Ken Parker n. 50

Fin dove arriva il mattino

Di

Editore: Mondadori Comics

4.4
(41)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8869261182 | Isbn-13: 9788869261183 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Illustratore o Matitista: Ivo Milazzo

Genere: Fumetti & Graphic Novels

Ti piace Ken Parker n. 50?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Il cinquantesimo e conclusivo volume della collana Ken Parker contiene: “Fin dove arriva il mattino”. Episodio conclusivo che tirerà le fila del lungo cammino di Ken Parker. Un punto fermo che darà la certezza che quel rapporto di passione e di fantasia iniziato quattro decenni fa non si è mai spezzato.
Ordina per
  • 3

    Lettering terribile

    Un lettering terribile e la carta lucida mi hanno fatto storcere il naso. A questo punto non rimpiango di avere tutte le storie precedenti nell'edizione Panini, che comprai a suo tempo.
    Dal punto di v ...continua

    Un lettering terribile e la carta lucida mi hanno fatto storcere il naso. A questo punto non rimpiango di avere tutte le storie precedenti nell'edizione Panini, che comprai a suo tempo.
    Dal punto di vista del fumetto in sé, degno finale per il personaggio ma disegni troppo abbozzati per i miei gusti.

    ha scritto il 

  • 4

    Ken Parker è stato a lungo uno dei miei fumetti preferiti, per la storia, scritta da Berardi, e per i disegnatori, i migliori italiani, da Alessandrini ad Ambrosini, da Trevisan al mitico Ivo Milazzo, ...continua

    Ken Parker è stato a lungo uno dei miei fumetti preferiti, per la storia, scritta da Berardi, e per i disegnatori, i migliori italiani, da Alessandrini ad Ambrosini, da Trevisan al mitico Ivo Milazzo, diventato grande proprio disegnando quelle tavole. Come disse giustamente Bonelli: "Ken Parker è un albo la cui poesia ha spesso il sopravvento sull'azione, i dialoghi hanno più importanza degli spari e dei cazzotti, e il montaggio e lo stile narrativo sperimentano continuamente nuove idee e soluzioni."
    Quest'ultima puntata non fa eccezione...

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    L'Ultimo Combattimento di Ken

    Amaro finale per il fumetto che forse ho amato più di tutti.
    Ken se ne va, con la schiena diritta fino all'ultimo, dopo venti anni di galera, da solo, con l'unica compagnia di una sconosciuta, ucciso ...continua

    Amaro finale per il fumetto che forse ho amato più di tutti.
    Ken se ne va, con la schiena diritta fino all'ultimo, dopo venti anni di galera, da solo, con l'unica compagnia di una sconosciuta, ucciso da una ragazzina, steso sul fango delle praterie del Montana, dove tutto iniziò quasi 40 anni fa.
    Perché Ken Parker è dovuto finire così?
    Non si sarebbe meritato, dopo tante sofferenze il conforto di una vecchiaia tranquilla in compagnia dei suoi figli adottivi? Almeno Lui non avrebbe avuto diritto ad uno straccio di lieto fine, un caminetto sormontato da una capiente mensola dove appendere per sempre il suo amato fucile Kentucky?
    Ho davvero l'amaro in bocca, massima considerazione per i suoi creatori Berardi & Milazzo, ma, per una volta non sono d'accordo con quanto hanno creato.
    So Long Ken, farewell.

    ha scritto il 

  • 4

    A pensarci bene, era inevitabile che la saga di Ken Parker finisse come finisce, guardando nascere il mattino di cui al bel verso di Emily Dickinson che intitola questo episodio conclusivo incaricato, ...continua

    A pensarci bene, era inevitabile che la saga di Ken Parker finisse come finisce, guardando nascere il mattino di cui al bel verso di Emily Dickinson che intitola questo episodio conclusivo incaricato, dopo una lunga pausa, di tirare le fila. Uscito dalla prigione in cui era finito nell’ultima storia della serie regolare, un sessantenne Ken si aggrega a un gruppo di compagni di detenzione che va razziando nel Montana, assaltando fattorie di cui rapiscono le donne e provando sanguinose rapine nei paesini. Berardi aggiunge al suo West che è già duro di suo tocchi alla McCarthy e, alla vicenda del piccolo gruppo di desperados presto tallonato da un’altrettanto sgangherata posse guidata da uno sceriffo, alterna il flashback di una vendetta consumata nel penitenziario sotto la neve abbondante di un gelido Natale. Una Frontiera dove non ci sono eroi, ma un’umanità brutale (e/o alcolizzata) per la quale vige la legge del più forte: una legge alla quale non si può sottrarre un Parker che, fiaccato dagli anni e dalla durezza della sua vita, è costretto a sopportare tanto prima di poter reagire. I disegni sempre più stilizzati di Milazzo – i bordi sono ormai assenti da tempo, ma qui anche i contorni sono sfumati, le linee e le vignette si mischiano le une nelle altre mentre i tratti di penna a volte danno vita quasi a macchie che risaltano sul bianco della pagina- rendono con efficacia l’umanissima disperazione che pervade tutta la vicenda, come in molti altre storie della serie: un’umanità che è il vero tratto distintivo del lavoro dei due autori genovesi (di nascita o di adozione) attorno alla figura di Ken Parker.. Adesso che davvero è finita, malgrado il dispiacere restano i tanti bei momenti che ha saputo regalare un fumetto western nato diverso dagli altri e che si è fatto via via più anomalo con il passare del tempo. So long, Lungo Fucile.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Fin dove arriva il mattino
    Dopo vent'anni Berardi e Milazzo realizzano l'ultimo episodio di Ken Parker.
    Un'ultima battaglia per Ken.
    Ken ormai vecchio.
    Ken ormai stanco.
    Un'ennesima battaglia e un'enn ...continua

