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Kamikaze d'Occidente

Di

Editore: Rizzoli

3.2
(85)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 308 | Formato: Altri

Isbn-10: 8817872954 | Isbn-13: 9788817872959 | Data di pubblicazione: 

Genere: Humor , Non-fiction

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Descrizione del libro
Il costo della vita in denaro ed emozioni. Un'inedita forma di spionaggiointernazionale. Sesso, tanto sesso a pagamento e gratis. Una bellicosaintimità con se stessi. Il destino politico del nostro pianeta. Sono questigli ingredienti principali del libro, tre mesi di scorribande ed episodi incui il protagonista ha un compito preciso quanto evanescente: produrre per ilgoverno cinese un diario su commissione, da pubblicare come testimonianza diun autore occidentale sulla degenerazione della propria cultura e del propriosistema di vita. E il protagonista scrive, sapendo di diventare archetipo disfacelo, abiezione, perversione capitalista, mentre cerca di rintracciare unascintilla di passione per salvare l'Occidente dai suoi futuri proprietari.
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  • 1

    Kamikaze d'Occidente, ovvero perché l'Oriente potrebbe fare tranquillamente a meno di noi, se noi finalmente lo lasciassimo in pace, guerre sue incluse.

    Questo non è un libro.
    Questo è materiale raccogliticcio, con Scarpa che telefona a qualche amico scrittore e gli chiede - Secondo te li frego? Sono tre mesi che scrivo solo banalità da opinionista del day-by-day. E quei qualche-amico-scrittore gli avranno detto - Sì che li freghi. Mettici ...continua

    Questo non è un libro.
    Questo è materiale raccogliticcio, con Scarpa che telefona a qualche amico scrittore e gli chiede - Secondo te li frego? Sono tre mesi che scrivo solo banalità da opinionista del day-by-day. E quei qualche-amico-scrittore gli avranno detto - Sì che li freghi. Mettici la Cina. E tanti cazzi e fighe, così se si accorgono che non vale niente, tu puoi tacciarli di frigidi, passatisti, pretini, e cose del genre.
    Quindi trattiamolo come materiale raccogliticcio.
    Come materiale raccogliticcio non vale niente.
    L'arguzia è pochissima. L'inventiva linguistica disinnescata dalla logorrea qualunquista. Però tutto questo è secondario.
    Secondario all'aggettivo con il quale per tutto il tempo l'io narrante lavorato da Scarpa si rivolge al suo cazzo.
    Lo chiama per tutto il libro 'nobile': il suo nobile cazzo.
    Tutto può passare, ma chiamarsi nobile il cazzo, dai. Vien voglia di addormentarsi subito, specie descrive le scopate: sembra di leggere un ricettario: per quanto vari questo e quello, sempre un secondo piatto di carne e pesce è.
    Anche De Sade era noioso, quando descriveva le scopate. Però dopo dava stura a un impareggiabile libertinaggio intellettuale, a uno sconfinamento da capogiro.
    Però se Scarpa è riuscito a farsi pubblicare un libro così significa che di sicuro è bravo, quando scrive gli altri libri, quelli prima e dopo.

    ha scritto il 

  • 3

    trovato su una bancarella, mi ha attirato subito, l'ho divorato, qualche volta mi ha divertito, per lo più intrattenuto, ma la letteratura è altrove, ed anche la trasgressione.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi ha fatto ridere. Boh forse dopo tanti anni e dopo aver scoperto un po' di cose sul conto di questo libro, mi è rimasto addosso il divertimento. Certo, vorrei chiedere a Scarpa cos'era. Un tentativo di scandalizzare? Naaahh. Questo scopare continuo, queste donne usate e rivoltate, dove voleva a ...continua

    Mi ha fatto ridere. Boh forse dopo tanti anni e dopo aver scoperto un po' di cose sul conto di questo libro, mi è rimasto addosso il divertimento. Certo, vorrei chiedere a Scarpa cos'era. Un tentativo di scandalizzare? Naaahh. Questo scopare continuo, queste donne usate e rivoltate, dove voleva arrivare? A me questa curiosità non me la leva nessuno.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Devo confessare che non ho resistito e circa ad un quarto del libro ho dato una scorsa ai commenti pubblicati su anobii e come immaginavo le reazioni sono divise circa a metà. Infatti questo libro o piace oppure non si arriva alla fine. Scarpa ha sapientemente seminato molti elementi autobiografi ...continua

    Devo confessare che non ho resistito e circa ad un quarto del libro ho dato una scorsa ai commenti pubblicati su anobii e come immaginavo le reazioni sono divise circa a metà. Infatti questo libro o piace oppure non si arriva alla fine. Scarpa ha sapientemente seminato molti elementi autobiografici all'interno del testo per farlo sembrare vero, reale. Alla fine poi quasi ci confessa che forse non c'è del vero, dicendoci che una delle sue clienti è immaginaria e togliendo il nome delle clienti nelle ultime descrizioni degli incontri. La realtà è che il vero Scarpa emerge soprattutto dai commenti, dalle riflessioni, dalle osservazioni e forse sapere se è vero o no che ha fatto il "prostituto" per le sue lettrici non è così fondamentale. Per chi dice che è noioso, fastidioso, osceno apprendere dei suoi ripetuti accoppiamenti con le sue clienti la risposta la dissemina ad un certo punto del libro dicendo che "è la vita che è ripetitiva".
    La mia scheda preferita è la num.17 "come sentirsi un poeta frustrato e vivere bene".

    ha scritto il 

  • 5

    Geniale. Lo scrittore racconta in un diario, su contratto, il quotidiano della propria vita: il lieve, piccolo dettaglio è che per mantenersi arrotonda i magri introiti da scrittore con guadagni piccoli (sottoprezzo) da gigolò. Bellissimo

    ha scritto il 

  • 2

    noioso

    più che altro noioso. ho iniziato allegramente e le prime 50 pagine mi sono anche divertita. ma poi una volta capito che tutto il resto del libro non parla che delle possibili variazioni dei rapporti sessuali con le clienti ho fatto veramente uno sforzo per arrivare alla fine.

    ha scritto il 

  • 5

    Uno dei libri più coraggiosi degli ultimi anni, almeno per quanto riguarda la narrativa italiana. Poteva essere il debutto del nostro Houellebecq, ma è stato soffocato nella culla. Bravo Tiziano.

    ha scritto il