Journey to the End of the Night

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Publisher: Oneworld Classics Ltd

4.4
(4091)

Language: English | Number of Pages: 450 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , Italian , German , Spanish , Dutch , Catalan , Finnish , Norwegian , Swedish , Greek , Danish , Portuguese , Farsi

Isbn-10: 1847491189 | Isbn-13: 9781847491183 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Others , eBook

Category: Biography , Fiction & Literature , History

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Book Description
First published in 1932, "Journey to the End of the Night" is regarded as Celine's masterpiece. It is told in the first person and is based on his own experiences during the First World War; in French colonial Africa; in the USA - where he worked for a while at the Ford factory in Detroit - and later as a young doctor in a working class suburb in Paris.The novel gives a picture of those years as seen by an underdog. Celine is very much the product of his age and was particularly marked - like so many other writers - by the senseless carnage of the First World War. Celine's disgust with human folly, malice, greed and the mess that man has made of society and of his own environment lies behind the bitterness and bile that distinguishes his writing and gives it its force. This is exemplified in the superb portraits of mainly ordinary human beings coping with their lives as best they can; caught in poverty or their obsessions - hindered from evading traps of their own making by ignorance and prejudice.
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  • 5

    Spiazzato!

    Questo libro mi ha decisamente spiazzato. L'ho odiato con tutte le mie forze, perché non riuscivo a capire il linguaggio dell'autore e la lettura procedeva lenta e con fatica. Ho finito per amarlo pro ...continue

    Questo libro mi ha decisamente spiazzato. L'ho odiato con tutte le mie forze, perché non riuscivo a capire il linguaggio dell'autore e la lettura procedeva lenta e con fatica. Ho finito per amarlo profondamente....aveva ragione Bukowski a consigliarlo

    said on 

  • 4

    Sfangarla. Forse

    Lettura magnetica, il libro si apre spontaneamente alla pagina giusta quando il lettore è nei pressi e cattura l’attenzione senza l’uso di artifici, solo le parole scritte da Celine cent’anni fa (sepp ...continue

    Lettura magnetica, il libro si apre spontaneamente alla pagina giusta quando il lettore è nei pressi e cattura l’attenzione senza l’uso di artifici, solo le parole scritte da Celine cent’anni fa (seppure tradotte, nel mio caso ed è un vero peccato). Il libro è sorprendente dal punto di vista stilistico e dei contenuti e devo dire che resiste egregiamente al tempo e alle lodi unanimi.
    Leggendolo credo tutti si chiedano quanto Celine abbia prelevato direttamente dalla propria vita vissuta e quanto abbia lavorato di fantasia, non so precisamente dov’è la linea che le separa, credo che sia molto sottile. Nelle pagine si riflette una personalità notevole, che insegue la verità dei fatti e delle emozioni in modo tenace e sgradevole, senza pietà per nessuno e meno ancora per il suo alter ego Bardamu.
    Lo rende capace di sopravvivere a situazioni estreme ma incapace di farsi pagare il lavoro di medico; per amicizia, complice di un assassino; maldestro e vigliacco utilizzatore di donne. La cosa che lo disgusta di più è l’ipocrisia di fingersi migliori e le pretese di decoro della piccola borghesia (contro la quale del resto tutti infieriscono unanimi: ha preso più frecce degli aculei di un istrice). Fa tristezza però la donna che la madre lascia morire in un mare di sangue, per evitare lo scandalo del trasporto in ospedale, perché non si sappia che ha abortito. Nel tratteggiare Bardamu si vede una nota di autolesionismo che doveva appartenergli in tutto e per tutto, se si pensa alle accuse di collaborazionismo che si tirò addosso in un periodo in cui i più sinceri imboscati si proclamavano resistenti e giacchè c’erano, perché non eroi della resistenza.
    Celine/Bardamu ama il corpo e la vita, per questo forse ha amato il mestiere di medico e le ballerine.
    La donna che l’affascina, Sophie, lo incanta per la perfezione anatomica, fasci di nervi e muscoli, portamento flessuoso (le sue danzatrici), mentre i discorsi amorosi li trova completamente vuoti di significato, forse perché niente è per sempre? I personaggi che considera con simpatia sono quelli assolutamente puri: la prostituta Molly, il soldato Aristide in Africa, il medico suo professore, Parapine.
    Il suo viaggio al termine della notte è forse il suo sfangarla, da una situazione incresciosa a quella successiva, Parigi Belgio Africa America Vigny Midi, fino all’ultima corsa in macchina, verso la tragedia causata dalla sua goffaggine, dal suo non capire quello che viene mosso dall’organo più complesso, il cervello: sentimenti contro la vita, furia omicida. Rimangono in mente le cupe visioni della miseria senza speranza, bocche come buchi neri e placide visioni fluviali, a ricordare perché nonostante tutto si vive.

