Kaputt.

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Verleger: Fischer-TB.-Vlg.,Ffm

4.1
(350)

Language: Deutsch | Number of Seiten: | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Italian , French , Spanish , Portuguese

Isbn-10: 3596280222 | Isbn-13: 9783596280223 | Publish date: 

Category: Biography , Fiction & Literature , History

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Buchbeschreibung
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  • 2

    poco fa nella mia stanza da letto è entrata un libellula. ha sbatacchiato contro i muri e poi si è posata, quasi acquattata a terra. sembrava un rametto ma aveva sei o otto ali di fantastica complessi ...weiter

    poco fa nella mia stanza da letto è entrata un libellula. ha sbatacchiato contro i muri e poi si è posata, quasi acquattata a terra. sembrava un rametto ma aveva sei o otto ali di fantastica complessità, così sottili che era difficile distinguere le ali vere dall'ombra che gettavano. siccome gli insetti mi fanno schifo, e specie quelli giganti come una libellula, non sono riuscito a prenderla per buttarla fuori. allora, non volendo che morisse, ho spento la luce della stanza e l'ho accesa in corridoio: dopo un po' l'insetto spinto dal tropismo se n'è venuto nel corridoio, e allora ho spento la luce del corridoio e l'ho accesa nello studio, e l'insetto e volato lì. a questo punto ho spento la luce dello studio e ho acceso i fari della macchina nel viale, e finalmente l'insetto è volato fuori. vivi un'altra ora e non tornare.

    gesagt am 

  • 5

    Arduo, ma fondamentale.

    E' davvero un libro (e una scrittura) che si ama o si odia. Bisogna immergersi nella memoria per ritrovare un modo così articolato nello scrivere, che ha un senso se si pensa che il libro fu pubblicat ...weiter

    E' davvero un libro (e una scrittura) che si ama o si odia. Bisogna immergersi nella memoria per ritrovare un modo così articolato nello scrivere, che ha un senso se si pensa che il libro fu pubblicato nel 1944. L'ostentazione delle cene di lusso, la cura dei particolari stridono con la realtà di quello che c'è dietro alle miserie della guerra. Raccolto difficile, ma capace di regalare profonde emozioni.

    gesagt am 

  • 5

    Libro intenso

    L'avvilupparsi di realtà storica ed episodi fantastici, eventi epocali e fatti apparentemente secondari, il tutto narrato con grande maestria rendono questo libro bellissimo. Ho preferito La pelle ma ...weiter

    L'avvilupparsi di realtà storica ed episodi fantastici, eventi epocali e fatti apparentemente secondari, il tutto narrato con grande maestria rendono questo libro bellissimo. Ho preferito La pelle ma ciò non toglie che Kaputt sia un gran libro.

    gesagt am 

  • 5

    Un libro " crudele"

    Leggere Kaputt è come attraversare, in una lunga discesa onirica allucinata, una galleria d'arte infernale . Ad ogni pagina si è costretti ad osservare una tela diversa, simile a quei Trionfi della M ...weiter

    Leggere Kaputt è come attraversare, in una lunga discesa onirica allucinata, una galleria d'arte infernale . Ad ogni pagina si è costretti ad osservare una tela diversa, simile a quei Trionfi della Morte di epoca medievale. Sono immagini cruenti, barocche, schizzoidi, sono finestre sull'abisso. Suscitano orrore, eppure non possiamo staccare gli occhi,Malaparte ci " violenta" , ci indirizza lo sguardo, come in Arancia Meccanica ci obbliga a vedere. Non possiamo non provare sdegno e ribrezzo per l'autore, che divenuto attore, sembra voglia con il suo sadismo, con la sua voglia di stupirci dipingere un carnevale dell' orrore, una sagra del sangue. .
    Kaputt è un libro " crudele" ci avvisa Malaparte, è il resoconto di come L' Europa abbia perso la sua innocenza e purezza, un mondo dove era normale sorseggiare vino e parlare della soluzione finale degli ebrei. Non ci sono buoni e cattivi, in questo mondo tutti sono responsabili, tutti sono stati attori della perdita di umanità, in questo mondo gli unici che sono ancora puri sono gli animali, che conservano la loro virginale integrezza. E in questo senso penso si possa capire la metafora della crocifissione del cavallo.
    E poi una prosa di altissima qualità e raffinatezza.
    Malaparte o si ama o si odia, io personalmente lo amo.
    Capolavoro.

