Jezabel

Di

Editore: Adelphi (Gli Adelphi)

3.9
(1973)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 194 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Francese , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: 8845924874 | Isbn-13: 9788845924873 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Laura Frausin Guarino

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook , Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
Quando entra nell'aula di tribunale in cui verrà giudicata per l'omicidio del suo giovanissimo amante, Gladys Eysenach viene accolta dai mormorii di un pubblico sovreccitato, impaziente di conoscere ogni sordido dettaglio di quella che promette di essere l'affaire più succulenta di quante il bel mondo parigino abbia visto da anni. Nel suo pallore spettrale, Gladys evoca davvero l'ombra di Jezabel, l'ombra che nell'Athalie di Racine compare in sogno alla figlia. La condanna sarà lieve poiché la difesa invoca il movente passionale. Ma qual è la verità - quella verità che Gladys ha cercato in ogni modo di occultare limitandosi a chiedere ai giudici di infliggerle la pena che merita?
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  • 0

    La storia si apre con un processo: siamo a Parigi nel 1934 e sul banco degli imputati siede Gladys, ovvero Jezabel, come viene chiamata da quello stesso giovane che lei ha ucciso.
    Il processo in realt ...continua

    La storia si apre con un processo: siamo a Parigi nel 1934 e sul banco degli imputati siede Gladys, ovvero Jezabel, come viene chiamata da quello stesso giovane che lei ha ucciso.
    Il processo in realtà è la fine della narrazione che racconta la vita di Gladys e le vicende che l’hanno condotta a quel drammatico epilogo.
    Questa figura femminile è il ritratto della madre della scrittrice: una donna egoista, affascinante e dedita esclusivamente al culto della propria bellezza; è una figura materna che nulla ha di materno; incapace di amare, ha avuto solo un fugace moto di tenerezza per la figlia, quando, essendo troppo piccola, non poteva offuscare la sua bellezza. Ma anche la figlia, crescendo, diventa per lei una potenziale nemica in quanto, per il solo fatto di essere ormai una donna, è la testimone del trascorrere del tempo sulla pelle della madre.
    Nell’opera della Némirovsky la relazione tra madre e figlia è centrale, ricorre anche nei romanzi in apparenza meno autobiografici e si colora sempre di un’amarezza senza rimedio.
    La scrittrice sa scavare con sagacia nelle dinamiche di un rapporto conflittuale, dove la vanità di una donna bella e l'ossessione della vecchiaia cancellano ogni possibilità di affetto e comprensione.

    ha scritto il 

  • 2

    Peccato

    Delusione. Tanto avevo amato "Suite francese", e apprezzato "Il ballo", quanto mi ha annoiata "Jezabel". Ridondante, stancante, angoscioso. Stile come sempre ottimo ma trama scialba. Peccato

    ha scritto il 

  • 3

    Giuro che è l'ultimo tentativo che faccio con lei. Brava è brava a scovare le storie ma che ne so, mi lasciano sempre in bilico. Mi resta la storia, il racconto, lo svolgimento ordinato e coerente ma ...continua

    Giuro che è l'ultimo tentativo che faccio con lei. Brava è brava a scovare le storie ma che ne so, mi lasciano sempre in bilico. Mi resta la storia, il racconto, lo svolgimento ordinato e coerente ma nulla più.

    ha scritto il 

  • 3

    così così

    un pochino deludente, nettamente inferiore a Suite, ma non ho letto altro e dunque magari quello è il migliore e questo il peggiore.
    per carità, la penna in mano la sa tenere, il tema non è nuovissimo ...continua

    un pochino deludente, nettamente inferiore a Suite, ma non ho letto altro e dunque magari quello è il migliore e questo il peggiore.
    per carità, la penna in mano la sa tenere, il tema non è nuovissimo ma si trascina un po' lento e un po' forzato.
    la sensazione è che la narrazione non riesca a liberarsi delle vicende personali, che in letteratura devono sublimarsi, altrimenti rimane un lamento privato e rancoroso

    ha scritto il 

  • 3

    "Chi, davanti al tribunale della propria anima, è mai stato condannato senza appello?"

