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Kafka sulla spiaggia

Di

Editore: Einaudi (Supercoralli)

4.1
(7248)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 518 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Spagnolo , Catalano , Tedesco , Francese , Svedese , Olandese , Portoghese , Sloveno , Ceco , Finlandese , Danese

Isbn-10: 8806186035 | Isbn-13: 9788806186036 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giorgio Amitrano

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Un ragazzo di quindici anni, maturo e determinato come un adulto, e un vecchio con l'ingenuità e il candore di un bambino, si allontanano dallo stesso quartiere di Tokyo diretti allo stesso luogo, Takamatsu, nel Sud del Giappone. Il ragazzo, che ha scelto come pseudonimo Kafka, è in fuga dal padre, uno scultore geniale e satanico, e dalla sua profezia, che riecheggia e amplifica quella di Edipo.
Il vecchio, Nakata, fugge invece dalla scena di un delitto sconvolgente nel quale è stato coinvolto contro la sua volontà. Abbandonata la sua vita tranquilla e fantastica, fatta di piccole abitudini quotidiane e rallegrata da animate conversazioni con i gatti, dei quali parla e capisce la lingua, parte per il Sud. Nel corso del viaggio, Nakata scopre di essere chiamato a svolgere un compito, anche a prezzo della propria vita. Seguendo percorsi paralleli, che non tarderanno a sovrapporsi, il vecchio e il ragazzo avanzano nella nebbia dell'incomprensibile schivando numerosi ostacoli, ognuno proteso verso un obiettivo che ignora ma che rappresenterà il compimento del proprio destino.
Kafka sulla spiaggia sembra scritto in risposta a un imperativo altrettanto misterioso e categorico, con rigorosa precisione di dettagli eppure al di fuori di ogni logica convenzionale, come obbedendo agli ordini dell'inconscio. Mentre ci addentriamo incantati nel suo labirinto e ci perdiamo nei vertiginosi meandri della vicenda, abbiamo l'impressione che Murakami stia scoprendo la storia insieme a noi, viaggiando sulle tracce di Kafka e Nakata con la stessa nostra curiosità, stupore e sete di avventura. Si legge Kafka sulla spiaggia come il suo autore deve averlo scritto: con la sensazione di entrare a occhi aperti in un sogno visionario e risonante di profezie, dove le scoperte e le rivelazioni si susseguono, ma il cuore più profondo resta segreto e inattingibile.
Altri personaggi affiancano i due protagonisti: Hoshino, un giovane camionista di irresistibile simpatia; l'affascinante signora Saeki, ferma nel ricordo di un passato lontano; Oshima, l'androgino custode di una biblioteca molto speciale; una splendida prostituta che fa sesso citando Hegel; e poi i gatti, memorabili creature che sovente rubano la scena agli umani. E infine Kafka. «Uno spirito solitario che vaga lungo la riva dell'assurdo»: così il protagonista quindicenne definisce lo scrittore, al quale lo lega il senso di una condanna incombente. Ma tutti i personaggi di questo romanzo sono, ognuno a suo modo, spiriti solitari che vagano lungo la riva dell'assurdo, fragili individui esposti a tempeste di sabbia e a fulmini, eppure sempre accarezzati e riscaldati dalla misteriosa luce della scrittura di Murakami.
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  • 4

    Mi convinco sempre più che e' difficile stabilire quale sia il suo libro piu' bello, la questione sembra essere piuttosto se piace o no, in caso positivo ogni suo libro diventa un po' di poesia in più, qualche giorno trascorso nel suo mondo magico. Come in Kafka sulla spiaggia dove il quadro di u ...continua

    Mi convinco sempre più che e' difficile stabilire quale sia il suo libro piu' bello, la questione sembra essere piuttosto se piace o no, in caso positivo ogni suo libro diventa un po' di poesia in più, qualche giorno trascorso nel suo mondo magico. Come in Kafka sulla spiaggia dove il quadro di un ragazzo solitario davanti al mare e' il centro di un libro i cui protagonisti viaggiano in luoghi predestinati e dentro se stessi, e come sempre, ti mancano quando il libro finisce e loro se ne vanno.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Murakamismi

    Un adolescente in fuga, dimensione onirica e realtà che si compenetrano a vicenda, citazioni di canzoni americane, trama contorta, personaggi che compaiono e scompaiono senza spiegazioni. Ci sono tutti gli ingredienti dell'universo di Murakami in questo libro. Ma dopo quattro suoi libri letti in ...continua

    Un adolescente in fuga, dimensione onirica e realtà che si compenetrano a vicenda, citazioni di canzoni americane, trama contorta, personaggi che compaiono e scompaiono senza spiegazioni. Ci sono tutti gli ingredienti dell'universo di Murakami in questo libro. Ma dopo quattro suoi libri letti in meno di un anno, comincio ad averne abbastanza...

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Ciò che conta è il viaggio

    Ho finito di leggere "Kafka sulla spiaggia" già da qualche mese, e da allora rimando e rimando il momento di parlarne.
    Ma Haruki Murakami, da buon maratoneta, dà il meglio sulla lunga distanza. Non è che, non parlandone, non ci abbia pensato. Il maturo adolescente Kafka e il vecchio bambin ...continua

