Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

John Nash racconta la teoria dei giochi

Capire la scienza - La scienza raccontata dagli scienziati, 17

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso (La Biblioteca di Repubblica)

3.4
(42)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 95 | Formato: Paperback

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Contributi: Kaushik Basu , Martin Gardner , Piergiorgio Odifreddi , Michael Shermer , Paul E. Turner

Genere: Science & Nature

Ti piace John Nash racconta la teoria dei giochi?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
"Il punto di equilibrio, o 'equilibrio di Nash', è il concetto adatto da applicare quando vi è un certo numero, finito o infinito, di giocatori che interagiscono, e ognuno cerca di massimizzare il proprio profitto o guadagno."
John Nash
Ordina per
  • 4

    Quando si è vissuti a lungo ci si può domandare se sia possibile trovare un equilibrio di Nash, una strategia vincente nella vita. (...) Io non mi considero un vincitore nel gioco della vita. So che in certi settori sembra che io sia un perdente, quindi mi considero un vincente in certe aree e un ...continua

    Quando si è vissuti a lungo ci si può domandare se sia possibile trovare un equilibrio di Nash, una strategia vincente nella vita. (...) Io non mi considero un vincitore nel gioco della vita. So che in certi settori sembra che io sia un perdente, quindi mi considero un vincente in certe aree e un perdente in altre. Non si può pretendere di avere successo in tutti i campi: successo in famiglia, successo nel lavoro, successo negli sport, e così via. Penso che occorra prenderla con filosofia, sentirsi felici anche se non si è vincitori. Io la prendo con filosofia. Voglio dire che essere soddisfatti è qualcosa di diverso. (...) Chissà, forse la mia vita è un hotel a tre stelle. La malattia può rendere la vita meno monotona. in questo senso può sembrare che una persona che attraversa periodi di malattia e periodi di buona salute abbia una vita più interessante.

    John Nash, premio Nobel per l'Economia nel 1994

    ha scritto il 

  • 3

    Che i titoli siano spesso fuorvianti capita, ma in questo caso risulta irritante. Con tutte le lectio magistris, conferenze e interviste che Nash ha rilasciato nella sua vita in questo volume vengono riportate poche paginette superficiali ricavate forse da un suo breve discorso.


    A risollev ...continua

    Che i titoli siano spesso fuorvianti capita, ma in questo caso risulta irritante. Con tutte le lectio magistris, conferenze e interviste che Nash ha rilasciato nella sua vita in questo volume vengono riportate poche paginette superficiali ricavate forse da un suo breve discorso.

    A risollevare il volume da una meritata stellina, sono alcuni articoli apparsi su "Le scienze" e qui proposti veramente interessanti che entrano un po' più nel merito dell'argomento.

    Una menzione a parte per la conclusione di Odifreddi, spero che non si sia troppo stancato nello scrivere 3 paginette in caratteri più grandi assolutamente inutili e insulse.

    ha scritto il 

  • 4

    Io so che tu sai che io so

    La teoria della mente interferisce con la teoria dei giochi.
    Ergo, i virus fanno scelte più razionali, ma restano fregati.
    (e il risultato non contraddice Darwin; se mai, conferma l'egoismo dei geni, che i virus - contrariamente ai più evoluti tra i primati evoluti - non riescono ad a ...continua

    La teoria della mente interferisce con la teoria dei giochi.
    Ergo, i virus fanno scelte più razionali, ma restano fregati.
    (e il risultato non contraddice Darwin; se mai, conferma l'egoismo dei geni, che i virus - contrariamente ai più evoluti tra i primati evoluti - non riescono ad arginare...)

    ha scritto il 

  • 3

    Poco convincente. Mi aspettavo chissà che rivelazione da questo libricino sulla teoria dei giochi, e invece ho ottenuto solo una biografia (John Nash, il matematico che ha ispirato il film A Beautiful Mind) e alcuni articoli tratti da riviste scientifiche.
    Wikipedia avrebbe fatto, all'incir ...continua

    Poco convincente. Mi aspettavo chissà che rivelazione da questo libricino sulla teoria dei giochi, e invece ho ottenuto solo una biografia (John Nash, il matematico che ha ispirato il film A Beautiful Mind) e alcuni articoli tratti da riviste scientifiche.
    Wikipedia avrebbe fatto, all'incirca, lo stesso!

    ha scritto il 

  • 3

    Gioco, economia e..

