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Jądro ciemności

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3.9
(8022)

Language:Polski | Number of Pages: 103 | Format: Others | In other languages: (other languages) Spanish , English , Chi simplified , Chi traditional , French , German , Italian , Finnish , Catalan , Portuguese , Swedish , Galego

Isbn-10: 8373897100 | Isbn-13: 9788373897106 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , History , Travel

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Book Description
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  • 5

    Libro di tenebra

    Cinque stelle perchè, anche se il libro non appartiene al genere di lettura che prediligo, è indiscutibilmente notevole. Conrad ha scritto qualcosa di oscuro, misterioso, magico e cupo: un libro che v ...continue

    Cinque stelle perchè, anche se il libro non appartiene al genere di lettura che prediligo, è indiscutibilmente notevole. Conrad ha scritto qualcosa di oscuro, misterioso, magico e cupo: un libro che vuole smascherare lo sfrenato ed innarrestabile colonialismo occidentale, ma non solo. Cuore di tenebra ("Heart of darkness") è anche la storia di un passato primitivo e selvaggio, quello dell'Africa nera, che non può essere dimenticato: il sogno occidentale di conquista che ben presto si trasforma in un incubo inquieto ed opprimente. Basta leggere le prime pagine per essere immediatamente catapultati in un mondo fatto di fiumi che sembrano serpenti, fitte vegetazioni, cannibali e teste impalate; un mondo di silenzio (foresta) e voce (Kurtz), bianco (avorio) e nero (indigeni), luci ed ombre.
    Da leggere, soprattutto per aprire gli occhi sul fatto che il progresso in realtà è un concetto limite che viene superato da quel lato oscuro e tenebroso che è insito in ogni paese.
    " (..) Parlava di svezzare quei milioni di ignoranti dalle loro orribili abitudini'': il fatto è che il primitivo non è sinonimo di Africa, è sinonimo di mondo, è sinonimo di noi stessi; ognuno ha un lato selvaggio, il problema sta nel controllarlo e reprimerlo. Tutti, insomma, hanno un cuore di tenebra.

    said on 

  • 5

    Non stento a credere che venga considerato una delle opere migliori del '900, di sicuro è una delle opere più ambiguamente potenti che abbia mai letto.
    L'ambiguità deriva dal fatto che appena ho chius ...continue

    Non stento a credere che venga considerato una delle opere migliori del '900, di sicuro è una delle opere più ambiguamente potenti che abbia mai letto.
    L'ambiguità deriva dal fatto che appena ho chiuso il libro sono stato impossessato da una strana sensazione, quasi una repulsione verso tutto ciò che avevo letto ma anche un'attrazione per la perfezione letteraria del personaggio di Kurtz; un personaggio che si vede poco e quando Marlow lo raggiunge non è in ottime condizioni, ma resta un personaggio in grado di stordire con le sue ambizioni.
    Anche Conrad, come Pessoa, non ha scritto un romanzo facile. La complessità della narrazione l'ho trovata un modo compiuto per moltiplicare i sensi sottaciuti del testo.
    Già alla prima lettura è chiaro che non sia solo un'opera che si scaglia contro il colonialismo, quello è il pretesto per parlare d'altro, o meglio: per inserire in un quadro di senso più ampio la mostruosità colonialista, per rendere universale il "fatto".
    Conrad ha una delle migliori prose che abbia mai letto, mi pento di non averlo fatto prima; periodi lunghi e un continuo ricorso alla ripetizione, quasi come a voler rimarcare l'inafferrabile.
    Addentrandosi nella lettura, e risalendo il fiume con Marlow, il romanzo diventa sempre più asfissiante, si appiccica addosso ma mantenendo una caratteristica costante: tutto assume dei contorni eterei, sembra di essere dentro un sogno. Lo scopo di Conrad sembra proprio essere quello di farsi strada nella coltre onirica del reale: per Marlow, Kurtz è "solo una parola".
    «Do you see him? Do you see the story? Do you see anything? It seems to me I am trying to tell you a dream» dice Marlow al suo auditorio di marinai/dice Conrad ai suoi lettori, e continua specificando che raccontare il sogno è inutile, "un tentativo inutile", perchè è impossibile comunicare con le parole «that notion of being captured by the incredible which is of the one very essence of dreams...».
    Quindi il testo, per cercare di afferrare la sfuggevolezza del reale, si fa metaforico, allucinogeno. Quell'Africa, mai nominata per tutto il testo, assume i contorni spettrali di un luogo fantastico, pieno di quelle "black shadow of disease" che Marlow non vede come nemici, notando piuttosto il legame indissolubile che persiste fra schiavo e padrone.
    Un legame che Marlow percepisce anche fra lui e Kurtz. Pur non abbracciando i metodi e le idee di quell'uomo adorato come un dio dai selvaggi, sente di doverlo rispettare, sente di capirlo quasi, sente di non essere poi molto diverso da lui. Sente di doverlo difendere con la colossale menzogna che segna la fine del romanzo.
    Quindi il "cuore della tenebra" dov'è? Conrad sembra suggerirci che non è nel cuore del Congo, in Africa, ma forse sta passeggiando per le strade di una rispettabile metropoli in questo momento.

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  • 4

    Vuoto.

    La caratteristica eccezionale di Cuore di Tenebra è una, e una deve essere: il vuoto. Chi sostiene che la prosa di Conrad sia illeggibile, che la narrazione sia asfissiante o incomprensibile e che la ...continue

    La caratteristica eccezionale di Cuore di Tenebra è una, e una deve essere: il vuoto. Chi sostiene che la prosa di Conrad sia illeggibile, che la narrazione sia asfissiante o incomprensibile e che la lettura non lasci niente dimostra di non essere un buon osservatore, soprattutto di se stesso. Chiunque abbia letto Cuore di Tenebra non può negare la strana sensazione che si avverte a libro chiuso. Che sia positiva o negativa, è irrefutabile: è un vuoto, impalpabile ma presente. Questo è un romanzo che parla del cuore del male, di orrore primordiale. Qual è la strana sensazione che vi lascia? Vuoto. E che cos'è la tenebra, se non il vuoto?

    said on 

  • 3

    C'è un fil rouge che unisce lo scrivano Bartleby, il Giro di vite, Cuore di tenebra, e Kafka.
    Per esempio tutti suscitano la domanda fondamentale: ma ci è o ci fa?
    Leggere la prosa di Conrad poi è com ...continue

    C'è un fil rouge che unisce lo scrivano Bartleby, il Giro di vite, Cuore di tenebra, e Kafka.
    Per esempio tutti suscitano la domanda fondamentale: ma ci è o ci fa?
    Leggere la prosa di Conrad poi è come camminare in una palude tra le canne, i serpenti e il fango.

    said on 

  • 2

    Leopardi

    "Diventa sempre più buio e più stretto... Dio! I muri mi schiacciano, mi soffocano..."
    Da Leopardi, Hugo Pratt

    Mi permetto di fare mie le parole di quel grande fumettista che è Pratt e di aggiungere c ...continue

    "Diventa sempre più buio e più stretto... Dio! I muri mi schiacciano, mi soffocano..."
    Da Leopardi, Hugo Pratt

    Mi permetto di fare mie le parole di quel grande fumettista che è Pratt e di aggiungere che, se il libro fosse stato solo un poco più lungo, probabilmente sarebbe già tra gli abbandonati.

    said on 

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