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Jules e Jim

By Henri-Pierre Roché

(1643)

| Paperback | 9788845910494

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Book Description

Ci sono libri che vengono oscurati dai film che ispirano. Questo è accaduto a Jules e Jim, da cui Truffaut ha tratto nel 1961 uno dei suoi film più celebrati e più amati. Tanti hanno visto il film, pochissimi hanno letto il libro. Così ai lettori rim Continue

Ci sono libri che vengono oscurati dai film che ispirano. Questo è accaduto a Jules e Jim, da cui Truffaut ha tratto nel 1961 uno dei suoi film più celebrati e più amati. Tanti hanno visto il film, pochissimi hanno letto il libro. Così ai lettori rimane ancora da scoprire nel Jules e Jim di Roché uno dei più bei romanzi d’amore (e di molte specie di amore), un libro che ha una precisione psicologica e una leggerezza di passo che incantano sin dall’inizio. Questa storia dei due amici che amano la stessa donna, per anni, e della donna che ama tutti e due, per anni, rimane nella memoria come un archetipo dei giochi pericolosi del sentimento e della passione. Quando apparve Jules e Jim, nel 1953, Roché era «un adolescente di settantaquattro anni» che pubblicava il suo primo romanzo. E si sa che nel primo romanzo gli scrittori tendono a parlare di se stessi. Ma solo in anni recenti si è potuto constatare quanto ciò fosse vero in questo caso. Jules, Jim, Kathe: in questo triangolo amoroso riconosciamo i tratti di Roché stesso, di Franz Hessel, di Helen Grund – e, dietro di loro, il profilo lievemente beffardo di Marcel Duchamp. Roché era un dilettante di genio, un dandy che «conosceva tutti» (diceva Gertrude Stein), un uomo che viveva cercando e trovando il piacere con la sottigliezza di un casuista. Franz Hessel era lo «spione della felicità», grande amico di Walter Benjamin, insieme al quale traduceva la Recherche di Proust, infine un maestro della «prosa breve» (e molto da lui Benjamin imparò, nella prosa e nell’arte della flânerie). La bellissima Helen Grund era un’allieva di Käthe Kollowitz. Quanto a Marcel Duchamp, era Marcel Duchamp. Ma queste precise corrispondenze fra il romanzo e la vita di Roché non servono, come sempre, che a esaltare la complicazione dell’insieme. Tutta la vita di Roché e tutti i suoi libri, a guardarli bene, sono un groviglio di triangoli che provoca una certa vertigine metafisica. Jules e Jim, i due amanti della stessa donna, non sono anche colui che prende e colui che osserva, legati da un’amicizia che è piuttosto una simbiosi, come quella fra Bouvard e Pécuchet? E chi è Kathe, soggetto insolente del desiderio, che vuole disporre sovranamente dei suoi amori, secondo un codice rigoroso di non reciprocità? Ciascun lettore troverà una sua risposta, e non sarà una risposta facile, mentre il romanzo continua a parlarci con l’immediatezza e la tranquillità dei libri che nominano qualcosa una volta per tutte.

162 Reviews

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    Dell'intero, irritante pastiche mi rimane, folgorante e felice, quella meravigliosa espressione come un graffio sul cuore. Il sorriso arcaico, lo voglio anch'io.

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    mouette said on Mar 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Abbandonato

    Forse perché sono un po' moralista o perché avevo appena finito di rileggere un immenso romanzo esattamente all'opposto di questo ("I Buddenbrook" di T.Mann), l'ho dovuto abbandonare dopo un centinaio di pagine: i due amici che, insieme o disgiuntame ...(continue)

    Forse perché sono un po' moralista o perché avevo appena finito di rileggere un immenso romanzo esattamente all'opposto di questo ("I Buddenbrook" di T.Mann), l'ho dovuto abbandonare dopo un centinaio di pagine: i due amici che, insieme o disgiuntamente, si innamorano di questa o di quella e quasi sempre della stessa che la dà sempre e comunque a tutti (anche non solo a loro), senza che questo costituisca un problema, mi sono sembrati antipatici e troppo lontani dal mio sentire.
    Spero di rivedere presto il film di Truffaut magari cambierò opinione.

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    Fefo said on Jan 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Avendo letto il romanzo dopo aver visto e rivisto il film devo dire che mi aspettavo altro (il che va ad arricchire la mia stima per Truffaut), ma posso dire che nel complesso è un'opera carina.

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    Zazieinbicicletta said on Dec 17, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Questo libro non mi è piaciuto molto, troppi uomini e troppe donne per un triangolo amoroso così magistralmente ritratto dalla versione di Truffault

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    Riccardo Brazzo said on Dec 10, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "...questa no...vero, Jim?" "Questa no, Jules."

    Terribilmente francese.

    "Basta, Jim" disse Kathe, piano. "Ho creduto che tu mi tradissi. Ti ho tradito. È finita."
    "È finita, che cosa?" disse Jim.
    "La nostra sofferenza, il tuo dolore che mi guarisce."
    "Che hai fatto?" disse Jim.
    Lei raccontò.
    ...(continue)

    Terribilmente francese.

    "Basta, Jim" disse Kathe, piano. "Ho creduto che tu mi tradissi. Ti ho tradito. È finita."
    "È finita, che cosa?" disse Jim.
    "La nostra sofferenza, il tuo dolore che mi guarisce."
    "Che hai fatto?" disse Jim.
    Lei raccontò. Un uomo che lui non conosceva. Un pittore che le aveva fatto la corte in passato - uno che aveva sottomano. Le aveva fatto quel piacere in modo limitato e senza conseguenze possibili, ma sufficiente a fare da contrappeso e a ristabilire l'equilibrio.
    "L'equilibrio con che cosa," disse Jim "visto che non c'era niente?"
    "L'equilibrio con quel che credevo io" disse Kathe. "E ora non lo credo più. E senza questo l'avrei creduto sempre."
    "E il mio, di equilibrio?" gemette Jim.

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    misshaze said on Oct 2, 2013 | Add your feedback

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