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Ivanhoe

Di

Editore: Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori

3.9
(3395)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 352 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Coreano , Tedesco , Chi tradizionale , Portoghese , Danese , Olandese , Greco , Catalano

Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Cofanetto , Copertina rigida , Rilegato in pelle , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Romance

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Descrizione del libro
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  • 3

    La cavalleria per eccellenza

    Se doveste consigliare un libro sulla cavalleria, consigliate Ivanhoe. Qui ci sono tutti gli ingredienti: il coraggio, l'onore, le parti avverse che se le suonano ogni giorno (sassoni e normanni), le ...continua

    Se doveste consigliare un libro sulla cavalleria, consigliate Ivanhoe. Qui ci sono tutti gli ingredienti: il coraggio, l'onore, le parti avverse che se le suonano ogni giorno (sassoni e normanni), le belle donzelle da redimere, gli amori corrisposti, quelli che lo sono un po' meno.
    La lettura è piacevole, anche se le canzoni intonate dai protagonisti, a volte, sono un po' stucchevoli da leggere.
    Alcune scene sono anche divertenti, mentre quella che sembrava essere la più importante, alla fine del libro, si risolve in quattro e quattr'otto.
    Un libro da leggere, se non altro perché qui è cominciato il romanzo storico; inoltre, per chi conosce IL TRONO DI SPADE, sarà interessante scoprire che Martin non abbia proprio inventato tutto di sana pianta...

    ha scritto il 

  • 3

    Assedi e tornei aspettando re Riccardo

    Pensavo, leggendo questo romanzo, di riesumare proustianamente qualche ricordo d'infanzia della fortunata serie televisiva inglese che vide il debutto di Roger Moore. Tutt'altro, Ivanhoe brilla per la ...continua

    Pensavo, leggendo questo romanzo, di riesumare proustianamente qualche ricordo d'infanzia della fortunata serie televisiva inglese che vide il debutto di Roger Moore. Tutt'altro, Ivanhoe brilla per la sua assenza e quando c'è è ferito, salvo dar mostra dei suoi muscoli in extremis. I protagonisti sono altri e ad un certo punto spunta pure fuori Robin Hood con la sua allegra brigata! tanto per confonderci le idee insomma... Ci sono due ebrei (padre e figlia) che vengono trattati con altezzoso disprezzo. Ecco l'unica che salverei è proprio Rebecca, una bella figura di donna sicura di sé, decisa, che non arretra mai nonostante sia il capro espiatorio di tutti. Non mi è chiaro se Scott abbia voluto darci solo un assaggio d'epoca o se si tratti di un'aperta denuncia dell' antisemitismo oltre Manica ...

    ha scritto il 

  • 4

    piacevole sorpresa

    Così ben scritto, avvincente persino ironico da dover perdonare lo scarso interesse per i valori qui esaltati quali l'onore, la cavalleria, l'orgoglio di appartenenza ad un popolo, l'amore per la sfi ...continua

    Così ben scritto, avvincente persino ironico da dover perdonare lo scarso interesse per i valori qui esaltati quali l'onore, la cavalleria, l'orgoglio di appartenenza ad un popolo, l'amore per la sfide inutili così lontani dalle vere esigenze della società di oggi. Alla fine dunque mi è piaciuto!

    ha scritto il 

  • 4

    come non amare il primo romanzo storico!!!

    «Rebecca», egli rispose, «tu non puoi sapere come sia impossibile per chi si sia formato nel mondo della cavalleria restare passivo come un prete o una donna quando intorno a lui si compiono gesta glo ...continua

    «Rebecca», egli rispose, «tu non puoi sapere come sia impossibile per chi si sia formato nel mondo della cavalleria restare passivo come un prete o una donna quando intorno a lui si compiono gesta gloriose. L'amore per la battaglia è il cibo di cui ci nutriamo, la polvere della mêlée è il nostro respiro! Noi non viviamo, non desideriamo vivere se non siamo vittoriosi e famosi. Sono queste, fanciulla, le leggi della cavalleria a cui ci siamo votati e alle quali offriamo tutto ciò che ci è caro».

