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Italiani dovete morire

Di

Editore: Longanesi & C.

4.1
(81)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8830418439 | Isbn-13: 9788830418431 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 5

    Appassionato e appassionante.

    Si vede che l'autore ha la mano del romanziere, perché appassiona non solo usando la drammaticità intrinseca a questa italianissima vicenda, ma ricorrendo a uno stile fortemente narrativo e avvincente. Anche per suo merito approfondirò l'argomento.

    ha scritto il 

  • 4

    Sono pagine tristi nelle quali scorre il racconto del massacro compiuto dai tedeschi degli uomini della divisione Acqui a Cefalonia. "La Wehrmacht ha instaurato un dominio assoluto,i suoi ufficiali reputano di potersi sostituire a Dio,i presunti traditori della Acqui sembrano esser lì affinché ma ...continua

    Sono pagine tristi nelle quali scorre il racconto del massacro compiuto dai tedeschi degli uomini della divisione Acqui a Cefalonia. "La Wehrmacht ha instaurato un dominio assoluto,i suoi ufficiali reputano di potersi sostituire a Dio,i presunti traditori della Acqui sembrano esser lì affinché marescialli,tenenti,capitani provino l'ebbrezza di disporre a piacimento della vita altrui senza doverne rendere conto". Giovani che si sono sacrificati,che hanno sperato fino all'ultimo nell'arrivo di un aiuto,che sono stati invece lasciati soli,che hanno subito un massacro e che non devono essere dimenticati.

    ha scritto il 

  • 0

    Caruso racconta, in modo assai documentato e con dovizia di particolari, una pagina della nostra storia che dimostra come, da italiani, siamo in fondo sempre uguali.
    Abbandonati pigramente in quel di Cefalonia, in un clima simile a quello raccontato in "Mediterraneo", i 12000 della division ...continua

    Caruso racconta, in modo assai documentato e con dovizia di particolari, una pagina della nostra storia che dimostra come, da italiani, siamo in fondo sempre uguali.
    Abbandonati pigramente in quel di Cefalonia, in un clima simile a quello raccontato in "Mediterraneo", i 12000 della divisione Acqui vengono colti e travolti dalle conseguenze dell'8 settembre.
    L'ignavità e la dissoluzione del comando portano inevitabilmente alla tragedia. Dopo la sofferta scelta di non cedere le armi ai nazisti, decisioni folli e scellerate portano al disastro, che viene innaffiato di abbondante e commovente eroismo, come è nella nostra tradizione.
    Tragico e appassionante, va letto...per continuare a conoscersi, come popolo.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro molto ben scritto su una tragedia dimenticata:
    la strage di Cefalonia, avvenuta all'indomani dell'armistizio dell'8 settembre '43 e costata circa 9500 morti.
    Un libro che consente di capire molte cose. In ordine sparso: la burocrazia della guerra, la responsabilità degli uffi ...continua

    Un libro molto ben scritto su una tragedia dimenticata:
    la strage di Cefalonia, avvenuta all'indomani dell'armistizio dell'8 settembre '43 e costata circa 9500 morti.
    Un libro che consente di capire molte cose. In ordine sparso: la burocrazia della guerra, la responsabilità degli ufficiali (che prendono le decisioni, obbediscono ai superiori e comunque sanno di essere gli unici o i primi a pagare con la vita), lo smarrimento degli italiani (abbandonati dal re, da Badoglio, dall'Italia), le conseguenze degli errori di strategia (se non si fossero cedute certe posizioni, se non si fosse perso tempo, se si fosse agito di notte, se....), la voglia di sangue spietata dei tedeschi e del reparto di altoatesini (viene voglia di non andare più in vacanza da quelle parti), il coraggio degli uomini che preferirono la dignità alla vita, che preferirono morire sul "pezzo" (di artiglieria) piuttosto che diventare prigionieri, la capacità di sperare e di agire contro ogni speranza e contro ogni evidenza....per arrivare alla piccola rivincita finale.
    Inoltre lo sforzo di Caruso nel costruire una testimonianza storica seria, mostra come contradditorie, falsate e fuorvianti possano essere le fonti.
    Un libro duro che ogni italiano dovrebbe leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello ed obiettivo

    Un ottimo libro, che ricostruisce con obiettività e partecipazione una delle pagine più tragiche e tristi (e presto dimenticata) del nostro esercito durante la Seconda Guerra Mondiale. Lo stile dell'autore, limpido ed appassionato, rende la lettura scorrevole ed appassionante. Consigliato.

    ha scritto il 

  • 5

    Cito la quarta di copertina:
    "A tutti quei ragazzi di venti e trent'anni chiamati sull'isola di Cefalonia a scegliere tra la vita e l'onore. Scelsero l'onore sacrificando la vita per un'Italia che dapprima li abbandonò e poi li ha cancellati."

    ha scritto il 

  • 5

    ho avuto il piacere di conoscere l'autore, Alfio Caruso, che si è ben documentato sull'eccidio di Cefalonia, dove morirono fucilati quasi 10 mila soldati italiani, tra cui il mio nonno. Scritto con molta partecipazione, molto interessanti le toccanti testimonianze dei sopravvissuti ,ancora vivi ...continua

    ho avuto il piacere di conoscere l'autore, Alfio Caruso, che si è ben documentato sull'eccidio di Cefalonia, dove morirono fucilati quasi 10 mila soldati italiani, tra cui il mio nonno. Scritto con molta partecipazione, molto interessanti le toccanti testimonianze dei sopravvissuti ,ancora vivi.

    ha scritto il 

  • 4

    La nostra storia.

    A tutti quei ragazzi di venti e trent'anni chiamati sull'isola di Cefalonia a scegliere tra la vita e l'onore.
    Scelsero l'onore sacrificando la vita per un'Italia che dapprima li abbandonò e poi li ha cancellati.

    ha scritto il