    Ho finito di leggere "Kafka sulla spiaggia" già da qualche mese, e da allora rimando e rimando il momento di parlarne.
    Ma Haruki Murakami, da buon maratoneta, dà il meglio sulla lunga distanza. Non è che, non parlandone, non ci abbia pensato. Il maturo adolescente Kafka e il vecchio bambino Nakata non mi hanno più lasciata del tutto, e ancora vagano nella mia testa che non sa bene dove collocarli, se nel bosco della morte da cui Kafka ha fatto ritorno o nell'appartamento isolato dove Nakata ha concluso il suo percorso terreno.
    Il tempo trascorso dalla fine della lettura mi fa però dubitare. Davvero sono piovuti dei pesci dal cielo? Veramente Nakata conosceva il linguaggio dei gatti? E Kafka, ha fatto sul serio l'amore con la madre e ha ucciso suo padre secondo la profezia che lo perseguita?
    Non è la soluzione a queste domande quello che importa, come non è essenziale la destinazione finale dei personaggi. Quello che conta è il viaggio, e il percorso che abbiamo fatto con Murakami, attraverso il magma mutevole delle parole che ribollono e di continuo si, e ci, trasformano.
    "Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l'andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra con il dio della morte prima dell'alba. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. È qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l'unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia. Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato".

    ha scritto il 

  • 3

    Kafka sulla spiaggia è uno di quei casi in cui fa bene avvicinarsi a un libro con nulla di più che una vaga curiosità. Mi ha fatto soprassedere su tutti quei difetti che normalmente mi avrebbe fatto storcere il naso.


    È troppo lineare, del tipo che non succede niente di che e — come ...continua

    Kafka sulla spiaggia è uno di quei casi in cui fa bene avvicinarsi a un libro con nulla di più che una vaga curiosità. Mi ha fatto soprassedere su tutti quei difetti che normalmente mi avrebbe fatto storcere il naso.

    È troppo lineare, del tipo che non succede niente di che e — come dicevo anche per La fine del mondo e il paese delle meraviglie — il pericolo c'è per sfizio? Vabe', però mi piace questo ritmo, mi sono affezionato alla biblioteca e alla casa in montagna, non mi ha mica annoiato.
    Ci sono troppe descrizioni di azioni identiche e/o fini a se stesse? Vabe', non mi disturba, contribuiscono alla creazione del ritmo tranquillo.
    I personaggi a ogni piè sospinto si riversano addosso conoscenze più o meno note? Vabe', mi fa piacere sentir parlare di qualcosa che già so e di qualcosa che non so, che male fa.
    Tutto il lato fantastico si basa sul nulla, si va avanti a forza di deus ex machina e non viene data nessuna spiegazione ai misteri? Vabe', è dalla prima pagina che ero convinto non si sarebbe capito nulla, me ne sono fatto subito una ragione.

    Delle due parti quella che ho preferito è quella di Kafka e il suo rapporto con Ōshima e anche, perlomeno fino a un certo punto, con la signora Saeki. Non che la parte di Nakata sia brutta, però alla fine è Kafka quello che ha un percorso quasi da romanzo di formazione ed è la sua parte di storia quella che potrebbe stare in piedi da sola.

    Inspiegabilmente è il terzo libro di Murakami che leggo ed è il primo con cui non fatico per nulla (è che ho nuove abitudini di lettura? è che l'ho letto perlopiù in treno?), però lo consiglierei meno di Norwegian Wood e La fine del mondo e il paese delle meraviglie. L'ho trovato piacevole, tutto qui, e tanto mi basta.

    ha scritto il 

  • 5

    Delicato e onirico, capace di affrontare anche temi e tabù complessi e sconvenienti. Splendidamente scritto e narrato. In effetti mi chiedo come sia possibile che Murakami non abbia ancora ricevuto il nobel per la letteratura. Consigliato a tutti quelli che amano la Letteratura, sconsigliato a ch ...continua

    Delicato e onirico, capace di affrontare anche temi e tabù complessi e sconvenienti. Splendidamente scritto e narrato. In effetti mi chiedo come sia possibile che Murakami non abbia ancora ricevuto il nobel per la letteratura. Consigliato a tutti quelli che amano la Letteratura, sconsigliato a chi non è capace di uscire dai canoni della narrazione occidentale per immergersi in un mondo e un modo di pensare alieni al nostro.

    ha scritto il 

  • 2

    Dopo tanto girare in tondo, m'aspettavo un finale degno di tal nome. Aspettativa delusa: questo romanzo, per quanto ben scritto e con personaggi interessanti, non conduce da nessuna parte e, pagina dopo pagina, Murakami pare imitare se stesso.

    ha scritto il 

  • 0

    Senso del libro non pervenuto.

    “il bello della vita è che le cose non vanno come le vorresti tu” dice Murakami e lo dimostra continuamente.
    E sì, perché condizionata dalle critiche positive, apri il libro sperando ti stupisca per la sua grande bellezza fin dall’incipit…e non va così.
    Ti lasci guidare dalle parole n ...continua

    “il bello della vita è che le cose non vanno come le vorresti tu” dice Murakami e lo dimostra continuamente.
    E sì, perché condizionata dalle critiche positive, apri il libro sperando ti stupisca per la sua grande bellezza fin dall’incipit…e non va così.
    Ti lasci guidare dalle parole nella speranza che ti conducano in una storia godibile quel tanto da non sentire di aver sprecato il tuo tempo…e non va così.
    Continui la lettura sperando di trovare qui o là qualche perla che ti faccia dire, "ne è valsa la pena anche solo per questa frase"…e non va così.
    Allora perseveri pensando che magari il finale ti stupirà spiegando tutto l’inspiegabile disseminato nelle precedenti innumerevoli pagine …e non va così. :(

    Sconsiglio vivamente di perder tempo con questo libro e non credo che leggerò altro di questo autore.

    ha scritto il 

  • 5

    Davvero bellissimo.

    Senza fare commenti di alcun genere, perchè rovinerebbe la bellezza di questo capolavoro, mi chiedo: che il Nobel a Murakami sia un po' come l'Oscar a DiCaprio?

    ha scritto il 

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