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  • 5

    Capolavoro

    Feroce, disperato, cinico, barbaro, a volte triviale, mai scontato. Lucido, liberatorio, estremo, reale, sublime. Un capolavoro da leggere, per capire … come eravamo, come siamo.

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  • 5

    Vita grama di un artista

    Recensire un uomo misero e al contempo grandioso, è compito arduo ma dal quale non ho intenzione di esimermi, data la caricatura di colui che il ritengo il più straordinario sottovalutato scrittore de ...continue

    Recensire un uomo misero e al contempo grandioso, è compito arduo ma dal quale non ho intenzione di esimermi, data la caricatura di colui che il ritengo il più straordinario sottovalutato scrittore del novecento. Una Potenza di parola inusitata, getta sul foglio, in.ordine sparso, quasi inconsapevolmente, sprazzi di vita vissuta con la pelle scoperta
    Da leggere e rileggere fino a conficcarsi nella carne la sua lirica disperazione

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  • 3

    Ferdinand è un uomo che vive il ventesimo secolo. lo attraversa nei suoi diversi aspetti. la guerra, l'imperialismo, la ricerca della fortuna in America, lo studio, la professione, l'amore. il tutto d ...continue

    Ferdinand è un uomo che vive il ventesimo secolo. lo attraversa nei suoi diversi aspetti. la guerra, l'imperialismo, la ricerca della fortuna in America, lo studio, la professione, l'amore. il tutto descritto in questa maniera difficile da leggere. un po' sgrammaticato, un po' sbiascicato, quasi si fosse tutti al bar, e dopo una birra di troppo un narratore prendesse l'iniziativa per regalarci l'esperienza del suo vissuto.
    ma se c'è qualcosa di eccezionale in questo libro, sono i pensieri del protagonista. uno spaccato di sincera lucidità sul mondo, un pensiero spesso in controtendenza non con quanto il resto dell'umanità pensa, ma con quanto la morale comune impone al resto dell'umanità di proclamare. è profondamente sincera l'avversità verso la guerra, resa qui una pratica stupida e insensata. e anche l'animo umano, posto di fronte ai dilemmi quotidiani, viene spogliato di inutili orpelli morali, vestendoci solo di una pelle animalesca poco divina e molto materiale. non cinico, secondo me, ma molto realista e sincero.
    lettura impegnativa, che richiede concentrazione. ma che merita di essere fatta.

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  • 5

    Meraviglioso

    Questo romanzo è di una bellezza struggente oltre che sconvolgente. Un'angosciosa verità che scaturisce dalla noia criminale della guerra, dal feroce colonialismo, dal nuovo mondo e la crescente indus ...continue

    Questo romanzo è di una bellezza struggente oltre che sconvolgente. Un'angosciosa verità che scaturisce dalla noia criminale della guerra, dal feroce colonialismo, dal nuovo mondo e la crescente industrializzazione, dalla povertà, dalla miseria, dall'incessante e perverso godimento, dalla beffa più ingiusta che è l'amore. Tutto sputato in faccia con un argot unico nella letteratura del '900.

    "Ma ecco lì, questi diluvi sentimentali non oltrepassano mai le parti basse. Tutta la disgrazia sta lì."

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  • 4

    Alla ricerca del tempo perduto

    Il tempo perduto, a differenza di Proust, Céline non lo ritroverà mai nel corso del romanzo. Anzi. Il suo nodo esistenziale è proprio l'avere scelto di raccontare una classe sociale che disprezza prof ...continue

    Il tempo perduto, a differenza di Proust, Céline non lo ritroverà mai nel corso del romanzo. Anzi. Il suo nodo esistenziale è proprio l'avere scelto di raccontare una classe sociale che disprezza profondamente. La piccola borghesia proletaria, avida e ipocrita a tutte le latitudini, Parigi, le colonie africane o Chicago. Il pregiudizio di fondo impedisce a Cèline di vedere oltre questo velo di negatività. Ed è un peccato, perchè quando il velo si squarcia ciò che appare sono sprazzi nel sublime. Come quando scopre la bontà, per lui inaspettata, del sergente Alcide "Alcide faceva evoluzioni nel sublime come se fosse casa sua, per così dire con familiarità, dava del tu agli angeli'sto ragazzo, e aveva l'aria di niente. Dormiva come tutti. Aveva l'aria proprio normale". oppure quando parla di Molly "Per lasciarla mi ci è voluta proprio della follia, della specie più brutta e fredda. Comunque se la morte, domani, venisse a prendermi, non sarei, ne sono certo, mai tanto freddo, cailtrone, volgare come gli altri, per quel tanto di gentilezza e di sogno che Molly mi ha regalato nel corso di qualche mese in America".
    Bardamu, l'io protagonista del romanzo è come i personaggi che incontra, capace di pensare la giustizia ma incapace di agirla, privo di spina dorsale e del coraggio di difendere le proprie idee, incapace di far prevalere la coscienza sull'interesse sociale e materiale del momento. Così non dirà mai a Lola ciò che pensa della guerra, abbandonerà Molly a Chicago, lascerà morire dissanguata la ragazza che ha abortito, etc, etc. A fare da contraltare a Bardamu c'è Robinson, l'alter-ego, il doppio, quello che ha il coraggio di seguire la propria anima, anche quando è nera. E così facendo sarà vero, ma sarà perduto.
    La scena finale, con la sua enfasi finalmente liberatoria, da sola, vale le quattro stelle che ho dato al romanzo.

