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Kaputt.

By Curzio Malaparte

(1)

| Others | 9783596280223

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54 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    non mi convincono le classifiche e guardo con sospetto la loro congenita sicumera, la reazione che mi salta su automaticamente è domandare se per azzardarne una l'estensore abbia vagliato tutto lo scibile dell'orizzonte che intende incolonnare e mi r ...(continue)

    non mi convincono le classifiche e guardo con sospetto la loro congenita sicumera, la reazione che mi salta su automaticamente è domandare se per azzardarne una l'estensore abbia vagliato tutto lo scibile dell'orizzonte che intende incolonnare e mi rispondo invariabilmente di no. ciononostante una ve la vengo a sciorinare anche io, e - certo certo - non ho letto tutta la letteratura italiana del '900, ma un bel po' sì. ebbene signori secondo me "Kaputt" di Curzio Malaparte è tra i migliori 5 libri italiani del secolo scorso, e restringendo il campo ai soli romanzi vi dico che concorre addirittura per il primo posto.

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    frf1w said on Dec 30, 2013 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    Bellissima scoperta, una vera e proprio rivelazione, la discesa agli inferi e ritorno. Libro inframezzato da episodi crudi e tragici (come il pogrom di Iasi, la fucilazione di prostitute ebree, operai russi ecc., gli occhi cavati dagli Ustascia)con e ...(continue)

    Bellissima scoperta, una vera e proprio rivelazione, la discesa agli inferi e ritorno. Libro inframezzato da episodi crudi e tragici (come il pogrom di Iasi, la fucilazione di prostitute ebree, operai russi ecc., gli occhi cavati dagli Ustascia)con episodi paragonabili alla Grande bELLEZZA di Sorrentino ai tempi della guerra: Malaparte era ben inserito nell'alta società europea e dovunque andasse come corrispondente di guerra era ben accetto, nelle tante, troppe corti dei miracoli dell'Europa occupata.
    Sicuramente disturbante per la confidenza con i rappresentanti del Male in terra, è tuttavia l'unico modo che abbiamo per conoscere veramente "da dentro" cosa accadde davvero, e quali moti suscitava l'orrore in quell'Europa kaputt di 70 anni fa.
    Preferisco citare l'autore stesso per dare un'idea del tono del libro, mentre si rivolge ad un ufficiale tedesco che conosceva in gioventù in vacanza al Forte dei Marmi:
    "Oh Friki, loro fanno le puttane. E' di gran moda fare la puttana in Italia. Tutti fanno la puttana, il Papa, il Re, Mussolini, i nostri amati Principi, i cardinali, i generali, tutti fanno la puttana in Italia. E' sempre stato così, sarà sempre così. Ho fatto anche io la puttana, per molti anni, come tutti gli altri. Poi quella vita m'è venuta a schifo, mi son ribellato, son finito in galera. Ma anche finire in galera è un modo per far la puttana. Anche fare l'eroe, anche pugnare per la libertà è un modo di far la puttana, in Italia. Anche dire che questo è una menzogna, un insulto per tutti coloro che sono morti per la libertà è un modo per far la puttana. Non c'è scampo Friki." C. Malaparte

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    Fex compagno che sbaglia said on Sep 10, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mala/parte

    Malaparte appartiene a quella categoria di autori che hanno molto da raccontare e lo fanno portando loro stessi sempre in primo piano anche quando il tempo e il luogo che li vede protagonisti sono di eccezionale importanza. La sua prosa è bellissima, ...(continue)

    Malaparte appartiene a quella categoria di autori che hanno molto da raccontare e lo fanno portando loro stessi sempre in primo piano anche quando il tempo e il luogo che li vede protagonisti sono di eccezionale importanza. La sua prosa è bellissima, corposa e piena di immagini indelebili (le teste dei cavalli che emergono dal lago Ladoga ghiacciato, la fuga dai bombardamenti di Napoli dei "mostri", la triste crudeltà dei gerarchi nazisti, l'immaginato ma verosimile colloquio tra Mussolini e il diplomatico inglese,...); il libro è diviso in parti e ognuna racconta l'orrore della guerra attraverso storie di uomini e di animali disgraziati e disperati oppure ricchi e potenti. Non so dire da che "parte" stia Malaparte ma non credo abbia molta importanza: non c'è comunque alcuna retorica sulla guerra ma una onesta volontà di rappresentare l'uomo che ne è travolto o solo sfiorato. L'ultimo racconto intitolato "Sangue" è da antologia. DA LEGGERE.

