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Juego de Tronos

Canción de Hielo y Fuego #1

By George R. R. Martin

(203)

| Mass Market Paperback | 9788496208919

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Book Description

Tras el largo verano, el invierno se acerca a los Siete Reinos. Lord Eddars Stark, señor de Invernalia, deja sus dominios para unirse a la corte del rey Robert Baratheon el Usurpador, hombre díscolo y otrora guerrero audaz cuyas mayores aficiones so Continue

Tras el largo verano, el invierno se acerca a los Siete Reinos. Lord Eddars Stark, señor de Invernalia, deja sus dominios para unirse a la corte del rey Robert Baratheon el Usurpador, hombre díscolo y otrora guerrero audaz cuyas mayores aficiones son comer, beber y engendrar bastardos. Eddard Stark desempeñará el cargo de Mano del Rey e intentará desentrañar una maraña de intrigas que pondrá en peligro su vida... y la de los suyos. En un mundo cuyas estaciones duran décadas y en el que retazos de una magia inmemorial y olvidada surgen en los rincones más sombrios y maravillosos, la traición y la lealtad, la compasión y la sed de venganza, el amor y el poder hacen del juego de tronos una poderosa trampa que atrapa en sus fauces a los personajes... y al lector.
"El regreso triunfal de Martin a la fantasía de más alta calidad... con personajes desarrollados con maestría, prosa hábil y pura obstinación." -- Publishers Weekly

542 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Sub Iudice

    è presto, xò mi sembra un po' lento.
    Bello, scritto benissimo, ti tiene incollato, xò troppo lento. X ora.
    Poi ti lascia magari 20 capitoli senza parlare di un personaggio e a chiederti: "che ne sarà di..."

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    Supergiuls said on Sep 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    in questa saga tutto è eccessivo, in senso positivo: numero dei personaggi, lunghezza del testo, altezza della barriera di ghiaccio... stupefacente.

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    Frodo2 0 said on Sep 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Per Il Trono di Spade:

    Allora. Ricordo che ho visto la serie tv (e il primo libro ne ricopre i primi cinque episodi). Quindi, inevitabilmente, mi aspettavo qualcosa di simili. E infatti lo è, o almeno, la storia, intricata fino all'estremo (e sono s ...(continue)

    Per Il Trono di Spade:

    Allora. Ricordo che ho visto la serie tv (e il primo libro ne ricopre i primi cinque episodi). Quindi, inevitabilmente, mi aspettavo qualcosa di simili. E infatti lo è, o almeno, la storia, intricata fino all'estremo (e sono solo all'inizio, ahimè ç_ç) è quella. Ma qualcosa è diverso: il ritmo. Il Trono di Spade è infatti raccontato in modo particolare, a partire dal punto di vista di otto personaggi che danno il loro nome al capitolo nel quale appaiono. Ne consegue che la narrazione risulta spezzata, a tratti un poco lenta e pensante, tanto che penso che, una volta finito Il Grande Inverno, mi concederà una pausa e leggerò qualcosa di un poco più leggero. Esito tra un libro per bambini che è una rilettura del personaggio di Capitan Uncino e una biografia di Patti Smith, ma sto divagando, scusate!
    Questo fa si che sembra che la storia non parta, o almeno, che parta solo nelle ultime pagine, e forse questa è un’impressione data dal taglio che l'edizione italiana ha fatto, dividendo il primo volume originario della serie in due, Il Trono di Spade e Il Grande Inverno. Una scelta che personalmente non capisco, visto che ora che c’è la serie in corrispondenza con la nuova stagione esce ogni anno anche un volume completo a costo molto più vantaggioso rispetto a quello della divisione.

