Jonathan Strange & Mr. Norrell

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Publisher: Tor Books

3.8
(1963)

Language: English | Number of Pages: 1024 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Catalan , Chi simplified , German , French , Italian , Swedish , Russian , Dutch , Indonesian , Chi traditional

Isbn-10: 0765356155 | Isbn-13: 9780765356154 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Paperback , Audio CD , Others , Audio Cassette , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
BOOK SENSE BOOK OF THE YEAR
A "PEOPLE "MAGAZINE "TOP TEN" BOOK
WINNER OF THE HUGO AWARD
WINNER OF THE WORLD FANTASY AWARD

"Ravishing...Combines the dark mythology of fantasy with the delicious social comedy of Jane Austen into a masterpiece of the genre that rivals Tolkien."--"Time"

At the dawn of the nineteenth century, two very different magicians emerge to change England's history. In the year 1806, with the Napoleonic Wars raging on land and sea, most people believe magic to be long dead in England--until the reclusive Mr Norrell reveals his powers, and becomes a celebrity overnight.
Soon, another practicing magician comes forth: the young, handsome, and daring Jonathan Strange. He becomes Norrell's student, and they join forces in the war against France. But Strange is increasingly drawn to the wildest, most perilous forms of magic, straining his partnership with Norrell, and putting at risk everything else he holds dear.

"What kind of magic can make an 800-page novel seem too short? Whatever it is, debut author Susanna Clarke is possessed by it."--"USA"" Today"

"From beginning to end, a perfect pleasure."--Neil Gaiman
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  • 3

    Jonathan Strange & il Signor Norrell appartiene a quella categoria di romanzi di cui è difficile parlare male. E' splendidamente scritto, la storia è interessante e i personaggi sono molto ben delinea ...continue

    Jonathan Strange & il Signor Norrell appartiene a quella categoria di romanzi di cui è difficile parlare male. E' splendidamente scritto, la storia è interessante e i personaggi sono molto ben delineati.
    Allora perchè solo tre stellette? Perchè la Clarke ha dato vita a un bel esercizio di stile, ma non ad un bel romanzo. La trama è interessante, è vero, ma anche molto povera se ci pensa: dopo un inizio promettente tutto si blocca in una stasi infinita che si sblocca solo a un centinaio di pagine dalla fine. E poi vogliamo parlare del finale? Se vuoi utilizzare un deus ex machina del genere per chiudere il romanzo, lo devi introdurre in maniera molto più massiccia all'interno della storia, e questo fin da subito (non relegarlo a semplice ruolo mitico); altrimenti corri il rischio, come qui, di far sembrare il suo intervento come "non sapevo più come chiudere il tutto".
    Ma a questi difetti se ne aggiunge uno, per me importante ma per tanti forse irrilevante, cioè la prolissità. Non ho niente contro i romanzi lunghi, ma molto contro quelli prolissi. Quando la storia non si evolve di pari passo col numero di pagine, mi dispiace ma si scade nel didascalismo e nell'allungare il brodo. Capisco che la Clarke aveva l'intenzione di scrivere un romanzo come sarebbe stato scritto nel 1800 (e in questo è sicuramente riuscita nell'intento), ma io l'ho trovata veramente una scelta portata all'estremo (anche le infinite note aggiunte al testo per dare spessore al mondo mitico del romanzo, sono interessanti, ma spezzano la lettura e l'appesantiscono ancora più).

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  • 3

    A dispetto delle più di 1500 pagine che mi attendevano, mi sono, per così dire, "inoltrata" nella lettura del magico romanzo di Susanna Clarke; sto parlando del libro dal titolo "Jonathan Strange e il ...continue

    A dispetto delle più di 1500 pagine che mi attendevano, mi sono, per così dire, "inoltrata" nella lettura del magico romanzo di Susanna Clarke; sto parlando del libro dal titolo "Jonathan Strange e il signor Norrell".

    Nei tempi della calata di Napoleone Bonaparte e della guerra contro la Gran Bretagna, proprio qui si risveglia il desiderio di riportare la magia in Inghilterra, ove rimangono solo antiche leggende sul Re Corvo, che ebbe la capacità di fondere il sapere del mondo fatato con la ragione umana! Unico esemplare in grado di effettuare magie, sembra essere il Signor Norrell del titolo, che ha studiato tutti i libri sull'argomento e che si trasferisce a Londra col preciso intento di utilizzare il suo sapere per sconfiggere Napoleone!

    “....sapeva ciò che i giovani udivano nel rullo del tamburo e negli squilli di tromba e che li spingeva a lasciare le loro case per andare a fare il soldato; e conosceva la tazzina di gloria e la damigiana di infelicità che li aspettavano.”