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    Cris said on Jul 11, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Caballos en el hielo

    La valoración final es muy positiva. Aunque ha sido una lectura con altibajos porque las numerosas partes de las reuniones de alta sociedad, me han resultado aburridas, tanto parloteo se me ha hecho pesado. Sin embargo, las partes mas relacionadas di ...(continue)

    La valoración final es muy positiva. Aunque ha sido una lectura con altibajos porque las numerosas partes de las reuniones de alta sociedad, me han resultado aburridas, tanto parloteo se me ha hecho pesado. Sin embargo, las partes mas relacionadas directamente con la guerra me han entusiasmado, esos momentos poéticos, casi siempre relacionados con animales, que son al mismo tiempo horribles y bellos, que crean imagenes muy poderosas que se me quedarán grabadas en la memoria.

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    grimaud said on Jul 10, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Difficile. La prima parola che mi viene alle labbra. Leggere Malaparte richiede impegno e una dedizione quasi "religiosa". Malaparte si muove con grande agilità nella varietà delle lingue europee a partire da quelle slave fino al francese . Devi imme ...(continue)

    Difficile. La prima parola che mi viene alle labbra. Leggere Malaparte richiede impegno e una dedizione quasi "religiosa". Malaparte si muove con grande agilità nella varietà delle lingue europee a partire da quelle slave fino al francese . Devi immergerti completamente nella sua prosa e seguirlo nei suoi virtuosismi letterari. Ti porta con sè in lungo viaggio attraverso l'Europa martoriata dalla guerra. Non dunque un vero e proprio romanzo ma un racconto autobiografico.
    Lo sguardo è quello dello scrittore, Capitano dell’Esercito Italiano e frequentatore dei migliori salotti europei. Da questi ultimi tuttavia sembra prendere le distanze allorchè ne descrive i protagonisti e le conversazioni con un misto di ironia e malcelato disgusto.
    Di fronte alle realtà più tragiche e degradate originate dal conflitto poi, il suo sguardo si muove cinico, disincantato e in un certo senso rassegnato.
    C’è un dolore sottaciuto che fa da filo conduttore di tutto il racconto, un dolore di chi deve prendere atto della sconfitta e del degrado morale e materiale di un intero Continente.
    E’ solo alla fine del suo “lungo e crudele viaggio di quattro anni attraverso l’Europa”, di fronte al “tiepido e delicato mare napoletano, il libero e azzurro mare di Napoli” che Malaparte si scioglie in un pianto liberatorio “perché neppure la libertà dà l’idea della libertà quanto il mare”.

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    stella.cadente said on Jun 30, 2013 | 3 feedbacks

  • 16 people find this helpful

    Penso che accostarsi a Kaputt partendo dalla qualifica di "corrispondente" dell'autore, e più in generale dalla sua biografia, sia fuorviante e impedisca di coglierne la stupefacente bellezza.
    Molto più efficace l'operazione opposta: godersi il libro ...(continue)

    Penso che accostarsi a Kaputt partendo dalla qualifica di "corrispondente" dell'autore, e più in generale dalla sua biografia, sia fuorviante e impedisca di coglierne la stupefacente bellezza.
    Molto più efficace l'operazione opposta: godersi il libro e comprendere come uno scrittore, se è grande, possa giungere per vie tutte sue a una verità più profonda del più accurato e attendibile giornalismo.

    E Malaparte è un grandissimo scrittore.

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    capobanda-anche su Goodreads said on Mar 23, 2013 | 9 feedbacks

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