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  • 3

    Davvero un gran libro, se ne capisce appieno la portata e la potenza tenendo conto del periodo in cui venne scritto.
    Contenuti profondi, ironici, nichilisti, drammatici, c'è tutto diciamo...
    Due soli ...continue

    Davvero un gran libro, se ne capisce appieno la portata e la potenza tenendo conto del periodo in cui venne scritto.
    Contenuti profondi, ironici, nichilisti, drammatici, c'è tutto diciamo...
    Due soli difetti per i miei gusti: il tipo di scrittura e l'eccessiva lunghezza.

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  • 0

    La vita è questo, una scheggia di luce che finisce nella notte

    Il romanzo descrive i viaggi fatti dal giovane Ferdinand Bardamu dapprima sul fronte, durante la prima guerra mondiale, dove cerca più volte di disertare, poi in Africa, vivendo la durissima vita nell ...continue

    Il romanzo descrive i viaggi fatti dal giovane Ferdinand Bardamu dapprima sul fronte, durante la prima guerra mondiale, dove cerca più volte di disertare, poi in Africa, vivendo la durissima vita nelle colonie, poi in America, dove prova la vita alienante delle fabbriche ed infine, dopo essersi laureato, in Francia dove esercita la professione medica nelle zone più povere del paese.
    Céline però descrive anche un secondo viaggio, certamente più importante del primo; un viaggio spirituale attraverso il cinismo, l'invidia, l'ipocrisia, la falsità, la cattiveria e tutto ciò che di negativo c'è nell’uomo.

    Cosa (probabilmente) ci vuole raccontare Céline nel romanzo? Ci vuole mostrare che l’uomo vive principalmente in balia degli istinti, piuttosto che della ragione. Vuole dirci che quello che manca sono i valori, sono gli ideali. Vuole mostrarci l'assurdità della guerra. E della miseria.

    Impressionante Céline; ha scritto il romanzo a soli 35 anni dimostrando una lucidità, una intelligenza ed una capacità di analisi assolutamente fuori dal comune. La descrizione della guerra, dei suoi orrori, della sua stupidità, della meschinità di chi la vuole e di chi la combatte è bellissima. Il linguaggio è volutamente realistico e sgrammaticato per dare l'idea dell'immediatezza, della spontaneità, come se si stesse ascoltando un amico al bar. Ma la lettura, anche se inframezzata da parti molto belle e da frasi profondissime e originali, stanca. Stanca principalmente per il cinismo senza limite. Non c'è luce che possa rasserenare. La bellezza, la gioia, l'amore sono solo momenti impercettibili che però non sono sufficienti a squarciare il buio.

    "Quel che è peggio è che uno si chiede come l'indomani troverà quel po' di forza per continuare a fare quel che ha fatto il giorno prima e poi già da tanto tempo, dove troverà la forza per quelle iniziative sceme, quei mille progetti che non arrivano a niente, quei tentativi per uscire dalla necessità opprimente, tentativi che abortiscono sempre, e tutti per arrivare a convincersi una volta per tutte che il destino è invincibile, che bisogna sempre ricadere ai piedi della muraglia, ogni sera, sotto l'angoscia dell'indomani, sempre più precario, sempre più sordido"

    Il romanzo ci porta a pensare se davvero valga la pena di vivere in questo mondo. La mancanza di speranza ci spinge a ricercare e a strappare attimi di piacere anche a costo di passare sopra ai nostri (scarsi) principi morali.

    Quella di Céline è una scrittura che lascia sicuramente il segno per originalità e intensità.

    Quello che rimane del viaggio è la ricerca di un "dopo" possibile. Può esserci qualcos'altro nella vita, o la vita è tutta qui, buio con qualche lampo rapidissimo di luce?

    “La vita è proprio questo, una scheggia di luce che finisce nella notte”.

    Ho trovato il libro lucido, importante, originale, ma anche faticoso; tant'è che ci ho messo un mese a leggerlo. Anzi no, a studiarlo, visto che per me la lettura è qualcosa di piacevole e la piacevolezza di lettura qui non l'ho trovata.

    Impossibile e senza senso, per me, dare una valutazione ad un romanzo come questo.

    said on 

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