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Jezabel

By Irène Némirovsky, Laura Frausin Guarino (Translator)

(1177)

| Paperback | 9788845921476

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Book Description

Quando fa il suo ingresso nell'aula di tribunale in cui verrà giudicata per l'omicidio del suo giovanissimo amante, Gladys Eysenach viene accolta dai mormorii di un pubblico sovreccitato, impaziente di conoscere ogni più sordido dettaglio di quello che promette di essere l'affaire più succulento di Continue

Quando fa il suo ingresso nell'aula di tribunale in cui verrà giudicata per l'omicidio del suo giovanissimo amante, Gladys Eysenach viene accolta dai mormorii di un pubblico sovreccitato, impaziente di conoscere ogni più sordido dettaglio di quello che promette di essere l'affaire più succulento di quanti il bel mondo parigino abbia visto da anni. È ancora molto, molto bella,Gladys Eysenach: il tempo sembra averla "sfiorata come a malincuore, con mano cauta e gentile", quasi si fosse limitato ad accarezzarla teneramente, e le donne presenti nell'aula si sussurrano con invidia i nomi dei suoi innumerevoli amanti. Ma pochi giorni dopo, allorché vengono pronunciate le arringhe, tutta la sua bellezza pare averla abbandonata, e Gladys è ormai soltanto una donna vecchia e sfinita, che a mani giunte supplica i giudici di infliggerle la pena che merita. La condanna sarà lieve, invece, solo cinque anni: il movente passionale ha fatto sì che le venissero concesse le attenuanti previste dalla legge. Ma qual è la verità - quella verità che Gladys Eysenach ha cercato ad ogni costo di occultare? Capace come pochi altri scrittori di scavare nel cuore femminile con implacabile, chirurgica precisione, Irène Némirovsky ci svela a poco a poco il segreto di questa donna che ha desiderato più di ogni altra cosa di rimanere immutabilmente bella, di essere amata per sempre - e che per questo è arrivata a uccidere.

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  • 4 people find this helpful

    Passione, egoismo, transitorietà della vita

    Il giudizio alla mia seconda lettura Irène Némirovsky si è rivelato piuttosto difficile. Tanto che ho dovuto procedere, nell'assegnazione delle stelline, a una media matematica.
    La prima parte, che ci trascina in media res nell'aula di un tribunale dove la bella Gladys Eysenach è accusata dell'omici ... (continue)

    Il giudizio alla mia seconda lettura Irène Némirovsky si è rivelato piuttosto difficile. Tanto che ho dovuto procedere, nell'assegnazione delle stelline, a una media matematica.
    La prima parte, che ci trascina in media res nell'aula di un tribunale dove la bella Gladys Eysenach è accusata dell'omicidio del suo giovane amante, l'ho trovata alquanto noiosa, un minestrone di parole e di chiacchere un po' difficile da seguire con interesse. Due stelline.
    La parte centrale, che, attraverso un flash back, ci fa conoscere Gladys stessa svelandoci il suo rapporto, cruciale per la vicenda, con la figlia Maria-Thèrése, ha risvegliato il mio interesse per un libro che, ahimè, avevo già dato per spacciato. Tre stelline piene.
    La parte finale, che ci svela la verità (che anche il tribunale vorrebbe sapere) su quanto accaduto tra Gladys e il suo presunto amante, raggiunge l'intensità e lo spessore di una buona lettura. Quttro stelline piene.
    Al centro, il ritratto di una venere tanto affascinante quanto egoista, il cui unico scopo è preservare, per se stessa e per gli altri, la sua bellezza esteriore, tanto minacciata dall'avanzare del tempo. Passione, egoismo, transitorietà della vita: la Némirosky indaga temi importanti e lo fa con lo stesso stile raffinato già incontrato in "Suite francese". Peccato che la forma non possa sopperire al contenuto e viceversa, e che io non sia stata conquistata da "Jezabel" quanto dalla lettura precedente. Sono comunque felice di non aver abbandonato il libro perchè ha saputo darmi qualcosa.
    Giudizio finale: tre stelline piene.

