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Jezabel

Di

Editore: Mondolibri

3.9
(1848)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 194 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Francese , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: A000147121 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook , Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
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  • 2

    Il tema trattato nel romanzo è attuale: il mito dell’eterna giovinezza, incarnato dalle star cinematografiche e televisive (e non solo) che si rifanno ogni piccola parte del corpo per nascondere arti ...continua

    Il tema trattato nel romanzo è attuale: il mito dell’eterna giovinezza, incarnato dalle star cinematografiche e televisive (e non solo) che si rifanno ogni piccola parte del corpo per nascondere artificialmente i cambiamenti dell’età, domina il nostro tempo, non mi dilungo sulle considerazioni “etiche” che se ne possono trarre. Gladys, la protagonista di Jezabel, è una donna ossessionata dalla gioventù e dalla bellezza, strumenti grazie ai quali tiene legati a sé gli sguardi e gli apprezzamenti maschili: ottenere uno sguardo, un complimento, essere ammirata costituisce l’unico senso che per lei abbia la vita. Tutto il resto non conta nulla, non v’è amore filiale o materno, non c’è sentimento alcuno che possa toccarla. Avete presente la matrigna di Biancaneve? Ecco, mi ha ricordato lei. Leggere le ossessioni maniacali di questa donna, che all’apertura del libro troviamo, oramai matura, sotto processo per aver sparato ad un ventenne provocando uno scandalo nel bel mondo parigino, mi ha dato un forte fastidio, non vedevo l’ora di liberarmene.
    A parte la considerazione sul tema trattato, non ho saputo apprezzare molto altro del romanzo, non la trama, abbastanza scontata da un certo momento in poi, non c’è un personaggio che non mi abbia provocato malessere, né la scrittura è coinvolgente, sempre con toni melodrammatici che alla lunga divengono stomachevoli come il gusto eccessivo di zucchero filato.

    ha scritto il 

  • 4

    Gladys, l'edonismo, l'egoismo fatto donna. Una donna, tanto incantevole quanto arcigna, imprigionata dall'ideale di giovinezza, che sacrifica la vita di quelli che dovrebbero essere gli affetti più pu ...continua

    Gladys, l'edonismo, l'egoismo fatto donna. Una donna, tanto incantevole quanto arcigna, imprigionata dall'ideale di giovinezza, che sacrifica la vita di quelli che dovrebbero essere gli affetti più puri e sinceri davanti all'altare della propria bellezza e vanità.
    Un testo incalzante, che riporta a rileggerne l'incipit non appena arrivati all'ultimo punto.
    Un racconto che non perde di attualità.

    ha scritto il 

  • 4

    Un dramma della meschinità tra i più eleganti e terribili insieme che scandaglia l'umano, il privato e il sentimentale anche con una formidabile sorta di senso della suspense.

    ha scritto il 

  • 5

    "Jezabel" di Irène Némirovsky

    Questa è la prima lettura della Némirovsky per me, ispirata da TOM e da un gruppo di amiche lettrici ^^
    L'autrice riesce a dar vita a un personaggio unico e terribile: Gladys, la Jezabel della storia ...continua

    Questa è la prima lettura della Némirovsky per me, ispirata da TOM e da un gruppo di amiche lettrici ^^
    L'autrice riesce a dar vita a un personaggio unico e terribile: Gladys, la Jezabel della storia narrata, è al di là della morale, non si riesce a non provare pena per lei, ma nello stesso tempo provoca fastidio e repulsione.
    È una donna schiava di se stessa, unicamente interessata alla propria persona, persona che si definisce come tale solo in relazione alla bellezza e alla giovinezza.
    I momenti salienti della vita di Gladys (e "per" Gladys) sono quelli in cui socialmente troneggia con la propria fisicità e avvenenza: durante i balli, nei momenti in cui fa cadere ai suoi piedi uomini di tutti i tipi e di ogni età, quando con estrema cattiveria si distingue dalle "altre", che le sono inferiori per esteriorità e raffinatezza. E via così, in una realtà che è a tutti gli effetti fragilissima e che sembra, ai nostri occhi, potersi frantumare da un momento all'altro, in modo irreparabile.
    I giuramenti, le suppliche, le lacrime: vi era abituata come un ubriaco al vino; non la appagavano, ma il loro dolce veleno le era necessario come l’unico nutrimento che l’avrebbe tenuta in vita. Non lo nascondeva. Pensava che una donna non ne ha mai abbastanza, è un piccolo animale infaticabile, che un ambizioso può stancarsi degli onori e un avaro dell’oro, ma che mai una donna rinuncia al suo mestiere di donna; quando pensava alla vecchiaia, le sembrava così lontana ancora che la guardava in faccia senza tremare, immaginandosi che per lei la morte sarebbe venuta prima della fine del piacere.
    [...]

    http://lanostralibreria.blogspot.it/2015/02/libro-jezabel-di-irene-nemirovsky.html

    ha scritto il 

  • 3

    Se privi la bellezza della sua libertà di andarsene al momento opportuno, diventa tortura e maledizione

    Cosa succede ad una donna che vive solo per essere ammirata dagli uomini per la propria bellezza, che odia anche solo l'idea della vecchiaia, che è pronta a combattere l'avanzare del tempo in ogni mod ...continua

    Cosa succede ad una donna che vive solo per essere ammirata dagli uomini per la propria bellezza, che odia anche solo l'idea della vecchiaia, che è pronta a combattere l'avanzare del tempo in ogni modo?

    “Odiosa, sì, criminale magari, ma non ridicola!…Un mostro, un essere orripilante, ma non questo, non la nonna, la vecchia, la befana innamorata!”

