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Jules e Jim

Di

Editore: Adelphi (Gli Adelphi; 61)

3.9
(1502)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 245 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Chi tradizionale , Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8845910490 | Isbn-13: 9788845910494 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Ena Marchi

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Tascabile economico

Genere: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Ci sono libri che vengono oscurati dai film che ispirano. Questo è accaduto a Jules e Jim, da cui Truffaut ha tratto nel 1961 uno dei suoi film più celebrati e più amati. Tanti hanno visto il film, pochissimi hanno letto il libro. Così ai lettori rimane ancora da scoprire nel Jules e Jim di Roché uno dei più bei romanzi d’amore (e di molte specie di amore), un libro che ha una precisione psicologica e una leggerezza di passo che incantano sin dall’inizio. Questa storia dei due amici che amano la stessa donna, per anni, e della donna che ama tutti e due, per anni, rimane nella memoria come un archetipo dei giochi pericolosi del sentimento e della passione. Quando apparve Jules e Jim, nel 1953, Roché era «un adolescente di settantaquattro anni» che pubblicava il suo primo romanzo. E si sa che nel primo romanzo gli scrittori tendono a parlare di se stessi. Ma solo in anni recenti si è potuto constatare quanto ciò fosse vero in questo caso. Jules, Jim, Kathe: in questo triangolo amoroso riconosciamo i tratti di Roché stesso, di Franz Hessel, di Helen Grund – e, dietro di loro, il profilo lievemente beffardo di Marcel Duchamp. Roché era un dilettante di genio, un dandy che «conosceva tutti» (diceva Gertrude Stein), un uomo che viveva cercando e trovando il piacere con la sottigliezza di un casuista. Franz Hessel era lo «spione della felicità», grande amico di Walter Benjamin, insieme al quale traduceva la Recherche di Proust, infine un maestro della «prosa breve» (e molto da lui Benjamin imparò, nella prosa e nell’arte della flânerie). La bellissima Helen Grund era un’allieva di Käthe Kollowitz. Quanto a Marcel Duchamp, era Marcel Duchamp. Ma queste precise corrispondenze fra il romanzo e la vita di Roché non servono, come sempre, che a esaltare la complicazione dell’insieme. Tutta la vita di Roché e tutti i suoi libri, a guardarli bene, sono un groviglio di triangoli che provoca una certa vertigine metafisica. Jules e Jim, i due amanti della stessa donna, non sono anche colui che prende e colui che osserva, legati da un’amicizia che è piuttosto una simbiosi, come quella fra Bouvard e Pécuchet? E chi è Kathe, soggetto insolente del desiderio, che vuole disporre sovranamente dei suoi amori, secondo un codice rigoroso di non reciprocità? Ciascun lettore troverà una sua risposta, e non sarà una risposta facile, mentre il romanzo continua a parlarci con l’immediatezza e la tranquillità dei libri che nominano qualcosa una volta per tutte.
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  • 3

    Insalatona - 30 ago 15

    C’è qualcuno che non ne ha mai sentito parlare? O qualcuno che, almeno, non ha visto o sentito parlare del bellissimo film che ne ha tratto Truffaut? Poiché sono certo che almeno una delle due domande ...continua

