta di un grandissimo capolavoro,
    In questo titolo forse, la chiave per la grandissima riuscita di tutto ciò, è stata l'essere assai prolisso si Stephen King e questa è la mia prima convinzione, perché è riuscito tramite l'esposizione di tutti i possibili dettagli a creare immagini
    vivide nella mia mente, permettendomi di immedesimarmi in maniera ottimale nelle varie vicende. Non bisogna dimenticare i
    nostri protagonisti, anch'essi perfettamente descritti e con dei caratteri e dei comportamenti che a mio avviso è difficile
    non amare.
    L'altro fattore che a mio avviso ha determinato il grande successo di It, sono i temi trattati che sono i più disparati e vanno dal tema adolescenziale con tutte le relative diramazioni, l'amicizia, l'amore, la visione del mondo adulto da parte
    dei ragazzini, la maturazione e così via...e tutti ciò da a questo libro un buon peso per quanto riguarda anche i contenuti. La cosa che però più mi ha colpito è il "Club dei Perdenti", ovvero il gruppo di ragazzini protagonisti del libro, che mostra moltissime facce di possibili problemi che vanno a crearsi nell'età adolescenziale e che molto spesso sono motivo di
    bullismo nella nostra società. Ogni ragazzino ha i propri difetti, che non sto ad elencare visto che andrei sicuramente a
    semplificare troppo il tutto senza rendere pienamente giustizia ad essi, ma sono accomunati tutti da una cosa. Sono
    perseguitati dai bulli, e poi si scoprirà che tutti hanno visto almeno una volta It.Che dire di It, in poche parole è
    difficile da delineare esattamente ciò che è It...forse addirittura non è possibile. It è ovunque, persino dentro tutti noi.
    It è la paura e tutte le nostre debolezze S. King è riuscito a creare un gran lavoro che è incalzante, riesce a lasciarti estremamente teso in alcune situazioni ma che risulta essere tutt'altro che scontato e banale.
    Ma “It” non è, non può essere solo, un romanzo horror: giacché King non è uno scrittore dell’horror in senso stretto, ma
    egli è invece, come ormai ampiamente assodato anche dalla critica più severa, un osservatore attento di un’epoca della vita
    che egli considera la migliore del corso dell’umana esperienza, quella più tenera e delicata, più magica e poetica, più
    sensibile e delicata, più fine, più tenera, più emotiva: l’età della primissima adolescenza. Guarda caso, è l’età anche più
    impressionabile dell’umana esistenza, e perciò l’età in cui la curiosità è particolarmente pungente, la fantasia fervida, la
    voglia di sapere, di conoscere, di vedere oltre le apparenze, sono fortissime, tenaci, in un’ottica non più infantile ma non
    ancora freddamente razionale, tipica dell’età adulta,
    Quindi che dire, spero che decidiate di affrontare questa lettura senza lasciarvi spaventare dalla mole dell'opera perché è veramente un peccato non leggere un libro del genere, che alla conclusione lascia un vuoto e un senso di perdita veramente grande

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per