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Jezabel

By Irène Némirovsky

(93)

| Hardcover

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Book Description

425 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    M.A.D.R.E.

    Quanto deve aver odiato sua madre l'autrice? Parecchio
    Quanto deve averla ossessionata? Parecchio
    Un romanzo tutto al femminile dove gli uomini sono un pretesto.
    Gladys odia la madre, la figlia di Gladys odierà la madre. Gladys misura il mondo con l ...(continue)

    Quanto deve aver odiato sua madre l'autrice? Parecchio
    Quanto deve averla ossessionata? Parecchio
    Un romanzo tutto al femminile dove gli uomini sono un pretesto.
    Gladys odia la madre, la figlia di Gladys odierà la madre. Gladys misura il mondo con la sua bellezza, con l'intensità dell'amore degli uomini che restano però figure irrisolte, di contorno. Vecchi zii, ex amanti loro sono l'evanescente fulcro su cui ruota la vita di Gladys.
    Il metro della protagonista sono le donne. A loro, le altre, si paragona e loro che sfida nel restare sempre bella e non dimostrare ossessivamente la sua età. Figura tragica ma priva di spessore poichè non è un personaggio compiuto ma è il livore e la rabbia della scrittrice che finalmente può liberarsi di un peso e di un dolore opprimente. Si legge in un amen e la traduzione è stupenda!

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    Steveh said on Aug 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Forse non la Nemirovski migliore, ma comunque avvincente fino alla fine. Il carattere spietatamente autobiografico, che vede la madre dell'autrice nella descrizione di Gladys, rende questo romanzo credibile, altrimenti sembrerebbe uno sconclusiona ...(continue)

    Forse non la Nemirovski migliore, ma comunque avvincente fino alla fine. Il carattere spietatamente autobiografico, che vede la madre dell'autrice nella descrizione di Gladys, rende questo romanzo credibile, altrimenti sembrerebbe uno sconclusionato fumettone d'altri tempi.

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    Giorgi Giorgi said on Jul 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il mio secondo approccio alla Némirovsky, dopo un incontro non proprio positivo con il suo breve racconto "Il ballo" (a ripensarci bene, probabilmente la delusione era dovuta ad aspettative troppo alte, perché tutto sommato non ne serbo un ricordo co ...(continue)

    Il mio secondo approccio alla Némirovsky, dopo un incontro non proprio positivo con il suo breve racconto "Il ballo" (a ripensarci bene, probabilmente la delusione era dovuta ad aspettative troppo alte, perché tutto sommato non ne serbo un ricordo così tanto negativo).
    Devo dire che questo secondo approccio mi ha soddisfatta decisamente di più: certo non credo sia un capolavoro o uno di quei libri che modificano la tua visione della letteratura, ma si tratta senza dubbio di una lettura molto piacevole, una lettura "da distrazione", quelle che scorrono senza richiedere troppo impegno, ma che comunque intrattengono e lasciano un ricordo positivo. Insomma, l'ideale per cercare di leggere qualcosa nonostante si sia in piena sessione d'esami.
    Mi è piaciuta la narrazione "a ritroso", che comincia dalla fine, dal processo per omicidio intentato nei confronti di una donna non più giovanissima, ma ancora bella, per poi fare un tuffo all'indietro. Gladys, una donna bellissima, che appena entrata in società scopre quanto inebriante possa essere la sensazione di avere un uomo ai suoi piedi, rimane una figura fissa al centro del racconto, attorno a cui tutto ruota, e sembra di vederla sorridente a vent'anni, vestita di mussola bianca, per poi, con lo scorrere delle pagine, scorgere la sua figura irrigidirsi, sempre bella ma priva della grazia naturale della giovinezza, il sorriso sembra assumere la fissità di una posa mantenuta troppo a lungo, lo sguardo perde luminosità a causa del belletto.
    Gladys combatte contro il tempo, vorrebbe fermarlo, vorrebbe tornare indietro, ma non per riparare ai torti del passato, ma solamente per avere ancora la bellezza fresca della giovinezza. Certo è un personaggio con cui è difficile empatizzare, così persa nella sua ossessione, così terrorizzata dall'idea che qualcuno possa riconoscerla come una donna non più giovane, ossessionata al punto da sacrificare anche gli affetti più cari per la sua sete di giovinezza. Eppure, nonostante quello della vecchiaia sia un tema che non riesce a toccarmi troppo da vicino, trovo che sia difficile non provare almeno una punta di compassione nei confronti di una donna che, nonostante i suoi errori, non è mai stata davvero felice. E certo c'è anche il disprezzo, la distanza nei confronti di un personaggio difficile, quasi paradossale, a tratti stilizzato e appiattito sopra la sua eterna cantilena, ma attraverso questi tratti più duri e meno realistici sembra emergere un'umanità fragile, tremante, illusoria come il velo di belletto che invano cerca di cancellare le rughe da un volto che ha sempre sorriso solo per cercare di avere un'immagine appetibile, e mai per reale felicità.

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    Jessamine said on Jun 13, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Mi piace lo stile di Irene Nemirovskji.
    La scrittura è cristallina e ha il coraggio di mettere in scena figure femminili al limite dell’umano.
    Gladys Eysenach è un adorabile mostro che ha agganciato la propria esistenza ad un’effimera eterna giovin ...(continue)

    Mi piace lo stile di Irene Nemirovskji.
    La scrittura è cristallina e ha il coraggio di mettere in scena figure femminili al limite dell’umano.
    Gladys Eysenach è un adorabile mostro che ha agganciato la propria esistenza ad un’effimera eterna giovinezza.
    Il prezzo che pagherà è immenso.

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    Rachele said on Jun 1, 2014 | Add your feedback

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