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Kay Scarpetta

Di

Editore: Mondadori (Oscar grandi bestsellers)

3.3
(1022)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 479 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Olandese , Tedesco , Ceco , Portoghese , Danese

Isbn-10: 8804591781 | Isbn-13: 9788804591788 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: V. Guani , A. Biavasco

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Abbandonato il suo lavoro di patologa forense a Charleston, in South Carolina, Kay Scarpetta viene convocata dal dipartimento di polizia di New York per esaminare un paziente dell'ospedale psichiatrico di Bellevue accusato di omicidio, il quale ha espressamente fatto il suo nome e non intende parlare con nessun altro. Quando entra nella cella, Kay si trova di fronte a un uomo affetto da nanismo, ferito ma ritenuto ancora così pericoloso da trovarsi ammanettato e incatenato. Tuttavia, Oscar Bane sostiene di non essere lui l'autore del delitto e racconta a Kay una storia incredibile, secondo la quale le ferite che ha sul corpo sarebbero sì state provocate durante il delitto di Terri Bridges, la sua ragazza, ma che il responsabile sarebbe qualcun altro. Qualcuno che lo ha spiato, seguito, studiato e che infine ha aggredito lui e Terri. Sembra una storia poco credibile, e Oscar potrebbe facilmente essere uno psicopatico, ma le torture e le mutilazioni che Terri ha subito sono altrettanto al limite dell'incredibile. E poco dopo, un nuovo terribile omicidio viene commesso. Così, assieme allo psicologo forense Benton, da poco suo marito, e Lucy, la nipote anch'essa trasferitasi a New York, Kay comincia un'indagine che attraversa le strade della città e le pieghe più buie di Internet, per scoprire che l'omicida potrebbe essere in realtà molto più vicino di quanto creda. Patricia Cornwell ritorna con una nuova indagine che scava nelle più profonde oscurità umane.
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  • 2

    Ho fatto una fatica enorme a finirlo e solo perchè volevo vedere se avevo azzeccato il colpevole (ovviamente sì, ma non ci voleva molto!). Come è già stato scritto in altra recensione c'è un eccessivo utilizzo di termini medici, informatici e tecnico – scientifici che riempiono pagine e pagine di ...continua

    Ho fatto una fatica enorme a finirlo e solo perchè volevo vedere se avevo azzeccato il colpevole (ovviamente sì, ma non ci voleva molto!). Come è già stato scritto in altra recensione c'è un eccessivo utilizzo di termini medici, informatici e tecnico – scientifici che riempiono pagine e pagine di dialoghi praticamente inutili, oltre che di marche di qualunque cosa che non aggiungono nulla alla storia, per non parlare delle disamine psicologiche talmente prolisse da farti venir voglia di saltare interi paragrafi. Insomma della velocità e suspense che dovrebbero caratterizzare un vero thriller secondo me non ha nulla.

    ha scritto il 

  • 2

    Due stelline e mezzo

    Il romanzo della Cornwell, nonostante le numerose recensioni positive, mi ha delusa. Per quanto riguarda la trama di fondo, è strutturata abbastanza bene, non è scontata e alcuni indizi deviano un po’ il lettore dal reale killer, stimolando la curiosità. Ciò che non mi ha per niente convinto è l’ ...continua

    Il romanzo della Cornwell, nonostante le numerose recensioni positive, mi ha delusa. Per quanto riguarda la trama di fondo, è strutturata abbastanza bene, non è scontata e alcuni indizi deviano un po’ il lettore dal reale killer, stimolando la curiosità. Ciò che non mi ha per niente convinto è l’eccessivo utilizzo di termini informatici e tecnico – scientifici, che ripetuti spesso stancano il lettore e soprattutto riempiono pagine e pagine di dialoghi praticamente inutili. Leggendo questo romanzo mi è sembrato di vedere un episodio di CSI, eccessivamente violento e cruento. Altra nota negativa è il continuo utilizzo di marchi noti, dalla borsa firmata al whisky. Probabilmente mi aspettavo troppo dal romanzo, o probabilmente cercavo solo un thriller differente, con una più attenta caratterizzazione psicologica dei personaggi, magari con un po’ di suspense in più e meno dialoghi ripetitivi e sterili.

    ha scritto il 

  • 3

    Di questa autrice ho letti 2 o 3 libri... nonostante sia il mio genere (thriller) proprio non mi prende questa autrice si dilunga troppo nn va' al punto mi sa che nn la comprero' piu'.Questo libro è discreto anche se tutto finisce a tarallucci e vino( il rash finale è da film)!!!

    ha scritto il 

  • 3

    I primi libri di questa autrice erano decisamente migliori. Questo sembra faccia fatica a decollare, alcune parti vien voglia di saltarle, devo per forza aver letto i precedenti sennò non ci capisci nulla, e il finale, anche se scritto bene, per me è stato prevedibile. Avevo capito chi ...continua

    I primi libri di questa autrice erano decisamente migliori. Questo sembra faccia fatica a decollare, alcune parti vien voglia di saltarle, devo per forza aver letto i precedenti sennò non ci capisci nulla, e il finale, anche se scritto bene, per me è stato prevedibile. Avevo capito chi era l'assassino già a metà libro...

    ha scritto il 

  • 5

    Caccia dell'assassino

    Una bella indagine a tutto campo, suspance e nozioni ben dosate. Il personaggio Scarpetta e' delineato con precisione ed e' molto credibile.. Nel racconto non manca l'introspezione psicologica dell'assassino che e' lontano ma che sembra dietro l'angolo. Godibile!

    ha scritto il 

  • 2

    Ci sono ricascata un'altra volta! Mi ero promessa di non perdere più tempo con i "thriller" americani pieni di pistole e psicopatici, invece mi sono lasciata tentare ... e me ne sono pentita.
    E' talmente "originale" che diventa scontato, ci sono più descrizioni di armi che in un catalogo di ...continua

    Ci sono ricascata un'altra volta! Mi ero promessa di non perdere più tempo con i "thriller" americani pieni di pistole e psicopatici, invece mi sono lasciata tentare ... e me ne sono pentita.
    E' talmente "originale" che diventa scontato, ci sono più descrizioni di armi che in un catalogo di armi, ma la cosa veramente irritante è l'uso degli stessi aggettivi ogni due pagine del libro per descrivere i personaggi!
    La Cornwell o pensa che i lettori siano cerebrolesi o non ha letto il suo libro!

    ha scritto il 

  • 3

    La classica"rimpatriata"tra amici, parenti e vecchi colleghi:sicuramente meglio degli ultimi libri di Patricia Cornwell (dove un improbabile lupo mannaro imperversava per le strade) ma sempre lontanissimo dai suoi grandi successi.

    ha scritto il 

  • 3

    Solo per affezionati

    Avevo abbandonato la Scarpetta un sacco di anni fa. Ho deciso di riprenderla in mano e devo dire che non me ne sono pentito.
    Buona la storia anche se è poca la suspence.
    Consigliato a chi conosce giá i personaggi.

    ha scritto il 

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