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Kif kif domani

Di

Editore: Mondadori

3.3
(141)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 124 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804544007 | Isbn-13: 9788804544005 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature , Teens

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Descrizione del libro
Doria ha quindici anni, è marocchina e vive nella periferia parigina con la madre che è stata abbandonata dal marito, tornato in Marocco per sposare un'altra. La vita è dura per gli immigrati arabi a Parigi e Doria lo sa: la madre fa la donna di servizio, la ragazza studia, si intrattiene con gli amici del quartiere, e riceve le visite degli assistenti sociali e della psicologa della scuola. È facile dire "kif-kif domani", ossia "domani è la stessa zuppa", e rinunciare a vivere. Ma a Doria proprio non va.
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  • 4

    E' il racconto in prima persona di una ragazza della periferia parigina che vive i suoi disagi adolescenziali e li racconta in toni sarcastici e, suo malgrado, divertenti.
    Ai problemi tipici di una ragazza di 15 anni si sommano quelli legati alla separazione dei genitori, alla vita nella ba ...continua

    E' il racconto in prima persona di una ragazza della periferia parigina che vive i suoi disagi adolescenziali e li racconta in toni sarcastici e, suo malgrado, divertenti.
    Ai problemi tipici di una ragazza di 15 anni si sommano quelli legati alla separazione dei genitori, alla vita nella banlieu e al suo essere la figlia di una donna marocchina, povera e analfabeta.
    Il racconto si legge tutto d'un fiato, è divertente e, malgrado tutto, fa sorridere gettando un raggio di sole sul futuro della protagonista, Doria.

    ha scritto il 

  • 3

    Non uno dei miei preferiti...ma piacevole

    E' una lettura semplice e leggera. Lei, Doria la protagonista, é una ragazza marocchina di 15 anni che fa tenerezza e strappa diverse risate quando racconta della sua vita, della sua quotidianità e delle persone che la circondano.
    Sogna l'amore, un buon lavoro per sè e per sua mamma, un ten ...continua

    E' una lettura semplice e leggera. Lei, Doria la protagonista, é una ragazza marocchina di 15 anni che fa tenerezza e strappa diverse risate quando racconta della sua vita, della sua quotidianità e delle persone che la circondano.
    Sogna l'amore, un buon lavoro per sè e per sua mamma, un tenore di vita diverso che non riguardi gli assistenti sociali.

    Il romanzo è divertente, l'ho letto come secondo libro perchè ha solo 124 pagine, ideale da mettere in borsa perchè prende poco spazio ed è ironico, leggero. Il linguaggio con cui è scritto è semplice, quello che userebbe una ragazzina di quell'età. Il fatto è che non mi ha entusiasmato. Non ti lascia molto, ti riempe qualche spazio ma a parer mio non scatena grandi emozioni o riflessioni. Preferisco storie che risvegliano sentimenti e che ti lasciano un ricordo più vivo.

    ha scritto il 

  • 0

    favola dalla banlieu

    Librettino piccolo ma che ti lascia con una certa angoscia: mai vorresti entrare nella periferia parigina nè confrontarti con una realtà così claustrofobica. Eppure se i mezzi intellettuali sono scarsi grandi sono le competenze umane e il sogno che l'amore alla fine guarisce ogni cosa.

    ha scritto il 

  • 5

    "Che destino di merda. Il destino è miseria perché non puoi farci niente. Cioè, qualunque cosa fai, finirai sempre fregato. Mia madre dice che se papà ci ha abbandonato è perché era scritto. Da noi questo si chiama mektoub. E' come la sceneggiatura di un film di cui noi siamo gli attori. I ...continua

    "Che destino di merda. Il destino è miseria perché non puoi farci niente. Cioè, qualunque cosa fai, finirai sempre fregato. Mia madre dice che se papà ci ha abbandonato è perché era scritto. Da noi questo si chiama mektoub. E' come la sceneggiatura di un film di cui noi siamo gli attori. Il problema è che il nostro sceneggiatore non ha nessun talento. Non sa raccontare delle belle storie."

    ha scritto il 

  • 4

    8\20 (3\4Europa) SoloDonna2011

    Giovane scrittrice francese di origini algerine.
    E'una spiegazione in forma di romanzo della condizione dei musulmani immigrati in occidente, raccontando la vita di una ragazzina di origini marocchine nella periferia di Parigi.
    Fresco, ironico e allegro; in alcuni tratti mi è sembrato ...continua

    Giovane scrittrice francese di origini algerine.
    E'una spiegazione in forma di romanzo della condizione dei musulmani immigrati in occidente, raccontando la vita di una ragazzina di origini marocchine nella periferia di Parigi.
    Fresco, ironico e allegro; in alcuni tratti mi è sembrato u pò banale ma nel complesso è scritto bene.
    Il finale è molto bello e pieno di speranza.

    ha scritto il 

  • 4

    Metti una banlieue parigina, una ragazza di origini marocchine, un padre che ha abbandonato lei e la madre per tornare in Marocco e sposare un'altra donna che gli potesse dare un figlio maschio, il tutto contornato dal degrado di un quartiere abitato quasi esclusivamente da stranieri di origine n ...continua

