Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Jettatura

By

Publisher: Kessinger Publishing

3.5
(157)

Language:English | Number of Pages: 84 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 1419127527 | Isbn-13: 9781419127526 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Others

Do you like Jettatura ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
The nails on these fingers, curved like tigers' claws and vultures' talons, came closer and closer to his face and appeared to seek to tear his eyes out.
Sorting by
  • 4

    Scovato direttamente su internet, dopo che un amico mi ha chiesto se conoscevo questo lungo racconto e il suo autore. Mi sono ricordato di aver letto “La signorina di Maupin”, tanto, tanto tempo fa.
    E davvero uno strano racconto, ma non l’ho trovato divertente come ho letto nelle recensioni ...continue

    Scovato direttamente su internet, dopo che un amico mi ha chiesto se conoscevo questo lungo racconto e il suo autore. Mi sono ricordato di aver letto “La signorina di Maupin”, tanto, tanto tempo fa.
    E davvero uno strano racconto, ma non l’ho trovato divertente come ho letto nelle recensioni di alcuni anobiani. Cosa c’è da ridere infatti se un povero ragazzo inglese, innamorato della fidanzata, a dispetto dell’assurdità superstiziosa della cosa, si trova a doversi difendere dall’ accusa infamante di essere uno iettatore fino a precipitare in un tragico finale?
    Sì, forse c’è dell’ironia nel raccontare di amuleti e scongiuri, ma trovarlo esilarante proprio no.
    Sono rimasta colpita, invece, soprattutto dal modo ricercato, dettagliato, direi molto pittorico (era stato per l’appunto un pittore prima di dedicarsi allo scrivere) con cui l’autore descrive accuratamente la fisionomia dei personaggi, trovandone le corrispondenze dell'animo.

    said on 

  • 4

    Bel racconto!
    Gautier fa un descrizione accurata della Napoli dell'Ottocento, sia paesaggisticamente, sia delle usanze e dei costumi,segno che fu una metà dei suoi tanti viaggi.
    La storia è divertente e triste allo stesso tempo: esilaranti i passaggi in cui descrive gli scongiuri.
    ...continue

    Bel racconto!
    Gautier fa un descrizione accurata della Napoli dell'Ottocento, sia paesaggisticamente, sia delle usanze e dei costumi,segno che fu una metà dei suoi tanti viaggi.
    La storia è divertente e triste allo stesso tempo: esilaranti i passaggi in cui descrive gli scongiuri.
    Merita.

    said on 

  • 5

    esilarante

    A dispetto del finale non proprio allegro non son riuscita a trattenermi dal ridere. C'è persino un vampiro occulto, basta saperlo vedere. Ho messo in lista desideri (extra-anobii) tanto corallo rosso, utile e gioioso.

    said on 

  • 4

    è più divertente o grottesco? ancora non l'ho capito. fatto sta, che la descrizione dei gesti delle mani per fare gli scongiuri è poesia. spassoso e triste.

    said on 

  • 3

    Un racconto lungo ottocentesco: la derivazione è addirittura dai "viaggi in italia" che da Goethe in poi caratterizzavano l'educazione dei gentiluomini di mezza Europa. Di qui lo sfondo folkloristico, tinteggiato a colori sgargianti, ricco di macchiette e personaggi caricaturali a comporre un sel ...continue

    Un racconto lungo ottocentesco: la derivazione è addirittura dai "viaggi in italia" che da Goethe in poi caratterizzavano l'educazione dei gentiluomini di mezza Europa. Di qui lo sfondo folkloristico, tinteggiato a colori sgargianti, ricco di macchiette e personaggi caricaturali a comporre un selvaggiume contrapposto ai compunti milord e alle soavi milady mitteleuropee, nonchè completo di un coreografico Vesuvio fumante degno dei paesaggi di qualche pittore romantico tedesco. In tutto questo, l'argomento della "jettatura" è perfettamente calzante, quasi sociologico se lo si vuole avvicinare a studi "seri" sulla superstizione, quali ad esempio il Ramo d'Oro di Frazer, ancora una volta a giocare alla contrapposizione fra anglosassoni voltairiani e meridionali atavici intrappolati dall'oscurità dell'irrazionale. Ma, e qui sta l'umor nero di Gautier, questi ultimi l'avranno vinta; quasi che il francese simpatizzi, tutto sommato, per l'enfasi latina (come la sua prosa rigogliosa appena sporcata da una certa pedanza starebbe a dimostrare) piuttosto che per l'aridità sassone.

