Jokamies

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Publisher: WSOY

3.9
(2319)

Language: Suomi | Number of Pages: 206 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , German , Italian

Isbn-10: 9510330590 | Isbn-13: 9789510330593 | Publish date: 

Translator: Arto Schroderus

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description
Paljas ja suorapuheinen romaani kuolevaisuuden taakasta on samalla Yhdysvaltain johtavan nykykirjailijan vahva elämänjanon ja rakkauden puolustus.
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  • 4

    Un triste destino

    Sicuramente averlo letto sotto le palme di una spiaggia equatoriale mi ha aiutato perché la tematica è davvero triste e pesante. Un uomo racconta i suoi ultimi anni di vita, costellati di malattie e o ...continue

    Sicuramente averlo letto sotto le palme di una spiaggia equatoriale mi ha aiutato perché la tematica è davvero triste e pesante. Un uomo racconta i suoi ultimi anni di vita, costellati di malattie e operazioni. Spero solo che la mia vecchiaia sarà meglio della sua e che la malinconia e la solitudine non diventino il mio spettro quotidiano. Nel complesso un libro pieno e denso, ricco di spunti di riflessione e che riesce a coinvolgere anche chi come me è ancora abbastanza lontano dalla vecchiaia. Non adatto a deboli e ipocondriaci!

    said on 

  • 4

    Lo stile mi ha catturata, e anche certi concetti. A infastidirmi - forse per il loro realismo - sono i pensieri sessuali di un vecchio maniaco. Ma a quanto ho capito Roth è un po' fissato.

    said on 

  • 2

    Malattie, conto delle operazioni, delle proprie e di quelle degli altri.
    Tipo quelle vecchie signore che fanno a gara a chi sta peggio e a raccontare chi è morto.
    Anche no, anzi solo no, grazie.
    Ness ...continue

    Malattie, conto delle operazioni, delle proprie e di quelle degli altri.
    Tipo quelle vecchie signore che fanno a gara a chi sta peggio e a raccontare chi è morto.
    Anche no, anzi solo no, grazie.
    Nessun insegnamento da questo libro né dalla vita del protagonista, che non consiglierei mai a qualcuno di salute cagionevole o momentaneamente cagionevole.
    La copertina nera dice tutto.
    La nota positiva che è stato breve.

    said on 

  • 4

    L'umanità durante la chiusura del ciclo di vita.

    Everyman prende ispirazione da un morality play inglese del tardo XV secolo in cui si metteva in scena la chiamata di tutti i viventi alla morte. E’ una piccola perla di 123 pagine in cui Roth pone ab ...continue

    Everyman prende ispirazione da un morality play inglese del tardo XV secolo in cui si metteva in scena la chiamata di tutti i viventi alla morte. E’ una piccola perla di 123 pagine in cui Roth pone abilmente l’accanto su tematiche difficili quali la vecchiaia, la malattia e la morte.

    La narrazione inizia con il funerale dell’anonimo protagonista (perché everyman, in fin dei conti, siamo proprio tutti noi) e prosegue con l’esposizione delle vicende più significative della sua esistenza.

    Roth ha voluto focalizzarsi su quella che è la fase più crudele della vita, ossia la sua chiusura: la percezione è proprio quella di accompagnare il protagonista durante la resa dei conti della sua esistenza, affaticata dalla malattia e dalla consapevolezza che tutto ciò che è sempre stato sta per finire.
    Consente di dare parola all’essere anziano oggi, all’essere un corpo handicappato che dà voce ad una mente che ancora vorrebbe, all’essere un peso, al non sapere che posto si abbia nel mondo.

    «Quando sei giovane è l’esterno del corpo che conta, l’aspetto che hai esternamente. Quando invecchi, ciò che conta è quello che c’è dentro, e la gente smette di badare all’aspetto che hai.»
    Uno struggente bilancio che ci pone davanti all’inevitabile fine. Gli errori, le strade non intraprese, le paure, le scelte azzardate si ripresentano tutte schierate in attesa di giudizio. Un giudizio che resterà tuttavia silente, consapevoli del fatto che, ormai, ciò che fatto è fatto e nulla si può disfare.

