Keep the Aspidistra Flying

By

Publisher: Penguin Books Ltd

3.9
(557)

Language: English | Number of Pages: 288 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , Swedish , French , Polish

Isbn-10: 0141183721 | Isbn-13: 9780141183725 | Publish date:  | Edition New Ed

Peter Davison

Also available as: Audio Cassette , Hardcover , Mass Market Paperback , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Travel

Do you like Keep the Aspidistra Flying ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Gordon Comstock loathes dull, middle-class respectability and worship of money. He gives up a 'good job' in advertising to work part-time in a bookshop, giving him more time to write. But he slides instead into a self-induced poverty that destroys his creativity and his spirit. Only Rosemary, ever-faithful Rosemary, has the strength to challenge his commitment to his chosen way of life. Through the character of Gordon Comstock, Orwell reveals his own disaffection with the society he once himself renounced.
Sorting by
  • 4

    Innanzitutto mi è piaciuto molto lo stile con cui è scritto: asciutto ma non troppo.
    La storia in sé non è niente, ma è proprio quel niente che popola i giorni delle persone "comuni" che mi ha preso e ...continue

    Innanzitutto mi è piaciuto molto lo stile con cui è scritto: asciutto ma non troppo.
    La storia in sé non è niente, ma è proprio quel niente che popola i giorni delle persone "comuni" che mi ha preso e mi ha quasi obbligato a finire di leggerlo (come se fosse un giallo ...!): quella vita banale ma "dignitosa" rappresentata dall'aspidistra, a cui lucidiamo anche le foglie per renderla ancora più dignitosa, quell'eterno bisogno di denaro e quell'eterna voglia di poterne fare a meno (ma non possiamo), quel confrontarsi con i ceti più altolocati ovvero con i più ricchi, sentendosi contemporaneamente inferiori e superiori ...
    E' il primo grande romanzo di Orwell e il genio di 1984 c'è già tutto. Forse da un punto di vista stilistico si nota un po' troppo la ripetizione di alcuni concetti.

    said on 

  • 5

    «Fa un freddo cane» disse Ravelston. «Perché non sali un momento a mangiare qualcosa?»
    «No, vieni giù tu, invece. Io ho già mangiato. Andiamo in un “pub” a bere un po’ di birra.»
    «Va bene, allora. Mez
    ...continue

    «Fa un freddo cane» disse Ravelston. «Perché non sali un momento a mangiare qualcosa?»
    «No, vieni giù tu, invece. Io ho già mangiato. Andiamo in un “pub” a bere un po’ di birra.»
    «Va bene, allora. Mezzo minuto, il tempo d’infilarmi le scarpe.» Parlavano già da parecchi minuti, Gordon sul marciapiede, Ravelston, sporgendosi fuori della finestra al primo piano. Gordon aveva annunciato il suo arrivo, non picchiando alla porta, ma lanciando un sassolino contro i vetri della finestra. Non metteva mai piede, tutte le volte che lo potesse, nell’appartamentino di Ravelston. C’era nell’atmosfera di quell’appartamento qualcosa che lo sconvolgeva e faceva sì ch’egli si sentisse meschino, sudicio, fuori di posto. Era un appartamento così prepotentemente, se pur inconsciamente, altolocato. Solo per via o in un “pub”, egli poteva sentirsi più o meno alla pari con Ravelston. Questo sarebbe cascato dalle nuvole se avesse saputo che il suo quartierino di quattro locali, che gli sembrava tanto modesto e meschino, produceva un effetto simile su Gordon. Per Ravelston vivere nelle selvagge solitudini di Regent’s Park era la stessa cosa che vivere nelle baracche; aveva scelto di vivere là, “en bon socialiste”, esattamente come certi snob a oltranza vivono in una scuderia di Mayfair per amor di quel “W. 1” sulla loro carta da lettere. Faceva parte del tentativo di tutta una vita di evadere dalla propria classe sociale e divenire, per così dire, membro onorario del proletariato. Come ogni altro tentativo del genere, era condannato in anticipo al fallimento. Nessun uomo ricco riesce mai a camuffarsi da povero, ché il denaro, come il delitto, prima o poi salta fuori. Sulla porta di casa, c’era una targa di rame con la scritta:

    P. W. H. RAVELSTON

    “Anticristo”.