    La Nemirovsky non mi prende come dovrebbe, comunque... Il romanzo è bello, molto meglio del precedente che ho letto qualche tempo fa (Due). Il personaggio è molto particolare, decisamente forte, ma ne ...continua

    La Nemirovsky non mi prende come dovrebbe, comunque... Il romanzo è bello, molto meglio del precedente che ho letto qualche tempo fa (Due). Il personaggio è molto particolare, decisamente forte, ma nello spazio di 194 pagine diventa insopportabile, tanto insopportabile.
    Gladys è una bellissima donna, amata, corteggiata e invidiata fin dalla prima giovinezza.
    Inevitabilmente, ad un certo punto, inizia a subire il decadimento fisico dell'età che avanza e il fatto di non accettarlo la porta a compiere gesti assurdi.
    La paura di invecchiare, di non piacere più, di essere messa da parte in favore di altre donne con le quali non riesce a competere per via dell'età la consuma, fino al più estremo dei gesti.

    ha scritto il 

  • 4

    Gladys Eysenach e la sua ossessione per la propria bellezza

    Ambientato nei primi del novecento tra le famiglie ricche che si possono permettere di ballare anche durante la prima guerra, la storia di Gladys che vive al solo scopo di piacere, sedurre, ostentare ...continua

    Ambientato nei primi del novecento tra le famiglie ricche che si possono permettere di ballare anche durante la prima guerra, la storia di Gladys che vive al solo scopo di piacere, sedurre, ostentare la propria bellezza fisica e allo stesso tempo è terrorizzata dal fatto che il suo corpo possa invecchiare, si possano scorgere le prime rughe e poi tutta la decadenza del suo corpo, ci fa sembrare quasi assurdo che sia narrata in un epoca così distante da noi, eppure sembra così attuale... sembrare giovani a tutti i costi.. nascondere il passare degli anni attraverso creme, trucco, massaggi trattamenti di ogni tipo... come non voler accettare che noi siamo un corpo che segue il ciclo naturale della vita....
    e poi Gladys... c'è un prezzo per tutto... e quale prezzo sei stata disposta a pagare per continuare a ostentate una giovinezza da tardona inbellettata pure a sessan'anni... e il giovane Bernard Martin che hai ucciso e che per tale omicidio hai pure confessato e chiedi alla giuria già dalla prima pagina di darti la pensa senza farti domande... tu che tenti invano di nascondere il prezzo che hai pagato per la tua vita da bella e desiderabile donna ai balli.. pure li in tribunale davanti a tutti... senza trucco... alla mercè delle donne venute apposta per spettegolare.. in un altro vano tentativo di continuare a nascondere.. quello che io ho intuito dopo la metà del libro.. e che ci confermi alla fine..il turno di notte lo fanno le stelle tuo voler essere amata senza aver amato mai davvero... se non forse una volta.. più di un ideale di uomo che dell'uomo stesso... in una tensione che però non cala mai... ben scritto e ben riuscito... un giallo praticamente...
    ma nei primi del novecento c'era già il telefono? e la corrente elettrica nelle case ( dei ricchi ovvio)?

    ha scritto il 

  • 5

    Spietato.

    Pur di non perdere la propria bellezza e con essa l'ammirazione degli uomini e l'invidia delle donne, Gladys è disposta a tutto e nascondere la sua vera età diventerà un'ossessione che la condurrà al ...continua

    Pur di non perdere la propria bellezza e con essa l'ammirazione degli uomini e l'invidia delle donne, Gladys è disposta a tutto e nascondere la sua vera età diventerà un'ossessione che la condurrà alla rovina.

    ha scritto il 

  • 4

    Nemirovsky fa un magistrale ritratto di una donna il cui unico scopo è quello di non invecchiare o quantomeno non far capire agli altri la sua inevitabile decadenza. Gladys è una donna ricca e viziata ...continua

    Nemirovsky fa un magistrale ritratto di una donna il cui unico scopo è quello di non invecchiare o quantomeno non far capire agli altri la sua inevitabile decadenza. Gladys è una donna ricca e viziata dagli uomini, abituata ad essere la più bella e la più corteggiata. È un'eterna bambina, che non accetta l'avanzare inesorabile del tempo. Con il "tempo" Gladys instaura una guerra da cui non può che uscirne sconfitta. La sua nemesi è il giovane Bernard, nipote ripudiato per non scatenare uno scandalo. Questo incontro rappresenta la resa dei conti con la vita. Bernard non vuole denaro (non per sè, almeno), vuole vendicarsi del ripudio, vuole far scoppiare uno scandalo, proprio ciò contro cui Gladys ha combattuto per tutta la sua vita. Bernard viene ucciso dalla protagonista, ma la corte lo scambia per un suo ennesimo amante e considera l'omicidio un omicidio passionale. Ancora una volta Gladys è riuscita a scampare il pericolo, ancora una volta non viene compianta in quanto vecchia e nonna. Ancora una volta Gladys ha vinto.

    ha scritto il 

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