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Jane Eyre

By Charlotte Brontë

(640)

| Paperback

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Book Description

1136 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Troppo lento l'inizio, troppo veloce la fine

    Questo titolo per dire che il romanzo della Bronte mi ha sempre fatto questa impressione, sin dalla prima volta che lo lessi. All'inizio mi sembra un mattone insuperabile e poi, quando finalmente Jane si mette in moto, diventa un susseguirsi di cose ...(continue)

    Questo titolo per dire che il romanzo della Bronte mi ha sempre fatto questa impressione, sin dalla prima volta che lo lessi. All'inizio mi sembra un mattone insuperabile e poi, quando finalmente Jane si mette in moto, diventa un susseguirsi di cose velocissime ed ecco la fine, bam, un fulmine a ciel sereno, mentre io volevo ancora leggere dei luoghi che Jane descrive così bene e soprattutto delle sue vicissitudi.
    Lasciatemi però dire che Jane è troppo santarella, troppo bigotta, troppo buonista. E in certe situazione codesta cosa dà fastidio.

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    Nikla88 said on Jul 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Nei tuoi momenti di calma non avresti altro custode, altro infermiere che me; ed io veglierei su di te con instancabile tenerezza anche se tu non mi dessi alcun sorriso in cambio; non mi stancherei di guardarti negli occhi anche se in essi non fosse ...(continue)

    Nei tuoi momenti di calma non avresti altro custode, altro infermiere che me; ed io veglierei su di te con instancabile tenerezza anche se tu non mi dessi alcun sorriso in cambio; non mi stancherei di guardarti negli occhi anche se in essi non fosse più alcun raggio di riconoscimento.

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    Dumbledore said on Jul 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    jane mi piace molto, all'inizio, e ha qualche idea più avanti della sua epoca. poi si rivela mielosa e snobbish, anche se moderatamente, ma temo sia inevitabile trattandosi, presumo, di un'eroina per signorine. i colpi di scena sono da morir dal ride ...(continue)

    jane mi piace molto, all'inizio, e ha qualche idea più avanti della sua epoca. poi si rivela mielosa e snobbish, anche se moderatamente, ma temo sia inevitabile trattandosi, presumo, di un'eroina per signorine. i colpi di scena sono da morir dal ridere, la lingua piuttosto singolare per me lettrice distante nel tempo. nel complesso il romanzone mi ha soddisfatta.

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    terra said on Jul 20, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Una cenerentola senza il candore della fiaba

    Jane Eyre è un libro romantico, pieno di passioni gridate. La storia di una figura femminile animata da una volontà incrollabile e capace di travolgere qualsiasi ostacolo. Una donna ispirata da una forza esemplare con la quale sceglie di pe ...(continue)

    Jane Eyre è un libro romantico, pieno di passioni gridate. La storia di una figura femminile animata da una volontà incrollabile e capace di travolgere qualsiasi ostacolo. Una donna ispirata da una forza esemplare con la quale sceglie di percorrere la strada verso un futuro incerto piuttosto che aprire la porta di un paradiso a lei vicino. Non presta ascolto alla voce della passione che le suggerisce di rinunciare alla lotta, non si lascia cadere in una rete di seta per poi addormentarsi sui fiori che la nascondono. Ogni sua decisione è sempre dettata da un principio che le consente di obbedire alla propria legge morale senza mai subire il plagio degli altri. Non scivola nel rimpianto né si gira a quella triste pagina del passato la cui lettura, anche di una sola riga, potrebbe allentare la presa delle sue forze. Quando le circostanze sembrano mettere in discussione le scelte che è chiamata a fare, compie un passo indietro fermandosi prima del limite a costo di cambiare il corso della propria esistenza.

    Quella di Jane Eyre si potrebbe definire anche una storia di nostalgia e abbandono. Due riti che si consumano di continuo e l’accompagnano in tutte le tappe del suo aspro cammino. L’ abbandono della casa di Gateshead, da quei cancelli che l’avevano rinchiusa sotto le angherie dei suoi parenti; l’addio a Lowood, l’orfanotrofio dove aveva studiato e conosciuto gli stenti e le bassezze ; la fuga da Thornfield con una spina nel cuore, quel posto in cui si era innamorata di Rochester, il padrone che le aveva nascosto il suo terribile segreto; il saluto a Marsh End , dove aveva ritrovato un nuovo tepore. Per alleviare gli affanni inferti dalle contese col mondo e la vita, Jane trova rifugio nel grembo di una natura selvaggia, quei luoghi che fanno da scena alle sue giornate e rappresentano affreschi di pura semplicità. Si concede momenti di riflessione che trascorre per il bosco e la brughiera tra alternanze di suoni e silenzi. L’attenzione sempre rivolta al cielo che cambia, alla tranquillità della terra indurita dal gelo, e al fascino di luoghi che hanno il carattere sacro della solitudine, sono, per lei, gli istanti perfetti di una pace senza tempeste. Un personaggio impareggiabile e potente, Jane, che esalta e commuove senza mai finire nella doloristica immagine di vittima. L’esistenza struggente e poetica di un mito che resiste all’ usura del tempo.

