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Ivan il terribile

Di

Editore: Rizzoli

3.3
(75)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 315 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8817056022 | Isbn-13: 9788817056021 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
È la cattiveria di Ivan a essere così seducente? Oppure la sua tenerezza improvvisa, capace di annullare le barriere con cui gli altri ragazzi lo tengono a distanza? Di lui i coetanei sanno poco: solo che ha quindici anni ed è appena tornato in paese dopo sei mesi di carcere minorile. Ma tutti, maschi e femmine, osservando i suoi occhi di un verde magnetico, avvertono con timore l’attrazione che può innescare a suo piacimento. Soltanto in due a Roccafluvione hanno il coraggio di avvicinarlo, a poco a poco, al maneggio o a scuola: sono rivali, Sara e Federico, ed entrambi pensano di averlo conquistato, prima di scoprire la sua natura selvaggia. Sara è insicura, rabbiosa e sgraziata nonostante la passione per i cavalli; nasconde desideri feroci e una capacità di abnegazione fuori dal comune. Federico, appena arrivato dal Nord, ha un fascino irrequieto e parla come un adulto. Alle spalle hanno storie familiari dolorose e sogni tenaci, come quello comune di partire in viaggio con Ivan, anche a costo di allearsi a sua insaputa. Un van per cavalli, una notte umida, un sogno in lontananza, un’eccitazione e una violenza che non credevano di desiderare. Ivan scioglierà le loro asperità, facendoli sentire vivi e in pericolo. Alcìde Pierantozzi ha scritto di un’adolescenza che spaventa perché è vera: scaltra ma capace di assoluto; spietata. Ivan il terribile ci educa a una crudeltà nuova, e ci accompagna in un viaggio struggente attraverso una provincia dimenticata, fino al cuore del disastro delle nostre famiglie.
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  • 2

    I ragazzi di questo romanzo fanno paura, persi tra una sbronza e un reality show di cui non perdere nemmeno una puntata. Se sono davvero lo specchio delle nostre province vedo un futuro molto vuoto pe ...continua

    I ragazzi di questo romanzo fanno paura, persi tra una sbronza e un reality show di cui non perdere nemmeno una puntata. Se sono davvero lo specchio delle nostre province vedo un futuro molto vuoto per la vita di molti.
    Non che i pochi adulti descritti siano meglio...inaffidabili, manipolabili, insicuri, a tratti pazzoidi (come la madre di uno dei protagonisti). Dialoghi tra adulti e ragazzi: pochissimi, e quasi sempre finalizzati a spiegare la vita di disagio che stanno conducendo gli adulti. In effetti con questi esempi i ragazzi non potevano che crescere nel modo descritto dall'autore...

    ha scritto il 

  • 2

    Insomma: il libro mi sta appassionando fino a un certo punto. Non capisco bene la personalità di questo Ivan, ma forse bisogna finire il libro per capirla appieno. Un appunto all'autore: se non si con ...continua

    Insomma: il libro mi sta appassionando fino a un certo punto. Non capisco bene la personalità di questo Ivan, ma forse bisogna finire il libro per capirla appieno. Un appunto all'autore: se non si conosce un argomento, non dico molto bene, dico se non lo si conosce neanche per sentito dire, se al massimo un cavallo l'hai visto in fotografia e un camion per il trasporto cavalli sei convinto che possa somigliare a un Ducato e un pony a un cane maltese, ecco, fai un favore. Cambia argomento. Non sai niente di cavalli e non è colpa tua, ma ti prego, la prossima volta, evita l'argomento come la peste e concentrati su qualcosa che conosci. Grazie. Perché leggere un romanzo dove ogni tre pagine sobbalzi per... no, non chiamiamole inesattezze, chiamiamole castronerie al limite della fantascienza, sai com'è, alla lunga disturba.

    ha scritto il 

  • 1

    Non ho ancora capito il senso di questo libro, e penso che non lo capirò mai, visto che ho l’impressione che sia stato scritto solo per far succedere cose e non per raccontare una storia.
    Partiamo da ...continua

    Non ho ancora capito il senso di questo libro, e penso che non lo capirò mai, visto che ho l’impressione che sia stato scritto solo per far succedere cose e non per raccontare una storia.
    Partiamo da ciò che mi è saltato all’occhio già dal secondo capitolo. Due dei protagonisti di questa storia sono quindicenni, ed entrambi fumano.
    Ok, legittimo, c’è gente che a tredici anni si è già inalata di tutto e di più, quindi niente buonismo. Il fatto che ho trovato pressappoco allucinante è stato che nessuno dei genitori di costoro si indignasse, anzi, offrir loro una sigaretta sembra di dovere.
    What? Seriously? Se io a quindici anni mi fossi messa a fumare in presenza neanche dei miei genitori, ma anche solo di un adulto, avrei ricevuto delle sberle, e francamente l’avrei trovato persino giusto. Ma forse sono io che tengo visceralmente alla mia salute, mea culpa, eh.
    A ogni modo, già da quando l’ispettore di polizia offre una paglia a un’adolescente ho presagito che questo libro mi avrebbe lasciata perplessa.
    Beh, in realtà l’ho capito dal primo capitolo, quando Federico fa un provino per Amici (!), ma volevo dargli il beneficio del dubbio.
    Una trama costruita in maniera vera e propria qui non esiste. È un alternarsi dei punti di vista di Sara e Federico e del loro rapporto con Ivan, appena tornato dal carcere minorile, il classicissimo spaccone che ha solo un disperato bisogno di comprensione ma non lo vuole ammettere, che ha sbalzi d’umore peggio di una donna incinta e che non ha la minima idea di cosa voglia dire essere una persona coerente.
    Federico e Sara sono personaggi studiati per essere agli antipodi l’uno dell’altra: Federico è ricco sfondato per via della madre, un’artista della pittura; Sara è povera in canna, una madre che si arrabatta per sopravvivere e vive in un casolare fatiscente. Federico è intelligente, filosofico e maturo; Sara è una ragazzetta ignorante che non conosce nemmeno i modi di dire, è infantile e incline a lasciarsi andare ai sentimenti (parentesi: Sara viene fatta passare per la stupidotta un po’ burina in quanto non conosce termini forbiti e frasi fatte, ma sa che gli insetti che volano sul pelo dell’acqua sono tricotteri).