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo storico dal fascino non tramontato, capace di riunire in un solo arco narrativo gli eroi medievali inglesi più amati dalla letteratura (Riccarod Cuor di Leone, Robin Hood e la sua banda) e cap ...continua

    Romanzo storico dal fascino non tramontato, capace di riunire in un solo arco narrativo gli eroi medievali inglesi più amati dalla letteratura (Riccarod Cuor di Leone, Robin Hood e la sua banda) e capace di delineare molto bene i personaggi tratteggiandone vizi e virtù in modo piacevole anche se un po' didascalico fino ai limiti dello stereotipo. Non mancano scene umoristiche godibili e combatimenti ben descritti, il ritmo narrativo è ben delineato ed il finale piuttosto riuscito. Sebbene scritto nel '700 Ivanhoe resta un ottimo romanzo storico, perdonabile l'apparente ingenuità di alcuni comportamenti dei personaggi e la semplicità dell'intreccio, una lettura godibilissima anche per chi non ha dimestichezza col mondo cavalleresco

    ha scritto il 

  • 3

    Pensavo peggio! Al liceo la prof. di inglese ce ne parlava sempre con sufficienza, definendolo noioso e sopravvalutato, invece alla fine mi ha coinvolto. I castelli inglesi, "le dame, i cavalier, l'ar ...continua

    Pensavo peggio! Al liceo la prof. di inglese ce ne parlava sempre con sufficienza, definendolo noioso e sopravvalutato, invece alla fine mi ha coinvolto. I castelli inglesi, "le dame, i cavalier, l'arme e gli amori...", le misteriose figure dei Templari, Gurth il porcaro e Wamba il giullare ( quasi personaggi rubati a Shakespeare), il bistrattato ebreo Isaac e la coraggiosa Rebecca sono stati una piacevole scoperta. . Un po' latitante invece il protagonista, Ivanhoe, che delle 550pag. del romanzo ne riempie solo 2 o 3 con le sue battute e dei 44 capitoli solo 4 narrano delle sue eroiche ( se si può chiamare eroica la sua vittoria finale su Bois Guilbert) gesta.
    Comunque un testo che ,a 25 anni dalla laurea in lingue, sono stata contenta di leggere. Del resto, pure Manzoni ci aveva trovato qualcosa d buono.

    ha scritto il 

  • 4

    Un "percorso giudato" nell'Inghilterra di Re Riccardo e Robin Hood.

    Non essendo il genere di lettura che prediligo ammetto di esseci cascata in pieno e di aver riconosciuto a fatica i personaggi celati dietro le molteplici identità, e forse questo ha contribuito a ren ...continua

    Non essendo il genere di lettura che prediligo ammetto di esseci cascata in pieno e di aver riconosciuto a fatica i personaggi celati dietro le molteplici identità, e forse questo ha contribuito a rendere meno "divertente" la mia lettura.
    Ivanhoe, il grande assente, lascia spazio ad una miriade di personaggi secondari che mettono su una complessa serie di vicessitudini che porteranno poi all'inevitabile e scontato finale.
    Ci si immerge in in un vero e proprio romanzo di avventura, ricco di cavalieri, dame, giostre e templari, con una strizzata d'occhio al genere gotico e, purtroppo, un tocco poco piacevole di antisemitismo infarcito di ignoranza e superstizioni.
    Un peccato che la narrazione un po' fredda e distaccata non sia riuscita a coinvolgermi totalmente.
    La mia parte preferita? Il racconto nel racconto che anticipa le torture a cui sarà sottoposto Isaac.

    ha scritto il 

  • 4

    Per chiunque ami l'Inghilterra, amare questo libro è d'obbligo!!! Immergersi in quel mondo quasi da fiaba, tra cavalieri, tornei e eleganti dame.
    Bellissime le scene di battaglia, dei tornei e delle a ...continua