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    Martin Eden said on Jul 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Dentro una piccola donna ci può essere una grande donna, e dietro? Dietro o avanti a una donna così, secondo il costume che si preferisce, ci possono essere solo quegl’uomini abbastanza bravi da esserlesi divenuti insopportabili e desiderati.

    A romanzo concluso (quando leggo un Classico della Letteratura e scopro che è un capolavoro indicibile, penso ormai la definizione Classico della Letteratura non basti, bisognerebbe chiamarlo spassionatamente Capolavoro della Letteratura, perché è un ...(continue)

    A romanzo concluso (quando leggo un Classico della Letteratura e scopro che è un capolavoro indicibile, penso ormai la definizione Classico della Letteratura non basti, bisognerebbe chiamarlo spassionatamente Capolavoro della Letteratura, perché è una definizione più fedele a affidabile e meno sospettabile) uno è il mistero che resta aperto, (oltre a: dove inizia il carattere indomito di Jane Eyre?): c’è qualcuno a cui il romanzo “Jane Eyre” può non piacere? Scritto che meglio di così non me lo so neppure immaginare, apparentemente piano ma in realtà tutto un tramestio, c’è un personaggio autonomo e magistralmente incarnato dietro un ambiente completamente allestito dietro a una situazione ingegnosa e verosimile (e anche quando non è verosimile, tanto meglio: di meno verosimile della letteratura c’è solo la realtà) dietro gl’altri. La conclamata bellezza del romanzo sta nel fatto che, una volta letto, non puoi che dirne banalità. Non puoi aggiungere niente che non sia stupido. Puoi solo dire “Mi piace. Porcaccia miseria, mi piace!” Se non ti piace magari puoi dilungarti per qualche foglio, ma se ti piace puoi dire solo questo: mi piace. L’opera ha già tutto quello che le serve. Ogni commento d’aggiunto, essendo superfluo, non può che essere stupido.

    Allora allego solo qualche fattarello personale. Questo è il secondo romanzo consigliato a mia nipote (Zola per la letteratura francese, la Brontë per quella inglese; per la russa ha scelto “Anna Karenina”, avrei preferito scegliesse “Guerra e pace”, sarebbe stata la buona volta che l’avrei letto anche io), non consigliato da me, però, ma da R. che odia leggere e che ‘Jane Eyre’ lo adora. R. se lo fece prestare da sua madre, alla quale lo regalai io perché non può vivere di sola Bibbia, povera donna, e la madre di R. l’ha letto quattro volte, e quando ne parla è tutta una eccitazione. Non l’ho mai vista eccitata per niente come lo è per “Jane Eyre”, la madre di R., e mi sento quasi a disagio quanto me lo comunica, mi sembra quasi una cosa disdicevole, che io le abbia regalato un tale oggetto di piacere inesauribile.

    Leggendo il “Jane Eyre”, a me appassionato dell’opera letteraria di Busi, è poi parso di aver trovato la donna più degna di definirsi la trisavola di Barbino, per il quale è stato altrettanto fondamentale il contributo genetico del selvaggio Edward Rochester. La governante Eyre gli ha messo la disposizione all’autodisciplina titanica, Rochester il surplus di passione che vuole averla vinta sia sul sentimento che sulla ragione.

    Noioso il saggio finale di Thackeray; la prefazione è stata assegnata a Buffoni, che però predilige Emily e il suo “Cime tempestose” ma si vede che quello non gliel’hanno fatto prefare, perciò parte del risentimento di sente nella prefazione a ‘Jane Eyre’, che essendo bello com’è, è logico che qualche invidia la muove, e questo è il segno della riuscitissima vendetta finale: che soddisfazione, per la piccola bruttina Jane Eyre essere meritatamente invidiata!

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    Coda said on Jul 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    E la lode, se fosse possibile!