    Detto questo: i personaggi. Dalla serie, amavo alla follia Eddard, sua figlia Arya e suo figlio Jon per gli Stark (Jon è illegittimo ma lo faccio comunque rientrare in questa categoria per facilità XD), Samwell Tarly per i Guardiani della Notte, e Daenerys. La lettura del libro ha fatto scendere nella mia stima Eddard, che sicuramente è uno dei pochi personaggi con un briciolo d’onore in zucca ma si rivela così buono e poco furbo da non vedersi arrivare una trave nell’occhio, e invece a sorpresa mi ha fatto trovare un nuovo beniamino: Tyrion Lannister, detto anche il Folletto. A partire da questa frase, detta a Jon Snow:

    “Ricorda una sola cosa, ragazzo: tutti i nani potranno anche essere dei bastardi, ma non è affatto necessario che tutti i bastardi debbano essere dei nani.”

    Un personaggio forse piccolo di statura, ma che come grandezza ne supera di gran lunga molti altri (compreso Ned, scuuusa Ned), con una lingua arguta e senza peli, che scivola tra la luce e l'ombra del mondo e della casata corrotta dal potere e dalla lussuria nella quale vive, pensando a se stesso certo, ma per il quale non possiamo fare altro che parteggiare, perché avrà sempre il suo asso nella manica, e lo mostrerà quando meno te lo aspetti. Se me lo ammazza giuro che poi lo faccio fuori io, Martin.
    Un altro personaggio che è un poco diverso da quello che mi aspettavo è Daenerys, che risulta in questa prima parte un poco acerba, nonostante mi piaccia già molto. Ma penso si risveglierà a partire dal prossimo libro.
    Arya, Samwell e Jon, invece, sono come me li aspettavo, in particolare lei che...inutile, la adoro, per il suo essere ribelle e anticonformista, sempre con la risposta pronta, ben diversa dalla sorella Sansa, la quale invece risulta un’inguaribile oca persa nel suo sogno di sposare il suo dolce principe Joffrey (in realtà un sadico, insopportabile e tronfio ragazzino per il quale è disposta a mentire e far finire nei guai la sorella). Sansa è un insopportabile ‘uccelletto’, come la chiama Sandor Clegane, altro personaggio che inizialmente non mi piaceva, ma che invece ora mi piace, nonostante sia un assassino senza scrupoli. E a proposito di assassinii, eccezionalmente in questo volume niente spargimenti di sangue tra i personaggi principali!! Quindi, MORTI STECCHITI DALLO SCRITTORE SADICO:

    Baratheon: 0
    Stark: 0
    Lannister:0
    Tully: 0
    Targaryen: 0

    In sintesi, quindi, diciamo che il libro si, mi è piaciuto, tuttavia il ritmo lento e la spezzatura in tanti personaggi della storia lo rende faticoso e lento, e soprattutto la loro enorme quantità (perché oltre a quelli che ho citato ce ne sono decine di altri) fa si che già da adesso, in questo momento, mi ritrovo a pensare ‘Aspetta, tu chi sei, quando ti ho già incontrato, cosa fai nella storia??’ e devo correre all'indice dei personaggi di 18 pagine o direttamente al capitolo precedente raccontato dal punto di vista del personaggio principale. Un 3 e mezzo su cinque. Aspettando un po’ più di azione!

    Per Il Grande Inverno:

    finalmente azione! Il vento di guerra si leva eccome, ecco il primo pezzo di battaglia e le prime morti (sigh!). Eh si, perché George comincia a mostrare il suo estro sanguinario, la sua fantasia nell’uccidere personaggi che non importa quanto il suo pubblico di lettori li ami o il ruolo che essi hanno nella storia, lui lo fa e basta. Il che, diciamolo, sfoltisce anche l’esercito che si è costruito, ma solo per la durata di un libro. Quindi, MORTI STECCHITI DALLO SCRITTORE SADICO:

    Baratheon: 1
    Stark: 1
    Lannister: 0
    Tully: 0
    Targaryen: 2+1 parente acquisito (conto anche Raego e Drogo perché sono troppo sentimentale D’:)
    Guardiani della Notte importanti: ? (Benjen Stark è morto o scomparso?)