    Restio a condividere il suo sapere, si imbatte in ciarlatani, finti indovini, personaggi equivoci e in un uomo, unico mago "riconosciuto" nella società, dal nome di Vinculus, il quale, appena lo vede, gli annuncia una profezia:

    “« Due maghi appariranno in Inghilterra. Il primo avrà paura di me, il secondo vorrà trovarmi, il primo sarà governato da ladri e da assassini, il secondo cospirerà per distruggere se stesso Il primo seppellirà il suo cuore in un bosco oscuro, sotto la neve, ma continuerà a sentire il suo dolore Il secondo vedrà ciò che gli è più caro in mano al suo nemico»”

    Chi sarà il secondo? Cosa vorrà mai dire questa profezia???
    Una serie di interrogativi si presenteranno nel prosieguo della trama, intessuti di scenari magici, inconvenienti dai contorni gotici, personaggi inquietanti e vittime inconsapevoli, in un percorso avvincente e ben costruito.

    L'autrice, però, ha peccato di vanagloria: nel suo intento di fare di questo libro una titanica opera di magia, si perde e fa perdere il lettore tra note ridondanti, spesso superflue, che riescono a infastidire e a distogliere il lettore dalle vicende principali. Il lettore ne esce stanco, spesso tentato di abbandonare, rischiando però così di perdersi le ultime mirabolanti, fantasiose e divertenti 400 pagine finali che ripagano dello sforzo fatto!
    In definitiva questo romanzo sarebbe stato perfetto se fosse stato ridotto alle 700, 800 pagine utili a conoscere a fondo i personaggi, la loro storia, la rispettiva angoscia e l'epilogo finale, in questi mondi fatati, descritti minuziosamente e in maniera particolareggiata.

    “«Oh, dove gli uomini come me usavano andare tanto tempo fa, girovagando per sentieri ignoti agli altri. Dietro il cielo. Dall’altro lato della pioggia.»”

    “Chi è stato a dire che un mago deve possedere la sottigliezza di un gesuita, l’ardire di un soldato e la furberia di un ladro? Credo volesse essere un insulto, ma c’è del vero.”

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  • 3

    Che fatica

    L'idea è molto carina, ma davvero è faticoso arrivare in fondo. Le centinaia di pagine di infinite note a margine che cercano di dare un substrato di realtà raccontando aneddoti "storici", dando per s ...continue

    L'idea è molto carina, ma davvero è faticoso arrivare in fondo. Le centinaia di pagine di infinite note a margine che cercano di dare un substrato di realtà raccontando aneddoti "storici", dando per scontato che il lettore sappia di cosa si sta parlando, sono davvero una inutile lungaggine. Scorre ed appassiona solo a tratti... Meglio la serie televisiva.

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  • 0

    Per il momento lo metto da parte.. La storia sembrava andare da nessuna parte e piuttosto che continuare a leggere questo libro mi sono ritrovata ad iniziarne di nuovi. Penso di dargli un'altra possib ...continue

    Per il momento lo metto da parte.. La storia sembrava andare da nessuna parte e piuttosto che continuare a leggere questo libro mi sono ritrovata ad iniziarne di nuovi. Penso di dargli un'altra possibilità tra un po' di tempo, magari nel periodo estivo..

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  • 4

    Inghilterra, primi dell'Ottocento, guerre napoleoniche in corso e magia ridotta a mero oggetto di studio teorico. Perlomeno finché non entrano in gioco i due maghi del titolo.
    È scritto secondo lo sti ...continue

    Inghilterra, primi dell'Ottocento, guerre napoleoniche in corso e magia ridotta a mero oggetto di studio teorico. Perlomeno finché non entrano in gioco i due maghi del titolo.
    È scritto secondo lo stile dell'epoca, con note spesso così lunghe e dispersive da far impallidire Stroud e Pratchett. È un romanzo di ampio respiro: per metà del libro mi sono ritrovato a chiedermi dove l'autrice volesse andare a parare, e alla fine potresti anche chiederti se era necessario partire da così lontano.
    Accade poco e quel poco che accade se la prende con calma, sì, ma questo non vuol dire che annoi: se ti piace l'ambientazione, se ti piace una costruzione dei personaggi che prende un decennio e se ti piace l'idea di una fata ingenuamente crudele che macchina alle spalle di maghi ignari, è probabile che ti piacerà anche questo libro.
    Ho avuto la sfortuna di leggerlo in un periodo in cui non avevo tempo per leggere e anche se del tempo ce l'avevo non sapevo ritagliarmelo. Potendo l'avrei letto in un quarto del tempo. A chi è scoraggiato dalla mole, dico solo questo: nell'ultimo volume la lunga attesa viene ripagata, e tra atmosfere, magia e scontri tra personaggi il romanzo esprime tutto il suo potenziale.