    Fin dove arriva il mattino
    Dopo vent'anni Berardi e Milazzo realizzano l'ultimo episodio di Ken Parker.
    Un'ultima battaglia per Ken.
    Ken ormai vecchio.
    Ken ormai stanco.
    Un'ennesima battaglia e un'ennesima sconfitta, questa volta definitiva.
    Con i disegni di Milazzo talmente talmente sintetici e nervosi da rendere la lettura di alcune vignette più difficoltosa e meno intuitiva, un rallentamento al ritmo dato dal tempo necessario alla decifrazione del disegno. Forse effetto involontario ma efficace per la sceneggiatura in questione.
    Berardi non asseconda la bramosia di riferimenti dei fumettofili: evita accuratamente di rispolverare vecchi personaggi, di tirare forzatamente le fila del discorso, di accatastare ammiccanti citazioni interne per lusingare il lettore maniacale. Berardi parla a tutti coloro i quali hanno Ken nel sangue, pulsante sottopelle.
    Eppure Berardi a suo modo tira le fila del Discorso sul suo Personaggio riferendosi, nella sostanza e non nell'apparenza, a storie classiche.
    La quindicenne Frances è una Pat 'O' Shane ormai sedotta dal male, persa nella perversione di un sogno americano degenerato e marcio.
    Ken la salva, lanciando il coltello, lo stesso coltello che in "Sciopero" uccise il poliziotto, pedina innocente di un potere inafferrabile.
    Sangue in cambio di giustizia, scegliere il peccato individuale per mondare il mondo da peccati più gravi.
    Inutilmente. Perché il mondo dopo vent'anni di prigione è cambiato e la ragazzina, simbolo del futuro non più luminoso, in un cortocircuito di odio uccide l'eroe che ha provato a salvarla.
    Il sogno americano è morto, gli indiani sono morti (e con loro "Faccia di rame") e l'utopia di una società giusta ammuffisce nei libri.
    Ken si sfracella contro l'ultimo mulino a vento della sua vita.
    Hanno ammazzato Ken e Ken è vivo.

    ha scritto il 

  • 4

    Epica

    Lo so, non è un libro. Ma chi ha detto che i fumetti non sono letteratura non ha mai letto un fumetto.
    I fan aspettavano questo momento da un trentennio.
    La saga parkeriana è cominciata nel 1977 e si ...continua

    Lo so, non è un libro. Ma chi ha detto che i fumetti non sono letteratura non ha mai letto un fumetto.
    I fan aspettavano questo momento da un trentennio.
    La saga parkeriana è cominciata nel 1977 e si è snodata tra alti e bassi per molti anni, lasciando tante, troppe cose in sospeso.
    Un personaggio talmente umano che, forse caso unico o quantomeno raro nel mondo fumettistico, sono anni che gli appassionati chiedono un albo o una serie di albi che diano una degna fine alla collana.
    E la storia è arrivata.
    Per me un iniziale pugno nello stomaco, seguito da una delusione (Berardi, ma che combini?) poi, pensando a freddo, ho capito che era l'unico modo di chiudere.
    Tutti abbiamo storie e persone che entrano ed escono dalle nostre vite, e solo nei peggiori film e libri alla fine tutto va come si vorrebbe.
    Ma Ken è appunto umano, troppo, e allora non poteva avere un lieto finale ma solo quello più reale.
    Siamo stati insieme tanto tempo e adesso è arrivato il momento di separarsi. So long Ken...

    ha scritto il 

  • 5

    Uscirete da questa lettura commossi come raramente lo siete stati, ci scommetto...

    Montana 1908: Ken Parker ha ancora il cappello e il lungo fucile con cui lo vedemmo cavalcare poco più che ventenne. ...continua

    Uscirete da questa lettura commossi come raramente lo siete stati, ci scommetto...

    Montana 1908: Ken Parker ha ancora il cappello e il lungo fucile con cui lo vedemmo cavalcare poco più che ventenne. Ma il volto di Robert Redford mostra che gli anni sono passati. Di anni, ne ha sessanta. Ne sono passati quasi venti da quando Berardi e Milazzo hanno composto l’ultima storia. Ne sono passati una ventina anche da quando Ken venne chiuso in carcere per omicidio: aveva ucciso un poliziotto durante uno sciopero, a Boston, il poliziotto era stato colpito dal lancio del suo coltello appena prima di uccidere un manifestante inerme.
    Questo è l’Episodio numero 87 della saga di Kenneth Parker, cominciata nel giugno 1977. L’ultimo.
    La storia si sviluppa su due piani temporali, alternati con il solito, ritmico, senso del montaggio che ha fatto la grandezza di Berardi. Quanto al segno di Milazzo, la fisionomia di Ken Parker e l’equilibrio fra primi piani, dettagli, piani americani e panoramiche sono il marchio del più cinematografico fra i disegnatori italiani, l’erede di Galeppini e dei pittori alla Remington.
    Il passato da esploratore fa sì che Ken colga prima degli altri che qualcuno li sta pedinando. Sono cacciatori di taglie. È esattamente quello di cui ha bisogno per affermare la sua giustizia…
    Qualcosa andrà storto, ma le parole di Emily Dickinson suonano consolanti.

    ha scritto il