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Joyce L.

Una vita contro

Di

Editore: Baldini Castoldi Dalai

3.9
(35)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 274 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8880891707 | Isbn-13: 9788880891703 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Joyce Lussu, 84 anni, è una delle figure più importanti del secolo.Scrittrice, poetessa, traduttrice atipica di poeti del Terzo Mondo, medagliad'argento al valor militare, storica, pensatrice. In questa conversazione conSilvia Ballestra, la Lussu ripercorre le tappe fondamentali della sua vita.
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  • 2

    L'impressione generale di queste "diciannove conversazioni incise su nastro" non è buonissima, anche se la personalità dell'intervistata (Joyce Lussu, scrittrice, traduttrice, politica e molto altro, by and by moglie di Emilio Lussu) in qualche modo impone la lettura. Si ha come la sensazione che ...continua

    L'impressione generale di queste "diciannove conversazioni incise su nastro" non è buonissima, anche se la personalità dell'intervistata (Joyce Lussu, scrittrice, traduttrice, politica e molto altro, by and by moglie di Emilio Lussu) in qualche modo impone la lettura. Si ha come la sensazione che la Ballestra -deliziosa quando negli "Orsi" sbertucciava Arbasino e i reduci del Gruppo '63- sia stata incapace di dominare, o almeno di spartire su un piano paritario, l'intervista con Joyce L. e che lo "sbalordito ascolto" che confessa in esergo sia tutt'altro che un vezzo. C'è troppa digressione ideologico-mitizzante e poca vita. E la Lussu non è incalzata, stimolata, eventualmente contraddetta. Ideologia rispettabile, la sua: buone cause, come si diceva un tempo. Ma non certo di prima mano. E leggermente fastidiosa nel suo tono insieme vago e apodittico: le "Sibille" come espressione di una primigenia società matriarcale, l'autogoverno dal basso come "fatto naturale" e il falso mito della società comunitaria (quella sarda, dei pastori), la banalizzazione del prussianesimo e di Federico II, la scempiaggine sul carattere reazionario e aggressivo del romanticismo tedesco (ma è interessante, se non è falsa, la ricostruzione della teoria di padre Gemelli sull'educazione del soldato). Del pari, lascia a dir poco perplessi la concezione utilitaristica della cultura, simile a quella del pur ammirevole Don Milani: che deve servire qui e ora oppure non servire affatto. E strappa un sorriso la ridicolaggine mitizzante sullo "spirito poetico diffuso" e di massa: "La poesia letteraria ha mutilato la poesia". A proposito delle concezioni pedagogiche di Joyce Lussu: bene l'antiautoritarismo e la libera lettura, ma Dante letto senza note (quello che non ti interessa lo salti) è un metodo che lascia basiti: credo che sia appunto l'origine di questa genericità onnivora e che non ammette confutazioni, di questa simpatica vaghezza molto coraggiosa, ma anche un po' cialtrona e un po' dogmatica, della Lussu. Bellissima frase: "L'età è una questione di cultura, non di anagrafe". E bel passaggio, condivisibile, sulla perfezione nel lavoro anche modesto come strumento di equilibrio e salvezza individuale. Nel libro c'è anche uno svarione incredibile: "La notizia della fuga (di Lussu, Rosselli & c. da Lipari nel 1929, ndr) scatenò un interesse generale, e il direttore di "Le Monde" decise di andare a intervistarli per farsi raccontare cos'era il fascismo". Ma "Le Monde", peccato, venne fondato nel 1944, quindici anni dopo.
    PS. Una piccola postilla su questo fanatismo del fare, dell'essere sempre in rapporto con gli altri, con la "gente", che caratterizza Joyce Lussu: e se nascondesse un forte egocentrismo e qualche disinteresse per la cerchia familiare? E' pur vero che il contrario è stato designato, in antropologia, "familismo amorale", e pare sia caratteristica italiana. Appunti del 12/1/1997.

    ha scritto il 

  • 5

    Due figure femminili molto intense. Quella di Joyce Lussu (ho molto amato il suo modo di svolgere il compito di moglie) e quella di Silvia Ballestra (che interrompe ogni altro lavoro per l'urgenza di dedicarsi a questa intervista).

    ha scritto il