    Morti che a volte sei pure contenta che accadano, altre un po’ meno. Devo ammettere che, quando ho visto la serie tv, ci sono rimasta molto male per Ned. Stavolta, invece, la cosa mi ha fatto soltanto scuotere le spalle. Perché? Semplicemente perché Ned è troppo buono. Troppo onorevole, troppo poco scaltro per la corte di intrighi che si ritrova a governare. Petyr Baelish gli ripete tante volte di non fidarsi di lui e lui si fida. Non si vede arrivare la trave nell’occhio. Quindi, nonostante ammetto che fosse un grande tra tutti quei corrotti, penso che un poco si sia meritato la fine che ha fatto.
    Il suo aguzzino, Joffrey, mi sta sempre più antipatico. Si mostra sadico, spietato, un vero cattivo che ama giocare con la gente e il sangue. Mi fa pensare lui, ad un Mastino, come chiama la sua guardia personale Sandor Clegane. Il quale mostra in questo libro di avere, oltre la scorza dura di uomo maltrattato dalla vita e dal fratello, un cuore. Piuttosto sorprendente, visto che sembra prendere sotto la sua ala protettiva Sansa Stark, prima la solita oca accanto al suo principe, poi, dopo la morte del padre, all’improvviso un poco più cresciuta e anche vendicativa. Vediamo se continua così, la figlia più grande degli Stark.
    Per quanto riguarda Arya, beh...io la adoro. Mi fa ridere, ha sempre la risposta pronta, ma sa anche agire in modo spietato con il suo Ago. A proposito, vi posto uno dei passaggi migliori che la riguardano e che mi ha fatta morire dal ridere.

    “Fai pure, insultami quanto vuoi” ribatté Sansa con aria di superiorità. “Vedremo se oserai farlo quando sarò sposata a Joffrey. Ti costringerò a farmi inchini e a chiamarmi ‘maestà’.” Lanciò un grido quando Arya le tirò contro l’arancia, che la centrò in mezzo alla fronte con un suono liquido e le ricadde in grembo.“Sembra che tu abbia succo d’arancia spiaccicato sulla faccia, maestà” disse Arya.

    Jon, invece, comincia a comportarsi un poco da bambino. Mi sembra uno di quei ragazzini che si sentono troppo superiori per essere capiti e continuano a dire: “Il mondo non mi capisce!” Tuttavia, può anche avere un cuore, come quando chiede a Maestro Aemon di prendere come suo assistente Samwell Tarly, il quale mi sembra avere molto più sale in zucca di lui. E’ buono quanto Eddard Stark, però è talmente tenero che non riesco a non sciogliermi quando appare questo obeso ragazzo mandato a forza alla Barriera. Un pezzo molto bello che li riguarda entrambi, è il giuramento dei Guardiani della Notte:

    “Udite le mie parole, siate testimoni del mio giuramento. Cala la notte e la mia guardia ha inizio. Non si concluderà fino alla mia morte. Io non avrò moglie, non possiederò terra, non sarò padre di figli. Non porterò corona e non vorrò gloria. Io vivrò al mio posto e al mio posto morirò. Io sono la spada nelle tenebre. Io sono la sentinella che veglia sul muro. Io sono il fuoco che arde contro il freddo, la luce che porta l’alba, il corno che risveglia i dormienti, lo scudo che veglia sui domini degli uomini. Io consacro la mia vita e il mio onore ai Guardiani della Notte. Per questa e per tutte le notti a venire.”

    Tyrion rimane uno dei migliori. Tra l’altro, in questo romanzo incontriamo suo padre, il ricchissimo e nobile Tywin Lannister. Che vi posso dire, sono due personaggi agli antipodi, padre alto ed elegante, figlio nano ed altrettante elegante, certo, sono che non è rigido come se gli avessero messo una scopa...da qualche parte. Ma le battutacce se le mandano eccome, quindi lo scontro finisce 1-1.

    Un altro pezzo nel mondo di Westeros che mi è piaciuto molto, anzi mi ha affascinata, è quello in cui Maestro Luwin parla a Bran Stark dei Figli della Foresta. Uomini di piccola statura, scuri e belli, che si vestivano di foglie e corteccia e adoravano gli alberi-diga. Sono scomparsi da secoli, dicono. Ma Osha, la donna dei bruti prigioniera a Grande Inverno, continua a ripetere per tutto il pezzo: “Esistono ancora. Le cose sono diverse oltre la Barriera.” Il che mi fa sperare che il caro George Martin un giorno o l’altro ci faccia scoprire questo affascinante popolo che sembra un misto di Indiani d’America e Celti.

