Jane Eyre

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Publisher: Pearson English Language Teaching

4.4
(11075)

Language: English | Number of Pages: 96 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , German , Chi simplified , Chi traditional , French , Italian , Korean , Swedish , Catalan , Dutch , Portuguese , Greek , Danish , Czech , Polish

Isbn-10: 0003700747 | Isbn-13: 9780003700749 | Publish date: 

Margery Morris

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , School & Library Binding , Leather Bound , Others , Mass Market Paperback , Audio CD , Library Binding , Unbound , Softcover and Stapled , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
A series of graded readers covering a wide range of styles and kinds of English, both fiction and non-fiction, with comprehension exercises, questions and crosswords. Level 4 has a vocabulary of 1500 words.
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  • 4

    Ho ripreso in mano, dopo tanti anni, questo lavoro di C. Brontë, un classico intramontabile. Mi ha colpita ancora una volta la forza della protagonista nel far fronte alle avversità della vita, la sua ...continue

    Ho ripreso in mano, dopo tanti anni, questo lavoro di C. Brontë, un classico intramontabile. Mi ha colpita ancora una volta la forza della protagonista nel far fronte alle avversità della vita, la sua costanza nel non accettare compromessi che la vorrebbero una donna sottomessa e conforme all'ideologia del suo tempo, la lotta continua per la sua indipendenza. Una protagonista bella ed interessante narrata magistralmente dall'autrice assieme agli altri personaggi del romanzo ed alle piacevoli descrizioni dell'ambiente in cui si svolge il racconto. Un libro che merita una lettura.

    said on 

  • 0

    …tra l’altro pensavo che quel vagabondaggio di Jane Eyre tra i villaggi, mentre rischiava di morire di fame, è qualcosa di molto strano, tutto racchiuso in una bellezza stupenda, quieta e disumana, de ...continue

    …tra l’altro pensavo che quel vagabondaggio di Jane Eyre tra i villaggi, mentre rischiava di morire di fame, è qualcosa di molto strano, tutto racchiuso in una bellezza stupenda, quieta e disumana, della natura.

    È proprio il tono del distacco di Jane che mi lascia un’impressione inquieta. Il distacco vuol dire che lei si toglie di mezzo. E si toglie di mezzo per cosa? Per la descrizione di una natura del tutto pacifica, salubre, amica, dolce. E in quella natura lei ci sta morendo, ci rischia di morire.
    Se lo si nota, non si vede mai un ambiente di pace nel romanzo (le nazioni felici sono pagine bianche nel libro della storia, diceva Hegel; così anche le nostre felicità). Anche la notte del giardino è incantata, magica; non felice.
    Ecco, quella partenza, che pare anche intrapresa a cuor leggero (perché è l’alba che ci inganna, come ogni alba), come il vagabondo romantico di Eichendorff che andava per le contrade tedesche suonando il suo violino, fa entrare la morte così, come un raggio di sole e un filo d’erba.

    Questo tono di perenne tensione, della impossibilità che le cose si risolvano senza passare attraverso le parole, di vita che brucia in un sacrificio costante (richiedendo ad ogni personaggio di trovare il modo di poter invecchiare nella maniera migliore), di vita che brucia e che mette dialoghi dove il solo essere non basta ad affermarsi come vita, che ridimensiona ogni pensiero e ogni gesto…, è questo, quel che mi piaciuto.