    gesagt am 

  • 1

    lento pesante noioso

    non riesco proprio a capire il valore di questo libro e per questo ho letto tutte le recensioni entusiaste; risultato? non ho capito. mi sembra un monumento alla vanagloria e all egotismo dell'autore. ...weiter

    non riesco proprio a capire il valore di questo libro e per questo ho letto tutte le recensioni entusiaste; risultato? non ho capito. mi sembra un monumento alla vanagloria e all egotismo dell'autore. mentre l'europa è in preda a morte e distruzione, lui se ne va in giro per i migliori salotti europei a banchettare con le più importanti personalità dell'epoca. tutti lo vogliono lo cercano lo amano lo apprezzano, ma proprio non si capisce il perchè. l'arguzia di cui vorrebbe menare vanto èquella propria dei vanitosi che non hanno null'altro da vantare se non la loro vanità di sentirsi arguti, e questo lo fa apparire odioso e patetico. la pietà che prova, lui buonissimo e umanissimo, di fronte alle vittime è falsa che dire ipocrita potrebbe sembrare un eufemismo. non aggiunge nulla non toglie nulla, alla considerazione di quella guerra e di nessuna guerra in generale. un monumento alla vanità dell'autore. lo scrivere in diverse lingue concetti a volte più complicati e da rimanere basiti, verrebbe da dirgli: ma sei scemo o lo fai? come se io adesso mi mettessi a scrivere in finlandese per farvi vedere come sono bravo. per carità il lavoro c'è, anche la cultura e anche alcuni brani ben fatti, evocativi quasi poetici o come dice qualcuno onirici. alcune storie anche sono interessanti e paradigmatiche di certe situazioni e di certi tempi, ma su 400e dispari pagine si e no 50 rientrano in questo standard. forse, se fosse stato di 200 pagine, sarebbe stato anche un bel libro ma 450!!!!! è solo un' evocazione del suo grande io, in guerra se non combatti e sei un privileggiato, puoi passare il tempo a scrivere, così poi qualcuno penserà che sei figo e ti invita a salotto.

    gesagt am 

  • 4

    «le guerre, in un certo senso, sono degli errori di sintassi»

    la verità è che temo di essermi persa qualcosa di questo libro. di non averne afferrato molti riferimenti, per inadeguatezza strumentale di fronte a un testo che vola alto sotto infiniti punti di vist ...weiter

    la verità è che temo di essermi persa qualcosa di questo libro. di non averne afferrato molti riferimenti, per inadeguatezza strumentale di fronte a un testo che vola alto sotto infiniti punti di vista. ma l'altra verità, quella che mi interessa davvero, è che l'esperienza più bella con kaputt è arrivata proprio quando ho deciso di abbandonarmi a lui. quando ho smesso di cercare di afferrare tutto con la razionalità. perché kaputt è un lungo racconto onirico, visionario, trasfigurante. perché c'è la storia, certo, e ha la esse maiuscola ed è popolata di personaggi reali incontrati da malaparte tra il 1941 e il 1943, quando la grande europa è un giocattolo rotto (e kaputt questo vuol dire, letteralmente) e da guardare restano gli ingranaggi, e viti e molle sparse per terra. c'è il principe eugenio fratello del re di svezia. c'è il generale tedesco von heunert (che in terra di lapponia si cimenta nella memorabile sfida con un salmone che non si fa pescare, rompendo l'equilibrio del nobile confronto e facendolo alla fine freddare con due colpi di pistola da un assistente di campo). e poi il generalgoverneur di polonia hans frank, le nobildonne mitteleuropee, ambasciatori e figure politiche a bizzeffe. soprattutto ci sono i fatti. alcuni divertenti, altri estremamente crudi, tremendi al punto da avermi provocato un disagio fisico durante la lettura (cito solo le poltrone ricoperte di pelle umana, nel castello dei conti di conversano in puglia, di cui malaparte e diplomatici filo-tedeschi fanno argomento di conversazione durante una cena nel 1941).
    il tutto, qui sta l'altra immensa unicità, è raccontato attraverso flash e immagini che sono rimandi, e animali che sono simboli, proiezioni fantastiche, vittime sacrificali (le varie parti del libro sono dedicate a cavalli, topi, cani, uccelli, renne). se questo non bastasse ancora, malaparte usa, dannatamente bene e con risultati di ironia sottilissima, un pastiche linguistico che non ho mai trovato altrove. un meta-testo di italiano e francese (si dava un tempo in cui l'alta diplomazia mangiava croissant) con espressioni tedesche, inglesi, norvegesi. il risultato è un flusso che sta alle sperimentazioni del fantasioso angloitaliano di fenoglio come l'alto sta al basso. come la ricercatezza dei palazzi in cui si muove malaparte sta alle langhe e alla macchia partigiana. ecco perché non stupisce che oggi tra gli scrittori stranieri sembra quasi faccia fico citare malaparte. anthony doerr ha inserito kaputt nei ringraziamenti di tutta la luce che non vediamo, il romanzo con cui ha vinto il pulitzer 2015. e mi secca un po' dire che perfino lo scandinavo più à la page del momento, karl ove bellicapelli knausgård, l'ha definito «il più bel libro sulla guerra che abbia mai letto». d'altra parte, che il linguaggio non sia fine a se stesso ma sia la miglior mitopoiesi a disposizione, e abbia per lui un'importanza assoluta, malaparte lo afferma senza sfumature: «non soltanto per gli scrittori, ma per i popoli e per gli stati. le guerre, in un certo senso, sono degli errori di sintassi».

