Karadzic

Carnefice psichiatra poeta

Di

Editore: Mursia (Gruppo Editoriale)

4.3
(3)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 136 | Formato: Altri

Isbn-10: 8842520047 | Isbn-13: 9788842520047 | Data di pubblicazione: 

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  • 3

    E' un libro del 1996 che tratteggia un profilo biografico e politico del leader della "Srpska Republika", la Repubblica dei Serbi di Bosnia, proclamata nel 1992 in risposta alla decisione unilaterale ...continua

    E' un libro del 1996 che tratteggia un profilo biografico e politico del leader della "Srpska Republika", la Repubblica dei Serbi di Bosnia, proclamata nel 1992 in risposta alla decisione unilaterale dei deputati musulmani della repubblica di Bosnia di secedere dall'allora Federazione Jugoslava. E' apprezzabile che l'autore, pur non nascondendo la propria opinione avversa a Karadzic, presenti però ampiamente e dettagliatamente anche il punto di vista dei suoi sostenitori e dello stesso leader serbo-bosniaco, mettendo tra l'altro bene in risalto i rapporti molto freddi tra Karadzic e Milosevic; quest'ultimo percepiva l'ex psichiatra come una minaccia alla propria leadership, dato l'enorme favore popolare di cui Karadzic godeva tra la popolazione in quanto combattente attivo, strenuo difensore della minoranza serba contro i soprusi musulmani e inoltre, almeno fino a tutto il 1995, poteva contare sull'appoggio incondizionato della chiesa serbo-ortodossa. Dagli accordi di Dayton in avanti, ribaltando i risultati ottenuti sul campo di battaglia dalle armate serbo-bosniache comandate dal generale Mladic (che erano riuscite a conquistare, dopo una campagna militare dura e valorosa, circa il 72% del territorio bosniaco, e furono costrette dalla diplomazia a cederne più della metà ai croato-musulmani, sconfitti in battaglia, ma spalleggiati al tavolo dei negoziati dagli USA e dalla Germania), Karadzic venne progressivamente marginalizzato, escluso dalle trattative e infine accusato dei peggiori crimini. Questo perché, anche in patria, il suo ruolo (opporsi sul campo alla musulmanizzazione della Bosnia) era ormai considerato concluso e, tutto sommato, anche a Milosevic faceva comodo utilizzarlo come "parafulmine", capro espiatorio delle accuse (spesso false o comunque, strumentali) di crimini contro l'umanità mosse dall'Occidente contro la leadership serba (allora ancora, ufficialmente, Federazione Jugoslava). Quanto miope fosse questa strategia si dimostrerà appena qualche anno più tardi, quando il maledetto Occidente democratico scatenerà una spudorata guerra di aggressione contro Belgrado, con il pretesto dell'intervento umanitario per la minoranza albanese in Kosovo.

    ha scritto il 

  • 5

    Libro datato (anche se l'unico sul personaggio), all'interno del libro si trovano chiavi di lettura, sulle "presunte primavere arabe", la Jugoslavia è stata il banco di prova. L'unico punto a nostro f ...continua

    Libro datato (anche se l'unico sul personaggio), all'interno del libro si trovano chiavi di lettura, sulle "presunte primavere arabe", la Jugoslavia è stata il banco di prova. L'unico punto a nostro favore e che a forza di dire bugie non ci si crede più, infatti con la Siria hanno grosse difficoltà a farci digerire la pillola. Tornando al libro lo consiglio vivamente, sopratutto se letto senza la lente ideologica.

    ha scritto il 

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