    Ravelston abitava al primo piano e la redazione di “Anticristo” si trovava a pianterreno. “Anticristo” era un mensile piuttosto intellettualistico, socialista in un suo modo violento, ma vago. In generale, dava l’impressione d’essere diretto da un ardente nonconformista che avesse trasferito il suo giuramento d’obbedienza da Dio a Marx e così facendo si fosse impelagato con una banda di poeti paroliberi. Cosa che non rientrava realmente nel carattere di Ravelston; ma il fatto è che egli aveva un cuore più tenero di quel che un direttore dovrebbe avere e per conseguenza era alla mercé dei suoi collaboratori. Praticamente, qualunque cosa poteva essere pubblicata su “Anticristo” solo che Ravelston sospettasse che l’autore moriva di fame.
    Ravelston apparve un istante dopo, senza cappello e infilandosi un paio di guanti spessi da automobilista. Si rivelava subito, alla prima occhiata, per un giovanotto danaroso. Indossava l’uniforme dell’intellighenzia agiata; una vecchia giubba di tweed – ma una di quelle giubbe che sono state tagliate da un buon sarto e che più invecchiano, più diventano aristocratiche – pantaloni di flanella piuttosto larghi e trasandati, pullover grigio e scarpe marrone scuro molto logore. Egli teneva molto al fatto di andare ovunque, anche nelle case più signorili e nei ristoranti più di lusso, con quegli abiti, tanto per mostrare il suo disprezzo per le convenzioni dei ceti altolocati; e non si rendeva chiaramente conto che sono soltanto i ceti superiori che possono fare cose del genere. Sebbene fosse d’un anno più vecchio di Gordon sembrava molto più giovane. Era molto alto, il corpo sottile, le spalle larghe, e quella grazia oziosa, tipica della gioventù dell’alta borghesia. Ma c’era qualcosa di curiosamente colpevole nei suoi gesti e nell’espressione del suo volto. Aveva sempre l’aria di chi si scosta al passaggio di un altro. Quando esprimeva un’opinione si stropicciava il naso col rovescio dell’indice sinistro. La verità era che in ogni momento della sua vita egli chiedeva scusa, tacitamente, per l’entità della sua rendita. Lo si poteva mettere a disagio ricordandogli ch’era ricco con la stessa facilità con cui si poteva mettere Gordon a disagio ricordandogli la sua povertà.
    «Hai già mangiato, hai detto?» disse Ravelston, con la sua voce un po’ alla Bloomsbury.
    «Sì, da un pezzo. E tu?»
    «Ah, sì, anch’io. Certo!» Erano le otto e venti e Gordon non aveva più mangiato da mezzogiorno.
    Nemmeno Ravelston aveva mangiato. Gordon non sapeva che Ravelston avesse fame, ma Ravelston sapeva che Gordon era affamato e Gordon sapeva che Ravelston lo sapeva. Tuttavia, ognuno aveva le sue buone ragioni per fingere di non aver fame. Ben di rado o mai consumavano i pasti insieme. Gordon non avrebbe mai permesso che Ravelston pagasse anche il suo conto e per quel che lo riguardava, Gordon non poteva permettersi di andare a consumare i suoi pasti nei ristoranti, nemmeno in un Lyons o in un A.B.C. Era lunedì e gli rimanevano cinque scellini e nove pence. Avrebbe potuto permettersi un paio di birre grandi di un “pub”, ma non un pasto vero e proprio. Quando lui e Ravelston s’incontravano vigeva sempre tra loro, come un tacito accordo, il patto che non avrebbero fatto nulla che implicasse dispendio di denaro, oltre allo scellino o due che si possono spendere in un “pub”.
    In questo modo si manteneva la finzione che non ci fossero grandi differenze nei loro redditi.

    said on 

  • 5

    Prima dei più famosi e conosciuti libri: La fattoria degli animali (1945) e 1984 (1948), Orwell scrisse questo: Fiorirà l'aspidistra (1936), romanzo sulla personale lotta del protagonista Gordon Comst ...continue

    Prima dei più famosi e conosciuti libri: La fattoria degli animali (1945) e 1984 (1948), Orwell scrisse questo: Fiorirà l'aspidistra (1936), romanzo sulla personale lotta del protagonista Gordon Comstock (aka George Orwell) ai quattrini, quattrini ed ancora quattrini, al Dio denaro, al degenerante guadagno, all'imprescindibile "Buon" posto (di lavoro)...
    Questo libro lo comprai ad una bancarella, per un paio di Euro, sulla foga indescrivibile data dalla lettura di 1984, uno tra i miei libri preferiti in assoluto. Il titolo del libro mi aveva empatizzato subito: "Fiorirà l'aspidistra", quanti pensieri sul contenuto del libro mi aveva dato quel titolo, anche perchè il libro era sprovvisto di sovracopertina e quindi per me sconosciuta (ovviamente finchè non fossi tornato a casa). Poi il libro rimase più di 2 anni a "prender polvere" sulla mia libreria, fino a che, qualche giorno fa, decisi di prenderlo ed iniziarlo.
    Durante tutte e 318 pagine, il racconto mi ha catapultato in un mondo a sè dove tutto ciò che mi circondava non contava o più semplicemente mi era lontano anni luce. Questo significa che il libro in oggetto, sia un capolavoro, che io non lo abbia condiviso in toto non conta, perchè comunque mi ha smosso le interiora, il cuore ed il cervello, fintantochè io ci riflettessi per tutta la durata delle pagine e pure oltre, anche ora che l'ho finito, le parole continuano a girarmi in testa e nel cuore.

