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Journal d'Hirondelle

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Editeur: Albin Michel

3.4
(970)

Language:Français | Number of pages: 136 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) Italian , Spanish

Isbn-10: 2226173358 | Isbn-13: 9782226173355 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Description du livre
À la suite d'un chagrin amoureux, le narrateur, 30 ans, devient insensible. Il perd son boulot pour en retrouver un autre, plus conforme à son nouvel état : tueur à gages. Pas d'états d'âme à viser la cible, s'acquitter d'un crime parfait. Sinon une excitation nouvelle, une soif d'accomplir un geste quasi divin. Un jour, on lui demande d'exécuter un ministre et toute sa famille et de rapporter sa serviette. Dans celle-ci, le journal intime de sa fille. La curiosité aura raison du tueur : il lit le cahier. Son comportement devient alors erratique et, si l'usage de ses cinq sens lui revient, c'est pour une métamorphose qu'il n'aurait auparavant jamais pu envisager.
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  • 4

    Storia originale e grottesca, in un certo senso.
    La si legge in pochi minuti, ma ci vuole qualche giorno per “assimilarla”.
    Lo stile è asciutto, senza fronzoli, in particolare nella prima parte; diventa più ricercato, riflessivo dopo l’incontro del Killer con Rondine.
    Un aggettivo: spietato.
    P. ...continuer

    Storia originale e grottesca, in un certo senso. La si legge in pochi minuti, ma ci vuole qualche giorno per “assimilarla”. Lo stile è asciutto, senza fronzoli, in particolare nella prima parte; diventa più ricercato, riflessivo dopo l’incontro del Killer con Rondine. Un aggettivo: spietato. P.s. Ma ad Urbano/Innocenzo alla fine piacciono o no i Radiohead...

    dit le 

  • 2

    La brevità del racconto fa sì che non riesca ad approfondire la storia ma lo stile è piacevole. Pur non incuriesondomi particolarmente, leggerei un altro romanzo dell'autrice.

    dit le 

  • 2

    Non avevo letto nulla di Amélie Nothomb, e questo primo libro mi ha trasmesso sensazioni ambivalenti: da un lato ho scoperto una scrittura ipnotica e una capacità di creare atmosfere realisticamente surreali simili a quelle di certi film del suo connazionale Luc Besson. Dall'altro però - e qui pa ...continuer

    Non avevo letto nulla di Amélie Nothomb, e questo primo libro mi ha trasmesso sensazioni ambivalenti: da un lato ho scoperto una scrittura ipnotica e una capacità di creare atmosfere realisticamente surreali simili a quelle di certi film del suo connazionale Luc Besson. Dall'altro però - e qui parlo specificamente di questo romanzo - una trama che alla fine si perde attorno all'idea principale senza riuscire a dargli una forma. La storia si può ovviamente leggere come una metafora dell'amore, ma in termini troppo vaghi e soprattutto criptici. Il finale in particolare, così aperto e quindi privo di riferimenti precisi, non aiuta i lettori poco portati per l'astrattismo come il sottoscritto. Sconsigliato a che cerca una trama chiara e contenuti definiti, piacerà invece a chi si lascia trasportare dalle immagini evocate dalla scrittura con lo stesso atteggiamento con cui si legge una poesia o si apprezza un quadro dalla chiave di lettura oscura.

    dit le 

  • 1

    “Non esiste l'amore di sottofondo, la letteratura di sottofondo, il pensiero di sottofondo: esiste il rumore di fondo, che è una cosa orribile, un veleno. Soltanto il rumore dei colpi d'arma da fuoco riusciva a sopravvivere nella mia prigione acustica.”