    appendice citazionista, per chi volesse farsi un'idea. cm fa un confronto tra lord perth, ambasciatore britannico al quirinale, e mussolini:
    mussolini ha l'accento di un contadino romagnolo, pronunzia la parola problema, la parola mediterraneo, la parola suez, la parola etiopia, come se pronunziasse le parole scopone, lambrusco, comizio, forlì. lord perth ha l'accento di un undergraduate di oxford che abbia qualche lontano parente in scozia, l'accento del magdalen college, dell'hôtel mitra, dell'isola mesopotamia e del perthshire. egli pronuncia la parola problem, la parola mediterranean, la parola suez, la parola ethiopia, come se pronunziasse le parole cricket, serpentine, whisky, edinburgh. il suo viso è sorridente, ma impassibile, le sue labbra si muovono leggermente, sfiorando appena le parole, il suo sguardo è profondo e segreto, come se guardasse a occhi chiusi. il viso di mussolini è pallido e gonfio, contratto in un'amabile smorfia di serenità voluta e di forzata compiacenza, le sue grosse labbra si muovono come per succhiar le parole, il suo occhio è spalancato e tondo, il suo sguardo fisso e insieme inquieto. lo sguardo di un uomo che sa quel che è poker e quel che non è poker. lo sguardo di lord perth è quello di un uomo che sa ciò che è cricket e ciò che non è cricket.
    peccato essere stata sola quando ho letto questo passo, perché avrei dato di gomito volentieri a qualcuno, per renderlo partecipe con la declamazione.

    gesagt am 

  • 5

    "Perché alla fine hanno vinto le mosche". cit.

    Centellinato per due anni, leggendo un paio di pagine al giorno (e poi rileggendole). Ma adesso è finito. sigh.

    gesagt am 

  • 0

    :(

    adesso provo a leggere "La pelle" per capire se è proprio questo libro che mi ha dato fastidio o se è davvero l'autore.

    quasi dimenticavo.... cosa mi ha dato fastidio ? sarà che ho letto Emilio Lusso ...weiter

    adesso provo a leggere "La pelle" per capire se è proprio questo libro che mi ha dato fastidio o se è davvero l'autore.

    quasi dimenticavo.... cosa mi ha dato fastidio ? sarà che ho letto Emilio Lusso che parla di guerra, sarà che di sapere del pincipe Eugenio di Svezia non mi importa molto, fate un po voi....

    gesagt am 

  • 5

    "Kaputt" o lo si ama o lo si odia. L'autore non è simpatico e non mi sembra faccia nulla per negarlo. La cultura che adopera è spesso di difficile lettura per il lettore meno avveduto. Detto ciò, è un ...weiter

    "Kaputt" o lo si ama o lo si odia. L'autore non è simpatico e non mi sembra faccia nulla per negarlo. La cultura che adopera è spesso di difficile lettura per il lettore meno avveduto. Detto ciò, è un capolavoro che fa male. Le doti linguistiche di Malaparte non sembrano proprio fine a se stesse ma vengono adoperate con estrema perizia per rappresentare un luogo, una situazione, una persona. Da qui l'altissimo valore metaforico che assumono vari episodi, sinceramente da antologia (per adulti naturalmente, il passaggio a scuola ucciderebbe l'autore); ci si può chiedere se è tutto vero. Credo però che sia una domanda scorretta. Se non è vero è ben pensato.
    E' un romanzo per un lettore maturo (nel senso dell'età) e consapevole; è un romanzo scivoloso scritto com'è sulla cruna di un ago. L'ambiguità la fa da padrona.
    Che dire d'altro? Io lo ho adorato ma lo consiglierei agli amici lettori con molta cautela.

    gesagt am 

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