    «E’ impossibile rifare la realtà. Devi prendere le cose come vengono, tenere duro e prendere le cose come vengono.»
    Non ci sono barlumi di speranza, il corpo è una macchina ormai troppo logora, la consapevolezza diviene un nodo alla gola via via sempre più stretto.
    La morte del protagonista è l’evento certo fin dall’apertura del romanzo, conscio al protagonista stesso, ma alla 123esima pagina mi sono comunque stupita, come se ci fosse in me una briciola di delusione nel constatare la desolante fragilità dell’esistenza umana.

    «Perché per lei è come per ognuno. Perché la più inquietante intensità della vita è la morte. Perché la morte è così ingiusta. Perché quando uno ha gustato il sapore della vita, la morte non sembra neppure una cosa naturale. Io credevo, dentro di me ne ero certo, che la vita durasse in eterno.»

    said on 

  • 4

    Uno di quei libri che so che non dimenticherò, per quanto abbia fatto il possibile per mantenere una certa distanza, nonostante la scrittura sia di quelle che ti prendono e ti portano a spasso dove vo ...continue

    Uno di quei libri che so che non dimenticherò, per quanto abbia fatto il possibile per mantenere una certa distanza, nonostante la scrittura sia di quelle che ti prendono e ti portano a spasso dove vogliono, e qui nello specifico nei pensieri del protagonista, che sono pensieri di morte, solitudine, rimpianto e ancora morte.
    Non è una tristezza catartica quella che si prova alla fine. È sconforto e bisogno di tornare a non pensarci.

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  • 4

    Con la forza contratta di una fucilata Roth narra palpiti, disfacimento, percorsi di una vita americana annodata a immagini di disarmante realismo. E il racconto si inala con rapidità bruciante. ...continue

    Con la forza contratta di una fucilata Roth narra palpiti, disfacimento, percorsi di una vita americana annodata a immagini di disarmante realismo. E il racconto si inala con rapidità bruciante.

    said on 

  • 4

    Quant'è bella giovinezza...

    “A monito per le generazioni future”, sta scritto sui monumenti ai caduti. Ma la gioventù è una malattia incurabile. Non temete, passa da sola, assieme all’acne giovanile. Da adolescenti tutti soffria ...continue

    “A monito per le generazioni future”, sta scritto sui monumenti ai caduti. Ma la gioventù è una malattia incurabile. Non temete, passa da sola, assieme all’acne giovanile. Da adolescenti tutti soffriamo di immortalità e spesso ne portiamo ancora le cicatrici. La giovinezza accende, la vecchiaia uccide.- Vedi il Buffalo Bill di De Gregori.-
    Giorno dopo giorno si muore. Spesso i mutamenti sono tanto sottili che uno non se ne rende conto.
    Poi arriva un momento in cui ti accorgi che il mondo è invecchiato con te, è malato e sta morendo.
    Come recita l’iscrizione su quella antica pendola? “omnes vulnerant, ultima necat”
    Di questo parla Roth: gioventù, vecchiaia, malattia e morte. Step by step. Ricalcando la prima delle quattro Nobili Verità.
    Perciò Roth, con l’ottica del vecchio, ci mette in guardia. Con celato candore ci esorta a guardare in faccia la realtà. E a non voltarci dall’altra parte.

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  • 4

    ah, il buon vecchio Roth, quando è in forma...

    ... e qui è in forma...
    con tutta la sua amarezza, la sua ironica lucidità nel vedere i suoi personaggi, la sua spietata vicinanza nell'osservare quelle formiche che poi saremmo noi e nell'analizzare ...continue

    ... e qui è in forma...
    con tutta la sua amarezza, la sua ironica lucidità nel vedere i suoi personaggi, la sua spietata vicinanza nell'osservare quelle formiche che poi saremmo noi e nell'analizzare le loro idiosincrasie, che poi sarebbero le nostre idiosincrasie, con quel suo occhio a metà tra il partecipe e il distaccato, tra il ti capisco e il ti schernisco...

    said on 

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