    Metti una banlieue parigina, una ragazza di origini marocchine, un padre che ha abbandonato lei e la madre per tornare in Marocco e sposare un'altra donna che gli potesse dare un figlio maschio, il tutto contornato dal degrado di un quartiere abitato quasi esclusivamente da stranieri di origine nord-africana. Per chi ama questo tipo di lettura lo troverà sicuramente piacevole, uno scorcio di una Parigi lontana dalle luci della Tour Eiffel e dagli Champs-Élysées. Una Parigi che assomiglia più a Marrakech che non ad una metropoli occidentale e la forza di una ragazza che, nonostante le difficoltà economiche in cui le ha abbandonate il padre, spera in un domani migliore per lei e la madre

    ha scritto il 

  • 4

    fresco e divertente, una scrittura molto scorrevole ed essenziale. una lettura estremamente piacevole e solo apparentemente disimpegnata. il primo amore, l'adolescenza, i problemi a scuola, quelli economici, con "l'aggravante" degli assistenti sociali sempre tra i piedi e un padre che ha abbandon ...continua

    fresco e divertente, una scrittura molto scorrevole ed essenziale. una lettura estremamente piacevole e solo apparentemente disimpegnata. il primo amore, l'adolescenza, i problemi a scuola, quelli economici, con "l'aggravante" degli assistenti sociali sempre tra i piedi e un padre che ha abbandonato la famiglia per sposare una donna più giovane. bello perchè parla di migrazione e di esistenze in bilico pur non parlandone, non è uno di quei testi che fa pipponi su quanto è tragica la vita fuori di casa, ma tratta queste questioni in maniera "calvinianamente" leggera. magari da rileggere per ridere ancora.

    ha scritto il 

  • 4

    delizioso autoritratto di un'adolescente parigina immigrata di seconda generazione. simpatica e candidamente difesa, un libro che si legge veloce. forse si fatica un po' a trovarlo ma vale la pena tanto è gradevole.

    ha scritto il 

  • 2

    Libro facile e dalle poche pretese, si legge in poco tempo anche perchè le pagine non sono molte.
    Niente di che, ma per una lettura che non necessita molta attenzione, memorizzarsi luoghi, situazioni, date, è perfetto.

    ha scritto il 

  • 4

    Doria a quindici anni e vive in una banlieue parigina. Il padre è tornato in Marocco per sposare un'altra donna, e ha lasciato lei e la madre nell'indigenza. Doria ogni lunedì deve vedere una psicologa, mentre la madre analfabeta lavora duramente in un'impresa di pulizie. Intorno a loro passano a ...continua

    Doria a quindici anni e vive in una banlieue parigina. Il padre è tornato in Marocco per sposare un'altra donna, e ha lasciato lei e la madre nell'indigenza. Doria ogni lunedì deve vedere una psicologa, mentre la madre analfabeta lavora duramente in un'impresa di pulizie. Intorno a loro passano altri abitanti del quartiere, dall'assistente sociale che tenta di risollevare le sorti della famiglia, a Hamoudi e Youssef, accomunati da un'esperienza in carcere, a Nabil che tenta di aiutare Doria a scuola...

    Un ritratto ironico, ma verosimile, della vita degli immigrati in Occidente. Un libro che spinge a mettersi nei panni delle persone incontriamo ogni giorno e di cui spesso conosciamo solo il peggio. Quartieri in cui non metteremmo piede brulicano di vita, di sogni e di speranze. E poi, che donne... soprattutto la mamma di Doria, che nella disperazione trova la forza di migliorarsi!

    Verlan: linguaggio gergale usato nei sobborghi parigini.
    Kif kif: uguale.

    * Papà, lui, voleva un maschio. Per un fatto di dignità, per il suo buon nome e per l'onore della famiglia, e penso anche per un sacco di altri stupidi motivi.
    * Monsieur Demaurde gode da pazzi a chiamare Fatma tutte le arabe, Mamadou tutti i neri e Ping-Pong tutti i cinesi. Ce n'è in giro di stronzi...
    * Quando ero piccola, tagliavo i capelli alle Barbie perché erano bionde, e gli tagliavo anche i seni perché io non ne avevo. Peraltro, non erano nemmeno delle vere Barbie. Erano bambole da poveri che mia madre comperava al Giga Store. Roba che non esiste. Anche il nome faceva cagare: Françoise. Mica un nome che fa sognare una ragazzina! Françoise è la bambola delle ragazzine che non sognano.
    * La fortuna che abbiamo noi di questa generazione è che possiamo scegliere chi ameremo per tutta la vita. O per tutto l'anno. Dipende dalle coppie.
    * La mamma non ha detto proprio di sì. Ha sparato il jolly, "inshallah". Che non vuol dire né sì né no. La traduzione esatta è "come Dio vuole". Ma poi, non saprai mai se Dio lo vuole o meno...
    * Madame Burlaud ripete sempre che per tutta la vita andrò incontro a delle delusioni e devo solo abituarmi. Sì, però non era scritto nel contratto.
    * Forse è questa la soluzione: mantenere sempre un briciolo di speranza e non aver più paura di perdere.
    * Monsieur Webert, il prof di storia dell'anno scorso, quando abbiamo studiato il Medioevo ci ha detto che le chiese, i disegni delle vetrate, erano la Bibbia dei poveri, quelli che non sapevano leggere. Per me, oggi, la tele è il Corano dei poveri.
    * Io guiderò la rivolta del Quartiere Paradiso. I giornali titoleranno: "Doria infiamma il quartiere", o "La pasionaria delle periferie dà fuoco alle polveri". Ma non sarà una rivolta violenta come nel film L'odio, dove non finisce proprio bene. Sarà una rivolta intelligente, senza alcune violenza, dove ci si ribellerà per essere riconosciuti, tutti. Non ci sono solo il rap e il calcio nella vita. Come Rimbaud, porteremo dentro di noi "il singhiozzo degli Infami, il clamore dei Maledetti".

    ha scritto il