    said on 

  • 3

    Libro trovato in casa ma nessuno sa come ci sia arrivato!
    Non è un po' allarmante?
    Breve romanzo, dall' inizio godibile e ricco di ironia, che purtroppo via via si perde, pieno di citazioni che io non seppi cogliere, perché non sono una colta, e cmq non ho mai letto niente altro di Ga ...continue

    Libro trovato in casa ma nessuno sa come ci sia arrivato!
    Non è un po' allarmante?
    Breve romanzo, dall' inizio godibile e ricco di ironia, che purtroppo via via si perde, pieno di citazioni che io non seppi cogliere, perché non sono una colta, e cmq non ho mai letto niente altro di Gautier, inzeppato di pittoresche descrizioni di una Napoli che in alcuni angoli esisteva ancora, vi giuro, io l'ho vista, poco più di trent'anni fa: c'erano ancora lazzari ( l'equivalente contemporaneo) dormienti sui muretti, venditori di limoni, miliardi di cornetti e parte del presepe, ora credo proprio non sia più così, ma non lo so, e ritrovarla in alcune pagine è stato bello, e di questo sono grata a Gautier.
    Poi tutto si appesantisce e precipita, e non c'è luce al fondo.

    La grattatina di rito, se si vuole, ci può stare.

    said on 

  • 2

    Devo assolutamente sbrigarmi nel buttar giù queste impressioni: adesso mi ricordo perchè non mi ricordavo di aver letto questo libro e perchè non lo ricorderò più dopo l'ultimo punto di questi appunti!
    Gautier si dimostra un amante appassionato del nostro Mezzogiorno, e questo racconto è un ...continue

    Devo assolutamente sbrigarmi nel buttar giù queste impressioni: adesso mi ricordo perchè non mi ricordavo di aver letto questo libro e perchè non lo ricorderò più dopo l'ultimo punto di questi appunti!
    Gautier si dimostra un amante appassionato del nostro Mezzogiorno, e questo racconto è un gentile tributo ai colori caldi e alla meravigliosa scenografia di una Napoli già caotica ma ancora lontana dall'inquinamento avvilente di oggi: mi fanno un'impressione incredula, e invidia per non esser lì ad ammirare, quei passaggi descrittivi sull'azzurro del mare nel porto, sulle bancarelle colorate ad ogni via, sui lazzaroni che cantano e scherzano con i piedi penzoloni sui muretti del molo.
    Ma le cose belle finiscono qui. Per il resto c'è una storia che non decolla mai, soffocata da tutte queste ridondanti e ampollose descrizioni che, oltre ad essere superflue, non rendono neanche merito all'eventuale simpatia dell'autore, sempre così piene di citazioni e riferimenti artistici: abbiamo capito, hai una bella cultura!
    E non si sa con che intonazione intraprendere la lettura (e ce ne sarebbe davvero bisogno!): ancora una volta, le descrizioni ingolfano tutto ciò che capita loro a tiro. Ne risente la trama, inesistente, che procede a sbalzi, incespicante sulle molte spiegazioni che si vorrebbero avere, per la faciloneria nel presentare le situazioni.
    Non c'è bisogno di inventarsi un romanzetto per parlare delle cose che si sanno o si amano: si può fare bene l'una e l'altra cosa, purchè separatamente!

    said on 

  • 2

    La trama è un pochino lenta, succede poco, ma è ricco di descrizioni particolareggiate. Lettura leggera e piacevole. (ma per precauzione armatevi di cornetti rossi và..)

    said on 

  • 0

    VE LI RICORDATE QUESTI ?!?!
    I FAMOSI "100 PAGINE 1000 LIRE" ???
    :-)))))))

    IO E MIA SORELLA NE AVEVAMO UN SACCO!!! :-)

    ANDIAMO INDIETRO, EH? ;-D

    said on