    C’è qualcuno che non ne ha mai sentito parlare? O qualcuno che, almeno, non ha visto o sentito parlare del bellissimo film che ne ha tratto Truffaut? Poiché sono certo che almeno una delle due domande abbia risposte positive, comincio subito con dire che, al fondo, non è che mi sia piaciuto tanto. Una scrittura interessante, forse un po’ troppo distaccata (si dice quasi come uno che scrivesse per sé e non volesse essere letto). Una storia che, dopo un inizio scoppiettante, si trascina per 2/3 del libro aspettandone l’ovvia conclusione. Però, nonostante tutto, è un libro che regge i suoi anni, e questo (scusate se è poco) mi sembra un grande pregio, soggettivamente. Abbiamo quindi tre linee da seguire, per capire e gustare tutto ciò: la vita, il film, il libro. Nella vita c’è appunto l’autore, critico d’arte ed amico di artisti da Picasso a Duchamp, dalla vita si direbbe “bohémien” spesa per molto tempo (dai 20 ai 40 anni) a Montparnasse, che nel 1910, trentenne, fa l’incontro clou della sua vita con il tedesco Franz Hessel, scrittore. Con lui condivide letture, amicizie, e soprattutto donne, che i due si scambiano spesso e volentieri. Nel ’13 Franz sposa Helen, da cui avrà due figli (Ulirch e Stéphane, di cui ricordiamo il secondo per essere stato eroe della resistenza, politico sempre impegnato ed autore di quel libro, tramato e di successo, che scrisse a novanta anni “Ribellatevi!”). Dopo la Guerra, Roché raggiunge a Monaco i coniugi Hessel instaurando quel rapporto a tre che sarà la base del libro. Intanto Pierre si sposa con Germaine nel ’23, continua la sua vita libertina con Helen e Franz, vive con la sua amante Denise da cui nel ’31 avrà un figlio. Nel ’33 rompe con Helen, e si allontana dai tedeschi, pur continuando ad aver cura dei due figli di lei. Nel ’41 in un campo di internamento muore Franz. Nel ’59, durante la scrittura della scenografia per Truffaut muore anche Roché. E solo nel 1982, a 96 anni, muore Helen. A seguito della scomparsa di tutti i protagonisti, Stéphane rivelerà la vera storia di “Jules e Jim”. Intanto nel ’61 Truffaut aveva girato il film che si incentra sul triangolo Jules (fatto diventare austriaco), Jim e Catherine (interpretata da una stupenda Jeanne Moreau). A parte gli aspetti peculiari del film stesso (capostipite di quella “Nouvelle Vague” che si andava formando in Francia), ci sono momenti epici (la presenza di 13 quadri di Picasso, ad esempio). Ma pur tacendo tutta la parte “non triangolare” della vicenda, ci si appassiona al prendersi e lasciarsi, al vivere la vita fino in fondo. Nel film, Catherine ha una figlia, ma il dramma della coppia impossibile ricalca abbastanza il libro. Di cui ora parliamo, che, appunto, ha altro, rispetto alle due espressioni precedenti. Ha una prima parte in cui assistiamo alla vita parigina di Jim e Jules, delle loro discussioni al caffè, delle loro amanti, e degli scambi amorosi, quasi a vivere una omosessualità latente attraverso il corpo della donna. Poi irrompe sulla scena Kathe (questo il nome nel libro, diverso dal film e dalla realtà). Di cui lo schivo Jules, sempre perso nei suoi libri ed alla ricerca di un rapporto “perfetto”, si innamora perdutamente. Ed avverte Jim “Non questa, Jim!”, intendendo che Kathe è solo sua. Tanto che la sposa, fa con lei due figlie, e tornano a vivere in Germania. Lì, dopo la Guerra, li raggiunge Jim. Kathe, irrequieta e vitale, non si può accontentare del troppo rilassato Jules. Ha avuto amanti, è andata e venuta dalla casa familiare. Ora, con Jim, ha il suo colpo di fulmine. Instaurando così un rapporto multiplo, in cui lei e Jim vivono “more uxorio”, e Jim e Jules continuano le loro peripezie mentali ed intellettuali. Ma anche Jim è un irrequieto. Pur amando totalmente Kathe, non rinunzia alle sue amanti parigine. Amanti solo nel corpo, che la testa ed il cuore sono di Kathe. Jules ormai si ritira sempre più sullo sfondo, così come le due figlie che non saranno mai un ostacolo alla vita libera di Kathe. Lei e Jim viaggiano, girano l’Europa, costruiscono una casa sul Baltico dove non andranno mai ad abitare. E mentre nella vita tutto si brucia nel giro di pochi anni, qui le storie si dilatano, i personaggi diventano simboli che inglobano altre vite ed altri scenari. La storia di base e le sue domande, però, sono sempre lì: quanto si ama, chi si ama, come si ama, cos’è l’amore, cos’è il rapporto tra le persone, dove finisce l’amore e rimane l’amicizia. E quando Jim confessa di voler sposare la sua nuova amante Michéle, comprendendo Kathe che ormai è tutto inaggiustabile, si arriva al dramma finale. Kathe lancia a folle velocità l’automobile nella quale con Jim sta costeggiando la Senna, e senza frenare si getta nel fiume, dove morranno insieme. Jules, dalla riva, assiste impotente al disastro. Roché sembra alla fine trasfigurare la rottura (quella del ’33) in una morte irreale ma concreta (non a caso in quegli anni lo scrittore intratteneva una fitta corrispondenza con Freud). Le molte domande del libro, nella vita e nel film sono risolte in modi diversi, come avete capito. Che nella vita, le strade andranno avanti, anche oscillando da rapporti singoli e multipli. Nel film Truffaut sembra invece volerci dire che l’unica via di salvezza è la coppia. Certo ci può essere liberalità, sensualità, ed altro, ma ad un certo punto si arriva davanti ad una barriera che si può passare da soli o al massimo in due. Il libro adombra tutto ciò, ma la parte migliore non è quella che poi Truffaut ben tratta nel film, ma tutto quel susseguirsi di prendersi e lasciarsi, i bagni nudi sulle rive dell’oceano, i balli a Parigi, le notti in soffitta a Montparnasse, la gita a Venezia, il sorriso greco ad Atene, l’isoletta sul Baltico, i treni fumosi che vanno in giro per l’Europa. Ma il libro non è riuscito pienamente, ha bisogno delle altre due gambe (la vita e il film) per essere gustato. Ancora un triangolo, ovviamente!
    “Non perdonerò mai a una donna di amarmi così come sono.” (39)
    “Il tempo passava. La felicità si racconta male. Si logora anche: e non ce ne accorgiamo.” (194)
    “Se si ama qualcuno, lo si ama così com’è. Non si desidera influenzarlo, perché, se ci si riuscisse, non sarebbe più lui. Meglio rinunciare all’essere che si ama che cercare di modificarlo.” [notate la differenza tra il pensiero di Jules all’inizio della storia ed alla fine] (196)

