Jack Frusciante è uscito dal gruppo

Di

Editore: CDE

3.6
(10898)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 176 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Polacco

Isbn-10: A000006222 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , Altri , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
Perché J.Frusciante, chitarrista dei Red Hot Chili Pepper, è uscito dalla sua band? Stavano arrivando il successo, i soldi, la sicurezza: perché - senza grandi gesti - se n'è andato, girando le spalle a quanto sembra calamitare i desideri di tutti?Il "vecchio Alex" - diciassettenne protagonista di questo libro di Brizzi, impostosi rapidamente come cult-book di un'intera generazione - ha capito perché J.Frusciante è uscito dal gruppo. Sfrecciando lungo le strade che dal centro di Bologna salgono verso le colline sopra San Mamolo, dove stava l'amata Aidi - quattro mesi d'amore senza baci e senza sesso - prima che partisse per l'America, gli sembra - a ogni pedalata - di fare la stessa cosa.Di praticare la stessa arte da quando, in pochi mesi - a cavallo dei diciassette anni - si è trasformato da studente modello, apprezzato dalle profie e dalle studentesse Semprevergini del bigio liceo Caimani, in uno "skazzato tardoadolescente".E ora il vecchio Alex, naufrago emerso da un fiume ribollente di jollinvicta e mandarina duck con giovani e foruncolose vite annesse, ha imparato a cogliere i particolari e a difendersene "in una società in cui un diciassettenne non se la sente di avere come compagno di camera un ragazzo che usa valigie più a buon mercato delle sue". Prendere le distanze giuste per diventare sé stessi è un'arte che dura tutta una vita ma che va praticata presto. Cominciando dalla famiglia - mutter con consorte Cancelliere e frère du lait - poveri esseri che, ammette Alex, costituivano, anni luce fa, una famiglia d'italiani viventi.E, continuando con caotico rigore, a ogni nuovo incontro. Anche per un grande amore c'è la distanza giusta da tenere? Forse può essere grande quanto l'oceano di troppo che si è messo tra Alex e Aidi. Oppure essere corta come la parola fine. Sarà per questo che il vecchio Alex mentre sfreccia per Bologna ha gli occhi lustri? O, come sostiene Brizzi che lo conosce bene, è solo per la velocità che prende quando - il vecchio Alex - comincia a filare via come il vento?
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  • 5

    Il romanzo di una intera generazione, la nostra, dei nati tra la fine degli anni 70 e la prima metà degli 80. Un romanzo che puoi capire fino in fondo solo se lo leggi al Liceo ma che poi (per quanto ...continua

    Il romanzo di una intera generazione, la nostra, dei nati tra la fine degli anni 70 e la prima metà degli 80. Un romanzo che puoi capire fino in fondo solo se lo leggi al Liceo ma che poi (per quanto la tua vita diventi medio-borghese!) non puoi rinnegare. Personalmente lo conoscevo (lo conosco) a memoria: un libro di una tenerezza infinita, pieno zeppo di tutti quei sentimenti forti, contraddittori, assoluti che tutti gli adolescenti dovrebbero provare, prima di crescere diventando adulti consapevoli e moderati. Un romanzo che racconta un'età brutta e bella, l'età dei pensieri taglienti, l'età senza compromessi. Che è indimenticabile e senza ritorno proprio per questo.

    ha scritto il 

  • 4

    A chi è uscito e a chi resta

    Non lo definirei un libro per adolescenti, ma un libro che parla di adolescenza. E c'è una bella differenza.
    Letto da adulta, con scandaloso ritardo sui tempi, l'ho forse apprezzato più di quanto avre ...continua

    Non lo definirei un libro per adolescenti, ma un libro che parla di adolescenza. E c'è una bella differenza.
    Letto da adulta, con scandaloso ritardo sui tempi, l'ho forse apprezzato più di quanto avrei fatto a 17 anni. Perchè a 17 anni "c'ero dentro" e come dice il vecchio Alex...la gente capisce solo quando le cose sono già successe, mai quando accadono.