    "Si chiese chi fosse che abitava in quelle case. Dovevano essere, per esempio, piccoli impiegati, commessi di negozio, viaggiatori di commercio, galoppini di assicurazioni, tranvieri. Sapevano di essere soltanto marionette che ballavano solo quando il denaro tirava i fili? C'era da scommettere la testa che non lo sapevano. E quand'anche lo avessero saputo, non gliene sarebbe importato nulla. Erano troppo occupati a nascere, sposarsi, far figli, lavorare, morire. Poteva non essere poi una cosa malvagia, riuscendovi, sentirsi uno di loro, uno della folla di falliti. La nostra civiltà è fondata sull'avidità e la paura, ma nelle vite della gentarella comune avidità e paura sono misteriosamente tramutati in qualcosa di più nobile. Quei piccolo borghesi là, dietro le loro tendine ricamate, coi loro figli, i loro mobili dozzinali e le loro aspidistre, essi vivevano secondo il codice del denaro, senza dubbio, e riuscivano ciò nonostante a conservare le loro dignità. Avevano le loro norme, i loro inviolabili punti d'onore."

    said on 

  • 4

    Storia di una lotta interiore totalizzante a difesa dei propri ideali

    Gordon Comstok odia con tutto se stesso i valori borghesi e il denaro, dal quale altro non desidera che fuggirvi. La disperata lotta per gli ideali è ossessionata dalla presenza delle aspidistre, anon ...continue

    Gordon Comstok odia con tutto se stesso i valori borghesi e il denaro, dal quale altro non desidera che fuggirvi. La disperata lotta per gli ideali è ossessionata dalla presenza delle aspidistre, anonime piante da appartamento che a tutto resistono.

    said on 

  • 5

    Un George Orwell davvero insolito quello che ho scoperto grazie a questo bellissimo romanzo. Ammetto la mia ignoranza in materia di letteratura: fino a qualche mese fa conoscevo Orwell solo per "La fa ...continue

    Un George Orwell davvero insolito quello che ho scoperto grazie a questo bellissimo romanzo. Ammetto la mia ignoranza in materia di letteratura: fino a qualche mese fa conoscevo Orwell solo per "La fattoria degli animali" (che ho letto diversi anni fa, trovandolo un racconto eccezionale) e per "1984" (che invece non ho ancora avuto il coraggio di affrontare).

    Nell'ultimo periodo mi sono imbattuta in alcuni libri davvero deludenti, ma finalmente con "Fiorirà l'aspidistra" ho respirato una boccata di pura letteratura. Un testo con un costrutto e con un messaggio forte (e per alcuni versi ancora attuale, direi), scritto e tradotto in modo superlativo e anche con un bel po' di termini desueti, che ogni tanto fa piacere ripassare.
    Si tratta sicuramente di una lettura non immediata, che richiede attenzione e spirito critico, ma non l'ho comunque trovata eccessivamente pesante. La storia della della discesa, per una sorta di ribellione nei confronti della sua famiglia, di Gordon Comstock fin quasi ai limiti della sopravvivenza è intrigante. Ed è "beffardo" il suo ritorno alla normalità (e soprattutto il suo rendersi conto di desiderare quella normalità e di non volervi più rinunciare) quando scopre che la donna di cui è innamorato aspetta un figlio.
    Orwell è stato bravissimo nell'analizzare l'importanza del denaro (e l'impossibilità di farne a meno) nella società, tanto che alla fine anche il protagonista del romanzo si "deve arrendere" e ritornare alla "vita normale" con un "buon posto di lavoro" e un'aspidistra in casa.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Un Orwell ...

