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Kaķa šūpulis

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Publisher: Liesma

4.0
(1863)

Language:Latviešu | Number of Pages: 225 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , French , Italian , Japanese , Spanish , Polish , Chi traditional , Greek , German , Catalan

Isbn-10: A000211843 | Publish date: 

Translator: Anna Bauga ; Inārs Helmūts

Category: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 2

    Seppur con una partenza entusiasmante, lo stile e la genialità di Vonnegut sono evidenti, questo romanzo, metafora della stupidità umana, non solo non mi ha entusiasmato, ma a tratti anche annoiato. Questa però non vuole essere una bocciatura, ma piuttosto una dichiarazione di non completa compre ...continue

    Seppur con una partenza entusiasmante, lo stile e la genialità di Vonnegut sono evidenti, questo romanzo, metafora della stupidità umana, non solo non mi ha entusiasmato, ma a tratti anche annoiato. Questa però non vuole essere una bocciatura, ma piuttosto una dichiarazione di non completa comprensione di un'opera che ha avuto grandi riscontri ma che resta molto distante da Mattatoio n.5, certamente inarrivabile.

    said on 

  • 2

    Il libro parte bene, ma poi diventa di una noia mortale, per me. Si riprende nell'ultima parte ma a mio giudizio risente troppo dell'epoca e soprattutto del clima del tempo in cui è stato scritto.


    5/10


    La gente non riusciva a sfiorarlo, perché a lui la gente non interessava. ...continue

    Il libro parte bene, ma poi diventa di una noia mortale, per me. Si riprende nell'ultima parte ma a mio giudizio risente troppo dell'epoca e soprattutto del clima del tempo in cui è stato scritto.

    5/10

    La gente non riusciva a sfiorarlo, perché a lui la gente non interessava.

    said on 

  • 4

    La storia della stupidità umana

    Leggo che Ghiaccio-Nove "valse a Vonnegut la laurea ad honorem in antropologia" e non mi stupisco. Forse di Vonnegut mi colpisce proprio la sua conoscenza dell'Uomo; solo avendo piena comprensione di una cosa la si può dissacrare.
    Questo è il terzo libro di Vonnegut che leggo e sento di pot ...continue

    Leggo che Ghiaccio-Nove "valse a Vonnegut la laurea ad honorem in antropologia" e non mi stupisco. Forse di Vonnegut mi colpisce proprio la sua conoscenza dell'Uomo; solo avendo piena comprensione di una cosa la si può dissacrare.
    Questo è il terzo libro di Vonnegut che leggo e sento di poter affermare che, perlomeno nel decennio '59 (Le sirene di Titano) - '69 (Mattatoio n.5), nella sua letteratura si può individuare un unico grande tema: la dissacrazione dell'Uomo. La stupidità umana.
    Così si passa da quella che sembra una carrellata di personaggi vivi alla Spoon River, alla religione, dal gioco del ripiglino ("Ma dov'è la cesta?") al perchè della scienza e poi fato, guerra e bomba atomica, bambini mandati a morire al fronte (piccolo seme per Mattatoio n.5) e politica, all'ineluttabilità del fato e alle sue menzogne.

    said on 

  • 4

    Lettura straniante eppure incredibilmente affascinante questa di Vonnegut. Premetto che è il mio primo libro di quest'autore per cui non ho termini di paragone nè con altre sue opere nè con il genere science fiction o di fantascienza.
    Sono sempre stato un pò sospettoso nei confronti di ques ...continue

    Lettura straniante eppure incredibilmente affascinante questa di Vonnegut. Premetto che è il mio primo libro di quest'autore per cui non ho termini di paragone nè con altre sue opere nè con il genere science fiction o di fantascienza.
    Sono sempre stato un pò sospettoso nei confronti di questi temi narrativi ma devo dire che Ghiaccio nove mi ha sorpreso e affascinato.
    Vonnegut ha uno stile molto particolare, scrive senza sovrastrutture, non cerca arzigogoli che imbellettino la prosa, è piacevolmente schietto e diretto. La sua è una ironica seppur spietata critica alla civiltà che ha creato la bomba atomica, alle coscienza civile di quella società, alle religioni e mostra il dualismo scienza-religione in modo originale e illuminante.
    Una piacevole scoperta che approfondirò sicuramente.

    said on 

  • 3

    Perché poi nove?