    {Ma c’è questo tratto che nella sola vita non si può essere felici. Ogni forte affermazione di vita, lì nel romanzo, muore. Dalla compagna d’istituto Helen, alla zia Sarah, a St. John, fino a mostrarsi imbestialita e nel cugino John Reed e — al suo massimo grado — nella pazza in soffitta. E forte affermazione di vita = cristianesimo. Nel romanzo, è il cristianesimo di St. John la morte più strutturata e potente. Altra caratteristica peculiare: niente di più vitale della morte; lo faccia presente ogni vitalismo.
    Bertha Mason invece è del tutto fuori dalla cristianità. Lì è la vita selvaggia; perché è totalmente inaccessibile alle parole.
    Fateci caso: lei la si vede sempre di sguincio, diagonalmente, o riportata in un racconto, in parole altrui. Mai di fronte. Perché le parole non la possono vestire.
    E Jane Eyre è il libro delle parole. Tant’è che Jane e Rochester, senza ancora conoscersi, fanno (essere) l’amore con le parole.
    Le parole si scontrano giusto contro la Parola (di Dio). Contro l’inaccessibilità della compagna di convitto Helen, di St. John.
    Si scontrano perché le parole di Jane vengono sì accolte, ma misurate sul piano dell’assoluto religioso, non della possibilità di vivere su questa terra. Sia Helen che St. John muoiono giovani: non hanno piani per il futuro; hanno piani per l’eterno.
    Vero Bildungsroman d’un’epoca in cui si mostra palesemente com’era difficile viverci dentro a lungo, Jane Eyre è questa ricerca della maturazione equilibrata (di una ‹economia› degli anni) tra la morte per l’ideale, anima come forma troppo pura, e l’imperdonabile invecchiamento sensuale, i sensi come l’informe — le infermità — della mente. Jane Eyre non si chiede — romanticamente — ‘Per cosa morire?’, ma: ‘Qual è il tempo giusto, per morire?’}

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  • 5

    Quale capolavoro!
    Mi duole averlo finito, come se avessi salutato un caro amico.
    Da giorni ero abituata a pensare, sognare, meditare come se vivessi tra le sue pagine. Leggevo d'un fiato interi capito ...continue

    Quale capolavoro!
    Mi duole averlo finito, come se avessi salutato un caro amico.
    Da giorni ero abituata a pensare, sognare, meditare come se vivessi tra le sue pagine. Leggevo d'un fiato interi capitoli e poi mi imponevo una pausa per non esaurirlo troppo in fretta, come sostare serenamente su una roccia dopo una lunga passeggiata nei sentieri delle colline inglesi. Mi mancherà.

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  • 0

    Un classico intramontabile

    All'inizio mi riusciva difficile leggere e proseguire, infatti l'avevo abbandonato, avevo letto al massimo cinquanta pagine. Forse per lo stile di scrittura, forse perché non ero ancora pronta a quest ...continue

    All'inizio mi riusciva difficile leggere e proseguire, infatti l'avevo abbandonato, avevo letto al massimo cinquanta pagine. Forse per lo stile di scrittura, forse perché non ero ancora pronta a questo stile classico.
    Due giorni fa ho ripreso, non so la lettura mi ha stregato, oppure vedevo il libro in modo diverso, fatto sta che mi sono innamorata di questo libro. Ed oggi l'ho finito
    Jane eyre, con il suo essere donna fuori dagli schemi dell'epoca.
    Rochester non il classico uomo dolce con , un animo delicato, anzi un uomo a tratti burbero, ma leggendo ti innamori di lui, del suo amore per la sua silfide , folletto, Jane.
    Pian piano entri in quel mondo, senti le emozioni, la vita.
    Un grande classico della letteratura , un capolavoro intramontabile.
    Che cosa aspettavo a leggerlo?

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  • 5

    Consiglio di lettura di Febbraio 2017 di RC

    Un classico che fa sempre piacere rileggere, dopo quasi 15 anni!
    Un libro che ha preso la mia lettura per un paio di giorni, se avessi potuto lo avrei letto in un giorno soltanto!
    Jane, una ragazza da ...continue

    Un classico che fa sempre piacere rileggere, dopo quasi 15 anni!
    Un libro che ha preso la mia lettura per un paio di giorni, se avessi potuto lo avrei letto in un giorno soltanto!
    Jane, una ragazza dallo spirito che risplende.

    said on 

  • 4

    Soap opera ?, può darsi. Però sincera, narrata con forza e convinzione tali da conservare intatto il suo fascino. Il suo limite sta nel non uscire mai dai confini di una storia d'amore impossibile. La ...continue

    Soap opera ?, può darsi. Però sincera, narrata con forza e convinzione tali da conservare intatto il suo fascino. Il suo limite sta nel non uscire mai dai confini di una storia d'amore impossibile. La parte migliore mi è sempre sembrata la prima, dove si narra in chiave dickensiana, l'infanzia oltraggiata e offesa di un'orfanella.

