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J' accuse

Il caso Dreyfus

By Emile Zola

(41)

| Mass Market Paperback

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Book Description

Una lezione ideologica e storica, letteraria e oratoria, retorica e persino religiosa...
un intellettuale insorge e accusa... Per merito di Zola, il caso Dreyfus fu qualcosa di più che un caso giudiziario.

2 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    Attenzione la recensione è scritta senza alcuna competenza e può creare disinformazione. Si assicura che durante la stesura non si è procurato danno ad alcun animale eventualmente presente.

    Accuso il luogotenente colonnello de Paty di Clam di essere stato l'operaio diabolico dell'errore giudiziario, in incoscienza, io lo voglio credere, e di aver in seguito difeso la sua opera nociva, da tre anni, con le macchinazioni più irragionevoli ...(continue)

    Accuso il luogotenente colonnello de Paty di Clam di essere stato l'operaio diabolico dell'errore giudiziario, in incoscienza, io lo voglio credere, e di aver in seguito difeso la sua opera nociva, da tre anni, con le macchinazioni più irragionevoli e più colpevoli.
    Accuso il generale Mercier di essersi reso complice, almeno per debolezza di spirito, di una delle più grandi iniquità del secolo.
    Accuso il generale Billot di aver avuto tra le mani le prove certe dell'innocenza di Dreyfus e di averle soffocate, di essersi reso colpevole di questo crimine di lesa umanità e di lesa giustizia, per uno scopo politico e per salvare lo stato maggiore compromesso.
    Accuso il generale de Boisdeffre ed il generale Gonse di essersi resi complici dello stesso crimine, uno certamente per passione clericale, l'altro forse con questo spirito di corpo che fa degli uffici della guerra l'arcata santa, inattaccabile.
    Accuso il generale De Pellieux ed il comandante Ravary di avere fatto un'indagine scellerata, intendendo con ciò un'indagine della parzialità più enorme, di cui abbiamo nella relazione del secondo un imperituro monumento di ingenua audacia.
    Accuso i tre esperti in scrittura i signori Belhomme, Varinard e Couard, di avere presentato relazioni menzognere e fraudolente, a meno che un esame medico non li dichiari affetti da una malattia della vista e del giudizio.
    Accuso gli uffici della guerra di avere condotto nella stampa, particolarmente nell'Eclair e nell'Eco di Parigi, una campagna abominevole, per smarrire l'opinione pubblica e coprire il loro difetto.
    Accuso infine il primo consiglio di guerra di aver violato il diritto, condannando un accusato su una parte rimasta segreta, ed io accuso il secondo consiglio di guerra di aver coperto quest’illegalità per ordine, commettendo a sua volta il crimine giuridico di liberare consapevolmente un colpevole.

    Se avete letto, non è bellissimo?

    Se gli americani credono di aver inventato il marketing, si sbagliano. L’hanno solo codificato.
    E’ la Francia che ha sempre venduto se stessa con una pubblicità spesso ingannevole. Nella Ville Lumiere così multietnica, centro del mondo culturale e modaiolo dell’epoca, che aveva appena regalato agli USA la Statua della Libertà che con i piedi spezzava le catene del potere, ci fu un processo vergognoso.
    Nel 1894, Alfred Dreyfus, un capitano dell'Esercito, ebreo, fu accusato di aver svolto dell’attività di spionaggio a favore della Germania (la clamorosa sconfitta di Sedan era ancora sullo stomaco degli apparati militari). Processo e giudizio approssimativi. E il risultato fu che Dreyfus fu condannato alla deportazione a vita sull'isola di Caienna. Ovviamente la stampa scatenò un’ondata di antisemitismo. Émile Zola si schierò a favore dell'ufficiale e pubblicò un editoriale in cui accusava i veri colpevoli e le responsabilità di stampa ed esercito.
    Scrisse questo bellissimo testo di indignazione civile e si rimediò una condanna a 1 anno di galera più multa. Non domo, Flaubert pubblicò una lettera aperta al Presidente che provocò la riapertura del caso.
    Tutto finì (finì?) 4 anni dopo la morte di Flaubert. La Corte di Cassazione revocò la sentenza di condanna e Dreyfus fu riabilitato.
    L’11 luglio 1940 la Francia assegnò i pieni poteri a Petain e collaborò al rastrellamento di migliaia di ebrei consegnati al Terzo Reich. Ma Vichy viene ricordata per l’acqua e la Francia una nazione “resistente” con De Gaulle come capo. Marketing strategico.
    Alla faccia dell’indignato, civile, onesto Flaubert.

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    Anina e "gambette di pollo" said on Jan 7, 2013 | 4 feedbacks

Book Details

  • Rating:
    (41)
    • 5 stars
    • 4 stars
  • Mass Market Paperback 170 Pages
  • ISBN-10: A000110293
  • Publisher: Mondadori
  • Publish date: 1988-10-10
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