    Amo Amelie Nothomb, molto, trovo che abbia un talento straordinario, ma questa volta non ho proprio capito perché abbia deciso di scrivere un libro così insulso. Sembra quasi che gliel’abbia ordinato il medico, un libro di pochissime pagine senza passione, senza sentimento, con una buona dose di ...continuer

    Amo Amelie Nothomb, molto, trovo che abbia un talento straordinario, ma questa volta non ho proprio capito perché abbia deciso di scrivere un libro così insulso. Sembra quasi che gliel’abbia ordinato il medico, un libro di pochissime pagine senza passione, senza sentimento, con una buona dose di ironia che, purtroppo, non riesce a salvarlo dal naufragio. La storia è abbastanza semplice: un ragazzo, dopo una bella batosta amorosa, per evitare di soffrire ancora a causa di questo sentimento in grado di tramutare tutto in gioia ma anche in sofferenza decide di annientare per sempre la propria sensibilità diventando un sicario. Giorno dopo giorno fa incetta di vittime, traendone un immenso piacere sessuale. La sua vita cambia radicalmente quando gli viene dato l’ordine di uccidere un importante ministro e la sua intera famiglia. Entra così, suo malgrado, in possesso del diario segreto della figlia diciottenne, un diario che risveglierà in lui una curiosità più che morbosa che si trasformerà ben presto in un’ossessione vera e propria che segnerà per sempre il suo destino. Come ho scritto sopra la Nothomb si è sempre contraddistinta per i suoi romanzi brevi molto arguti e sagaci che, il più delle volte, lasciano l’amaro in bocca. Stavolta invece questa sua piccola opera non brilla per eccezionalità, la trama è piuttosto flebile, il romanzo in sé è molto povero di idee, lo stile con cui è stato scritto è sempre originale, ironico e caustico quanto basta, i personaggi protagonisti “pulp” quanto basta, ma oltre non c’è altro, sembra quasi un diversivo, un romanzo scritto così, tra un tempo morto e un altro. La Nothomb ha dichiarato che questa sua opera è frutto di una cocente delusione d’amore e infatti sembra più uno sfogo personale che serva più a lei per scaricare la rabbia e l’impotenza che si prova quando si perde un amore in cui si è creduto più che un motivo di interesse per chi legge…sembra quasi che la signorina Amelie non avesse nulla di originale da dire, ma che qualcuno gli abbia quasi ordinato di scrivere un tot di libri l’anno, come se avesse un contratto da rispettare. Non lo so, non mi ha convinta per niente…non so che impressione possa fare la Nothomb a tutti coloro che la leggono per la prima volta e la cui scelta è ricaduta proprio su questo breve romanzo…spero che non gli passi la voglia di leggere altro di suo(il rischio c’è, purtroppo), sarebbe un peccato, perderebbero l’opportunità di conoscere una scrittrice che ha talento da vendere, ma che a volte si perde troppo dietro al suo narcisismo. Bocciato in toto.

    dit le 

  • 3

    “Poi riparte il tran tran. A ciascuno il suo: caffè-sigaretta, tè-toast o cane-guinzaglio, il percorso di tutti noi è organizzato in modo che si abbia meno paura possibile.
    In realtà, passiamo il nostro tempo a lottare contro il terrore della vita. Per tentare di sfuggirgli, inventiamo definizion ...continuer

    “Poi riparte il tran tran. A ciascuno il suo: caffè-sigaretta, tè-toast o cane-guinzaglio, il percorso di tutti noi è organizzato in modo che si abbia meno paura possibile. In realtà, passiamo il nostro tempo a lottare contro il terrore della vita. Per tentare di sfuggirgli, inventiamo definizioni: mi chiamo tizio, sgobbo per conto di caio, il mio lavoro consiste nel fare questo e quello.”

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  • 3

    Diciamolo, non uno dei migliori della Nothomb.
    Presenti i suoi temi caldi come l'idea di Bellezza, contorta e personale ma quanto mai "oggettiva" in molte sfumature e l'importanza del Nome Proprio di persona, come chiave del proprio essere.
    Bella la significativa contrapposizione tra la carne f ...continuer

    Diciamolo, non uno dei migliori della Nothomb. Presenti i suoi temi caldi come l'idea di Bellezza, contorta e personale ma quanto mai "oggettiva" in molte sfumature e l'importanza del Nome Proprio di persona, come chiave del proprio essere. Bella la significativa contrapposizione tra la carne fredda e secca di pollo e le sanguinolente ciliegie rosse.

    dit le 

  • 3

    Strano libriccino: ipnotico, surreale ma "avvinghiante"

    uso questo termine per la sensazione che mi ha accompagnato in questa brevissima lettura di una cinquantina di pagine. Più un racconto che un libro. Una storia particolare, come tutte quelle finora lette di quest'autrice molto, molto particolare.

    dit le 

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