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Jonathan Strange & il signor Norrell

Di

Editore: Longanesi

3.8
(1826)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 887 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Chi semplificata , Tedesco , Francese , Svedese , Russo , Olandese , Chi tradizionale , Indonesiano

Isbn-10: 8830422975 | Isbn-13: 9788830422971 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Paola Merla

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
All'inizio dell'Ottocento, della magia inglese rimangono quasi solo leggende come quella di Re Corvo, il grande mago capace di fondere la sapienza delle fate con la ragione umana. Ma dalle regioni del Nord un tempo visitate da elfi e folletti appare il signor Norrell, capace di far parlare le statue della cattedrale di York: la notizia sembra segnare il ritorno della magia in Inghilterra, e Norrell si trasferisce a Londra per offrire i suoi servizi magici al governo, impegnato nella guerra contro Napoleone. Ma una profezia parla di due maghi che faranno rinascere la magia inglese. Uno dei due maghi è Norrell. E l'altro chi è? Il romanzo è pubblicato in due versioni, con copertina bianca e con copertina nera.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Le prime duecento pagine circa sono noiose; noiose come noioso è il personaggio che introducono: Mr Norrell. Ci troviamo nell'Inghilterra di inizio Ottocento e la magia è il tema conduttore della trama. Quando nella storia compare Jonathan Strange il romanzo si fa interessante. Mr Norrell e Jonat ...continua

    Le prime duecento pagine circa sono noiose; noiose come noioso è il personaggio che introducono: Mr Norrell. Ci troviamo nell'Inghilterra di inizio Ottocento e la magia è il tema conduttore della trama. Quando nella storia compare Jonathan Strange il romanzo si fa interessante. Mr Norrell e Jonathan Strange sono due maghi, maestro l'uno e allievo l'altro, che hanno il compito di far tornare in Inghilterra la magia. Come si può immaginare l'allievo supererà il maestro. Nel complesso non è u brutto romanzo, ma in alcune parti è prolisso; ciò che viene raccontato si sarebbe potuto narrare con un libro lungo la metà. Nonostante le quasi 900 pagine alcuni personaggi non vengono approfonditi a sufficienza. John Uskglass, ad esempio, avrebbe meritato più attenzione, considerato che è il burattinaio della storia. Dalla conclusione non si capisce se si vuole tenere aperta una porta per un seguito... non sono a conoscenza che ci sia.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Sedotta e abbandonata...

    ATTENZIONE SPOILER OVUNQUE!!!
    Sedotta e abbandonata...è così che mi sono sentita dopo aver finito questo romanzo! La verità è che inseguivo questo libro da un pò: lo avevo già notato ai tempi della sua uscita nelle librerie, io che ero in crisi d'astinenza da Harry Potter. Purtroppo il budg ...continua

    ATTENZIONE SPOILER OVUNQUE!!!
    Sedotta e abbandonata...è così che mi sono sentita dopo aver finito questo romanzo! La verità è che inseguivo questo libro da un pò: lo avevo già notato ai tempi della sua uscita nelle librerie, io che ero in crisi d'astinenza da Harry Potter. Purtroppo il budget era ridotto e solo quando l'ho recentemente beccato ad un mercatino dell'usato ho avuto modo di comprarlo e leggerlo.
    Cose che mi sono piaciute:
    -l'atmosfera. Un po' dark e un po'ironica. quanto basta ad essere credibile ma senza stancare.
    - le leggende. Non so se l'autrice è un genio o se ha recuperato qualche vecchia leggenda popolare inglese ma tutti i racconti sparpagliati nel libro riguardanti il re corvo sono ricchi di fantasia e ben costruiti. Mooolto carini!
    - la storia. Appassionante, a tratti ironica, belle descrizioni, buona caratterizzazione dei personaggi, mai noiosa
    Cose che non mi sono piaciute
    - le note. Mi sono piaciute le leggende questo si. ma una nota lunga pagine e pagine stufa e spezza un pò l'armonia del racconto a mio parere
    - Il finale. Santo cielo donna (riferito all'autrice) dopo che mi sono pippata quasi 800 pagine dove la tensione sale, gli eventi si incatenano uno all'altro quasi fossero le tessere di un puzzle, i nodi stanno venendo al pettine, si profila una battaglia epica tra magia inglese e fatata,non solo non la fai succedere, ma tiri in mezzo un personaggio inutile che salva capra e cavoli??? dopo che mi hai ucciso la salute con il ritorno del re corvo questo fa un apparizione di due pagine E BASTA???? cioè ci ho sperato fino all'ultimo che arrivasse il re corvo a spaccare il c**o al re di Senzasperanza e non succede?? e poi alla fine Arabella e Strange separati??? Seriamente???
    Comunque a parte la mia incredulità su quanto sia finito male è un bel romanzo: gradevole, divertente poco impegnativo e scorre via che è un piacere XD