    ha scritto il 

  • 5

    Geniale. L'indecenza dei meccanismi dell'amore resi con la precisione di un orologiaio.
    Henry Pierre Roché, il dandy, l'adolescente di 70 anni, romanza la sua vita. Biografia e analisi.
    La nota in fon ...continua

    Geniale. L'indecenza dei meccanismi dell'amore resi con la precisione di un orologiaio.
    Henry Pierre Roché, il dandy, l'adolescente di 70 anni, romanza la sua vita. Biografia e analisi.
    La nota in fondo al testo è imprescindibile, il racconto degli anni newyorkesi, Duchamp, l'inedito "Victor", lo spirito di un'epoca e una formazione sentimentale dagli spunti illuminanti.
    Consigliate Gnossiennes di Satie in sottofondo.

    ha scritto il 

  • 2

    Irritante

    La prima parte è illeggibile, dopo migliora leggermente. Si tratta di un elenco di scambi amorosi degni di Beautiful con personaggi monodimensionali. Stile irritante, da lista della spesa.
    La stella i ...continua

    La prima parte è illeggibile, dopo migliora leggermente. Si tratta di un elenco di scambi amorosi degni di Beautiful con personaggi monodimensionali. Stile irritante, da lista della spesa.
    La stella in più è per il film di Truffaut.

    ha scritto il 

  • 4

    這不是一本容易讀的小說。

    如果只以文字的敍述來說,故事寫得很簡單,也好像沒有什麼深度,但若深挖掘下去,卻是一種感情上互相角力,互相探索,甚至是在精神上互相撕殺的一種愛情描繪。

    作者在描述上用最簡的語體,像是電報體般的文句,只陳述事情,卻不作太多內心描繪,把一段三角關係用最直接的事實呈現,然後讓讀者去猜,去想,去感受。你看到多少,很視乎你對感情的想法有多少,可以是評價很極端,也可以很有共鳴,這樣寫故 ...continua

