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Ivan il terribile

By Alcide Pierantozzi

(98)

| Hardcover | 9788817056021

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Book Description

È la cattiveria di Ivan a essere così seducente? Oppure la sua tenerezza improvvisa, capace di annullare le barriere con cui gli altri ragazzi lo tengono a distanza? Di lui i coetanei sanno poco: solo che ha quindici anni ed è appena tornato in paese Continue

È la cattiveria di Ivan a essere così seducente? Oppure la sua tenerezza improvvisa, capace di annullare le barriere con cui gli altri ragazzi lo tengono a distanza? Di lui i coetanei sanno poco: solo che ha quindici anni ed è appena tornato in paese dopo sei mesi di carcere minorile. Ma tutti, maschi e femmine, osservando i suoi occhi di un verde magnetico, avvertono con timore l’attrazione che può innescare a suo piacimento. Soltanto in due a Roccafluvione hanno il coraggio di avvicinarlo, a poco a poco, al maneggio o a scuola: sono rivali, Sara e Federico, ed entrambi pensano di averlo conquistato, prima di scoprire la sua natura selvaggia. Sara è insicura, rabbiosa e sgraziata nonostante la passione per i cavalli; nasconde desideri feroci e una capacità di abnegazione fuori dal comune. Federico, appena arrivato dal Nord, ha un fascino irrequieto e parla come un adulto. Alle spalle hanno storie familiari dolorose e sogni tenaci, come quello comune di partire in viaggio con Ivan, anche a costo di allearsi a sua insaputa. Un van per cavalli, una notte umida, un sogno in lontananza, un’eccitazione e una violenza che non credevano di desiderare. Ivan scioglierà le loro asperità, facendoli sentire vivi e in pericolo. Alcìde Pierantozzi ha scritto di un’adolescenza che spaventa perché è vera: scaltra ma capace di assoluto; spietata. Ivan il terribile ci educa a una crudeltà nuova, e ci accompagna in un viaggio struggente attraverso una provincia dimenticata, fino al cuore del disastro delle nostre famiglie.

26 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Paolo Giordano sotto radice. Imbarazzo per entrambi.

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    Lucilia said on Jul 18, 2013 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Non ho ancora capito il senso di questo libro, e penso che non lo capirò mai, visto che ho l’impressione che sia stato scritto solo per far succedere cose e non per raccontare una storia.
    Partiamo da ciò che mi è saltato all’occhio già dal secondo ca ...(continue)

    Non ho ancora capito il senso di questo libro, e penso che non lo capirò mai, visto che ho l’impressione che sia stato scritto solo per far succedere cose e non per raccontare una storia.
    Partiamo da ciò che mi è saltato all’occhio già dal secondo capitolo. Due dei protagonisti di questa storia sono quindicenni, ed entrambi fumano.
    Ok, legittimo, c’è gente che a tredici anni si è già inalata di tutto e di più, quindi niente buonismo. Il fatto che ho trovato pressappoco allucinante è stato che nessuno dei genitori di costoro si indignasse, anzi, offrir loro una sigaretta sembra di dovere.
    What? Seriously? Se io a quindici anni mi fossi messa a fumare in presenza neanche dei miei genitori, ma anche solo di un adulto, avrei ricevuto delle sberle, e francamente l’avrei trovato persino giusto. Ma forse sono io che tengo visceralmente alla mia salute, mea culpa, eh.
    A ogni modo, già da quando l’ispettore di polizia offre una paglia a un’adolescente ho presagito che questo libro mi avrebbe lasciata perplessa.
    Beh, in realtà l’ho capito dal primo capitolo, quando Federico fa un provino per Amici (!), ma volevo dargli il beneficio del dubbio.
    Una trama costruita in maniera vera e propria qui non esiste. È un alternarsi dei punti di vista di Sara e Federico e del loro rapporto con Ivan, appena tornato dal carcere minorile, il classicissimo spaccone che ha solo un disperato bisogno di comprensione ma non lo vuole ammettere, che ha sbalzi d’umore peggio di una donna incinta e che non ha la minima idea di cosa voglia dire essere una persona coerente.
    Federico e Sara sono personaggi studiati per essere agli antipodi l’uno dell’altra: Federico è ricco sfondato per via della madre, un’artista della pittura; Sara è povera in canna, una madre che si arrabatta per sopravvivere e vive in un casolare fatiscente. Federico è intelligente, filosofico e maturo; Sara è una ragazzetta ignorante che non conosce nemmeno i modi di dire, è infantile e incline a lasciarsi andare ai sentimenti (parentesi: Sara viene fatta passare per la stupidotta un po’ burina in quanto non conosce termini forbiti e frasi fatte, ma sa che gli insetti che volano sul pelo dell’acqua sono tricotteri).

    Per leggere la recensione per intero: http://scrittevolmente.com/2013/03/27/recensione-ivan-i…

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    Scrittevolmente said on Apr 3, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    L'amore dei cavalli selvaggi

    Confesso con una leggera punta di imbarazzo che non so come recensire questo romanzo. Che, forse, non dovrei recensire questo romanzo. Perché Ivan ha puntato e fatto centro, lasciandomi devastato.
    Credo sia meglio dire subito almeno quattro consider ...(continue)

    Confesso con una leggera punta di imbarazzo che non so come recensire questo romanzo. Che, forse, non dovrei recensire questo romanzo. Perché Ivan ha puntato e fatto centro, lasciandomi devastato.
    Credo sia meglio dire subito almeno quattro considerazioni fondamentali.
    1. Ho amato violentemente questo romanzo per ragioni che probabilmente vanno oltre il romanzo stesso.
    2. Non è un romanzo sull'adolescenza, non è nemmeno un romanzo sull'amore adolescenziale.
    3. Ci sono ottime ragioni per concludere che questo è un brutto romanzo, ma la ragione non sempre vince, e con i libri è sempre meglio così.
    4. Probabilmente non ho capito niente del romanzo. O, forse, nessun altro ha capito il romanzo quanto me.

