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It's Getting Later All the Time

(New Directions Paperbook)

By Antonio Tabucchi

(2)

| Paperback | 9780811215466

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Book Description

From Italy, an epistolary novel like no other, full of Tabucchi's special "enchantment, which trans-figures even as it captivates" (TLS).

In It's Getting Later All the Time, an epistolary novel with a twist, Antonio Tabucc Continue

From Italy, an epistolary novel like no other, full of Tabucchi's special "enchantment, which trans-figures even as it captivates" (TLS).

In It's Getting Later All the Time, an epistolary novel with a twist, Antonio Tabucchi—"internationally acclaimed as the most original voice in the new generation of Italian writers" (The Harvard Book Review)—revitalizes an illustrious tradition, only to break all its rules. Seventeen men write seventeen strangely beautiful letters—tender or rancorous—lonely monologues which move in circles, each describing an affair, and each desperate for a reply which may never come. The letters plunge the reader into an electric, timeless no-man's-land of "this past that is always somewhere, hanging in shreds." And at last, collecting all their one-sided, remorseful adventures into a single polyphonic novel, an 18th letter startlingly answers the men's pleas: a woman's voice, distant, implacable, yet full of sympathy. It's Getting Later All the Time captures destinies which, though so varied in appearance, are at rock bottom all the same: broken. This is an anti-Proustian novel—time lost is lost forever: it is impossible to get back to the past no matter how it haunts the present. As Tabucchi remarked, "Broken time is a dimension you find lots of men living in...an ambiguous, impossible situation, because they are faced with a kind of remorse, a choice they never made."

108 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    "Le finestre a volte non hanno imposte, si aprono su orizzonti molto più larghi di quelli reali."

    Adoro Tabucchi e questo "romanzo in forma di lettere" non fa che accrescere il mio amore per lui. Sei davanti a quel mare, su quelle isole sconosciute, assapori quei profumi, quegli odori e ascolti le stesse canzoni. Sei ognuna di quelle diciassette ...(continue)

    Adoro Tabucchi e questo "romanzo in forma di lettere" non fa che accrescere il mio amore per lui. Sei davanti a quel mare, su quelle isole sconosciute, assapori quei profumi, quegli odori e ascolti le stesse canzoni. Sei ognuna di quelle diciassette donne a cui le lettere sono indirizzate. Sei ognuno di quei diciassette uomini che le hanno scritte o che le stanno scrivendo. Sei dentro a tutte queste storie, a volte reali, a volte strane e misteriose come un sogno. Sei tu le diciassette lettere, sei tu che le scrivi e sei tu che le leggi. Ho già detto che adoro Tabucchi??

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    Mauro Torquati57 said on Jul 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Questo libro sa di quella malinconia estiva che assale senza un perché, di campagne assolate, dove la mente è l'unica fonte di rumore, di ricordi che affiorano quando ormai credevi fossero sepolti. E li lasci affiorare, pian piano, scrivendo senza sc ...(continue)

    Questo libro sa di quella malinconia estiva che assale senza un perché, di campagne assolate, dove la mente è l'unica fonte di rumore, di ricordi che affiorano quando ormai credevi fossero sepolti. E li lasci affiorare, pian piano, scrivendo senza scrivere una lettera al tuo io più nascosto, a un destinatario perso nel turbinio del tempo, l'ultima lettera, la più significativa, anche perché non scritta.

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    StefaniaM said on Jul 9, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    «E ho pensato alla vita, che è surrettizia, e che raramente mostra in superficie le sue ragioni, e invece il suo vero percorso avviene in profondità, come un fiume carsico. Ti avevo detto: ora è finita. Ma senza dirtelo, perché anche il silenzio è ca ...(continue)

    «E ho pensato alla vita, che è surrettizia, e che raramente mostra in superficie le sue ragioni, e invece il suo vero percorso avviene in profondità, come un fiume carsico. Ti avevo detto: ora è finita. Ma senza dirtelo, perché anche il silenzio è carsico».
    “Si sta facendo sempre più tardi” è un libro del tutto diverso dalla produzione letteraria dell’autore, il libro si articola di diciassette lettere scritte da uomini che non vengono mai pienamente delineati a donne altrettanto poco dipinte, misteriose, evanescenti.
    Vengono presentate solo per il loro nome che mostra la creatività dell’autore che li mutua su più fronti, si va dal comico, allo storico, alle sue origini.
    Un libro particolare che risulta a lungo un po’ fragile, che sembra nel finale riprendersi la rivincita e il colpo di scena, lasciando spazio non più alla grettezza, alla brutalità degli uomini, ma all’incantevole delicatezza di una mano femminile.
    Diversi sono anche gli scenari paesaggistici che mostrano la cosmopolita essenza dello scrittore, come vari sono i destini delle donne descritte: donne dell’aldilà, donne adultere, donne sottomesse. Il tutto è corredato da una scrittura attenta ed elegante, forse troppo, che ne appesantisce la lettura. Insomma Tabucchi indaga e scrive d’amore, quell’amore che tante volte si dissolve, divenendo incertezza. La copertina è un chiaro e distintivo segno di quanto l’autore volutamente non cerchi di dare identità ai suoi personaggi, anzi li mostra nel loro profondo anonimato, in un abbraccio che è forse amore molesto, amore snaturato.

