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Jane Eyre

Di

4.4
(10480)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Chi semplificata , Chi tradizionale , Francese , Coreano , Svedese , Catalano , Olandese , Portoghese , Greco , Danese , Ceco , Polacco

Isbn-10: A000082413 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
Jane Eyre" è unanimamente considerato il capolavoro di Charlotte Brontë. In esso tutti gli eventi e i comportamenti dei personaggi sono in funzione delle svolte psicologiche della protagonista, e quindi, per la riconosciuta valenza autobiografica, della stessa autrice. Rilevanti nel romanzo sono l'immediatezza della narrazione e la capacità di suscitare una curiosità costante per lo sviluppo dell'azione. Mai nella narrativa inglese una donna aveva manifestato e scritto apertamente del suo desiderio per un uomo: Jane-Charlotte racconta invece la sua irresistibile passione per un uomo sposato, e non ha vergogna ad ammetterlo nel suo diario.
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  • 5

    Jane Eyre è la classica eroina romantica; non le manca nulla: bambina infelice e poco amata, anzi mal sopportata; adolescente povera; ragazza pronta a realizzare se stessa con le proprie forze e graz ...continua

    Jane Eyre è la classica eroina romantica; non le manca nulla: bambina infelice e poco amata, anzi mal sopportata; adolescente povera; ragazza pronta a realizzare se stessa con le proprie forze e grazie alla propria intelligenza; giovane donna che ha saputo trasformare la rabbia per le umiliazioni in equilibrata consapevolezza di sé; donna appassionata, ma decisa a mantenere la propria rettitudine a prezzo di eroici sacrifici... La storia è nota, ma riesce comunque ad avvincere il lettore, che aspetta con ansia la felice conclusione e la ricompensa meritata per tanta sofferenza patita. Ingenuo sentimentalismo? Forse. Ma che sollievo per lo spirito questa profondità di sentire per noi postmoderni avvelenati dal cinismo! È come riscoprire un linguaggio dimenticato, quello delle emozioni, delle riflessioni che portano a scandagliare le ragioni dello spirito. Un balsamo, dunque.
    È un romanzo di formazione, autobiografico; ancora attuale, al di là di mode e costumi che mutano.

    più ampiamente:
    http://www.leparoletranoileggere.it/2015/08/30/jane-eyre/#more-1148

    ha scritto il 

  • 5

    Jane Eyre è un romanzo di formazione della scrittrice inglese Charlotte Brontë, la maggiore delle celebri sorelle Brontë. Venne pubblicato nel 1847 sotto lo pseudonimo di Currer Bell.
    Il romanzo, narr ...continua

    Jane Eyre è un romanzo di formazione della scrittrice inglese Charlotte Brontë, la maggiore delle celebri sorelle Brontë. Venne pubblicato nel 1847 sotto lo pseudonimo di Currer Bell.
    Il romanzo, narrato in prima persona dalla protagonista Jane, segue le vicende di quest'ultima, dall'infanzia all'età adulta. Jane è un personaggio particolare che, grazie al proprio coraggio, alla vivacità, all'indipendenza che reclama ed ottiene, riesce ad essere molto attuale.

    http://vorticidiparole.blogspot.com/2015/08/sensazioni-letterarie-jane-eyre-di.html

    ha scritto il 

  • 5

    note a margine

    Se penso a quel bellissimo passaggio in cui Jane Eyre, di fronte all’amato Edward, indica Thornfield Hall come il luogo in cui ha trovato la felicità dopo anni di vessazioni, perché lì, e solo lì, qua ...continua

