Ivanhoe

Di

Editore: Newton Compton

3.9
(3457)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 317 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Coreano , Tedesco , Chi tradizionale , Portoghese , Danese , Olandese , Greco , Catalano

Isbn-10: 8854110981 | Isbn-13: 9788854110984 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Ugo Dèttore

Disponibile anche come: Altri , Cofanetto , Copertina rigida , Tascabile economico , Rilegato in pelle , Copertina morbida e spillati , eBook , Non rilegato

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Rosa

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Descrizione del libro
"Ivanhoe" è considerato il prototipo del romanzo storico, misto di "fiction" e di "history". La sua influenza è stata enorme, e non solo in Inghilterra ma un po' dovunque in Europa. E stato - ed è tuttora -un autentico best-seller che ha ispirato numerose versioni cinematografiche e televisive. La lotta fra Giovanni Senzaterra e Riccardo Cuor di Leone per il trono d'Inghilterra, l'antagonismo fra sassoni e normanni, i valori della cavalleria, l'"allegra brigata" degli arcieri di Robin Hood costituiscono momenti appassionanti e indimenticabili di una narrazione sospesa tra romanticismo e realismo. Malgrado le apparenze, "Ivanhoe" non è soltanto un semplice romanzo di avventure, un libro di puro intrattenimento. La forma gradevole e spesso divertente e la magia del "colore locale" non gli impediscono di rappresentare una monografia romanzesca sul policromo, ma anche spietato, mondo medievale inglese.
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  • 3

    I have been hearing about this book for all high school's years and then I could not avoid buying it instantly when I saw it in a bookstore in Milan. Well.. I am displeased that it was a bit disappoin ...continua

    I have been hearing about this book for all high school's years and then I could not avoid buying it instantly when I saw it in a bookstore in Milan. Well.. I am displeased that it was a bit disappointing. The story was exciting of course and there are some character that I defenitely love; for instance Rebecca, the strong jewess, with her high moral principles and her ability to take care of people. Also her enemy, Bois-de-guilbert, is a complex character who captivates the reader, as well as Wamba and Gurth, the funniest couple, do. However I disapprove the strong similarity with other texts, like the story of the jew, who seems exactly Shylock in "The Merchant of Venice"; moreover some characters, like the main one, Ivanhoe, and her beloved, seem too flat and weak. Generally I like the adventure of the romance, but my expectations were a bit too high. I appreciate a lot the consideration about women's role in the midlle age, explained in the story of Rebecca. Some quotes are really modern and prophetical.

    ha scritto il 

  • 4

    La lettura è stata positiva, anche se alcune divagazioni appesantiscono qualche pagina di troppo e la marginalità per oltre la metà del libro del personaggio che dà il titolo al libro mi ha lasciata p ...continua

    La lettura è stata positiva, anche se alcune divagazioni appesantiscono qualche pagina di troppo e la marginalità per oltre la metà del libro del personaggio che dà il titolo al libro mi ha lasciata perplessa. Il romanzo è ben costruito, sorprendente per alcune soluzioni, come il sistema dei personaggi e alcune scelte non scontate, nonostante in alcuni passaggi ricada nelle semplificazioni tipiche della letteratura volta all'intrattenimento borghese, come riconoscimenti scontati o improvvise apparizioni di personaggi.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2016/01/ivanhoe-scott.html

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Le prime impressioni a volte son quelle giuste!

    La lettura di "Ivanhoe" è stata straziante. E non perchè il romanzo sia particolarmente commovente bensì perchè è andata avanti a tentoni, una cinquantina di pagine alla volta, circa.
    Sin dall'inizio, ...continua

