Kafka sulla spiaggia

Di

Editore: Einaudi (Supercoralli)

4.1
(8177)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 518 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Spagnolo , Catalano , Tedesco , Francese , Svedese , Olandese , Portoghese , Sloveno , Ceco , Finlandese , Danese

Isbn-10: 8806186035 | Isbn-13: 9788806186036 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giorgio Amitrano

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Un ragazzo di quindici anni, maturo e determinato come un adulto, e un vecchio con l'ingenuità e il candore di un bambino, si allontanano dallo stesso quartiere di Tokyo diretti allo stesso luogo, Takamatsu, nel Sud del Giappone. Il ragazzo, che ha scelto come pseudonimo Kafka, è in fuga dal padre, uno scultore geniale e satanico, e dalla sua profezia, che riecheggia e amplifica quella di Edipo.Il vecchio, Nakata, fugge invece dalla scena di un delitto sconvolgente nel quale è stato coinvolto contro la sua volontà. Abbandonata la sua vita tranquilla e fantastica, fatta di piccole abitudini quotidiane e rallegrata da animate conversazioni con i gatti, dei quali parla e capisce la lingua, parte per il Sud. Nel corso del viaggio, Nakata scopre di essere chiamato a svolgere un compito, anche a prezzo della propria vita. Seguendo percorsi paralleli, che non tarderanno a sovrapporsi, il vecchio e il ragazzo avanzano nella nebbia dell'incomprensibile schivando numerosi ostacoli, ognuno proteso verso un obiettivo che ignora ma che rappresenterà il compimento del proprio destino.Kafka sulla spiaggia sembra scritto in risposta a un imperativo altrettanto misterioso e categorico, con rigorosa precisione di dettagli eppure al di fuori di ogni logica convenzionale, come obbedendo agli ordini dell'inconscio. Mentre ci addentriamo incantati nel suo labirinto e ci perdiamo nei vertiginosi meandri della vicenda, abbiamo l'impressione che Murakami stia scoprendo la storia insieme a noi, viaggiando sulle tracce di Kafka e Nakata con la stessa nostra curiosità, stupore e sete di avventura. Si legge Kafka sulla spiaggia come il suo autore deve averlo scritto: con la sensazione di entrare a occhi aperti in un sogno visionario e risonante di profezie, dove le scoperte e le rivelazioni si susseguono, ma il cuore più profondo resta segreto e inattingibile.Altri personaggi affiancano i due protagonisti: Hoshino, un giovane camionista di irresistibile simpatia; l'affascinante signora Saeki, ferma nel ricordo di un passato lontano; Oshima, l'androgino custode di una biblioteca molto speciale; una splendida prostituta che fa sesso citando Hegel; e poi i gatti, memorabili creature che sovente rubano la scena agli umani. E infine Kafka. «Uno spirito solitario che vaga lungo la riva dell'assurdo»: così il protagonista quindicenne definisce lo scrittore, al quale lo lega il senso di una condanna incombente. Ma tutti i personaggi di questo romanzo sono, ognuno a suo modo, spiriti solitari che vagano lungo la riva dell'assurdo, fragili individui esposti a tempeste di sabbia e a fulmini, eppure sempre accarezzati e riscaldati dalla misteriosa luce della scrittura di Murakami.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Sebbene mi sia piaciuta la metafora dell'uomo - o ragazzo - che tenta di arrestare il destino, nonché una bufera di vento e sabbia, non apprezzo la decisione dell'autore di lasciare gran parte dei mi ...continua

    Sebbene mi sia piaciuta la metafora dell'uomo - o ragazzo - che tenta di arrestare il destino, nonché una bufera di vento e sabbia, non apprezzo la decisione dell'autore di lasciare gran parte dei misteri irrisolti, per meglio dire sotto forma di ipotesi. Indubbiamente, comprendo che questo avviene perché non è possibile spiegare tutto a parole ma, per gusto personale, amo quando i tasselli si rimettono al loro posto.
    La trama è particolare e originale, arricchita da una descrizione ricca di dettagli e minuzie.