    Se penso a quel bellissimo passaggio in cui Jane Eyre, di fronte all’amato Edward, indica Thornfield Hall come il luogo in cui ha trovato la felicità dopo anni di vessazioni, perché lì, e solo lì, qualcuno l’aveva trattata finalmente come una persona, senza calpestarla né perseguitarla, concludo che, alla fine, comunque, la mia eroina prediletta un’occasione di riscattarsi dall’infelicità l’ha senza dubbio avuta; e che Thornfield Hall è per lei il luogo della consapevolezza di essere viva e, perché no, il luogo in cui la felicità si concretizza.
    Ma Jane è solo un (adorabile) personaggio della compita, per quanto durissima, letteratura inglese di metà Ottocento; un modello di perfettibilità, nella mente della sua creatrice, un’idea, un teorema matematico che, date nobiltà d’animo, purezza e intelligenza, il risultato sia meritata pace. Jane è in qualche modo l’emblema di un riscatto femminile ottenuto in modo mesto ed onesto, senza compromessi né (s)vendite di sé, nella fosca e opprimente società maschilista e sessista del suo (e di ogni altro) tempo.
    Sarà per questo che amo Jane Eyre e la sua storia: lei mi fa pensare al migliore dei mondi possibili per una donna, un mondo dove ci sia integrità morale, dignità nonostante il dolore, fermezza nonostante la tentazione, possibilità di riscatto e, addirittura, amore, amore puro e disinteressato.
    Peccato solo che Jane sia una creatura di carta o, forse, solo la proiezione di un desiderio di riscatto della sua creatrice, non una donna reale. Quante possibilità, infatti, hanno avuto le vere Jane, le servette, le orfane, le sedotte, le sfruttate, le abusate di ogni epoca e paese di trovare il proprio angolo di felicità, anche scendendo a compromessi? Poche, credo. E Thornfield Hall è un meraviglioso luogo da cartolina che solo poche donne sono riuscite a vedere; forse solo un luogo immaginario del cuore, un luogo che tutte le donne vorrebbero aver trovato. E detesto pensare questo, tanto quanto è forte il mio amore per quest’opera.
    Il pensiero si dilata in note a margine, come letteratura impone, e va alle donne di ogni tempo: ma non alle poche fortunate che il Caso ha voluto collocare in una congiuntura storico-geografica favorevole come la nostra (noi tutte abbiamo o abbiamo avuto un luogo, fisico o dell'anima, in cui siamo state felici), ma alle altre donne, quelle del passato e quelle di questo orribile presente; quelle oltre il Mediterraneo, oltre l'Adriatico, oltre i deserti, oltre ogni limite: albanesi, nigeriane, mozambicane, rumene, bulgare, cinesi, cambogiane, indiane; vittime di tratta, di abusi, di torture e di botte che di occasioni di riscatto non ne avranno mai. E che non vedranno mai il paradiso, neanche da morte.

    ha scritto il 

  • 5

    Perché ho aspettato tanto per leggere questo capolavoro ? La Bronte mi ha fatto emozionare in ogni sua parola....
    "A volte ho una strana sensazione nei vostri riguardi...specialmente quando mi siete v ...continua

    Perché ho aspettato tanto per leggere questo capolavoro ? La Bronte mi ha fatto emozionare in ogni sua parola....
    "A volte ho una strana sensazione nei vostri riguardi...specialmente quando mi siete vicina come adesso: è come se avessi un laccio in qualche parte del mio petto, vicino al cuore, annodato stretto e in modo indistricabile a un laccio eguale situato nella parte corrispondente della vostra piccola persona. E se quel tempestoso Canale e circa duecento miglia di terra si frapporranno fra di noi, temo che questo legame he ci unisce si spezzerà; e ho l'intima convinzione che comincerò a sanguinare qui dentro."
    "L'idea di lui era ancora in me perchè non era una nebbia che i raggi del sole potessero diperdere ne un disegno tracciato sulla sabbia che le pioggie potessero cancellare: era un nome inciso sul marmo, destinato a durare quanto il marmo stesso."

    ha scritto il 

  • 5

    Helen

    Helen Burns e Jane Eyre sono a Lowood, nella stanza di Miss Temple, davanti a una tazza di tè e ad un fuoco scoppiettante, in un momento di rara felicità e di calore umano. Qui nessuno rimprovera Hele ...continua

    Helen Burns e Jane Eyre sono a Lowood, nella stanza di Miss Temple, davanti a una tazza di tè e ad un fuoco scoppiettante, in un momento di rara felicità e di calore umano. Qui nessuno rimprovera Helen per la sua sciatteria e per la sua tosse, qui nessuno la vessa, qui nessuno la umilia; anzi, invitata a parlare in un confronto tra pari, la malinconica e pallida ragazzina si fa improvvisamente ardente e luminosa, e le parole cominciano a fluire veloci. Helen è brillante, Helen è colta, Helen ama la Conoscenza ed esprime con entusiasmo la sua curiosità del mondo, così tanto che l'irruenza del suo spirito e la forza della sua intelligenza la rendono bella, agli occhi di chi la guarda.
    Helen è uno spirito libero, un gabbiano che sa volare alto, nonostante una vita di sofferenze e di solitudine, di privazioni e di sconfitte, nonostante la morte che porta dentro di sé e che vorrebbe superare con la forza dello spirito e della fantasia.
    Adoro Helen Burns. E, come lei, tutte le persone che cercano l'azzurro e la luce anche nel buio della propria vita; quelle persone che un'intelligenza vivace, un cuore delicato e una generosità radicata e profonda rendono bellissime agli occhi di chi le guarda.

    ha scritto il 

  • 4

    Ogni tanto ci vuole un bel classico: ovviamente datato, romantico, a volte un po' strappalacrime, pieno di buoni principi e dove una volta tanto l'intelligenza e il carattere della protagonista preval ...continua

    Ogni tanto ci vuole un bel classico: ovviamente datato, romantico, a volte un po' strappalacrime, pieno di buoni principi e dove una volta tanto l'intelligenza e il carattere della protagonista prevalgono e trionfano di gran lunga sulla bellezza.

    ha scritto il 

  • 5

    La miglior amica di una donna.

