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JPod

By Douglas Coupland

(37)

| Paperback | 9780747582229

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Book Description

Ethan Jarlewski and five co-workers whose surnames end in 'J' are bureaucratically marooned in JPod. JPod is a no-escape architectural limbo on the fringes of a massive Vancouver game design company. The six workers daily confront the forces that def Continue

Ethan Jarlewski and five co-workers whose surnames end in 'J' are bureaucratically marooned in JPod. JPod is a no-escape architectural limbo on the fringes of a massive Vancouver game design company. The six workers daily confront the forces that define our era: global piracy, boneheaded marketing staff, people smuggling, the rise of China, marijuana grow-ops, Jeff Probst, and the ashes of the 1990s financial tech dream. JPod's universe is amoral and shameless. The characters are products of their era even as they're creating it. Everybody in Ethan's life inhabits a moral grey zone. Nobody is exempt, not even his seemingly straitlaced parents or Coupland himself. Full of word games, visual jokes and sideways jabs, this book throws a sharp, pointed lawn dart into the heart of contemporary life.

72 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Un romanzo scritto da un fuori testa, con uno stile fuori di testa che parla di fuori di testa! Oppure... uno spledido scorcio ironico della mia generazione, nata e cresciuta in un bombardamento costante di informazioni e stimoli visivi.
    Spassoso e s ...(continue)

    Un romanzo scritto da un fuori testa, con uno stile fuori di testa che parla di fuori di testa! Oppure... uno spledido scorcio ironico della mia generazione, nata e cresciuta in un bombardamento costante di informazioni e stimoli visivi.
    Spassoso e stra-consigiato soprattutto a chi "vegeta" nel mondo dell'IT! Quattro stelle!

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    Ic@rus said on Apr 3, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    突然想起沒看過這本就找來看了。
    超無聊勁好笑書籍的最佳例子。(毆)
    一班在遊戲製作公司工作的怪人會花費所有精力及心機去做盡最無聊的事只是為了不用做真正要做的工作,總之就是很蠢很邪惡很歡樂。

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    AZURE said on Mar 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Dopo "Microservi", Coupland torna sul luogo del delitto e ci propone la storia di un gruppo di programmatori sopra le righe. Rispetto all'altra opera qui spinge più a fondo il pedale del farsesco, riuscendo comunque a regalarci un'opera frizzantissim ...(continue)

    Dopo "Microservi", Coupland torna sul luogo del delitto e ci propone la storia di un gruppo di programmatori sopra le righe. Rispetto all'altra opera qui spinge più a fondo il pedale del farsesco, riuscendo comunque a regalarci un'opera frizzantissima.

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    Little Icelander said on Jan 3, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    <<Una volta che sei al jPod, non c'è via di scampo>>

    JPod è uno di quei libri rari, che ti estraniano completamente dalla realtà e ti catapultano in un mondo surreale eppure in cui ti senti davvero vivo, partecipe. Cinquecento pagine che scorrono rapidissime, come un telefilm di cui non ti puoi ...(continue)

    JPod è uno di quei libri rari, che ti estraniano completamente dalla realtà e ti catapultano in un mondo surreale eppure in cui ti senti davvero vivo, partecipe. Cinquecento pagine che scorrono rapidissime, come un telefilm di cui non ti puoi perdere neanche una puntata, e quanto l'hai iniziato vorresti vederlo sempre, senza mai staccarti dallo schermo.
    Ethan Jarlewski lavora al jPod, un team di programmatori di mondi per i videogiochi in cui tutti i membri hanno la stessa iniziale del cognome (J, appunto), e sono tutti "normalissimi" nerd, che si dilettano a sfottersi a vicenda, ad organizzare tornei di Tetris, a ideare sfide per saggiare la propria primazia in campo matematico e comico, oltre a sabotare i noiosi lavori che vengono loro sottoposti dal marketing.
    Ethan avrebbe una vita già abbastanza appetitosa per diventare il protagonista di un romanzo, ma ci pensano comunque i suoi genitori (un attore dilettante e ballerino professionista, e una coltivatrice di marijuana di cui si innamorano tutti) a complicargli le giornate, tra omicidi involontari, stalker annoiate, amicizie pericolose e favori dai risvolti incomprensibili.
    Douglas Coupland racconta una storia emozionante e piena di colpi di scena, tra cui la sua calata in campo come vero e proprio deus ex machina delle vicende, in cui l'irriverenza e l'autocritica sono d'obbligo (<<Guardai gli occhi freddi di Coupland; era come guardare dentro due pozzi pieni di neonati annegati>>).
    Ogni personaggio di questo romanzo è degno di nota e non può essere facilmente dimenticato: il Malvagio Mark, ossessionato dal cibo dopo essere rimasto chiuso per quattro giorni in un magazzino in cui il suo unico nutrimento erano chewing gum stantii e Gatorade; John Doe, sopravvissuto ad un'infanzia hippie e diventato l'uomo mediocre per eccellenza, alla continua ricerca di passatempi, passioni e pensieri standard; Bree, impegnata nella continua opera di seduzione e conquista di uomini; Kaitlin, alter ego femminile di Ethan, dotata dello stesso umorismo e della stessa verve creativa (geniale la sua macchina degli abbracci, progettata per i geek che si sovraccaricano emotivamente quando hanno un contatto fisico con altri esseri umani); Cowboy, imprevedibile e pericoloso; Kam, malavitoso cinese che si rivela però un grande amico. Insomma, ce n'è per tutti i gusti ed è impossibile riassumere un intreccio così scoppiettante e vivace in poche righe.
    Tra scambi di abiti con clandestini, misteriose sparizioni, cadaveri riesumati, convegni lesbici, serate di karaoke e viaggi verso oriente, JPod si conferma un romanzo geniale, ironico, sempre sopra la media. Da morire dal ridere.

