Jonathan Strange & il signor Norrell

Di

Editore: Longanesi

3.8
(1972)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 887 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Chi semplificata , Tedesco , Francese , Svedese , Russo , Olandese , Indonesiano , Chi tradizionale

Isbn-10: 8830422975 | Isbn-13: 9788830422971 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Paola Merla

Disponibile anche come: Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
All'inizio dell'Ottocento, della magia inglese rimangono quasi solo leggende come quella di Re Corvo, il grande mago capace di fondere la sapienza delle fate con la ragione umana. Ma dalle regioni del Nord un tempo visitate da elfi e folletti appare il signor Norrell, capace di far parlare le statue della cattedrale di York: la notizia sembra segnare il ritorno della magia in Inghilterra, e Norrell si trasferisce a Londra per offrire i suoi servizi magici al governo, impegnato nella guerra contro Napoleone. Ma una profezia parla di due maghi che faranno rinascere la magia inglese. Uno dei due maghi è Norrell. E l'altro chi è? Il romanzo è pubblicato in due versioni, con copertina bianca e con copertina nera.
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  • 5

    Bellissimo! L'ho letto e lo rileggerei ancora tutto d'un fiato. Un bel romanzo corposo, che porta il lettore indietro nel tempo e che fa nascere nell'animo una gran nostalgia per un tempo che non è ma ...continua

    Bellissimo! L'ho letto e lo rileggerei ancora tutto d'un fiato. Un bel romanzo corposo, che porta il lettore indietro nel tempo e che fa nascere nell'animo una gran nostalgia per un tempo che non è mai stato. Sembra un romanzo ottocentesco ma il tocco di magia incanta il lettore e lo porta nelle Terre Altre. Bravissima Susanna Clarke a ricreare l'atmosfera del romanzo ottocentesco e ancora più brava a rendere credibile il Re Corvo e la sua corte, grazie a note dettagliate e storie deliziose che fanno sognare il lettore.
    Romanzo perfetto da leggere accanto al fuoco, in compagnia di una buona tazza di thè.
    Grazie di cuore Susanna Clarke per averci regalato le Terre Altre e Re Corvo.

    ha scritto il 

  • 3

    Jonathan Strange & il Signor Norrell appartiene a quella categoria di romanzi di cui è difficile parlare male. E' splendidamente scritto, la storia è interessante e i personaggi sono molto ben delinea ...continua

    Jonathan Strange & il Signor Norrell appartiene a quella categoria di romanzi di cui è difficile parlare male. E' splendidamente scritto, la storia è interessante e i personaggi sono molto ben delineati.
    Allora perchè solo tre stellette? Perchè la Clarke ha dato vita a un bel esercizio di stile, ma non ad un bel romanzo. La trama è interessante, è vero, ma anche molto povera se ci pensa: dopo un inizio promettente tutto si blocca in una stasi infinita che si sblocca solo a un centinaio di pagine dalla fine. E poi vogliamo parlare del finale? Se vuoi utilizzare un deus ex machina del genere per chiudere il romanzo, lo devi introdurre in maniera molto più massiccia all'interno della storia, e questo fin da subito (non relegarlo a semplice ruolo mitico); altrimenti corri il rischio, come qui, di far sembrare il suo intervento come "non sapevo più come chiudere il tutto".
    Ma a questi difetti se ne aggiunge uno, per me importante ma per tanti forse irrilevante, cioè la prolissità. Non ho niente contro i romanzi lunghi, ma molto contro quelli prolissi. Quando la storia non si evolve di pari passo col numero di pagine, mi dispiace ma si scade nel didascalismo e nell'allungare il brodo. Capisco che la Clarke aveva l'intenzione di scrivere un romanzo come sarebbe stato scritto nel 1800 (e in questo è sicuramente riuscita nell'intento), ma io l'ho trovata veramente una scelta portata all'estremo (anche le infinite note aggiunte al testo per dare spessore al mondo mitico del romanzo, sono interessanti, ma spezzano la lettura e l'appesantiscono ancora più).

    ha scritto il 

  • 3

    A dispetto delle più di 1500 pagine che mi attendevano, mi sono, per così dire, "inoltrata" nella lettura del magico romanzo di Susanna Clarke; sto parlando del libro dal titolo "Jonathan Strange e il ...continua

    A dispetto delle più di 1500 pagine che mi attendevano, mi sono, per così dire, "inoltrata" nella lettura del magico romanzo di Susanna Clarke; sto parlando del libro dal titolo "Jonathan Strange e il signor Norrell".