    Appena ho aperto questo libro sono stata rapita dalla vita di Jane Eyre.
    La sua storia inizia quando, all'età di dieci anni, vive in casa di sua zia che ne fa le sue veci per obbligo al fratello defun ...continua

    Appena ho aperto questo libro sono stata rapita dalla vita di Jane Eyre.
    La sua storia inizia quando, all'età di dieci anni, vive in casa di sua zia che ne fa le sue veci per obbligo al fratello defunto. Essa ha due figli che Jane non ha mai sopportato in quanto il signorino è un violento, viziato e capriccioso.
    Per colpa del carattere irrequieto di Jane e delle avversioni fra i bambini, la signora Reed, stufa della sua promessa, decide di mandare Jane in una scuola dove diventerà una bambina educata, pacata, giudiziosa e amante dell'arte e dello studio.
    Passerà due anni della sua vita a fare la maestra in quella stessa scuola finché, stanca di quella monotonia, decide che all'età di 18 anni è giunta l'ora di scoprire un po' di più di quel che c'è nel mondo che la circonda.
    Finisce a Thornfield Hall, accanto alla signora Fairfax badante della casa del signor Rochester.
    Jane sarà la maestra di Adele, una giovane fanciulla francese che, si dice, sia figlia illegittima del signor Rochester e di una madame française.
    Col tempo, Jane inizia a sentire dell'affinità fra lei e il signor Rochester e, tutt'e due finiscono per innamorarsi ognuno a modo loro, ma si sa che le storie così semplici e perfette hanno come protagonista un uomo che potrebbe nascondere qualcosa e il signor Rochester è proprio uno fra i colpevoli.
    Così inizia la storia centrale e il fulcro iniziale di Jane Eyre, ragazza non molto bella per i canoni dell'epoca, poco fine, con un carattere irruento e alle volte troppo indipendente, cosa che all'epoca era assolutamente impensabile per una donna. Bensì, accanto ad esse doveva ergersi a tutti i costi, la figura imponente dell'uomo per non destare le male indiscrezioni della gente comune.

    Jane Eyre è la prova letteraria dell'epoca della forza interiore ed esteriore delle donne.
    La vedo molto vicina alla figura dell'eroina, sa quando seguire la testa, l'orgoglio e il cuore. Capisce e cataloga i sentimenti che prova e sa metterli "in tavola", non ha paura di soffrire per un diniego.
    Tutte cose che per una donna (me, in questo caso) di oggi, risultano difficili anche se non impossibili. Si combatte sempre per la nostra indipendenza e contro i pregiudizi.
    Ma anche altri personaggi caratterizzano il romanzo. Come il signor Rochester, anche lui non molto bello fisicamente, i suoi lineamenti rigidi non rispecchiano la bellezza. All'inizio sentivo quasi del risentimento verso questo personaggio, intuivo che nascondesse qualcosa, ma il fato ha in serbo sempre delle sorprese e nella parte finale del libro si può vedere un signor Rochester cambiato totalmente: le sue debolezze verranno a galla e dovrà per forza aggrapparsi ad una persona per poter sopravvivere serenamente.
    Poi St. John, il pastore della chiesa di Morton, è un personaggio che ho detestato per il fatto che è emozionalmente insensibile e non solo questo traspare attraverso i suoi pensieri ma anche dal modo in cui agisce.
    Seguono la signorina Temple ed Helen Burns per cui ho provato lo stesso bene che Jane ha provato per entrambe.
    Insomma, tutti i personaggi sono stati davvero descritti in tutto e per tutto, sembrano quasi reali ed è anche per questo elemento che ho amato la scrittura di Charlotte Brontë.

    Davvero, questo romanzo è intriso di emozioni allo stato puro, mi è entrato dentro al cuore e ha fatto breccia dandomi una sorta di forza che mi ha riscaldato il cuore e dicendomi "allora non dovrebbe essere così difficile".
    Mi è piaciuto veramente tutto di questo libro. Non cambierei una sola parola o virgola in tutto il testo.
    Non so più come spiegare a parole questa traccia che ha legato me ad una storia di questo calibro che mai mi sarei immaginata di leggere se non dietro continue esortazioni!
    Ho chiuso a malincuore un amico, un àncora, un maestro a cui ho potuto "rubare" parole, sentimenti, emozioni ed insegnamenti nuovi e utili per la vita.

    ha scritto il 

  • 5

    L'emozione che questo libro riesce a trasmettere è indescrivibile. Un romanzo di una profondità inaudita.
    Due personaggi deliniati in modo perfetto.
    Jane è impregnata d'integrità morale, indipendenza, ...continua

    L'emozione che questo libro riesce a trasmettere è indescrivibile. Un romanzo di una profondità inaudita.
    Due personaggi deliniati in modo perfetto.
    Jane è impregnata d'integrità morale, indipendenza, forza interiore e passione.
    Un classico senza tempo.

    ha scritto il 

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