    ha scritto il 

  • 5

    Leggere questo libro è come compiere un curioso ed inaspettato viaggio extrasensoriale. Non è facile definire questa storia.


    Complicata? in fin dei conti, non lo è neanche tanto. Scontata? no di certo! si tratta di un romanzo assai originale. E sembra abbia fatto successo - eppure, io l'ho ...continua

    Leggere questo libro è come compiere un curioso ed inaspettato viaggio extrasensoriale. Non è facile definire questa storia.

    Complicata? in fin dei conti, non lo è neanche tanto. Scontata? no di certo! si tratta di un romanzo assai originale. E sembra abbia fatto successo - eppure, io l'ho scoperto per caso, incastrato in mezzo ad altri fantasy nello scaffale di una libreria, mentre curiosavo senza meta.

    Per capire di cosa si tratta, immaginate un'avventura magica, con echi da Tolkien, ambientata però nel nostro mondo. Immaginatela pregna di magia, maghi e folletti maliziosi. Ma, soprattutto, immaginate due maghi, Norrel e Strange - con un nome così, come si fa a rimanere normali? Tali maghi NON assomigliano affatto a Gandalf e Saruman. Sono, piuttosto, due gentiluomini inglesi, un po' misantropi e con tutto il self-control e l'umorismo graffiante propri dei romanzi della Austen. Prima maestro ed allievo, poi rivali, infine alleati, affinché le potenti forze dell'incanto non distruggano le loro vite.

    Sembra in contrasto con la mole (supera alleggramente le 800 pagine) ma questo è il tipico libro che va letto due volte: la prima, per vedere come va a finire, trascinati dalla storia; la seconda per gustarsi l'ironia iperbolica, cinica e irridente di questo curioso viaggio "al di là".

    ha scritto il 

  • 3

    Original, pero demasiado largo

    Este es uno de esos libros en los que su calidad intrínseca no coincide del todo con el placer producido por su lectura. Es decir, es un libro cuyas cualidades aprecio, pero que no me ha hecho disfrutar demasiado. La verdad, era de esos que quería acabar lo antes posible. Y es que se me ha hecho ...continua

    Este es uno de esos libros en los que su calidad intrínseca no coincide del todo con el placer producido por su lectura. Es decir, es un libro cuyas cualidades aprecio, pero que no me ha hecho disfrutar demasiado. La verdad, era de esos que quería acabar lo antes posible. Y es que se me ha hecho muy largo, demasiado. No dudo que habrá quien disfrute de todas y cada una de sus páginas, porque es un texto cuidado (no es alta literatura ni de lejos, pero está bien escrito y se nota que el autor ha cuidado los detalles), pero personalmente me sobraba prácticamente un tercio de sus cerca de 800 páginas. Se me ha hecho largo, mucho.

    Reseña completa en mi blog: http://cosasmiasjc.blogspot.com.es/2014/03/libros-jonathan-strange-y-el-sr-norrell.html

    ha scritto il 

  • 3

    Questo libro ha un che di affascinante, ma anche qualcosa di difficile da apprezzare. È uno di quei libri per il quale è complicato stabilire se è bello oppure no. Sicuramente l’autrice ha dimostrato una fantasia stupefacente, soprattutto nel riuscire ad intersecare una storia fantastica al perio ...continua