    Nei tempi della calata di Napoleone Bonaparte e della guerra contro la Gran Bretagna, proprio qui si risveglia il desiderio di riportare la magia in Inghilterra, ove rimangono solo antiche leggende sul Re Corvo, che ebbe la capacità di fondere il sapere del mondo fatato con la ragione umana! Unico esemplare in grado di effettuare magie, sembra essere il Signor Norrell del titolo, che ha studiato tutti i libri sull'argomento e che si trasferisce a Londra col preciso intento di utilizzare il suo sapere per sconfiggere Napoleone!

    “....sapeva ciò che i giovani udivano nel rullo del tamburo e negli squilli di tromba e che li spingeva a lasciare le loro case per andare a fare il soldato; e conosceva la tazzina di gloria e la damigiana di infelicità che li aspettavano.”

    Restio a condividere il suo sapere, si imbatte in ciarlatani, finti indovini, personaggi equivoci e in un uomo, unico mago "riconosciuto" nella società, dal nome di Vinculus, il quale, appena lo vede, gli annuncia una profezia:

    “« Due maghi appariranno in Inghilterra. Il primo avrà paura di me, il secondo vorrà trovarmi, il primo sarà governato da ladri e da assassini, il secondo cospirerà per distruggere se stesso Il primo seppellirà il suo cuore in un bosco oscuro, sotto la neve, ma continuerà a sentire il suo dolore Il secondo vedrà ciò che gli è più caro in mano al suo nemico»”

    Chi sarà il secondo? Cosa vorrà mai dire questa profezia???
    Una serie di interrogativi si presenteranno nel prosieguo della trama, intessuti di scenari magici, inconvenienti dai contorni gotici, personaggi inquietanti e vittime inconsapevoli, in un percorso avvincente e ben costruito.

    L'autrice, però, ha peccato di vanagloria: nel suo intento di fare di questo libro una titanica opera di magia, si perde e fa perdere il lettore tra note ridondanti, spesso superflue, che riescono a infastidire e a distogliere il lettore dalle vicende principali. Il lettore ne esce stanco, spesso tentato di abbandonare, rischiando però così di perdersi le ultime mirabolanti, fantasiose e divertenti 400 pagine finali che ripagano dello sforzo fatto!
    In definitiva questo romanzo sarebbe stato perfetto se fosse stato ridotto alle 700, 800 pagine utili a conoscere a fondo i personaggi, la loro storia, la rispettiva angoscia e l'epilogo finale, in questi mondi fatati, descritti minuziosamente e in maniera particolareggiata.

    “«Oh, dove gli uomini come me usavano andare tanto tempo fa, girovagando per sentieri ignoti agli altri. Dietro il cielo. Dall’altro lato della pioggia.»”

    “Chi è stato a dire che un mago deve possedere la sottigliezza di un gesuita, l’ardire di un soldato e la furberia di un ladro? Credo volesse essere un insulto, ma c’è del vero.”

    ha scritto il 

  • 3

    Che fatica

    L'idea è molto carina, ma davvero è faticoso arrivare in fondo. Le centinaia di pagine di infinite note a margine che cercano di dare un substrato di realtà raccontando aneddoti "storici", dando per s ...continua

    L'idea è molto carina, ma davvero è faticoso arrivare in fondo. Le centinaia di pagine di infinite note a margine che cercano di dare un substrato di realtà raccontando aneddoti "storici", dando per scontato che il lettore sappia di cosa si sta parlando, sono davvero una inutile lungaggine. Scorre ed appassiona solo a tratti... Meglio la serie televisiva.

    ha scritto il 

  • 0

    Per il momento lo metto da parte.. La storia sembrava andare da nessuna parte e piuttosto che continuare a leggere questo libro mi sono ritrovata ad iniziarne di nuovi. Penso di dargli un'altra possib ...continua

    Per il momento lo metto da parte.. La storia sembrava andare da nessuna parte e piuttosto che continuare a leggere questo libro mi sono ritrovata ad iniziarne di nuovi. Penso di dargli un'altra possibilità tra un po' di tempo, magari nel periodo estivo..