    ha scritto il 

  • 3

    - Buongiorno signor Tamura, mi chiamo Alice e mi sono smarrita.
    - Buongiorno signorina Alice, non è che per caso lei è la mia mamma?
    - Perché mi fa una domanda così complicata e piena di sottotesti, s ...continua

    - Buongiorno signor Tamura, mi chiamo Alice e mi sono smarrita.
    - Buongiorno signorina Alice, non è che per caso lei è la mia mamma?
    - Perché mi fa una domanda così complicata e piena di sottotesti, signor Tamura? Le ho appena detto che mi sono smarrita, dovrebbe occuparsi di più delle persone che incontra, distogliendo almeno per un momento lo sguardo dal suo ombelico, anche se sembra davvero ben fatto, non che me intenda, ma davvero ha attirato la mia attenzione.
    - Gentile signorina Alice, le potrò sembrare un ragazzo come tutti gli altri, ma sento che dentro di me alberga un vuoto, una enorme cavità scura che produce una pressione insopportabile. Il mio pensiero va al di là delle semplici superfici. Oltre l’ombelico percepisco il labirinto interiore in cui la mia anima si aggira disperata per trovare l’origine di questo fermento che mi urge dentro.
    - Signor Tamura, lei sembra un ragazzo simpatico, quindi le confesserò un segreto, una cosa che non ho mai detto a nessuno. Anche a me capita talvolta di percepire dentro di me la stessa sensazione. Allora entro nel bosco, nel punto più profondo del labirinto, e faccio una puzzetta.
    - Lei è adorabile, signorina Alice, sono sicuro di non aver mai incontrato una creatura come lei e credo di essere sul punto di innamorarmi. Mi dà il permesso di sognarla?
    - La mamma, la mia mamma, non lo permetterebbe di certo, sa, le convenzioni narrative la irritano, e i giovanotti troppo intraprendenti non hanno mai attraversato più di un paio di metri del suo ristretto orizzonte.
    - Signorina Alice, mi faccia conoscere la nonna, la imploro. Non sono mai stato tanto felice.
    - Tamura Kafka, lei è proprio un personaggio originale sa? Mi ha rallegrato la giornata, e le assicuro che non capita spesso. Ma è ora per lei di riprendere la strada, il coniglio bianco la aspetta.
    - Può essere che sia lui la mia mamma?
    - Lo segua, solo così potrà esserci sviluppo, e stia attento a dove mette i piedi.

    ha scritto il 

  • 4

    Secondo approccio con Murakami.
    In Kafka sulla spiaggia costruisce con cura una serie concatenata di eventi giocando su due dimensioni parallele, in sempiterno dislivello ed in bilico tra sogno e real ...continua

    Secondo approccio con Murakami.
    In Kafka sulla spiaggia costruisce con cura una serie concatenata di eventi giocando su due dimensioni parallele, in sempiterno dislivello ed in bilico tra sogno e realtà. E' subito chiaro che l'autore non dà tutte le spiegazioni, ma spinge il lettore a cercare il significato tra le righe, ad arrovellarsi sui perché e i come e a soffermarsi su alcune riflessioni disseminate qua e là nel romanzo; la prima parte del libro sembra avere un filo logico e scorre piacevolmente, mentre la seconda parte scivola nell'incerto e tutto acquista una valenza più fumosa e poco chiara.
    Per tutta la durata della lettura ho come avuto l'impressione di ritrovarmi io stessa in questo ambiente così surreale e cupamente onirico in cui non bisogna mai lasciarsi ingannare dall'apparenza. Sicuramente mi ha colpito in positivo il Murakami visionario, ma allo stesso tempo mi ha anche spiazzata per la presenza quasi costante di irrazionalità ed eccentricità di situazioni... I riferimenti alla mitologia e al teatro greco, alla filosofia di Hegel, alla psicoanalisi di Freud e Jung e alla musica sono i pregi dell'opera; mi hanno fatto storcere il naso certe divagazioni sulle pulsioni sessuali del protagonista che stonavano un po' con la tematica (altisonante o meno) della ricerca di se stessi. Tamura Kafka, il signor Nakata, il camionista Hoshino, la bibliotecaria Saeki e l'androgino Oshima sono tutti personaggi che nel corso della storia seguono un inevitabile percorso di mutamento ed evoluzione.
    L'intero libro acquista un quid di esoterico e trascendentale.
    L'uomo non deve restare ancorato al passato bensì vivere il momento ("Carpe Diem" diceva Orazio) senza condizionamenti riguardanti un futuro ancora incerto o rimpianti per il tempo già perduto.