    Per leggere la recensione per intero: http://scrittevolmente.com/2013/03/27/recensione-ivan-il-terribile-alcide-pierantozzi/

    ha scritto il 

  • 2

    Adolescenti elementari

    Qua potete trovare la caustica e severe lettura che Marco Bellardi ha fatto di "Ivan il terribile", di Alcide Pierantozzi

    http://labalenabianca.com/2012/11/05/adolescenti-elementari/

    Buona lettura sul ...continua

    Qua potete trovare la caustica e severe lettura che Marco Bellardi ha fatto di "Ivan il terribile", di Alcide Pierantozzi

    http://labalenabianca.com/2012/11/05/adolescenti-elementari/

    Buona lettura sulla Balena Bianca!

    ha scritto il 

  • 2

    I tre adolescenti protagonisti de "Ivan il terribile" sono lo specchio di uno scenario di desolante precarietà umana: Federico è figlio di una nota artista di fama internazionale e affronta la sua ses ...continua

    I tre adolescenti protagonisti de "Ivan il terribile" sono lo specchio di uno scenario di desolante precarietà umana: Federico è figlio di una nota artista di fama internazionale e affronta la sua sessualità all'ombra della grandezza materna, senza riuscire ad emergere; Sara è una ragazza problematica e poco avvenente, in perenne conflitto con se stessa e con la madre e con l'unica passione per i suoi cavalli, che come lei riflettono la desolazione della propria esistenza; Ivan è "il terribile", il 17enne dagli occhi magnetici e dal fascino demoniaco, che ritorna a Roccafluvione dopo un periodo di detenzione. In un'atmosfera fosca e torbida, i tre ragazzi entrano in contatto attraverso esperienze di sesso, umiliazione, offesa, ma la percezione della personalità di Federico e Sara è completamente oscurata dalla potenza e dalla grandezza di Ivan, che come un sapiente burattinaio gestisce unitamente e separatamente al tempo stesso le vite dei due ragazzi quindicenni, che finiscono inevitabilmente per innamorarsi di lui. Purtroppo il risultato non è eccezionale, per quanto Ivan sia un personaggio di grande attrattiva: manca qualcosa, forse in termini di indagine a livello dell'interiorità dei protagonisti, ma anche a livello narrativo: insomma, si rimane scontenti e in qualche modo insoddisfatti. Certamente non è il Pierantozzi che si rivelò con "Uno indiviso". Ma il ragazzo è giovane e potrà rilanciarsi.

    ha scritto il 

  • 2

    L'adolescenza abusatissimanell'editoria, soprattutto nelle opere degli esordienti o comunque giovani scrittori, per essere raccontata ormai ha bisogno di novita' , intuizioni. Qui non c'e' nulla che n ...continua

    L'adolescenza abusatissimanell'editoria, soprattutto nelle opere degli esordienti o comunque giovani scrittori, per essere raccontata ormai ha bisogno di novita' , intuizioni. Qui non c'e' nulla che non sia stato già raccontato, lo stile inoltre ricallca, come capita spesso, quello di Ammaniti. Trascurabilissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    Non è un libro sull'adolescenza, non se ne può più.
    Non è un libro sulla pochezza culturale dei nostri tempi, è troppo presto, forse, per farlo. Per ora basterebbero, se ci fossero, gli articoli, i se ...continua

    Non è un libro sull'adolescenza, non se ne può più.
    Non è un libro sulla pochezza culturale dei nostri tempi, è troppo presto, forse, per farlo. Per ora basterebbero, se ci fossero, gli articoli, i servizi dei media, sarebbero più incisivi, indurrebbero il popolo a fare meno danni a sé stessi.
    Non è un libro sulla provincia, che veramente ne faremmo molto e volentieri a meno.
    "Ivan il terribile", il primo libro che leggo di Alcide Pierantozzi, è una bomba. Una bomba narrativa e stilistica.
    Non si nasconde nel dialetto, non ha paura del massimalismo, non si ciba di autoreferenzialità, non si blinda nello slang, rifugge ogni didascalismo ed ogni eticismo, è romanzo allo stato puro.
    Difficile dimenticare i moti di Ivan, le turbe di Sara, gli andirivieni emotivi di Federico. Ma anche il dolore delle due donne adulte, Greta e Monica, veri motori propulsori della vicenda.
    Non metto cinque stelle solo perché non riesco a visualizzare bene, ma è un limite personale, la parte relativa a cavalli, cavallucci, pony e animali in genere. Corro a comprare gli altri due libri.

    ha scritto il