    La lettura di "Ivanhoe" è stata straziante. E non perchè il romanzo sia particolarmente commovente bensì perchè è andata avanti a tentoni, una cinquantina di pagine alla volta, circa.
    Sin dall'inizio,arrivata a pagina 150 appena, avevo già espresso un po' di titubanza e pensato che il romanzo storico per eccellenza non mi avrebbe fatto impazzire.
    Avevo ragione ( ah! First impressions...)
    Walter Scott sarà anche un pilastro della letteratura, non lo metto in dubbio, penso però che "Ivanhoe" sia un romanzo che non ha retto bene al passare del tempo: la rigida divisione dei personaggi in buoni e cattivi e la vena macchiettistica di alcuni mi hanno fatto storcere non poco il naso :s
    Se proprio devo essere sincera i personaggi non mi sono piaciuti molto.
    Anzitutto il protagonista, Wilfred d'Ivanhoe, che definirei evanescente:su 44 capitoli lo vediamo in "azione" si e no in una decina...e scrivo "azione" perchè nella maggioranza dei casi è ferito e non fa NULLA! Che razza di cavaliere è?!
    Non ne esce meglio la fantastica Lady Rowena...praticamente una statua di cera che ogni tanto arrossisce e che però, ATTENZIONE! Ha un'espressione fiera quando parla ( con lei ci son rimasta male! A scuola mi ero immaginata una passionale eroina che fa di tutto per ricongiungersi con il suo amato. Ah! Quanto mi sbagliavo!)
    Se i protagonisti non brillano altrettanto si può dire per i vari comprimari, tutti tesi nella recita di un ruolo, risultano freddi e ostili al lettore e, soprattutto, fastidiosamente prevedibili: è il caso del burbero Cedric oppure di Athelstane che praticamente parla solo di cibo e per il cibo...cosa che all'inizio diverte ma che alla lunga stanca.
    Eh ma allora- direte voi- tu ti basi solo sui personaggi per dare il voto ad un romanzo?
    Ovviamente no. Ma anche si.
    Mi spiego: un romanzo è fatto al 90% dai personaggi. Io credo che anche la vicenda più enigmatica e appassionante del mondo se non è " messa in scena" da attori validi perda completamente di mordente. Pensiamo ad esempio a Madame Bovary, trama non originale, ma personaggi complessi, vivi...uno dei motivi che ti fanno apprezzare maggiormente il romanzo. E come dimenticare i romanzi della Austen che di certo non brillano per l'azione ma che presentano una selva di caratteri davvero affascinante?
    Questo è quello che mi impedisce di parlare di Ivanhoe come di un capolavoro: la trama c'è ( forse qualche ridicolo colpo di scena di troppo, però!) ma viene portata avanti dai vari attori quasi meccanicamente.
    I personaggi che mi sono piaciuti davvero sono 3, i capitoli in cui comparivano loro li divoravo e posso affermare che la terza stellina l'ho accesa per loro XD
    Il primo è Wamba, buffone di Cedric simpatico e altruista che dietro le facezie e le canzoncine nasconde frecciate al vetriolo per chiunque. Fifone ma leale e dal cuore d'oro è un personaggio che ho trovato veramente simpatico e che mi ha dato l'impressione di una creatura quasi shakespeariana.
    Poi c'è Rebecca, la bella ebrea che per me è la vera protagonista del romanzo: donna forte e decisa, con principii inalterabili, perseguitata ma gentile e dolce solo a volte, se vogliamo, un po' pedante. Innamorata di Ivanhoe che cura da una ferita quasi mortale ( e che lui guarda comunque con distacco e disprezzo =_= bah! Antipaticissimo!).
    E, ultimo ma non ultimo, il templare Brian de Bois-Guilbert. Uno degli antagonisti principali del romanzo, mio personaggio preferito. Tormentato e sfaccettato, sir Brian è l'unico personaggio " a tutto tondo" di Ivanhoe: le parti che lo riguardavano sono quelle che leggevo con maggiore piacere e la sua liason complicata con Rebecca è la vera storia d'amore del libro...altro che Ivanhoe e Rowena,quei due rammolliti! =A=
    Non vi dico altro perchè sono le parti del romanzo più piacevoli da leggere XD Le lascio alla vostra scoperta.

    ha scritto il 

  • 4

    Nel medioevo con Ivanhoe

    Premetto che non ho letto il libro che la copertina rappresenta, ma una versione di Ivanhoe riletto da Mino Milani che non sono riuscito a trovare pur facendo varie ricerche sul sito. Comunque sia que ...continua