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    Dolceluna said on Dec 26, 2011 | 1 feedback

  • 4 people find this helpful

    Un Dorian Gray al femminile, il personaggio di Gladys, una donna che aveva della propria bellezza una consape¬volezza profonda, che non l'abbandonava mai e le dava una pace interiore in ogni momento della gior¬nata. La sua vita era semplice: vestirsi, piacere, in¬contrare un uomo innamorato, e poi a ... (continue)

    Un Dorian Gray al femminile, il personaggio di Gladys, una donna che aveva della propria bellezza una consape¬volezza profonda, che non l'abbandonava mai e le dava una pace interiore in ogni momento della gior¬nata. La sua vita era semplice: vestirsi, piacere, in¬contrare un uomo innamorato, e poi ancora vestirsi, piacere...
    Non aveva mai provato altro che la sete insaziabile di essere amata, la pace divina dell'orgoglio soddi¬sfatto.
    Aveva bisogno dello splendore, del trionfo insolente della vera giovinezza.
    Le piaceva parlare d'amore, prestare orecchio al¬le confidenze sentimentali, asciugare il pianto. Sa¬peva consolare, placare, blandire. Solo dell'amore le importava. Per tutto il resto non provava che un'amabile indifferenza.
    Aveva un'immaginazione fervida e sensibile, ma volta unicamente verso se stessa.
    Diceva … “non è ama¬re che voglio, è essere amata, sentirmi piccola, fragi¬le, stretta tra forti braccia... “.
    “Voglio una vita che valga la pena di essere vissuta, perché vivere se no?... Che cosa avrà da darmi la vita quando non potrò più piacere?... Che ne sarà di me?... Diventerò una vecchia imbellettata... Mi pagherò degli amanti... Oh, che orrore, che orrore!... Meglio finire in fon¬do al mare con una pietra al collo...”
    «Almeno sono sincera, io»
    Che delizia era per lei vedere un uomo ai propri piedi... Che cosa c'era di più bello al mondo di quel potere femminile...?
    Tuttavia, a volte, le sembrava di essere nel fondo di un pozzo, in un abisso di solitudine perché era convinta che ci resta sempre in fondo al cuore il rim¬pianto di un'ora, di un'estate, di un fuggevole istan¬te in cui la giovinezza si schiude come una gemma.
    Succe¬deva sempre così: all'improvviso l'allegria se ne an¬dava e la lasciava in preda a una malinconia amara e profonda.
    Detestava la sofferenza e,come i bambini, si aspettava ed esigeva la felicità.
    Che terribile regalo la felicità, una felicità troppo completa, trop¬po insolente e che finisce.
    La vita è triste, in fondo ... Solo pochi mo¬menti di esaltazione, di ardore...
    Come quando si ascolta una musica leggera, un po' inebriante, su una terrazza, di notte... O ancora, il ballo...
    E poi, all’improvviso, in una notte, tutta la sua bellezza sembrava averla abbandonata per sem¬pre.
    Ormai era una donna vecchia e sfinita.
    Sotto quella lu¬ce gialla il suo volto, pallido e tremante, parve improvvisamen¬te tragico, senza età: i lineamenti erano immobili, la vita tutta rifugiata negli occhi allucinati, belli e profondi.
    Simile ad una bestia feroce dietro le sbarre di una gabbia, feroce ma imprigionata, senza più artigli né denti, ansimante, mezza morta...
    Ma chi, davanti al tribunale della propria anima, è mai stato condannato senza appello?

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    Cri1967 said on Mar 4, 2011 about the Hardcover edition | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    La storia...