    Avevo già apprezzato Vonnegut in Mattatoio n°5, il passaggio a Ghiaccio-nove non mi ha deluso.


    Mi sembra abbastanza chiara la metafora del ghiaccio per gli ordigni nucleari, l'evocazione di un olocausto nucleare paventato nelle decadi passate probabilmente ben più di ora, e il messaggio pa ...continue

    Avevo già apprezzato Vonnegut in Mattatoio n°5, il passaggio a Ghiaccio-nove non mi ha deluso.

    Mi sembra abbastanza chiara la metafora del ghiaccio per gli ordigni nucleari, l'evocazione di un olocausto nucleare paventato nelle decadi passate probabilmente ben più di ora, e il messaggio passa con efficacia; non si può dire che resti molto altro. Le stramberie di cui già era condito Mattatoio n°5 non mancano, e però sembrano perdere la brillantezza che avevano in quest'ultima opera, e i personaggi mi sembrano del tutto dimenticabili, semplici veicoli della morale che complessivamente si vuole far passare.

    Preso come un libello a tema volto a rammentare alla società i pericoli degli ordigni nucleari e a scoraggiarla dall'appoggiarne l'utilizzo, risulta ben scritto e anche divertente; chi cerca un buon racconto troverà un'idea ingegnosa, ma poco impegno nella narrazione.

    said on 

  • 0

    Inizio e fine riassumono i pregi. L'idea dell'inventore dell'atomica come autistico, i Marines che non ne possono più del fango ... e alla fine il ghiaccio che congela tutto. Il resto fra la distopia dell'isola di San Lorenzo e la polemica religiosa su Bokonon...ci ho capito poco. Mi sembra ci me ...continue

    Inizio e fine riassumono i pregi. L'idea dell'inventore dell'atomica come autistico, i Marines che non ne possono più del fango ... e alla fine il ghiaccio che congela tutto. Il resto fra la distopia dell'isola di San Lorenzo e la polemica religiosa su Bokonon...ci ho capito poco. Mi sembra ci metta troppo.

    said on 

  • 0

    "- Non sono un venditore di droghe. Sono uno scrittore.
    - E cosa le fa pensare che uno scrittore non sia un venditore di droghe?"

    david foster wallace si formò come scrittore [plasmando la sua visione del mondo e, sopratutto, degli stati uniti di america] per mezzo della lettura di t ...continue

    "- Non sono un venditore di droghe. Sono uno scrittore.
    - E cosa le fa pensare che uno scrittore non sia un venditore di droghe?"

    david foster wallace si formò come scrittore [plasmando la sua visione del mondo e, sopratutto, degli stati uniti di america] per mezzo della lettura di tutti i libri del buon vecchio kurt.
    non so se questa notizia sia vera o se me la sia inventata io adesso, qui per qui.
    quello che so è che vuoi farti un'idea dell'assurdità e della stupidità intrinseche nell'essere un membro della razza umana, hai due alternative principali.
    puoi procurarti i libri del signor vonnegut.
    oppure puoi leggere gli status pubblicati dai tuoi amici di fb.
    tra vegani della bici [cit.], nazisti dell'animalismo, pentastellati idrofobi, donne con ipertrofia uterina, depressi cronici, esibizionisti della cazzata, razzisti di ritorno, appassionati delle deiezioni fecali di vannoni, semplici idioti.
    e così via.

    [il libro è così così e pure un poco anacronistico. anche a causa di una pessima, pessima, pessima traduzione].

    "La maturità - ci dice Bokonon - è l'amara delusione per cui non esiste rimedio, a meno che non si affermi che il riso possa rimediare a qualcosa."

    said on 

  • 3

    Lascia un po'... di ghiaccio

    E l'effetto è senz'altro voluto. Ricorda un po' certi lavori di P. K. Dick, ma è scritto meglio.

    said on 

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