    In realtà è una minimal introduction e quindi gli avrei dato solo due stelline..la terza gli viene dalla curiosità che mi ha instillato durante la lettura. E' una teoria affascinante, quella dei giochi, e le sue applicazioni in campo economico sono interessanti. Da approfondire!

    ha scritto il 

  • 0

    Breve raccolta di articoletti sulla teoria dei giochi

    Il titolo recita "John Nash racconta la teoria dei giochi", ma i saggi all'interno non sono di John Nash sebbene si tratti di papers che hanno caratterizzato la base del concetto di “Equilibrio di Nash” proprio della teoria dei giochi non cooperativi che gli ha valso il premio Nobel per l’economi ...continua

    Il titolo recita "John Nash racconta la teoria dei giochi", ma i saggi all'interno non sono di John Nash sebbene si tratti di papers che hanno caratterizzato la base del concetto di “Equilibrio di Nash” proprio della teoria dei giochi non cooperativi che gli ha valso il premio Nobel per l’economia nel 1994. In ogni caso il libretto è godibile e si legge bene.
    I saggi all'interno sono di Paul E. Turner, Martin Gardner con "Il dilemma del prigioniero", Kaushik Basu che spiega in modo semplice "Il dilemma del viaggiatore" per arrivare al "Il dilemma del doping" di Michael Shermer, che aiuta a capire - tramite la teoria del giochi - perchè l'uso di sostanze proibite è molto diffuso nel ciclismo, nel baseball e in molti altri sport

    ha scritto il 

  • 4

    Collezione di brevi articoli sul tema di cui il titolo tra cui quelli di: John Nash (confusionario e poco utile), Paul E. Turner (sembra un trattato di antropologia, molto interessante anche se complicato) e Martin Gardner (che farà felici i matematici).
    Ma quelli più interessanti per un pu ...continua

    Collezione di brevi articoli sul tema di cui il titolo tra cui quelli di: John Nash (confusionario e poco utile), Paul E. Turner (sembra un trattato di antropologia, molto interessante anche se complicato) e Martin Gardner (che farà felici i matematici).
    Ma quelli più interessanti per un pubblico di non esperti sono sicuramente "Il dilemma del viaggiatore" di Kaushik Basu e "Il dilemma del doping" di Michael Shermer. Se nelle scuole si insegnasse la matematica con la metodologia e la cura narrativa con cui i due appena citati raccontanto i loro studi e le loro applicazioni della teoria dei giochi forse avremmo degli studenti meno frustrati e magari più informati.

    ha scritto il 

  • 3

    In questo diciassettesimo volume si parla di una nuova parte della matematica caratteristica del Novecento, che prima non esisteva, anche se alcune anticipazioni si erano già avute nel Seicento con Fermat e Pascal. Stiamo parlando della teoria dei giochi, che studia matematicamente i giochi come ...continua