    這不是一本容易讀的小說。

    如果只以文字的敍述來說,故事寫得很簡單,也好像沒有什麼深度,但若深挖掘下去,卻是一種感情上互相角力,互相探索,甚至是在精神上互相撕殺的一種愛情描繪。

    作者在描述上用最簡的語體,像是電報體般的文句,只陳述事情,卻不作太多內心描繪,把一段三角關係用最直接的事實呈現,然後讓讀者去猜,去想,去感受。你看到多少,很視乎你對感情的想法有多少,可以是評價很極端,也可以很有共鳴,這樣寫故事是蠻特別的。

    小說的故事對我來說有點距離,並不是很能感受如此激烈的情感,只能作為一種旁觀事件來看。而會看這本書原意也只是想看夏宇的翻譯,知道他是按着原文的形式來譯,才使得文字能貼近原文的那種「乾燥」式書寫,覺得這點是這本書有趣之處。

    ha scritto il 

  • 2

    Ho avuto un forte senso di nausea per qualche decina di pagine, al punto che, per la prima volta dopo moltissimo tempo, ho avuto la seria tentazione di abbandonare la lettura. Proprio non riuscivo a m ...continua

    Ho avuto un forte senso di nausea per qualche decina di pagine, al punto che, per la prima volta dopo moltissimo tempo, ho avuto la seria tentazione di abbandonare la lettura. Proprio non riuscivo a mandar giù la volontaria sottomissione di Jules, così come la totale mancanza di rispetto da parte delle sue donne e del suo migliore amico. E questa scrittura da bambini…! Un elenco di avvenimenti - non necessariamente significativi - slegati tra di loro, sia sintatticamente sia narrativamente. Non so se abbia fatto più l'abitudine o lo spirito di sopravvivenza, ma ho sospeso il mio giudizio morale per il resto della lettura e niente mi ha più emotivamente toccato, nel bene o nel male.
    Sono estremamente delusa dal rapporto tra i due amici. Dov'è Jules? È poco più di una comparsa e non si capisce nemmeno che tipo di persona è; figuriamoci se riusciamo a comprendere questo rapporto apparentemente così poco ortodosso!
    Sarebbe potuto essere il racconto di un'amicizia molto particolare (forse anche malata?) e invece si riduce a un'improbabile storiella d'amore da quattro soldi.

    ha scritto il 

  • 3

    Non è mai troppo tardi per scrivere un romanzo

    La netta prevalenza dei dialoghi sulla narrazione, la presenza di espressioni brevi serrate che tratteggiano gli eventi e i personaggi in maniera visiva più che descrittiva, costituiscono un limite p ...continua

    La netta prevalenza dei dialoghi sulla narrazione, la presenza di espressioni brevi serrate che tratteggiano gli eventi e i personaggi in maniera visiva più che descrittiva, costituiscono un limite per il testo letterario, ma realtà si rivelano fondamentali per la resa cinematografica. Il menage a trois è in effetti molto più riuscito sullo schermo grazie alla fantasmagorica regia di Truffaut.

    ha scritto il 

  • 4

    Pagg 150-151:
    Ebbero un dialogo di sordi. Le loro lettere ci mettevano tre giorni ad arrivare. Jim aveva appena impostato la sua lettera di dubbi, che ne ricevette una di Kathe, con una vera luce: par ...continua