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  • 5

    Gli uomini (e le donne) che fecero l'impresa

    Un intervento chirurgico, per correre più forte.
    E poi, la prognosi del medico: due giorni immobile a letto, per guarire.
    E poi, Jane Eyre, graditissimo dono natalizio, in immersione totale.
    Già presa ...continue

    Un intervento chirurgico, per correre più forte.
    E poi, la prognosi del medico: due giorni immobile a letto, per guarire.
    E poi, Jane Eyre, graditissimo dono natalizio, in immersione totale.
    Già presagivo che non sarei stato troppo coinvolto alla storia in sé quanto dall'ambientazione.
    Ritengo infatti l'Inghilterra vittoriana l'autentica culla della nostra civiltà quale noi oggi viviamo: vedasi anche l'illuminante saggio "La Rivoluzione Industriale" di Thomas Ashton.

    All'atto pratico, in effetti, alcuni passaggi chiave della trama sono altamente improbabili e rivelano una certa indole fanciullesca dell'autrice.
    Tuttavia, il paesaggio, il contesto sociale e, soprattutto, la personalità della protagonista hanno costituito una piacevole sorpresa.
    Con ogni evidenza, il movimento femminista affonda le radici in un terreno già preparato dalla letteratura e dal non casuale successo di quest'opera.
    Per questo motivo, mi sento di accomunare Charlotte Bronte a James Watt, Adam Smith, Charles Darwin ed ai tanti uomini (e donne) di quell'ambiente, che fecero l'impresa di traghettare il genere umano verso la modernità.

    said on 

  • 5

    “È vano dire che gli esseri umani dovrebbero accontentarsi della quiete; gli uomini hanno bisogno dell’azione, e se non la trovano, la creano.”
    A distanza di svariati anni, sono tornata a perdermi nel ...continue

    “È vano dire che gli esseri umani dovrebbero accontentarsi della quiete; gli uomini hanno bisogno dell’azione, e se non la trovano, la creano.”
    A distanza di svariati anni, sono tornata a perdermi nella profondità della voce narrante di JANE EYRE, prima, una ragazzina dal carattere forte e deciso, poi, una donna libera ed indipendente che lavora come istitutrice per Adele, nella dimora di Thornfield Hall, appartenuta da sempre alla nobile famiglia dei Rochester. L'arrivo di Mr. Rochester, uomo imponente e sarcastico, subito colpito dalla vivida intelligenza e dall'indipendenza di spirito di Jane, movimenta sentimentalmente la narrazione tra alti e bassi.
    Però, non è sulla trama nota che voglio dilungarmi, ma sull'intensità nuova, inedita, che le parole, fuori dal tempo, scritte nel 1847 da Charlotte Brontë, assumono grazie alla voce dell'attrice fiorentina Alba Rohrwacher. Nell'edizione dell'audiolibro, la voce limpida della Rohrwacher rende ancora più coinvolgenti le riflessioni della protagonista, Jane Eyre, una donna verso la quale si prova una forte empatia. I sentimenti di Jane Eyre sono fuori del tempo, le sue emozioni sono sempre attuali. Proprio queste sue componenti fanno di Jane Eyre un classico memorabile. La storia d'amore, narrata da Charlotte Brontë, è tra le più belle del panorama letterario mondiale. Ci si innamora dell'amore, grazie al sentimento provato dai due innamorati, Jane e Mr. Rochester.
    Jane Eyre è un personaggio di una bellezza indicibile, così fiero e commovente nella sua fragilità, quando vede sconvolgere le proprie certezze, la propria intera vita da un amore che non è in grado di accettare, apparentemente impossibile. Per Jane, è un sentimento inaccettabile cui lei non vuole soccombere e che vorrebbe assolutamente estirpare dal suo cuore. Le convenzioni sociali rendono tale sentimento sconveniente e lei non vuole contravvenire alle regole sociali. È un grande amore, profondamente intenso, indimenticabile.
    Un grazie speciale alla splendida voce di Alba Rohrwacher per aver reso ancora più bello questo classico letterario d'epoca vittoriana.
    “Non può essere ch’io abbia tanta felicità, dopo tanto dolore. È un sogno; un sogno di quelli che ho fatto spesso, di notte, immaginandomi di stringerla ancora una volta sul mio cuore, come faccio ora; credendo di baciarla e sentendo che mi amava e che non mi avrebbe lasciato mai.”

    said on 

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