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Jim entra nel campo di basket

Diario di un adolescente nelle strade di New York

Di

Editore: Frassinelli (Strade, 04)

4.0
(347)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 220 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco

Isbn-10: 8876843337 | Isbn-13: 9788876843334 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Tullio Dobner

Disponibile anche come: Non rilegato , Copertina rigida , Altri

Genere: Biography , Fiction & Literature , Teens

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Descrizione del libro
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  • 0

    Quello che non mi uccide mi fa dormire fino alle tre e mezza del giorno dopo

    Ironizzando su una celeberrima frase di Nietzsche, Jim Carroll ci introduce i pochi elementi di cui è fatto il suo mondo (pallacanestro, droghe, poesia, sesso) in una scacchiera dove pare sfidare la m ...continua

    Ironizzando su una celeberrima frase di Nietzsche, Jim Carroll ci introduce i pochi elementi di cui è fatto il suo mondo (pallacanestro, droghe, poesia, sesso) in una scacchiera dove pare sfidare la morte in una lunga partita dentro, ma soprattutto fuori dal campo di basket.
    Autunno ‘63. Nella stagione in cui le foglie scolorite turbinano agli angoli della strada ricoprendo i marciapiedi di New York, comincia un resoconto diaristico che copre un arco temporale di poco meno di tre anni, dove Jim raccoglie le schegge impazzite della sua adolescenza. Il ragazzino è precoce, è sveglio, ha talento, ma aldilà del rettangolo di gioco finisce fuoripista; brucia le tappe e a soli tredici anni intraprende un percorso di eccessi e perdizione, una turbolenta ed inquieta discesa agli inferi. A quell’ età scrive con un talento al di sopra della media, raccontando di sregolatezze, di dipendenze, di marchette. Leggendolo un brivido ti percorre rapidamente la spina dorsale, forse provi disgusto, ribrezzo, oppure empatia per la sua maledizione. Certo è che spesso le parole provocano una fitta alla bocca dello stomaco. La musica è arrivata dopo, negli anni ’80, con l’album d’esordio “Catholic boy” e la triste canzone “People who died”, dedicata agli amici persi in adolescenza. Mi ha molto colpito una foto dell’ultimo Jim Carroll, che immortala un uomo molto più vecchio dei suoi sessant’anni in un volto assottigliato già spento e pieno d’ ombre, con lo sguardo assente. Quegli occhi chiari forse avevano già colto un momento di luce “nel quale tutto sembra chiaro e l’altro lato appare così vicino”. Jim il poeta underground, il promettente cestista, il punk rocker non c’è più, il suo cuore è una palla ruvida che ha smesso di rimbalzare a una distanza siderale dai campetti di basket, ma la sua vita è un nastro che si può riavvolgere attraverso la musica e le parole che ha lasciato in eredità alle future generazioni, in particolare ai giovani, molti dei quali saranno probabilmente inquieti come lui. Che si fotta pure il politically correct.

    Non so se “Ritorno dal nulla” sia un buon film, non lo so perché non l’ho visto e non so se ho voglia di vederlo.

    Estate ’66: “Tra dieci minuti saranno quattro giorni che me ne sto fatto su questo materasso pulcioso qui al Quartier Generale. Ho mangiato solo tre carote e due barrette con frutta e nocciole e gli avambracci mi fanno un male boia con tutte le crosticine di sangue rappreso che ci sono sopra(…). Devo andare a vomitare. Voglio solo essere puro.”

    ha scritto il 

  • 3

    Tredicenne totalmente fuori controllo ma, in quanto personaggio di un libro, divertente

    inizia con https://www.youtube.com/watch?v=pqfiDQ7FmVY e prosegue col reading di Violetta Bellocchio sulle piatt ...continua

    Tredicenne totalmente fuori controllo ma, in quanto personaggio di un libro, divertente

    inizia con https://www.youtube.com/watch?v=pqfiDQ7FmVY e prosegue col reading di Violetta Bellocchio sulle piattole

    ha scritto il 

  • 4

    Inizialmente si resta sbigottiti dal linguaggio crudo e dalla durezza degli episodi narrati e solo dopo, ci si chiede come sia possibile vivere tutto questo a soli tredici anni. Ma questo è Jim Carrol ...continua

