Jane Eyre

Di

Editore: Poligrafici Editoriale (La biblioteca universale 16)

4.4
(11086)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 536 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Chi semplificata , Chi tradizionale , Francese , Coreano , Svedese , Catalano , Olandese , Portoghese , Greco , Danese , Ceco , Polacco

Isbn-10: 888866694X | Isbn-13: 9788888666945 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Luisa Reali ; Prefazione: Franco Buffoni

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , Altri , eBook , CD audio

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
Suppl. a: QN Quotidiano Nazionale, Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione.
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  • 5

    Eccezionale

    Un bel romanzo e letto benissimo, con passione ma senza affettazione. Ho adorato la storia e ho adorato la modernità di questa protagonista intelligente, testarda ma anche buona di cuore. Certi passi ...continua

    Un bel romanzo e letto benissimo, con passione ma senza affettazione. Ho adorato la storia e ho adorato la modernità di questa protagonista intelligente, testarda ma anche buona di cuore. Certi passi sono semplicemente modernissimi. E con questo primo audiolibro di una certa importanza, una appassionata di teatro come me è già persa e non sa come fare nella sua breve vita a leggere e/o ascoltare tanti bei testi.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho ripreso in mano, dopo tanti anni, questo lavoro di C. Brontë, un classico intramontabile. Mi ha colpita ancora una volta la forza della protagonista nel far fronte alle avversità della vita, la sua ...continua

    Ho ripreso in mano, dopo tanti anni, questo lavoro di C. Brontë, un classico intramontabile. Mi ha colpita ancora una volta la forza della protagonista nel far fronte alle avversità della vita, la sua costanza nel non accettare compromessi che la vorrebbero una donna sottomessa e conforme all'ideologia del suo tempo, la lotta continua per la sua indipendenza. Una protagonista bella ed interessante narrata magistralmente dall'autrice assieme agli altri personaggi del romanzo ed alle piacevoli descrizioni dell'ambiente in cui si svolge il racconto. Un libro che merita una lettura.

    ha scritto il 

  • 0

    …tra l’altro pensavo che quel vagabondaggio di Jane Eyre tra i villaggi, mentre rischiava di morire di fame, è qualcosa di molto strano, tutto racchiuso in una bellezza stupenda, quieta e disumana, de ...continua

    …tra l’altro pensavo che quel vagabondaggio di Jane Eyre tra i villaggi, mentre rischiava di morire di fame, è qualcosa di molto strano, tutto racchiuso in una bellezza stupenda, quieta e disumana, della natura.

    È proprio il tono del distacco di Jane che mi lascia un’impressione inquieta. Il distacco vuol dire che lei si toglie di mezzo. E si toglie di mezzo per cosa? Per la descrizione di una natura del tutto pacifica, salubre, amica, dolce. E in quella natura lei ci sta morendo, ci rischia di morire.
    Se lo si nota, non si vede mai un ambiente di pace nel romanzo (le nazioni felici sono pagine bianche nel libro della storia, diceva Hegel; così anche le nostre felicità). Anche la notte del giardino è incantata, magica; non felice.
    Ecco, quella partenza, che pare anche intrapresa a cuor leggero (perché è l’alba che ci inganna, come ogni alba), come il vagabondo romantico di Eichendorff che andava per le contrade tedesche suonando il suo violino, fa entrare la morte così, come un raggio di sole e un filo d’erba.

    Questo tono di perenne tensione, della impossibilità che le cose si risolvano senza passare attraverso le parole, di vita che brucia in un sacrificio costante (richiedendo ad ogni personaggio di trovare il modo di poter invecchiare nella maniera migliore), di vita che brucia e che mette dialoghi dove il solo essere non basta ad affermarsi come vita, che ridimensiona ogni pensiero e ogni gesto…, è questo, quel che mi piaciuto.

    {Ma c’è questo tratto che nella sola vita non si può essere felici. Ogni forte affermazione di vita, lì nel romanzo, muore. Dalla compagna d’istituto Helen, alla zia Sarah, a St. John, fino a mostrarsi imbestialita e nel cugino John Reed e — al suo massimo grado — nella pazza in soffitta. E forte affermazione di vita = cristianesimo. Nel romanzo, è il cristianesimo di St. John la morte più strutturata e potente. Altra caratteristica peculiare: niente di più vitale della morte; lo faccia presente ogni vitalismo.
    Bertha Mason invece è del tutto fuori dalla cristianità. Lì è la vita selvaggia; perché è totalmente inaccessibile alle parole.
    Fateci caso: lei la si vede sempre di sguincio, diagonalmente, o riportata in un racconto, in parole altrui. Mai di fronte. Perché le parole non la possono vestire.
    E Jane Eyre è il libro delle parole. Tant’è che Jane e Rochester, senza ancora conoscersi, fanno (essere) l’amore con le parole.
    Le parole si scontrano giusto contro la Parola (di Dio). Contro l’inaccessibilità della compagna di convitto Helen, di St. John.
    Si scontrano perché le parole di Jane vengono sì accolte, ma misurate sul piano dell’assoluto religioso, non della possibilità di vivere su questa terra. Sia Helen che St. John muoiono giovani: non hanno piani per il futuro; hanno piani per l’eterno.
    Vero Bildungsroman d’un’epoca in cui si mostra palesemente com’era difficile viverci dentro a lungo, Jane Eyre è questa ricerca della maturazione equilibrata (di una ‹economia› degli anni) tra la morte per l’ideale, anima come forma troppo pura, e l’imperdonabile invecchiamento sensuale, i sensi come l’informe — le infermità — della mente. Jane Eyre non si chiede — romanticamente — ‘Per cosa morire?’, ma: ‘Qual è il tempo giusto, per morire?’}