    Premetto che non ho letto il libro che la copertina rappresenta, ma una versione di Ivanhoe riletto da Mino Milani che non sono riuscito a trovare pur facendo varie ricerche sul sito. Comunque sia questa versione è molto facile da leggere come presumo non sia invece quella originale.
    Il libro in se ha delle ottime qualità narrative e che iniettano una discreta dose di suspense che spinge il lettore a non abbandonarlo dopo un solo capitolo. Le vicende si sono chiaramente svolte nel medioevo raccontando le gesta di vari personaggi, come Ivanhoe e Re Riccardo cuor di leone, passando da vecchie superstizioni e miti come la caccia alle streghe, la persecuzione degli ebrei, che non è solo avvenuta nella nostra epoca e la sottomissione dei sassoni ai normanni. Molto coinvolgenti sono anche le piccole storie amore tra i personaggi, i cavalieri, le dame e i tornei medioevali.

    "L'oro lo si riconosce solo al contatto con la pietra di paragone"

    ha scritto il 

  • 5

    Il migliore in assoluto!

    Un libro che si lascia letteralmente divorare. Il vero romanzo sotrico. Un libro pieno di storia e personaggi, da Riccardo Cuor di Leone a Robin Hood, in cui ogni particolare rende la storia avvincent ...continua

    Un libro che si lascia letteralmente divorare. Il vero romanzo sotrico. Un libro pieno di storia e personaggi, da Riccardo Cuor di Leone a Robin Hood, in cui ogni particolare rende la storia avvincente e unica. Assolutamente da leggere. Entra di certo a far parte della mia top ten!

    ha scritto il 

  • 3

    La cavalleria per eccellenza

    Se doveste consigliare un libro sulla cavalleria, consigliate Ivanhoe. Qui ci sono tutti gli ingredienti: il coraggio, l'onore, le parti avverse che se le suonano ogni giorno (sassoni e normanni), le ...continua

    Se doveste consigliare un libro sulla cavalleria, consigliate Ivanhoe. Qui ci sono tutti gli ingredienti: il coraggio, l'onore, le parti avverse che se le suonano ogni giorno (sassoni e normanni), le belle donzelle da redimere, gli amori corrisposti, quelli che lo sono un po' meno.
    La lettura è piacevole, anche se le canzoni intonate dai protagonisti, a volte, sono un po' stucchevoli da leggere.
    Alcune scene sono anche divertenti, mentre quella che sembrava essere la più importante, alla fine del libro, si risolve in quattro e quattr'otto.
    Un libro da leggere, se non altro perché qui è cominciato il romanzo storico; inoltre, per chi conosce IL TRONO DI SPADE, sarà interessante scoprire che Martin non abbia proprio inventato tutto di sana pianta...

    ha scritto il 

  • 3

    Assedi e tornei aspettando re Riccardo

    Pensavo, leggendo questo romanzo, di riesumare proustianamente qualche ricordo d'infanzia della fortunata serie televisiva inglese che vide il debutto di Roger Moore. Tutt'altro, Ivanhoe brilla per la ...continua

    Pensavo, leggendo questo romanzo, di riesumare proustianamente qualche ricordo d'infanzia della fortunata serie televisiva inglese che vide il debutto di Roger Moore. Tutt'altro, Ivanhoe brilla per la sua assenza e quando c'è è ferito, salvo dar mostra dei suoi muscoli in extremis. I protagonisti sono altri e ad un certo punto spunta pure fuori Robin Hood con la sua allegra brigata! tanto per confonderci le idee insomma... Ci sono due ebrei (padre e figlia) che vengono trattati con altezzoso disprezzo. Ecco l'unica che salverei è proprio Rebecca, una bella figura di donna sicura di sé, decisa, che non arretra mai nonostante sia il capro espiatorio di tutti. Non mi è chiaro se Scott abbia voluto darci solo un assaggio d'epoca o se si tratti di un'aperta denuncia dell' antisemitismo oltre Manica ...

    ha scritto il 

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