    Inizialmente si resta sbigottiti dal linguaggio crudo e dalla durezza degli episodi narrati e solo dopo, ci si chiede come sia possibile vivere tutto questo a soli tredici anni. Ma questo è Jim Carroll e questi sono i suoi diari dall'autunno 1963 all'estate 1966 e tutto quello che è narrato è pura verità. Apoteosi di un artista poliedrico, cestista promettente e poeta di talento e il suo tormentato rapporto con le droghe.

    http://www.librofilia.it/jim-entra-nel-campo-di-basket-jim-carroll-recensione/

    ha scritto il 

  • 4

    Diario di una new york tossica

    "Jim entra nel campo da basket" sono i diari di Jim Carroll dal '63 al '66, nei quali c'è tutta la sua adolescenza, fatta di scuola, di sesso, di basket e, soprattutto, di droga. Fino a qui, però, pot ...continua

    "Jim entra nel campo da basket" sono i diari di Jim Carroll dal '63 al '66, nei quali c'è tutta la sua adolescenza, fatta di scuola, di sesso, di basket e, soprattutto, di droga. Fino a qui, però, potrebbe sembrare un'opera per guardoni del bassofondo. Al contrario, "Jim entra..." è il diario dei pensieri, paura, riflessioni, attraverso i quali emerge la crescita di un ragazzo che, pagina dopo pagina, sceglie la direzione della propria vita. A contorno di tutto ciò, New York degli anni '60, e anche questo aiuta a rendere epica una storia che se fosse raccontata, che so, a Mestre, avrebbe un sapore ben diverso.
    Infine, ciò che più mi ha colpito: la scrittura. Se è vero, come dicono, che questi sono i suoi diari dai 13 ai 16 anni, non posso che chiudere riprendendo le parole di Burroughs, che di Jim Carroll diceva: "uno scrittore nato".

    ha scritto il 

  • 4

    Link recensione blog:

    "La gente tratta sempre i tossici come i rifiuti marci della società. Non è così, amici. Il vero tossico andrebbe elogiato per aver mandato affanculo tutte le stronzate assurde della città, perché con ...continua

    "La gente tratta sempre i tossici come i rifiuti marci della società. Non è così, amici. Il vero tossico andrebbe elogiato per aver mandato affanculo tutte le stronzate assurde della città, perché continua a prendersi tutti i rischi, le rotture di coglioni e le fregature, pronto ad affrontare la galera. Che si sappia ci sono diversi tipi di tossici. [...] Poi ci siamo noi ragazzi di strada che iniziamo a far cazzate giovanissimi, tipo a tredici anni, e siamo convinti di riuscire a controllarci e non prendere l'abitudine. Ma capita raramente. E io ne sono la prova. Dopo due o tre anni di controllo sono finito all'ultimo stadio: sempre a rota, e senza nient'altro da fare che passare le giornate a cercare droga. Ma va bene anche così. Niente Riviera e niente mammine ricche da cui correre. T'accorgi d'esserci dentro fino al collo quando ti svegli la mattina e ti dici e lo sai e l'accetti: «Oggi o rimedio la dose o mi faccio arrestare, e vaffanculo»".

    per continuare a leggere la recensione: http://francescast84.blogspot.it/2014/04/jim-entra-nel-campo-di-basket-di-jim.html

    Veronica

    ha scritto il 

  • 4

    Like the ceiling of a bombed-out church.

    A Jim ci sono arrivato tramite Emidio.
    Difficile definire questo diario di vita vissuta, che è -un pugno in faccia-, come un bel libro.
    Ma sentirsi come il soffitto di una chiesa bombardata succede pr ...continua

    A Jim ci sono arrivato tramite Emidio.
    Difficile definire questo diario di vita vissuta, che è -un pugno in faccia-, come un bel libro.
    Ma sentirsi come il soffitto di una chiesa bombardata succede prima o poi.
    E non è bello.
    Grazie Emidio.
    Grazie Jim.
    http://www.youtube.com/watch?v=_bFwbBcRXLE

    ha scritto il 

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