    Questo libro ha un che di affascinante, ma anche qualcosa di difficile da apprezzare. È uno di quei libri per il quale è complicato stabilire se è bello oppure no. Sicuramente l’autrice ha dimostrato una fantasia stupefacente, soprattutto nel riuscire ad intersecare una storia fantastica al periodo napoleonico, ma la quantità di informazioni, leggende e storie nelle note a piè di pagina, seppur interessantissime e apprezzatissime, rendono la lettura pesante perché distraggono. Benché si tratti di un romanzo la cui storia si dipana in un periodo storico ben definito, la cosa che ho apprezzato meno è stata la collaborazione alle battaglie a cui Norrell e Strange partecipano, anche qui distolgono l’attenzione dalla trama che trovo ben più interessante.
    Il finale è la cosa che mi ha lasciata più perplessa, da una parte mi ha delusa perché sembra sia rimasto sospeso, dall’altra mi rimane la speranza che la storia possa trovare un seguito. Insomma in tutto libro il mio giudizio rimane altissimo o bassissimo a seconda della parte che sto leggendo; personalmente mi sarei concentrata di più sugli incantesimi e i personaggi del regno delle fate che rimangono azzeccatissimi.
    Mi piacerebbe rileggerlo e sicuramente lo farò, nonostante la pedanteria di alcune parti. Detto ciò, rimane un buon libro perché scritto bene, l’autrice ha tutta la mia stima in quanto a fantasia e capacità di creare una struttura molto complessa dove i personaggi reali non stonano affatto, anzi sembrano dare un tocco veritiero alla storia. Sicuramente lo rileggerò e lo consiglio perché è davvero fuori dal comune.

    3 Stelle e 1/2

    ha scritto il 

  • 5

    ¿Aburrido?¿Lento?

    Casi todas las críticas que he leído sobre este libro señalaban lo mismo: una buena historia, original, buena ambientación, lo que sea, pero...aburrido, excesivamente detallista, demasiadas notas a pie de página. En fin, cosas por el estilo. Básicamente, que es lento.


    Desde mi punto de vi ...continua

    Casi todas las críticas que he leído sobre este libro señalaban lo mismo: una buena historia, original, buena ambientación, lo que sea, pero...aburrido, excesivamente detallista, demasiadas notas a pie de página. En fin, cosas por el estilo. Básicamente, que es lento.

    Desde mi punto de vista, es todo lo contrario. No quiero decir que sea un libro trepidante, de acción, lleno de escenas frenéticas y persecuciones. En absoluto. Pero no me parece para nada lento. Tiene ritmo, simplemente. Creo que fluye de forma absolutamente perfecta. Ningún capítulo se hace más pesado que otro, no tiene bajones, o momentos de parón. La autora encuentra un ritmo narrativo, y lo mantiene a a perfección desde el principio hasta el final.

    Las notas al pie y el minucioso detallismo son, para mí, lo mejor del libro. Crean una increíble sensación de profundidad, de estar entrando en un mundo totalmente real, con una historia y un pasado creíbles. Incluso cuando la narración salta de los protagonistas a un secundario, que en ocasiones ni siquiera se volverá a mencionar, para enlazar una historia secundaria, jamás se hace pesado. Nunca se echa de menos la historia principal, porque todas, hasta los cuentos más prescindibles de las notas, enganchan de principio a fin.

    ha scritto il 

  • 4

    Un Harry Potter para gente seria

    Bueno, eso.
    Está bastante bien escrito, la trama es interesante (no digo que atrape), las descripciones son claras y verosímiles.
    Al final ya tenía ganas de revolearlo, pero hice un esfuercito y llegué a la última página (incluido los agradecimientos. No, a mí no me nombra).
    Se ...continua

    Bueno, eso.
    Está bastante bien escrito, la trama es interesante (no digo que atrape), las descripciones son claras y verosímiles.
    Al final ya tenía ganas de revolearlo, pero hice un esfuercito y llegué a la última página (incluido los agradecimientos. No, a mí no me nombra).
    Se hizo largo pero es un buen libro.

    ha scritto il 

  • 3

    Ma qual'è il nome del Gentiluomo dai capelli lanuginosi?