    ...di una donna ossessionata dalla propria bellezza e dal desiderio di restare per sempre giovane, mentendo a tutti e per prima a se stessa. E' una vittima (lo diventa da sé) e fa altre vittime a cominciare dalla figlia, fa pena anche se non si può giustificare nessuna delle sue azioni ma nella sua ... (continue)

    ...di una donna ossessionata dalla propria bellezza e dal desiderio di restare per sempre giovane, mentendo a tutti e per prima a se stessa. E' una vittima (lo diventa da sé) e fa altre vittime a cominciare dalla figlia, fa pena anche se non si può giustificare nessuna delle sue azioni ma nella sua sconcertante personalità l'ho trovata estremamente coerente. Sembra essersi ispirata a sua madre per questo romanzo, e la sua scrittura è estremamente moderna, notevole davvero.

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    Morena said on Feb 6, 2012 | 2 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    3 stelle e mezzo

    Questo Jezabel è un romanzo estremamente femminile. La protagonista è Gladys, donna bella e superficiale ossessionata dalla bellezza e dalla gioventù. Il romanzo si apre alla fine della vicenda: Gladys è imputata in un processo che la vede assassina di un giovane uomo. Questa parte del romanzo è mol ... (continue)

    Questo Jezabel è un romanzo estremamente femminile. La protagonista è Gladys, donna bella e superficiale ossessionata dalla bellezza e dalla gioventù. Il romanzo si apre alla fine della vicenda: Gladys è imputata in un processo che la vede assassina di un giovane uomo. Questa parte del romanzo è molto coinvolgente: si assiste in presa diretta all'udienza in tribunale: la bella Gladys non fa nulla per discolparsi, ma non fornisce neanche reali spiegazioni del suo gesto. Una folla di testimoni si avvicenda ma senza informazioni rilevanti. E così la Némirovsky torna indietro, e ci mostra chi è quella Gladys, quella bella donna che si torce le dita sul banco degli imputati.
    Se all'inizio si prova simpatia per questa donna, prestissimo si entra nel suo gioco mentale ottuso e superficiale: la conosciamo a vent'anni, quando si rende conto del suo fascino e inizia ad esercitare il suo sottile potere sugli uomini, per poi nutrirsi della loro ammirazione. Ammirazione che diventa una droga e unico motivo di vita per questa donna ricca e annoiata. Gli anni passano, la bellezza appassisce, e Gladys tenta con tutti i mezzi di arginare lo scorrere del tempo: si cura ossessivamente, falsifica i propri documenti, veste la figlia da bambina fino ai diciott'anni.
    Nel finale, senza raccontare troppo, le tragedie si succedono, tutte per questa patologica ossessione per l'aspetto fisico, fino all'assassinio finale.
    Il romanzo si svolge nell'arco di quarant'anni, dai venti ai sessanta di Gladys. Devo dire che la Némirovsky non ha quel particolare stile che permette di valorizzare le storie "di transizione". Penso a Tolstoj e a Simenon. Loro hanno quel particolare tocco che permette alle storie di franare dolcemente, progressivamente, in una serie di cambiamenti fluidi fino all'atto finale. La Némirovsky, dicevo, non ha questo dono. La storia procede a scatti, e neanche troppo simmetricamente. Si susseguono lunghissimi momenti introspettivi e velocissimi atti drammatici. L'immediatezza della narrazione in tribunale sembra molto più congeniale allo stile della scrittrice.
    Onestamente, mi aspettavo un po' di più: la protagonista è troppo negativa per suscitare qualsiasi simpatia, lo stile, appunto, non mi ha convinta del tutto, ma il romanzo è coinvolgente e getta una luce quanto mai esplicita e moderna sulla vanità femminile.
    http://brutto-carattere.blogspot.com/2012/02/jezabel.ht…

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    Giulia Irene said on Feb 2, 2012 | Add your feedback

  • lettura -gradevole- veloce...
    bella negli ultimi capitoli
    personaggio -> odiato dall'inizio alla fine e senz'appello alcuno.
    esistono davvero Donne così?

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    *Sonia said on Jan 27, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (1177)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Libri Italiani
  • Paperback 194 Pages
  • ISBN-10: 8845921476
  • ISBN-13: 9788845921476
  • Publisher: Adelphi (Biblioteca Adelphi, 508)
  • Pub date: Jan 01, 2007
  • Also available as: Hardcover
  • In other languages: other languages Livres Français
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