    ha scritto il 

  • 4

    Murakami mette in relazione, anche materialmente, i diversi mondi che popolano la nostra esistenza. Per ognuno di noi, da una parte c'è il mondo della realtà, dall'altra quello "alternativo" in cui ...continua

    Murakami mette in relazione, anche materialmente, i diversi mondi che popolano la nostra esistenza. Per ognuno di noi, da una parte c'è il mondo della realtà, dall'altra quello "alternativo" in cui visioni, paure, angosce e speranze assumono una chiara fisionomia.
    Questi mondi "altri" possono però comunicare tra loro tramite uno dei più potenti sentimenti umani: il ricordo.
    In questa storia, che resta sembra coperta da una coltre surreale, l'orbita dell'altro mondo di Tamura Kafka (uno dei protagonisti) si incrocia , per un periodo, con quello di un donna che ormai ha smarrito valide ragioni per continuare a vivere.
    L'elemento di giunzione tra i diversi mondi si fonda sul destino, impersonato dal malinconico ed indimenticabile Sig. Nakata.
    Ne consiglio la lettura.

    ha scritto il 

  • 2

    Bello, ma...

    Il libro, soprattutto la prima parte, mi è piaciuto, anche se nella seconda diventa un po' sconclusionato. Sinceramente non ho capito dove vuole andare a parare, magari non ho capito io il significato ...continua

    Il libro, soprattutto la prima parte, mi è piaciuto, anche se nella seconda diventa un po' sconclusionato. Sinceramente non ho capito dove vuole andare a parare, magari non ho capito io il significato fra le righe. Lettura piacevole, ma inconcludente.

    ha scritto il 

  • 3

    Stile meraviglioso, trama stupenda in partenza ma che poi diventa priva di senso. È come se Murakami stesso non avesse voglia di costruire una serie di eventi concatenati e sensati e abbia buttato tut ...continua

    Stile meraviglioso, trama stupenda in partenza ma che poi diventa priva di senso. È come se Murakami stesso non avesse voglia di costruire una serie di eventi concatenati e sensati e abbia buttato tutto a caso in un minestrone con la scusa dell'onirico. Mi ha lasciata completamente insoddisfatta e delusa (specialmente perché prometteva bene fino a circa due terzi del libro). Sopravvalutato.

    ha scritto il 

  • 2

    Murakami di qua, Murakami di là. Inammissibile non abbia ancora vinto il premio Nobel e ancora chissà cos'altro.
    Date le premesse avevo sicuramente delle aspettative troppo alte (sempre un errore) ma ...continua

    Murakami di qua, Murakami di là. Inammissibile non abbia ancora vinto il premio Nobel e ancora chissà cos'altro.
    Date le premesse avevo sicuramente delle aspettative troppo alte (sempre un errore) ma non potevo neanche minimamente aspettarmi un disastro simile.
    Avrò sbagliato titolo da cui partire, in libreria era in bella mostra, ma per me proprio non ci siamo. Una trama che a tratti sembra costruita apposta per descrivere scene di sesso incestuose e morbose. Non scene funzionali alla trama ma trama funzionale alle scene. "La sua erezione era imponente come la torre di Pisa a Carnevale", poi, vince il premio di frase/traduzione più insensata dal decennio.
    I viaggi al limite dell'onirico dei protagonisti non sono pane per i miei denti ma ammetto che Murakami scrive in maniera divina e i vaneggiamenti fantastici si possono anche perdonare.
    Forse ci riproverò.

    ha scritto il 

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