    Conoscete tutti Jane Eyre? Ma sì certo, Jane Eyre. Quella piccola oscura e minuta fanciulla, ma comunque grande e celestiale?! Certo, come non potete conoscere Jane Eyre? Jane. Una donna forte, libera, indipendente, coraggiosa e anticonformista; con ...(continue)

    Conoscete tutti Jane Eyre? Ma sì certo, Jane Eyre. Quella piccola oscura e minuta fanciulla, ma comunque grande e celestiale?! Certo, come non potete conoscere Jane Eyre? Jane. Una donna forte, libera, indipendente, coraggiosa e anticonformista; con una libera volontà che esercita prendendo autonomamente le sue decisioni. Sono convinta che tutti voi conosciate Jane Eyre: non può essere altrimenti. E’ Jane Eyre quella donna dallo spirito libero, con una spiccata intelligenza e una grande dose di fantasia. Appassionata, combattiva completamente diversa dall’archetipo della donna vittoriana. Una donna dotata di una forza incredibile, capace di amara incondizionatamente e di perdonare. Una donna che non ammette mezzi termini, che da il massimo di sé stessa in ogni circostanza. Be, adesso ci penso io. Vi racconterò io chi è Jane Eyre.
    Jane Eyre è la protagonista d questo romanzo. Una vera DONNA dal passato tragico. Affidata alle cure della zia dopo la morte dei genitori, Jane Eyre è cresciuta senza conoscere affetto e amore nei suoi riguardi. Sempre sola e maltrattata, Jane era solita rifugiarsi tra i suoi libri per vivere in un mondo diverso. Dotata di una spiccata fantasia, riusciva a esprimere i suoi pensieri attraverso la pittura <<una delle gioie più grandi che abbia conosciuto>>. Maltrattata, picchiata e umiliata Jane non è stata altro che un peso per la zia e per i cugini, i quali vedevano in lei una strega nata solo per tormentare le loro vite. Per eliminare questo peso, Jane è stata così mandata nel collegio di Lowood, un istituto formativo per giovani ragazze. Ciò che l’istituto richiedeva alle piccole allieve era il massimo rispetto delle regole, una ferrea educazione e una rigida disciplina. Non sarà difficile, perciò, intuire quali sarebbero state le punizioni per tutti coloro che avessero infranto le regole. Ad un’infanzia già tragica e segnata dall’odio si aggiunge un adolescenza per nulla facile. Brutalizzata e bistrattata Jane ha continuato a vivere nella desolazione più totale, priva di amiche e compagni di giochi, con cui poter trascorrere allegramente i suoi pomeriggi nell’istituto. La sua unica compagna e amica era una piccola ragazza. L’unica che abbia mai dimostrato affetto verso la nostra Jane. Purtroppo la ragazzina era malata di tifo e presto sarà costretta ad abbandonare Jane. Ma, non tutto il male vien per nuocere. Una volta adulta Jane decide di abbandonare l’insegnamento a Lowood per trovare un lavoro come istitutrice. Verrà assunta a Thornfield Hall presso la dimora del signor Rochester. Un uomo rude, misterioso, dai modi a volte sgarbati, schivo e sarcastico. Come si può non essere attratti da un uomo così! E sicuramente è ciò che ha pensato anche la nostra Jane. Jane non ama Rochester per il suo aspetto o per il suo denaro, ma rimane ammaliata della sua vita interiore. In cambio il signor Rochester la comprende e la ama per ciò che è. Così simili! <<Come se avessi una corda sotto le costole a sinistra, annodata ad una corda simile dentro di voi. E se andaste via, temo che quella corda che ci unisce si spezzerebbe, e so che comincerei a sanguinare internamente. >> Dopo tanta sofferenza e tanta solitudine la nostra protagonista è destinata a vivere un’esistenza migliore. Se solo…

    Lessi questo libro circa un anno fa, ma non riesco a dimenticare le sensazioni che provai nel proseguire la lettura di questo capolavoro. Emozioni che non credevo avrei potuto trovare in un libro. Ho gioito, ho pianto, con Jane. Jane è tutto questo. O la si ama o la si odia. Io non ho potuto far altro che amarla incondizionatamente. Ho seguito con interesse, le (dis) avventure di Jane, la sua crescita interiore, mi sono ritrovata nei suoi principi, nei suoi ideali. Provo una grande ammirazione verso questa donna e non posso far altro che rammaricarmi per la scarsità di individui come Jane. Un libro che deve essere letto. Non c’è altro che io possa dire. Una capolavoro non ha bisogno di parole, ma solo di essere letto.

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    Anne said on Jul 14, 2014 | Add your feedback

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