    In questo diciassettesimo volume si parla di una nuova parte della matematica caratteristica del Novecento, che prima non esisteva, anche se alcune anticipazioni si erano già avute nel Seicento con Fermat e Pascal. Stiamo parlando della teoria dei giochi, che studia matematicamente i giochi come i dadi, il poker, la dama, gli scacchi ecc. Una nuova disciplina, che ha cominciato a essere studiata agli inizi del Novecento da matematici come Félix Borel e Ernst Zermelo. Ed è arrivata alla maturità alla fine degli anni Quaranta con un libro di Johann von Neumann, un grande matematico, e Oskar Morgenstern, un grande economista. Von Neumann e Morgenstern riuscirono a mostrare come la teoria dei giochi potesse essere lo strumento principale di applicazione della matematica all’economia, così come Newton aveva mostrato nel Seicento che l’analisi matematica (le derivate e gli integrali ù.ù) era lo strumento fondamentale per lo studio della meccanica. Nel 1994, per la prima volta, il premio Nobel per l’economia è stato dato a tre studiosi della teoria dei giochi. Uno di questi era appunto Nash autore di questo volume, gli altri due erano John Harsanyi e Reinhard Selten. Ma questi tre non sono stati gli unici ad aver vinto il premio Nobel grazie alla teoria dei giochi. Nel 2005 altri due teorici Robert Aumann e Thomas Schelling che sono stati premiati per ricerche sulla teoria dei giochi cooperativi. E qualche anno prima, nel 2002 , addirittura due psicologici, Vernon Smith e Daniel Kahneman, avevano ricevuto il premio Nobel per l’economia, questa volta per ricerche legate più prettamente agli aspetti cognitivi della teoria dei giochi. Adesso ripropongo le stesse parole di Nash sulla teoria dei giochi: “Quando si è vissuti a lungo ci si può domandare se sia possibile trovare un equilibrio di Nash, una strategia vincente nella vita. Una vita lunga evoca un’idea umana molto comune: il sogno di essere mortali. L’equilibrio implicherebbe l’immortalità, ma la vita è un gioco in cui, a quanto pare, tutti devono perdere. Se si accetta il fatto di dover perdere, ci si può adattare. Forse esiste un aldilà, forse c’è una reincarnazione, ma non voglio commentare le mie credenze personali. Io non mi considero un vincitore nel gioco della vita. So che in certi settori sembra che io sia un perdente, quindi mi considero un vincente in certe aree e un perdente in altre. Non si può pretendere di avere successo in tutti i campi: successo in famiglia, successo nel lavoro, successo negli sport, e così via. Penso che occorra prenderla con filosofia, sentirsi felici anche se non si è vincitori. Io la prendo con filosofia. Voglio dire, essere soddisfatti è qualcosa di diverso. Per esempio, se una persona si trova in un hotel e le si domanda: <<Sei soddisfatto di questo hotel?>>, può rispondere: Be’, questo è un hotel a quattro stelle: non sono completamente soddisfatto, perché esistono hotel a cinque stelle, però non è male>>. Chissà, forse la mia vita è un hotel a tre stelle. La malattia può rendere la vita meno monotona. In questo senso può sembrare che attraversa periodi di malattia e periodi di buona salute abbia una vita più interessante.” Una cosa che ho trovato molto interessante è scoprire le origini del gioco degli scacchi nati in India, forse intorno al 600 dopo Cristo. In origine gli alfieri non c’erano, forse c’erano gli elefanti o qualcosa del genere; il re è più potente della regina, che poteva soltanto fare un passo in diagonale e, in un certo senso, il suo compito era più che altro stare vicino al re e proteggerlo. E il sapere di un nuovo gioco il go simile ad una guerra e una battaglia.

    ha scritto il 

  • 4

    Anche in questo libretto l’articolo di apertura soffre di superficialità. Nash è una figura estremamente affascinante ma per il profano risulta molto arduo intuire il suo lavoro.
    Gli approfondimenti, as usual, sono abbastanza interessanti e permettono anche a chi, come me, è più o meno la ...continua

    Anche in questo libretto l’articolo di apertura soffre di superficialità. Nash è una figura estremamente affascinante ma per il profano risulta molto arduo intuire il suo lavoro.
    Gli approfondimenti, as usual, sono abbastanza interessanti e permettono anche a chi, come me, è più o meno la prima volta che sente parlare di teoria dei giochi, di intuire le variegate applicazioni e le enormi potenzialità di questo campo di studi.

    e poi ci sono frasi come queste:
    L’idea di un comportamento generato dal rifiuto razionale del comportamento razionale è difficile da formalizzare
    impagabile!

    ha scritto il