    Infine, Daenerys cresce. La sua evoluzione è lenta e graduale, ma alla fine, nell’ultimo bellissimo capitolo, è una vera donna e regina. Faccio il tifo perché alla fine della saga ci si sieda lei, sul Trono di Spade. Dopotutto, è lei la legittima proprietaria di quella scomoda sedia, ora. La storia tra lei e Khal Drogo si fa più intensa, e tra i due, oltre il matrimonio combinato, sboccia un amore fatto di reciproca ammirazione e anche passione. Un peccato che George Martin sia così crudele, anche perché Drogo mi piaceva, sarà pure un barbaro, ma dall’altra parte quella sua durezza aveva qualcosa di epico. E la sua morte ci regala un’altra perla che mi ha commossa tantissimo (lacrimuccia):

    “Quando il sole sorgerà ad occidente e tramonterà ad oriente” (...) “Quando i mari si seccheranno e le montagne voleranno via nel vento come foglie morte. Quando il mio grembo sarà di nuovo fecondo e io darò vita ad un figlio vivo. Allora, e solo allora, non prima, tu farai ritorno, mio sole-e-stelle.”

    Sullo stile, ho da dire che una cosa che mi piace molto di Martin è che questo sembra cambiare a seconda dei personaggi dal cui punto di vista sono i capitoli. Per alcuni, come Daenerys o Sansa, è più aulico, più solenne, per altri, come Arya o Tyrion, è più direi giocherellone, come se si sfogasse lanciando frecciatine (in particolare con Tyrion). Per altri ancora, come nei capitoli riguardanti Catelyn o Jon, il linguaggio è secco e incisivo, di persone dure che affrontano situazioni dure, la guerra, il lutto, il freddo.

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    Koko said on Sep 8, 2014 | Add your feedback

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    Una saga appassionante

    Almeno per questi primi due libri.
    Ricca, a volte eccessivamente, è vero, di personaggi, dettagli e azioni. Un fantasy al pari del Signore degli anelli come piacere di lettura, pur senza averne la complessità e profondità, è comunque appassionante e ...(continue)

    Almeno per questi primi due libri.
    Ricca, a volte eccessivamente, è vero, di personaggi, dettagli e azioni. Un fantasy al pari del Signore degli anelli come piacere di lettura, pur senza averne la complessità e profondità, è comunque appassionante e coinvolgente.
    Promosso!
    Certo per leggere i prossimi libri dovrò attendere le prossime vacanze estive perché sono veramente lunghi...

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    **Babs** said on Aug 31, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Se arrivi al libro dalla serie televisiva, come me, ti ritrovi spiazzato. Il problema sta nell'immaginario: la lettura del libro da solo ti genera un insieme originale di immagini di persone e di luoghi, mentre nella lettura in un secondo tempo si so ...(continue)

    Se arrivi al libro dalla serie televisiva, come me, ti ritrovi spiazzato. Il problema sta nell'immaginario: la lettura del libro da solo ti genera un insieme originale di immagini di persone e di luoghi, mentre nella lettura in un secondo tempo si sovrappongono le potenti immagini già acquisite dalla televisione. Così, quando nella trasposizione televisiva molti aspetti cambiano rispetto al libro, finisci per sovrapporre dettagli differenti e contraddittri fra loro.
    Però la successione visione-lettura merita comunque. Già la serie è ricca e complessa. Ma i romanzi lo sono perfino di più. E consentono di approfondire la conoscenza dei personaggi e delle vicende e di comprendere aspetti che la serie tratta in maniera superficiale.

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    marcocagnotti said on Aug 28, 2014 | Add your feedback

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    non posso dire nulla ancora.. mi mancano solo diecimila pagine per arrivare alla fine

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    Chemical Harvest said on Aug 27, 2014 | Add your feedback

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