    ha scritto il 

  • 4

    pedalata negli anni '90

    grazie a questo libro ho imparato ad apprezzare di più anche le piccole cose, e ho anche conosciuto nuove canzoni e band. l'inserimento di pensieri e riflessioni, mi ha fatto guardare certe cose da un ...continua

    grazie a questo libro ho imparato ad apprezzare di più anche le piccole cose, e ho anche conosciuto nuove canzoni e band. l'inserimento di pensieri e riflessioni, mi ha fatto guardare certe cose da una nuova prospettiva. leggendo questo libro, tra l'altro molto scorrevole, mi sono innamorata di alex e dei suoi modi di pensare. sicuramente il mio libro preferito.

    ha scritto il 

  • 4

    Impossibile smettere

    Questo libro, nonostante sembri che abbia una trama ordinaria e banale, si è rivelato essere frizzante ed unico nel suo genere: la presenza di metafore, riflessioni sulla società e citazioni e riferim ...continua

    Questo libro, nonostante sembri che abbia una trama ordinaria e banale, si è rivelato essere frizzante ed unico nel suo genere: la presenza di metafore, riflessioni sulla società e citazioni e riferimenti a famose canzoni ha contribuito ad intrigare il lettore e a farlo immedesimare nei protagonisti, i giovani liceali Alex ed Adelaide, alle prese con i primi amori e i mille problemi che affliggono gli adolescenti.
    L'autore critica, in chiave quasi ironica, il rapporto travagliato tra genitori e figli. Scritto in maniera accattivante, è impossibile smettere di leggere. Rappresenta in pieno una società di una generazione precedente la nostra, un'epoca dove gli smartphone non esistevano e la musica era in cassetta; essa tuttavia risulta vicina a noi, perchè i giovani e il loro bisogni non cambiano.
    Un libro eterno e per niente superficiale, che affascina lettori di qualsiasi età.

    ha scritto il 

  • 1

    Artificiale

    Romanzo artificiale e poco sincero; il protagonista è odioso e noioso.
    Il linguaggio utilizzato è lo stesso degli Skiantos, solo che questi ultimi lo utilizzavano per prenderne in giro l'idiozia, Briz ...continua

    Romanzo artificiale e poco sincero; il protagonista è odioso e noioso.
    Il linguaggio utilizzato è lo stesso degli Skiantos, solo che questi ultimi lo utilizzavano per prenderne in giro l'idiozia, Brizzi invece lo utilizza (in modo ridondante e sovrabbondante) come se fosse qualcosa di importante, di eroico. Come se il linguaggio marchi la differenza tra il personaggio finto-ribelle e la sua famiglia da mulino bianco pregna d'ipocrisia borghese. Che macchiette.
    Altro appunto, la storia non mi ha per nulla coinvolto.
    Diciamo che questo romanzo rappresenta per me una sorta di antimodello, infatti sono contento di averlo letto, non è stata una lettura sprecata perché mi ha lasciato molto.

    ha scritto il 

  • 5

    Casualmente ho letto questo libro nel suo anniversario dei 20 anni dalla sua pubblicazione. Mi ricordavo solo un po' il film ma, un po' per noia e un po' per dimenticanza, non l'ho mai letto.
    Come mi ...continua

    Casualmente ho letto questo libro nel suo anniversario dei 20 anni dalla sua pubblicazione. Mi ricordavo solo un po' il film ma, un po' per noia e un po' per dimenticanza, non l'ho mai letto.
    Come mi è già capitato per altri libri, questo è uno di quelli dove bisogna leggerlo ad un certo periodo della propria vita. Leggerlo ora mi ha riportato indietro alla mia adolescenza, fatta di primi amori e di come il mondo inizia ad assumere varie tonalità di grigi togliendo il posto al "tutto bianco o tutto nero". Un bel tuffo nel passato insomma.
    Lo slang strizza un po' l'occhio ad Arancia Meccanica, ma senza strafare: in fondo a quell'età si usano molto di più termini inventati per sentirsi parte di un gruppo, cosa che poi, crescendo, si perde.

    Un gran bel tuffo nel passato.

    ha scritto il 

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