    Romanzo Premio Hugo 2005.
    Si tratta di un'ucronia ambientata in Inghilterra nel periodo compreso tra le guerre napoleoniche (dal 1806) ed il 1817.
    L'unica differenza tra il "nostro" universo e quello dell'autrice è la presenza della magia, considerata una professione come l'avvocatura ...continua

    Romanzo Premio Hugo 2005.
    Si tratta di un'ucronia ambientata in Inghilterra nel periodo compreso tra le guerre napoleoniche (dal 1806) ed il 1817.
    L'unica differenza tra il "nostro" universo e quello dell'autrice è la presenza della magia, considerata una professione come l'avvocatura o la politica, in definitiva un'attività pefettamente normale.
    Lo scenario vede un'Inghilterra dove la magia è scomparsa da quattro secoli e i maghi rimasti sono solo degli studiosi teorici che hanno dimenticato come applicare i loro studi.
    I protagonisti sono gli ultimi due veri maghi rimasti, Gilbert Norrell, uomo di mezz'età misantropo, conservatore e pieno di manie ed il suo allievo, poi rivale, Jonathan Strange giovane, vitale, voglioso di sperimentare; entrambi condividono il sogno di riportare, ognuno tramite la sua personale visione, la magia in Inghilterra.
    Vi è però un terzo protagonista che resta sullo sfondo della storia e che ne muove in realtà le fila, ossia il leggendario Re Corvo, grande mago allevato dagli elfi, tre volte Re, ma soprattutto colui che fissò i canoni dell'intera pratica magica a cui si rifecero tutti i maghi a lui succeduti (gli Aurei e gli Argentei)
    Quindi, in definitiva un soggetto alquanto originale e scritto in perfetto stile dickensiano dall'autrice che ricostruisce in maniera perfetta e credibile l'Inghilterra di inizio '800 nonchè la Guerra di Spagna (durante le guerre napoleoniche) e la Battaglia di Waterloo, con personaggi ben delineati e coerenti con l'epoca cui si riferisce.
    La storia, malgrado un inizio lento e fin troppo descrittivo, diventa via via sempre più appassionante per culminare senza vuoti narrativi di sorta, in un finale a mio giudizio più che soddisfacente.
    Però più di 3 stelle (in realtà tre stelle e mezzo se fosse possibile) non riesco a dare, in quanto a fronte di un background strepitoso, le vicende dei due maghi appassionano fino ad un certo punto, molto più interessante sarebbe stato conoscere maggiori dettagli sul Re Corvo, personaggio potenzialmente dirompente ed invece trattato forse troppo marginalmente (non si capisce se di proposito o meno), i due protagonisti per motivi diversi sono entrambi sgradevoli (un misantropo, meschino e pieno di fobie ed un egoista, arrogante ed incurante delle possibili conseguenza delle sue azioni) molto meglio i comprimari come Childermass, Vinculus o Arabella Strange.
    Infine, lo stile dell'autrice è a volte troppo distaccato ed ironico quando descrive vicende fin troppo drammatiche e ciò mi ha impedito di immedesimarmi nella storia fino in fondo.
    Pur non di meno ritengo che la lettura di questo romanzo sia consigliabile.

    ha scritto il 

  • 5

    Costruire un libro del tutto aderente ai canoni linguistico-letterari del diciannovesimo secolo nel Regno Unito, seguirne le convenzioni sociali eppure donare una allora impossibile rivalsa agli esclusi per eccellenza del periodo (donne, poveri, etnie non caucasiche), senza che i gentiluomini che ...continua

    Costruire un libro del tutto aderente ai canoni linguistico-letterari del diciannovesimo secolo nel Regno Unito, seguirne le convenzioni sociali eppure donare una allora impossibile rivalsa agli esclusi per eccellenza del periodo (donne, poveri, etnie non caucasiche), senza che i gentiluomini che popolano le sue pagine e i gentiluomini che leggono le sue pagine percepiscano alcuna forzatura.

    Creare una versione alternativa dell'Inghilterra storica del periodo, una versione magica, e usare questo elemento fittizio per descrivere quanto di meno magico ci sia: l'inglesità, l'amicizia tra gentiluomini, l'equilibrio tra common sense e madness che si bilancia tra nord e sud della nazione.

    All'esordiente Susanna Clarke ci sono voluti appena 10 anni.
    A quell'Inghilterra è servito qualche secolo e un lungo elenco di eventi terribili e ancora qualcuno non è poi così convinto.

    ha scritto il 

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