    ha scritto il 

  • 4

    Inghilterra, primi dell'Ottocento, guerre napoleoniche in corso e magia ridotta a mero oggetto di studio teorico. Perlomeno finché non entrano in gioco i due maghi del titolo.
    È scritto secondo lo sti ...continua

    Inghilterra, primi dell'Ottocento, guerre napoleoniche in corso e magia ridotta a mero oggetto di studio teorico. Perlomeno finché non entrano in gioco i due maghi del titolo.
    È scritto secondo lo stile dell'epoca, con note spesso così lunghe e dispersive da far impallidire Stroud e Pratchett. È un romanzo di ampio respiro: per metà del libro mi sono ritrovato a chiedermi dove l'autrice volesse andare a parare, e alla fine potresti anche chiederti se era necessario partire da così lontano.
    Accade poco e quel poco che accade se la prende con calma, sì, ma questo non vuol dire che annoi: se ti piace l'ambientazione, se ti piace una costruzione dei personaggi che prende un decennio e se ti piace l'idea di una fata ingenuamente crudele che macchina alle spalle di maghi ignari, è probabile che ti piacerà anche questo libro.
    Ho avuto la sfortuna di leggerlo in un periodo in cui non avevo tempo per leggere e anche se del tempo ce l'avevo non sapevo ritagliarmelo. Potendo l'avrei letto in un quarto del tempo. A chi è scoraggiato dalla mole, dico solo questo: nell'ultimo volume la lunga attesa viene ripagata, e tra atmosfere, magia e scontri tra personaggi il romanzo esprime tutto il suo potenziale.

    ha scritto il 

  • 4

    E' un libro adatto soprattutto a chi ama le ambientazioni storiche e fantastiche piuttosto che le trami avvincenti. Il libro è incentrato sulle descrizioni dettagliate. Di paesaggi, ambienti, personag ...continua

    E' un libro adatto soprattutto a chi ama le ambientazioni storiche e fantastiche piuttosto che le trami avvincenti. Il libro è incentrato sulle descrizioni dettagliate. Di paesaggi, ambienti, personaggi e vicende storiche (è ambientato nei primi anni del 1800). Poi ci sono i racconti che corredano la trama principale e che sono inseriti nelle note (e che non si possono quindi assolutamente saltare). Le atmosfere e il senso di angoscia e di rassegnazione che pervadono il libro sono resi magistralmente dall'autrice. Quello che per me è mancato, a parte un finale che non mi ha proprio soddisfatto, è l'approfondimento psicologico dei personaggi, che a mio avviso rimangono troppo superficiali, troppo piatti. Nel complesso è comunque un libro da leggere...con calma :-)

    ha scritto il 

  • 4

    Ho impiegato un mese e mezzo a leggere questo libro e dopo tanto tempo trascorso con i personaggi non ho potuto fare a meno di affezionarmene; era un piacer stare in loro compagnia e alla fine ero dav ...continua

    Ho impiegato un mese e mezzo a leggere questo libro e dopo tanto tempo trascorso con i personaggi non ho potuto fare a meno di affezionarmene; era un piacer stare in loro compagnia e alla fine ero davvero in apprensione per le loro sorti e ho divorato le ultime 200 pagine nel giro di due giorni. I personaggi principali son ritratti in modo magistrale, con le loro luci e le loro ombre, non ci sono eroi ed è difficile prendere spudoratamente le parti di qualcuno; ho amato come gli eventi magici siano stati inseriti tra i fatti storici a tutti noti senza che si generassero discrepanze e sbavature, e soprattutto ho adorato le tante storie e leggende inserite nel racconto principale, alcune delle quali avrei voluto approfondire (credo di essere una dei pochi lettori che aspettava con ansia le note!). Ma (purtroppo c'è un "ma") c'è stata una parte del libro davvero incredibilmente lenta: per quanto la lettura non mi dispiacesse facevo fatica a trovare di volta in volta la motivazione per riprendere il libro in mano ed è per questo che ho trascinato la lettura per tanto tempo. Trovo che purtroppo sia una grave pecca in un libro, per il resto eccellente.

    ha scritto il 

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