    ha scritto il 

  • 5

    Quale capolavoro!
    Mi duole averlo finito, come se avessi salutato un caro amico.
    Da giorni ero abituata a pensare, sognare, meditare come se vivessi tra le sue pagine. Leggevo d'un fiato interi capito ...continua

    Quale capolavoro!
    Mi duole averlo finito, come se avessi salutato un caro amico.
    Da giorni ero abituata a pensare, sognare, meditare come se vivessi tra le sue pagine. Leggevo d'un fiato interi capitoli e poi mi imponevo una pausa per non esaurirlo troppo in fretta, come sostare serenamente su una roccia dopo una lunga passeggiata nei sentieri delle colline inglesi. Mi mancherà.

    ha scritto il 

  • 0

    Un classico intramontabile

    All'inizio mi riusciva difficile leggere e proseguire, infatti l'avevo abbandonato, avevo letto al massimo cinquanta pagine. Forse per lo stile di scrittura, forse perché non ero ancora pronta a quest ...continua

    All'inizio mi riusciva difficile leggere e proseguire, infatti l'avevo abbandonato, avevo letto al massimo cinquanta pagine. Forse per lo stile di scrittura, forse perché non ero ancora pronta a questo stile classico.
    Due giorni fa ho ripreso, non so la lettura mi ha stregato, oppure vedevo il libro in modo diverso, fatto sta che mi sono innamorata di questo libro. Ed oggi l'ho finito
    Jane eyre, con il suo essere donna fuori dagli schemi dell'epoca.
    Rochester non il classico uomo dolce con , un animo delicato, anzi un uomo a tratti burbero, ma leggendo ti innamori di lui, del suo amore per la sua silfide , folletto, Jane.
    Pian piano entri in quel mondo, senti le emozioni, la vita.
    Un grande classico della letteratura , un capolavoro intramontabile.
    Che cosa aspettavo a leggerlo?

    ha scritto il 

  • 5

    Consiglio di lettura di Febbraio 2017 di RC

    Un classico che fa sempre piacere rileggere, dopo quasi 15 anni!
    Un libro che ha preso la mia lettura per un paio di giorni, se avessi potuto lo avrei letto in un giorno soltanto!
    Jane, una ragazza da ...continua

    Un classico che fa sempre piacere rileggere, dopo quasi 15 anni!
    Un libro che ha preso la mia lettura per un paio di giorni, se avessi potuto lo avrei letto in un giorno soltanto!
    Jane, una ragazza dallo spirito che risplende.

    ha scritto il 

  • 4

    Soap opera ?, può darsi. Però sincera, narrata con forza e convinzione tali da conservare intatto il suo fascino. Il suo limite sta nel non uscire mai dai confini di una storia d'amore impossibile. La ...continua

    Soap opera ?, può darsi. Però sincera, narrata con forza e convinzione tali da conservare intatto il suo fascino. Il suo limite sta nel non uscire mai dai confini di una storia d'amore impossibile. La parte migliore mi è sempre sembrata la prima, dove si narra in chiave dickensiana, l'infanzia oltraggiata e offesa di un'orfanella.

    ha scritto il 

  • 5

    Gli uomini (e le donne) che fecero l'impresa

    Un intervento chirurgico, per correre più forte.
    E poi, la prognosi del medico: due giorni immobile a letto, per guarire.
    E poi, Jane Eyre, graditissimo dono natalizio, in immersione totale.
    Già presa ...continua

    Un intervento chirurgico, per correre più forte.
    E poi, la prognosi del medico: due giorni immobile a letto, per guarire.
    E poi, Jane Eyre, graditissimo dono natalizio, in immersione totale.
    Già presagivo che non sarei stato troppo coinvolto alla storia in sé quanto dall'ambientazione.
    Ritengo infatti l'Inghilterra vittoriana l'autentica culla della nostra civiltà quale noi oggi viviamo: vedasi anche l'illuminante saggio "La Rivoluzione Industriale" di Thomas Ashton.

    All'atto pratico, in effetti, alcuni passaggi chiave della trama sono altamente improbabili e rivelano una certa indole fanciullesca dell'autrice.
    Tuttavia, il paesaggio, il contesto sociale e, soprattutto, la personalità della protagonista hanno costituito una piacevole sorpresa.
    Con ogni evidenza, il movimento femminista affonda le radici in un terreno già preparato dalla letteratura e dal non casuale successo di quest'opera.
    Per questo motivo, mi sento di accomunare Charlotte Bronte a James Watt, Adam Smith, Charles Darwin ed ai tanti uomini (e donne) di quell'ambiente, che fecero l'impresa di traghettare il genere umano verso la modernità.

    ha scritto il 

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