    Gladys Eysenach, ricca parigina appartenente all’alta borghesia francese, è bellissima. Gli uomini la amano, le donne la invidiano. Ma lei è ossessionata dalla sua bellezza, ama solamente sé stessa, la sua unica preoccupazione è quella di attenuare gli effetti devastanti del tempo sul suo corpo nascondendo perfino i suoi dati anagrafici. Ama essere adulata, essere desiderata, essere al centro dell'attenzione. La superficialità e l'avere avuto tutto dalla vita senza faticare hanno fatto di Gladys una donna ottusa, fragile e patetica che mette in primo piano se stessa a discapito di tutto e di tutti.

    "Che delizia vedere un uomo ai propri piedi... Che cosa c'era di più bello al mondo di quel nascente potere femminile? Era proprio questo che stava aspettando, che presagiva da tanti giorni... Il piacere, il ballo, il successo....non erano niente, impallidivano davanti a quella sensazione intensa, a quella sorta di fitta interiore che provava."

    Il romanzo, scritto nel 1936, deve il suo titolo al nome della madre di Athalie nella tragedia omonima di Racine, scomodata dalla Nemirovsky per la similitudine con Gladys:

    “Non ne aveva, il dolore, smorzato la fierezza;
    aveva anzi, ancora, quella finta bellezza
    mantenuta con cure, con espedienti labili,
    per riparar degli anni le sfide irreparabili”

    "Jezabel" è un libro che esprime sentimenti prevalentemente femminili (anche se ultimamente molti uomini cominciano a pensare e a comportarsi nello stesso modo...). Gladys vive guardandosi allo specchio, vive per la sua immagine, vive con il terrore di invecchiare e di non essere più desiderata. E quando la giovinezza e la freschezza cominciano ad andarsene, sacrifica qualunque affetto pur di nascondere il proprio declino, pronta anche ad uccidere per non rendere pubblica la propria età.

    "L'avaro non pensa ad altro che al suo oro, l'ambizioso agli onori: al pari di loro Gladys era totalmente posseduta dal desiderio di piacere e dall'ossessione dell'età."

    La Nemirovsky ha un conto in sospeso con la madre, che odiava. E anche qui si accanisce contro Gladys forse per scaricare il suo odio personale nei confronti della madre, che Gladys rappresenta; il romanzo diventa quindi l'ennesima occasione per parlare dei conflitti (duri, feroci e a volte insanabili) tra madri e figlie. Gladys (e quindi la madre) viene messa sul banco degli imputati e demolita senza pietà.

    “Credete di aver vinto la vecchiaia ma ce l’avete dentro. Potete sfoggiare un corpo ancora flessuoso (…) ma la vostra anima è vecchia. Peggio: è guasta. Ha l’odore della morte.”

    In questi giorni sto leggendo un piccolo libro che mi è capitato tra le mani, che recita “La bellezza è negli occhi di chi guarda”. Chissà se Gladys si vede sfiorire perché in realtà la vera bellezza sta dentro di noi e lei non l’ha mai avuta oppure se è perché quello che le manca è qualcuno che la ami veramente per quello che è….

    Mi sono domandato se questa ricerca della giovinezza a tutti i costi fosse un mito in voga soprattutto quando il romanzo è stato scritto, negli anni '30. La risposta che mi sono dato è che nei giorni nostri questa ossessione sia più viva che mai; l'uso smodato di palestre, chirurgia plastica, reggiseni e slip push-up, creme antirughe e botulino ne sono la dimostrazione.

    Sempre brava la Nemirovsky, pur con i suoi difettini consueti; bello il romanzo, anche se l'ho trovato un tantino ripetitivo. Forse con qualche pagina meno sarebbe stato molto più efficace.

    ha scritto il 

  • 4

    Ancora una volta la Némirowsky si conferma scrittrice di grande talento. Una storia inaspettata in cui si incrociano un giallo, la storia di una passione e l'analisi profonda delle persone.

    ha scritto il 

  • 5

    Apassionant. Una vegada més, el deliciós fluxe narratiu d'aquesta autora em captiva i m'emociona. Una història d'amor i passió, inquietant i dramàtica alhora, ambientada a la França dels anys trenta, ...continua

    Apassionant. Una vegada més, el deliciós fluxe narratiu d'aquesta autora em captiva i m'emociona. Una història d'amor i passió, inquietant i dramàtica alhora, ambientada a la França dels anys trenta, amb un personatge principal obssessionat per allò de l'eterna joventut que m'ha submergit en la lectura de la primera a la darrera pàgina.

    ha scritto il 

  • 0

    La condanna di essere bella

    L'ho letto anni fa, per cui non ricordo la trama nei minimi dettagli.
    È la storia di una donna schiava della sua stupefacente bellezza che non sfiorisce nemmeno con il trascorrere del tempo.
    Jezabel ...continua

    L'ho letto anni fa, per cui non ricordo la trama nei minimi dettagli.
    È la storia di una donna schiava della sua stupefacente bellezza che non sfiorisce nemmeno con il trascorrere del tempo.
    Jezabel arriva perfino a modificare la propria data di nascita sul passaporto affinchè l'età anagrafica sia più simile a quella biologica.
    E poi, l'uccisione del giovane amante per gelosia e il lungo processo cui viene sottoposta e che suscita scandalo nei parigini.

    Un libro intenso che scava a fondo nell'animo di Jezabel. Una donna a cui la vita ha regalato molto, ma che non é riuscita ad accettare l'inesorabile passare del tempo e le trasformazioni che esso porta con sè. Anche se è un'assassina, il sentimento che ho provato per Jezabel é quello della compassione.
    Da leggere, come tutti i libri della Némirovsky

    ha scritto il 

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