    Ivan è bello, bellissimo, talmente bello da fare schifo. Non è bello e dannato: è stronzo e magnetico; contraddittorio, folle, imprevedibile, implacabile. Anche quella stessa dolcezza nascosta che attira chiunque è un inganno: non è dolcezza, ma tristezza.
    Sara e Federico non possono fare a meno di innamorarsene perdutamente. Pur partendo da posizioni opposte: Sara è una pezzente, con la passione dell'equitazione, è forte, coraggiosa, pesta i piedi e non piange. Federico è un frocetto figlio di mammà, ricco, pulito, con la passione del cinema, gioca al piccolo artista ma se legge Proust è solo perché rovescia dell'acqua sul libro confezionato, e allora una volta aperto tanto vale provare a leggerlo. Ciò che condividono con Ivan è essenzialmente un inganno. Ufficialmente, l'inganno è il viaggio verso Roma per incontrare Mariah Carey, passione segreta di Ivan, che ovviamente è ovunque meno che a Roma. Dietro, nascosti, una pila di inganni e illusioni, con un senso di tragedia imminente.
    Si potrebbe dire che, ben lungi dall'essere un romanzo adolescenziale etc etc, è un romanzo sulla difficile libertà, quella dei cavalli selvaggi, impossibili da addomesticare. L'addestratore è, inutile dirlo, Ivan; Sara è la sua Mula, testarda, Federico è il suo adorato Cavalluccio. Ma quando capisci che Ivan da burattinaio è a sua volta burattino, fino a soffocare stritolato dai fili, tutto cambia.
    Negli occhi verde Shrek di Ivan io mi sono perso, sono sprofondato e ho ritrovato cose perdute. Credo che un singolare punto di forza sia questo: tutti, in un modo o nell'altro, finiranno con lo sprofondare nei suoi occhi, ma l'esito sarà sempre diverso.
    E allora dimentichiamoci per un momento della realtà e della ragione. Dimentichiamoci, davvero, che questa storia non ha alcun senso, che non c'è un personaggio normale in tutta la storia (ma perché, esiste qualcuno che è normale nella realtà?), che il finale è assurdo, che Sara e Federico sono da prendere e sbattere al muro, magari dentro gli si aggiusta qualcosa. Dimentichiamoci dell'atmosfera deprimente di questa profonda provincia italiana, dimentichiamoci dei Testimoni di Geova che per qualche strana volontà dell'autore dominano tutto il romanzo e dimentichiamoci pure di Maria De Filippi, Amici e Uomini e Donne (anzi: facciamo finta che sia un modo per mostrare come questi poveri ragazzi non abbiano altro linguaggio al di fuori di quella che la tv passa loro, piuttosto che arrendersi all'evidenza del tentativo esageratamente maldestro dell'autore di dipingere i gggiovani d'oggi).
    Quel che resta, alla fine, è un'amara verità. E' la disperazione assoluta degli occhi di Ivan, quando implora il suo Cavalluccio: Ama solo me. E' sapere che l'amore è una condanna che si sconta con la vita.

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    Tancredi said on Oct 28, 2012 | 5 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    I tre adolescenti protagonisti de "Ivan il terribile" sono lo specchio di uno scenario di desolante precarietà umana: Federico è figlio di una nota artista di fama internazionale e affronta la sua sessualità all'ombra della grandezza materna, senza r ...(continue)

    I tre adolescenti protagonisti de "Ivan il terribile" sono lo specchio di uno scenario di desolante precarietà umana: Federico è figlio di una nota artista di fama internazionale e affronta la sua sessualità all'ombra della grandezza materna, senza riuscire ad emergere; Sara è una ragazza problematica e poco avvenente, in perenne conflitto con se stessa e con la madre e con l'unica passione per i suoi cavalli, che come lei riflettono la desolazione della propria esistenza; Ivan è "il terribile", il 17enne dagli occhi magnetici e dal fascino demoniaco, che ritorna a Roccafluvione dopo un periodo di detenzione. In un'atmosfera fosca e torbida, i tre ragazzi entrano in contatto attraverso esperienze di sesso, umiliazione, offesa, ma la percezione della personalità di Federico e Sara è completamente oscurata dalla potenza e dalla grandezza di Ivan, che come un sapiente burattinaio gestisce unitamente e separatamente al tempo stesso le vite dei due ragazzi quindicenni, che finiscono inevitabilmente per innamorarsi di lui. Purtroppo il risultato non è eccezionale, per quanto Ivan sia un personaggio di grande attrattiva: manca qualcosa, forse in termini di indagine a livello dell'interiorità dei protagonisti, ma anche a livello narrativo: insomma, si rimane scontenti e in qualche modo insoddisfatti. Certamente non è il Pierantozzi che si rivelò con "Uno indiviso". Ma il ragazzo è giovane e potrà rilanciarsi.

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    Adynaton86 said on Oct 22, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (98)
    • 5 stars
    • 4 stars
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    • 2 stars
    • 1 star
  • Hardcover 315 Pages
  • ISBN-10: 8817056022
  • ISBN-13: 9788817056021
  • Publisher: Rizzoli
  • Publish date: 2012-03-xx
  • Also available as: Others
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