    Pagg 150-151:
    Ebbero un dialogo di sordi. Le loro lettere ci mettevano tre giorni ad arrivare. Jim aveva appena impostato la sua lettera di dubbi, che ne ricevette una di Kathe, con una vera luce: parole di una giovane donna la quale, finalmente feconda, rendeva grazie a Dio, e assicurava a Jim che, per se stessa, per la sua propria certezza, per la sua vita futura con il bambino, si era data solo a Jim. Ancora di più di quel che diceva, la maniera innocente e senza difese con cui lo diceva sconvolsero Jim. La vide come un agnello. Le scrisse e si preparò a partire appena fosse riuscito a stare in piedi.
    Nel frattempo Kathe ricevette la dura lettera di dubbi e credette che fosse la risposta di Jim alla sua dolce lettera. Ne fu devastata, tornò alla sua collera e lo punse come una vespa in una lettera di rottura.
    L'aveva appena impostata che ricevette la soave lettera di Jim convinto, che annunciava il suo arrivo. Credette, per la prima volta, alla sua malattia, ed ebbe pietà di lui.
    Ma Jim aveva ricevuto la sua violenta lettera di rottura e le rispose confermando quella rottura.
    "Barra a dritta, tutta!"-"Barra a sinista, tutta!". Così governavano, a grandi colpi, le loro barche, fin quando le penne non cadessero loro di mano, come megafoni inutili, sopraffatti dallo strepito della tempesta.
    Si erano promessi, un tempo, di non telefonarsi mai più, ché non avrebbero sopportato di sentire le loro voci senza potersi toccare.
    Chi di spada ferisce, di spada ferisce. Loro si erano dati e ancora si davano dei gran colpi di spada.
    Ma chi regala sorrisi graziosi, è salvato da sorrisi graziosi. E loro si erano regalati e ancora si regalavano dei sorrisi graziosi.

    ha scritto il 

  • 3

    Personaggi un po' affettati, caricature, difficilmente riconoscibili nella realtà: il belloccio latin lover e il suo sfortunato amico intellettuale che con le donne non ci sa fare, ma che pur di averl ...continua

    Personaggi un po' affettati, caricature, difficilmente riconoscibili nella realtà: il belloccio latin lover e il suo sfortunato amico intellettuale che con le donne non ci sa fare, ma che pur di averle preferisce condividerle.
    E poi lei, Kathe, donna dal sorriso arcaico e misterioso, che fa impazzire d'amore entrambi. Una bambina egoista, impulsiva e infantile. Forse lei è l'unico personaggio che ho ritenuto affascinante, nonostante il fatto che non avrei mai voluto averla come amica.
    Ciò detto, non basta una prosa stilizzata per giustificare un romanzo. Non mi ha colpito.

    ha scritto il 

  • 3

    Dolce e trasgressivo

    L'autore Henri Pierre Roche scrive questo romanzo autobiografico all'età di settantaquattro anni... quando ormai il ricordo si è sfumato tra le nebbie del tempo. La vicenda si colloca tra il 1907 e co ...continua

    L'autore Henri Pierre Roche scrive questo romanzo autobiografico all'età di settantaquattro anni... quando ormai il ricordo si è sfumato tra le nebbie del tempo. La vicenda si colloca tra il 1907 e continua fino al primo dopoguerra. Il film tratto dal romanzo, di Truffaut, nel 1961 Roche non poté vederlo perché morì bel 1959, mentre Helen Grund, punta del triangolo amoroso, riuscì a vederlo e lo apprezzò molto.
    Stile asciutto e depurato, emozioni filtrate come attraverso un colino. Tumulto delle passioni descritte attraverso frasi secche in retrospettiva. Mirabile la figura di Jules, nella vita il poeta tedesco Franz Hessel. Personalmente non ho amato la figura di Helen che più che trasgressiva mi è sembrata egoista e egocentrica, anzi opportunista. Jim è l'autore stesso, Pierre nella vita. Maestosa l'amicizia tra Jules e Jim. Nel triangolo, a mio avviso Jules ne esce purificato nel romanzo, nella vita Franz forse ne esce lacerato, tradito, ma la sua capacità di camminare oltre lo salva dalla disperazione. Ho apprezzato questa vecchia recensione del 2001 sul Corriere
    http://archiviostorico.corriere.it/2001/agosto/27/storia_vera_Jules_Jim_triangolo_co_0_0108274686.shtml
    La lettura del romanzo mi ha incuriosito a leggere gli scritti dei due amici, i romanzi di Roche e quelli di Hesserl, oltre ai taccuini sia di Pierre sia di Helen che descrivono giorno dopo giorno il periodo del triangolo.
    Qui un grafico degli intrecci tra gli scrittori del tempo.
    http://strangeflowers.files.wordpress.com/2012/10/reventlow-circles6.jpg

    ha scritto il 

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