    ... inaspettato ma superlativo.
    Un titolo curioso, una storia ossessivamente profonda.
    Il nostro Gordon Comstock dichiara guerra ai quattrini e tenta di uscire dall'orbita della ordinarietà cui tutto ...continue

    ... inaspettato ma superlativo.
    Un titolo curioso, una storia ossessivamente profonda.
    Il nostro Gordon Comstock dichiara guerra ai quattrini e tenta di uscire dall'orbita della ordinarietà cui tutto il mondo sembra condannato ( in cui tutto il mondo E' condannato ) fatto di famiglia ordinaria, un "buon posto " ordinario, un aspidistra ordinaria sul davanzale; tutto in nome di una sua sensibilità di poeta e scrittore di dubbia qualità e nella quale neanche lui crede, nella quale crede sempre meno.
    Ho fatto il tifo per lui, perchè ha ragione, perchè da sempre la Vita è questo quello che ci fa: ci piega al suo volere ed alle sue regole. Si crea un sistema, nostro malgrado, e non si può più uscire da esso, si deve per forza stare al gioco delle sue convenzioni il cui dominus è sempre, ossesivamente, il denaro.
    Il pensiero del denaro tormenta Gordon.
    Si radicalizza sempre più in un idea antisistema di " rivoluzion e passiva ", uno sciopero della vita, che lo marginalizza e lo fa decadere sempre di più in un ostinata abulia . A nulla serviranno gli interventi di autentico amore che sorelle, fidanzate ed amici tentano continuamente di somministrargli. Sembra destinato all'inedia ed alla sconfitta definitiva quando accade la svolta: la sua donna gli si concede infine, inaspettata e non cercata, e il destino gli gioca il tiro della paternità.
    Si accende la luce, la vita riparte, avrà un buon posto ed un aspidistra sul davanzale, come tutti.
    E' integrato.
    E' una vittoria o una sconfitta ?

    said on 

  • 3

    È un libro decisamente attuale; l'autore non risparmia la feroce critica al dio Denaro, che in maniera consapevole, e non, riesce a condizionare ogni aspetto della vita del protagonista. Il finale, po ...continue

    È un libro decisamente attuale; l'autore non risparmia la feroce critica al dio Denaro, che in maniera consapevole, e non, riesce a condizionare ogni aspetto della vita del protagonista. Il finale, poi, fa riflettere parecchio.

    Citazioni meravigliose.

    said on 

  • 4

    Ironico e pungente, parla dell'ossessione per il denaro e il capitalismo e non risparmia proprio nessuno. Il denaro è una religione, e il decalogo è ridotto a due comandamenti: uno per gli imprendito ...continue

    Ironico e pungente, parla dell'ossessione per il denaro e il capitalismo e non risparmia proprio nessuno. Il denaro è una religione, e il decalogo è ridotto a due comandamenti: uno per gli imprenditori "guadagna sempre più quattrini" e l'altro per i salariati e i subordinati "non perdere il posto".
    E' stato scritto negli anni '30, ma oggi il secondo comandamento non potrebbe più essere facilmente onorato. C'è un'aspidistra per ognuno di noi, ed è un peccato che questo romanzo sia così di difficile reperibilità.

    said on 

  • 4

    L'immortalità del dio

    bello, bellissimo oserei dire. la discesa caparbia verso il fondo, verso la feccia per non venire a patti col dio quattrino. Raskol'nikov per uscirne uccide la vecchia, Gordon confida senza troppa con ...continue

    bello, bellissimo oserei dire. la discesa caparbia verso il fondo, verso la feccia per non venire a patti col dio quattrino. Raskol'nikov per uscirne uccide la vecchia, Gordon confida senza troppa convinzione nelle armi della poesia. Per entrambi sarà risolutivo l'amore di una donna. Struggente il personaggio di Rosemary nella sua incondizionata ostinazione ad amare un assoluto egoista. E' sconfitta o salvezza l'aspidistra? non è banale rispondere né immedesimarsi in Gordon, dipende dalle botte che hai preso dalla vita.

    said on 

  • 4

    Fiorira l'aspidistra

    Gordon Comstock, il protagonista di questo romanzo di Orwell, attraversa tutte le pagine nel tentativo di combattere il conformismo, la facciata di rispettabilità e l'aspirazione alla tranquillità eco ...continue

    Gordon Comstock, il protagonista di questo romanzo di Orwell, attraversa tutte le pagine nel tentativo di combattere il conformismo, la facciata di rispettabilità e l'aspirazione alla tranquillità economica che caratterizzava la borghesia inglese (simboleggiata dall'aspidistra). Nel fare questo finirà in un gorgo di scelte che lo trascineranno nella discesa agli inferi della società. Il suo tentativo di abbandonare il " dio" quattrino sarà una battaglia contro i mulini a vento. Forse ognuno di noi ha un'aspidistra sul davanzale...

    said on 

Sorting by