    La mia recensione completa su http://librisucculenti.blogspot.it/2013/12/jpod-anno-ii…

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    Pitichi said on Dec 31, 2013 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    I've noticed that we're googling every ten minutes. The problem is, after a week of intense googling, we've started to burn out on knowing the answer to everything. God must feel that way all the time. I think people in the year 2020 are going to be ...(continue)

    I've noticed that we're googling every ten minutes. The problem is, after a week of intense googling, we've started to burn out on knowing the answer to everything. God must feel that way all the time. I think people in the year 2020 are going to be nostalgic for the sensation of feeling clueless.

    Bree said, "I think computers ought to have a key called I'M DRUNK, and when you push it, it prevents you from sending email for twelve hours."
    Kaitlin said, "I've got another one: a key called FUCK OFF. You press it every time your computer does something annoying-in turn this would somehow Force your computer to experience pain. And if you pushed SHIFT/FUCK OFF, you'd end up with FUCK OFF AND DIE, the computer equivalent of a razor being raked across your nipples."

    How to create your name if you become a stripper. Basically, just figure out the last expensive form of sugar or sweetness you ate today... Molasses, Sweet'N Low, Wanilla Wafer, Tang, Brown Sugar, The Doublemint Twins, Cinnamon.
    My own stripper name is "M&M.

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    Frau Blucher said on Oct 23, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una recensione superficiale

    Douglas Coupland corre pericolosamente sull'orlo del baratro incurante del pericolo. Con JPOD distrugge (quasi) ogni regola della narrativa classica e contemporanea, rischiando di creare un inutile cumulo di parole senza scopo.

    E invece ci riesce. R ...(continue)

    Douglas Coupland corre pericolosamente sull'orlo del baratro incurante del pericolo. Con JPOD distrugge (quasi) ogni regola della narrativa classica e contemporanea, rischiando di creare un inutile cumulo di parole senza scopo.

    E invece ci riesce. Riesce a tenere in piedi un romanzo con un filo narrativo comprensibile (anche se inverosimile). Riesce a delineare dei personaggi non banali (anche se inverosimili). Riesce a contenere il suo libro in pagine di carta (anche se ne spreca 41 per 100.000 decimali del pi greco). Riesce a incuriosire vecchi geek tracciando un ritratto del loro mondo e delle loro fobie e passioni.

    JPOD è una lettura piacevole ma faticosa: si passa da pagine narrative a lettere e email su temi "fuori tema"; si passa dal Canada alla Cina e dalla droga alle patatine; si parla di videogiochi ma si descrive benissimo la vita quotidiana in ogni ufficio del mondo.

    La vicenda è surreale e divertente e si svolge all'interno di un'industria di videogiochi (Canada > Vancouver > Electronic Arts anche se mai citata), seguendo la creazione di un videogioco che passa dallo skateboard per poi vedere l'ingresso di una tartaruga, per poi diventare un gioco fantasy, per poi...

    I personaggi sono molti, quasi tutti jpodder con relative famiglie e amici. Ma il personaggio principale è forse l'autore stesso, Douglas Coupland, che interpreta se stesso nel libro e ne manipola le sorti e il gran finale.

    Il tono generale del romanzo è ironico, cinico, intriso di neologismi e di scorrettezze politiche, religiose, sociali e legali: trafficanti di droga dall'animo buono, sfruttamento della manodopera cinese vista come unico modo per guadagnare denaro, omosessualità/asessualità/bisessualità ridicolizzate a turni alternati. Per non parlare della famiglia, dei rapporti tra genitori e figli.

    Insomma... un gran bel casino!

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    Limo said on Jul 27, 2013 | Add your feedback

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