    La lettera intitolata Il fiume, l'avevo inizialmente intitolata Senza fine, pensando un'indimenticabile canzone di Gino Paoli, anche perché mi pareva che parole come: "Sei un attimo senza fine, non hai ieri, non hai domani" non si possano dire impunemente a una donna: esigono uno svolgimento qualsiasi. Non escludo che a qualcuno essa possa ricordare A terceira margem do rio di Guimaraes Rosa, racconto la cui maestosità mi impressionò quanto la vista del Rio delle Amazzoni. Ma, come è stato detto, la letteratura non è un treno che corre in superficie, ma un fiume carsico che sbuca dove meglio gli pare, nel senso che il suo corso sfugge ad ogni controllo di superficie.

    Post scriptum, A. T.

    “Il passato è più facile da leggere: uno si volta all’indietro e, potendo, da un’occhiata. E poi, sia come sia, esso rimane sempre impigliato da qualche parte, magari a brandelli. A volte bastano soltanto l’olfatto e le papille gustative, è notorio: lo sappiamo da certi romanzi, anche belli. Oppure un ricordo, quale che sia: un oggetto visto nell’infanzia, un bottone ritrovato in un cassetto, che so, una persona che essendo un’altra te ne ricorda un’altra, un vecchio biglietto del tram. E all’improvviso sei lì, proprio su quel trammino sferragliante che andava da Porta Ticinese al Castello Sforzesco”.

    “ […] quando leggerai la lettera che un giorno ti scriverò, vedrai, una lettera a cui ho sempre pensato, che mi ha accompagnato per tutto questo tempo, una lettera che ti devo e che scriverò davvero, puoi starne certa, te lo prometto…si sta facendo sempre più tardi”.

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    Jack said on Dec 29, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L’idea di partenza è indubbiamente ottima: parlare d’amore attraverso le lettere.

    Non esiste cosa più intima ed introspettiva di una lettera sincera, che esclude la pressione del dialogo e del mantenimento di un certo ritmo di conversazione con la ...(continue)

    L’idea di partenza è indubbiamente ottima: parlare d’amore attraverso le lettere.

    Non esiste cosa più intima ed introspettiva di una lettera sincera, che esclude la pressione del dialogo e del mantenimento di un certo ritmo di conversazione con la persona che si ha di fronte.

    La comunicazione epistolare dà il tempo di pensare, di ricordare, di prendere ampie pause di respiro fra un pensiero e l’altro, perché non importa quanto tempo ci impiegheremo a scriverla, l’importante è riuscire a mettere su carta quanto sentiamo, e questo richiede molta più concentrazione rispetto all’aprire bocca ed esternare così i pensieri.

    L’amore è il tema principe in una missiva. Poche cose sono romantiche come una lettera d’amore, no?

    Eppure, sebbene i binari di questo romanzo partano su ottime premesse, ad un certo punto il filo del discorso si perde.

    Sarà perché è più difficile mantenere la concentrazione se il testo è diviso rispetto ad essere un corpo unico, sarà che a volte si ha la sensazione che invece di andare dritti al cuore del discorso e al cuore del mittente, il discorso prenda altre tangenti e si perda fra dissertazioni filosofiche nemmeno troppo nuove, a mio avviso.

    Alcuni passi sono invece davvero profondi, ed è esattamente quando l’autore si apre a considerazioni personali e sentite, lasciando in secondo piano il suo ruolo di scrittore di romanzi per favorire il ruolo di scrittore di lettere e non pensando più ai lettori del romanzo, ma solo ed esclusivamente alla destinataria delle sue lettere.

    Ecco, forse il romanzo perde un po’ a causa del dualismo del ruolo dell’autore. Avrebbe potuto essere una freccia che colpisce al cuore, ahimé il centro viene mancato.

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    Chicca said on Sep 5, 2013 | Add your feedback

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    estratto dal libro..

    ..la memoria rievoca il vissuto, è precisa, esatta, implacabile, ma non produce niente di nuovo: è questo il suo limite. L'immaginazione, invece, non può evocare niente, perché non può ricordare, ed è questo il suo limitre..

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    Gloriana said on May 29, 2013 | Add your feedback

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    Mi piace come scrive Tabuccchi, ma questo romanzo non fa per me: il filo conduttore delle lettere d'amore è reso in maniera affascinante e originale, ma è tutto troppo scollegato.

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    Wiwi said on Feb 10, 2013 | Add your feedback

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