    Per chiunque ami l'Inghilterra, amare questo libro è d'obbligo!!! Immergersi in quel mondo quasi da fiaba, tra cavalieri, tornei e eleganti dame.
    Bellissime le scene di battaglia, dei tornei e delle allegre feste dei fuorilegge, si sentiva appieno lo spirito che quell'epoca doveva suscitare.
    Una delle cose che ho più apprezzato sono la varietà dei personaggi, così diversi e ben caratterizzati. Abbiamo dal Principe Giovanni a Robin Hood.
    Ognuno di loro però ha sempre una doppia identità che lo contraddistingue e li limita. Rebecca potrebbe essere amata da tutti ma l'essere ebrea glielo impedisce, Robin è un fuorilegge ma leale, Re Riccardo si nasconde dietro l'elmo di un errante cavaliere, un giullare che è più valoroso di qualsiasi cavaliere, abbaimo persino un rude templare che si rivela innamorato.
    Forse in alcune scene si perde un poco il filo della narrazione divagando, con parole ricercate e altisonanti, ma alla fine si riesce ad andare avanti e forse è proprio questo il fascino dell'opera.

    ha scritto il 

  • 3

    Siamo nell'Inghilterra dei normanni e dei sassoni, di Robin Hood e di Riccardo Cuor di Leone, dei Templari e del principe Giovanni. Belle le descrizioni che introducono il lettore e la lettrice in que ...continua

    Siamo nell'Inghilterra dei normanni e dei sassoni, di Robin Hood e di Riccardo Cuor di Leone, dei Templari e del principe Giovanni. Belle le descrizioni che introducono il lettore e la lettrice in questo mondo ed interessanti sono le note curate e dettagliate di questa edizione. Nel complesso posso dire che il romanzo sia ben scritto, la lettura è infatti scorrevole e si presta anche ad essere interrotto e poi ripreso.. è lineare, in un attimo si ritrova facilmente il punto della situazione.
    Alcuni episodi fanno sorridere, altri sconcertano e/o mettono un po' d'ansia, però devo ammettere che risulti un po' piatto e freddo nell'insieme. Perciò a parte la curiosità nel leggere che cosa sarebbe accaduto capitolo dopo capitolo ai personaggi, non mi sono sentita emotivamente partecipe, come se osservassi tutte le scene distaccata dietro una finestra.

    ha scritto il 

  • 3

    Romanzo storico ambientato in Inghilterra nel fascinoso medioevo di Robin Hood e di Re Riccardo Cuor di Leone.
    Con questo libro ci si immerge infatti nel passato dei cavalieri con assalti di fortezze ...continua

    Romanzo storico ambientato in Inghilterra nel fascinoso medioevo di Robin Hood e di Re Riccardo Cuor di Leone.
    Con questo libro ci si immerge infatti nel passato dei cavalieri con assalti di fortezze, giochi d'armi e salvataggio di belle donzelle.
    La figura del cavaliere Ivanhoe, il protagonista, è però messo in seconda luce dalle vicende che incrociano i destini di molti altri personaggi tra cui spicca il templare corrotto e la figura della bella e sfortunata ebrea.
    Il templare, nonostante sia il personaggio più controverso del romanzo essendo uno dei cattivi del libro, mi è risultato simpatico a discapito del protagonista che ho trovato parecchio noioso. Alla fine ho sperato in un lieto fine tra lui e l'ebrea ma, essendo il cattivo, finisce in tragedia.
    L'ebrea è l'altra figura di questo libro che ho trovato interessante: è decisa, orgogliosa e generosa; in contrasto con l'altra protagonista del libro: la promessa sposa di Ivanhoe che è il ritratto della fanciulla timida e indifesa tanto enfatizzata nei poemi cavallereschi a cui l'autore si ispira.
    Il finale con il solito lieto fine del "vissero felici e contenti" mi ha un po' deluso (vedi sopra) ma comunque è un libro godibile e ben scritto.
    L'unica pecca che mi ha fatto sorridere sono le note di testo in cui si rimarca il fatto che W. Scott sbaglia i riferimenti storici, le date e perfino i luoghi in cui sono avvenuti eventi importanti per inquadrare il contesto storico del romanzo. Della serie: tutti possono sbagliare, anche i migliori.

    ha scritto il 

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