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  • 4

    E' un libro adatto soprattutto a chi ama le ambientazioni storiche e fantastiche piuttosto che le trami avvincenti. Il libro è incentrato sulle descrizioni dettagliate. Di paesaggi, ambienti, personag ...continue

    E' un libro adatto soprattutto a chi ama le ambientazioni storiche e fantastiche piuttosto che le trami avvincenti. Il libro è incentrato sulle descrizioni dettagliate. Di paesaggi, ambienti, personaggi e vicende storiche (è ambientato nei primi anni del 1800). Poi ci sono i racconti che corredano la trama principale e che sono inseriti nelle note (e che non si possono quindi assolutamente saltare). Le atmosfere e il senso di angoscia e di rassegnazione che pervadono il libro sono resi magistralmente dall'autrice. Quello che per me è mancato, a parte un finale che non mi ha proprio soddisfatto, è l'approfondimento psicologico dei personaggi, che a mio avviso rimangono troppo superficiali, troppo piatti. Nel complesso è comunque un libro da leggere...con calma :-)

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  • 4

    Ho impiegato un mese e mezzo a leggere questo libro e dopo tanto tempo trascorso con i personaggi non ho potuto fare a meno di affezionarmene; era un piacer stare in loro compagnia e alla fine ero dav ...continue

    Ho impiegato un mese e mezzo a leggere questo libro e dopo tanto tempo trascorso con i personaggi non ho potuto fare a meno di affezionarmene; era un piacer stare in loro compagnia e alla fine ero davvero in apprensione per le loro sorti e ho divorato le ultime 200 pagine nel giro di due giorni. I personaggi principali son ritratti in modo magistrale, con le loro luci e le loro ombre, non ci sono eroi ed è difficile prendere spudoratamente le parti di qualcuno; ho amato come gli eventi magici siano stati inseriti tra i fatti storici a tutti noti senza che si generassero discrepanze e sbavature, e soprattutto ho adorato le tante storie e leggende inserite nel racconto principale, alcune delle quali avrei voluto approfondire (credo di essere una dei pochi lettori che aspettava con ansia le note!). Ma (purtroppo c'è un "ma") c'è stata una parte del libro davvero incredibilmente lenta: per quanto la lettura non mi dispiacesse facevo fatica a trovare di volta in volta la motivazione per riprendere il libro in mano ed è per questo che ho trascinato la lettura per tanto tempo. Trovo che purtroppo sia una grave pecca in un libro, per il resto eccellente.

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  • 5

    Strabiliante!

    Two magicians shall appear in England:
    The first shall fear me
    the second shall long to behold me;
    The first shall be governed by thieves and murderers;
    the second shall conspire at his
    ...continue

    Strabiliante!

    Two magicians shall appear in England:
    The first shall fear me
    the second shall long to behold me;
    The first shall be governed by thieves and murderers;
    the second shall conspire at his own destruction;
    The first shall bury his heart in a dark wood beneath the snow, yet still feel its ache;
    The second shall see his dearest possession in his enemy’s hand...

    Non lasciatevi fregare, il romanzo potrebbe sembrare eccessivamente lungo e inutilmente dispersivo, ma la verità vera è che ci troviamo di fronte ad un'opera incredibile, poliedrica, complessa e assolutamente geniale!
    Le ultime 50 pagine del libro poi credo vincano a mani basse il premio per miglior finale di una storia.. Si può salvare capra, cavoli e lupo senza cadere nel ridicolo o nel fantascientifico? Ebbene sì lor signori, la Clarke DID IT!
    I personaggi sono incredibili e complessi.. Il mio preferito è sicuramente Jonathan Strange, anche perché Mr Norrell è davvero difficile da amare (e diciamolo, da tollerare) per gran parte della storia; però poi le carte in tavola sono cambiate e tu sei lì come un cretino a vergognarti per le sorti crudeli che avevi sperato per lui e a fare ammenda dei tuoi peccati :D

    Le note. Le note a fondo pagina che sembrano aver causato un grande fastidio nei lettori io l'ho trovate incredibili e perfette: arricchiscono la storia, ci fanno immergere ancora di più nel mondo magico che è complementare al nostro e ci permettono di scoprire tanti personaggi interessanti. Al contempo, per chi le trovasse fastidiosamente dispersive, possono essere anche abilmente saltate perché la storia non risulta incomprensibile senza (ma come si fa a resistere alle storie della Clarke? :D).. Insomma, si leggono (consiglio!) o non si leggono (non siate pigri!), non sono Fondamentali, ecco!
    La narrazione della Clarke mi è piaciutissima: è un narratore teoricamente esterno, ma che interviene spesso rivolgendosi direttamente al lettore, come se fosse un cronista del tempo.. E poi tanta ironia e tanta sagacia, assolutamente promosso!
    Le mille e passa pagine sono volate via, tanto che ad un certo punto mi sono obbligata a leggere un paio di capitoli al giorno per farmelo durare un po' di più, ma ne avrei lette altre volentieri!!

    PS: Ci sono anche dei disegni bellerrimi :3
    PPS: Norrell e la sua libreria. Il sogno ♥ (Voglio anche io un incantesimo-labirinto per arrivare alla mia libreria!!)
    But the wonder of the bookcases was nothing to the wonder of the books.

    But Drawlight, who had begun to believe that if anyone had ever died of boredom then he was almost certain to expire within the next quarter of an hour, found that he had lost the will to speak and the best he could manage was a withering smile.

    “My dear Lascelles,” cried Drawlight, “what nonsense you talk! Upon my word, there is nothing in the world so easy to explain as failure – it is, after all, what every body does all the time.”

    It was made of porcelain and silver, and was about the size of a snuff box but a little longer than snuff boxes generally are. Stephen made some admiring remark about the colour which was not exactly pale blue and not exactly grey, not precisely lavender and not precisely lilac. “Yes, indeed! It is beautiful,” agreed the gentleman enthusiastically. “And very hard to make. The pigment must be mixed with the tears of spinsters of good family, who must live long lives of impeccable virtue and die without ever having had a day of true happiness!” “Poor ladies!” said Stephen. “I am glad it is so rare.” “Oh! It is not the tears that make it rare – I have bottles full of those – it is the skill to mix the colour.”

    “Quite remarkable,” said Mr Norrell. What was perhaps rather more remarkable was that Mr Norrell, who had lived all his life in fear of one day discovering a rival, had finally seen another man’s magic, and far from being crushed by the sight, found himself elated by it.

    When they reached the house in Harley-street the gentleman took a most affectionate farewell of Stephen, urging him not to feel sad at this parting and reminding him that they would meet again that very night at Lost-hope. “… when a most charming ceremony will be held in the belfry of the Easternmost Tower. It commemorates an occasion which happened – oh! five hundred years ago or so – when I cleverly contrived to capture the little children of my enemy and we pushed them out of the belfry to their deaths. Tonight we will re-enact this great triumph! We will dress straw dolls in the children’s blood-stained clothes and fling them down on to the paving stones and then we will sing and dance and rejoice over their destruction!” “And do you perform this ceremony every year, sir? I feel sure I would have remembered it if I had seen it before. It is so very … striking.” “I am glad you think so. I perform it whenever I think of it. Of course it was a great deal more striking when we used real children.”

    Book-murder was a late addition to English magical law. The wilful destruction of a book of magic merited the same punishment as the murder of a Christian.

    “ ‘Mrs Bullworth senior’ – your husband’s mother, I suppose – ‘To be drowned in a laundry tub. To be choked to death on her own apricot preserves. To be baked accidentally in a bread oven.’ That is three deaths for one woman. Forgive me, Mrs Bullworth, but the greatest magician that ever lived could not kill the same person three different ways.”

    Henry tried again. “Well, surely, you will agree that a great improvement could be made simply by cutting down those trees that crowd about the house so much and darken every room? They grow just as they please – just where the acorn or seed fell, I suppose.” “What?” asked Strange, whose eyes had wandered back to his book during the latter part of the conversation. “The trees,” said Henry. “Which trees?” “Those,” said Henry, pointing out of the window to a whole host of ancient and magnificent oaks, ashes and beech trees. “As far as neighbours go, those trees are quite exemplary. They mind their own affairs and have never troubled me. I rather think that I will return the compliment.” “But they are blocking the light.” “So are you, Henry, but I have not yet taken an axe to you.”

    He talked to himself and the expression of his face changed constantly. Within the space of a single moment he looked surprized, insulted, resolute and angry – emotions which were presumably the consequences of the energetic conversations he was holding with the ideal people inside his head.

    He nodded and seemed about to depart, but then he hesitated. “Bell,” he said, “do not wear black. Do not be a widow. Be happy. That is how I wish to think of you.” “I promise. And how shall I think of you?” He considered a moment and then laughed. “Think of me with my nose in a book!”

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  • 4

    Due personaggi, due modi differenti di vedere e vivere il mondo. Magia, ma una magia molto garbata stile british. Mi è piaciuto perché è diverso, ma soprattutto ho adorato alcune trovate dell'autrice, ...continue

    Due personaggi, due modi differenti di vedere e vivere il mondo. Magia, ma una magia molto garbata stile british. Mi è piaciuto perché è diverso, ma soprattutto ho adorato alcune trovate dell'autrice, che non si limita ad inventare un suo mondo, ma lo 'concretizza' con citazioni e note a piè di pagina di libri completamente inesistenti che sono però fini alla narrazione. Geniale.

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