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Kim

By

Publisher: Penguin Books Ltd

3.8
(1171)

Language:English | Number of Pages: 384 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , German , Italian , French , Portuguese , Catalan , Dutch

Isbn-10: 0140620494 | Isbn-13: 9780140620498 | Publish date:  | Edition New

Also available as: Audio Cassette , Hardcover , School & Library Binding , Library Binding , Audio CD , Mass Market Paperback , Unbound , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Religion & Spirituality , Travel

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Book Description
Kim, one of Kipling's masterpieces, is the story of Kimball O'Hara, the orphaned son of an officer in the Irish Regiment who spends his childhood as a vagabond in Lahore. The book is a carefully organized, powerful evocation of place and of a young man's quest for identity.
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  • 3

    Oltre alla straordinaria freschezza della prosa e dei dialoghi (è forse una fonte di Salinger ?) mi ha preso perché è la storia di un bambino libero (nel senso dell'A.T.), come tutti vorremmo essere s ...continue

    Oltre alla straordinaria freschezza della prosa e dei dialoghi (è forse una fonte di Salinger ?) mi ha preso perché è la storia di un bambino libero (nel senso dell'A.T.), come tutti vorremmo essere stato o, almeno, provare a ritornare.

    said on 

  • 4

    Kim è un bimbo dallo spirito libero e selvaggio. Orfano di entrambi i genitori, vive per le strade dell’India in compagnia del suo gruppo di amici.
    Un giorno incontra un santone e si offre di essere i ...continue

    Kim è un bimbo dallo spirito libero e selvaggio. Orfano di entrambi i genitori, vive per le strade dell’India in compagnia del suo gruppo di amici.
    Un giorno incontra un santone e si offre di essere il suo servo…comincerà così per il piccolo una nuova vita, viaggerà per intere città, per interi villaggi, incontrerà tanta nuova gente e vivrà con loro innumerevoli avventure.
    Grazie a questo viaggio Kim scoprirà la sua vera identità, di essere in realtà un “sahib”, un ragazzo bianco…frequenterà una prestigiosa scuola indiana e, una volta divenuto uomo, si ricongiungerà al suo santone, divenuto nel frattempo un medico missionario…
    Libro che viene erroneamente considerato adatto solo a un pubblico di ragazzi…niente di più sbagliato, Kim è un viaggio alla ricerca di noi stessi, delle nostre origini, del nostro essere…un romanzo bellissimo, ricco di fascino, di cultura, di tradizioni misteriose che trasportano il lettore nel meraviglioso mondo orientale e, soprattutto, lo portano alla riscoperta di alcuni valori purtroppo oggi dimenticati: l’amicizia e l’affetto verso il prossimo.
    Un piccolo capolavoro, a metà strada tra “Siddartha” e “Narciso e Boccadoro” di Herman Hesse…peccato sia così poco considerato…

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  • 4

    KIM è una opera narrativa che non si riesce a riassumere facilmente. Romanzo di formazione, ma anche di avventura, una spy story ma anche un romanzo di viaggio e di iniziazione, un romanzo realistico ...continue

    KIM è una opera narrativa che non si riesce a riassumere facilmente. Romanzo di formazione, ma anche di avventura, una spy story ma anche un romanzo di viaggio e di iniziazione, un romanzo realistico ma anche spirituale e mistico; Kipling ha realizzato una felice commistione di spunti. Lo sfondo è quello dell’India coloniale, il protagonista è questo giovane per metà sahib e per metà “nero”, che così bene riesce ad inserirsi e ad interagire nel mondo degli adulti, siano essi bianchi o indiani. Ma lo sfondo su cui si muovono le figure è veramente affascinante: è l’India misteriosa, con i suoi paesaggi molteplici, le sue componenti etniche così diverse, le sue religioni così differenti, con gli usi e i costumi più sorprendenti. La trama ricca, affascinante, avventurosa si dipana sotto gli occhi del lettore grazie ad uno stile fluido e coinvolgente.

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  • 5

    Kim di Rudyard Kipling è da sempre considerato un libro per ragazzi.
    Sia pure, basta intendersi: non perché il protagonista, Kimball O'Hara, all'inizio del romanzo sia poco più di un bambino, ma perch ...continue

    Kim di Rudyard Kipling è da sempre considerato un libro per ragazzi.
    Sia pure, basta intendersi: non perché il protagonista, Kimball O'Hara, all'inizio del romanzo sia poco più di un bambino, ma perché questo elfo mezzo irlandese e mezzo indiano possiede la personalità complessa e fluida tipica degli adolescenti.
    Solo loro, o gli adulti non defunti dal collo in giù (come Kipling, almeno un po'), potranno godere fino in fondo del suo approccio alla vita anarchico e tenacemente "presentista".
    Così anarchico Kim da rendere anarchica la trama stessa, collage di episodi, eventi, panorami, luoghi, avventure di ogni genere, tenute saldamente insieme da un delicato gioco di pesi e contrappesi.
    Vive nel presente Kim; affonda i denti nella carne della vita. Uomini, donne, musulmani, sikh, indù, buddisti, inglesi anglicani e cattolici, jainisti: tutti vuol conoscere Kim, umanista inconsapevole in quel pozzo di umanità che è l'India di fine Ottocento.
    Tutto sottolinea la totale apertura di Kim alla vita: la furbizia, la fame di conoscenza, il gusto per il travestimento, per il motto ingiurioso e per lo scherzo. Lui, creatura già nata ibrida, nulla rifiuta e tutto indaga, senza pregiudizi e senza preconcetti.
    Non esiste contraddizione per Kim: può seguire la virtuosa "Via" del lama tibetano Teshoo, e allo stesso tempo approfittare del lungo percorso sulla Grand Trunk Road per offrire i suoi servigi di spia al governo inglese e ai suoi alleati durante il pericoloso "Grande Gioco" contro l'Impero Russo. Quale strada sceglierà alla fine? Ne sceglierà davvero una, o in nome della sua anarchia che tutto ingloba e tutto assume, le sceglierà tutte?

    Kipling è Kim solo in parte; manca a questo straordinario ragazzino stratega l'incrollabile fiducia nell'imperialismo inglese del suo autore, e la nascosta, segreta convinzione della superiorità del "white anglosaxon protestant" man, entrambi più o meno rilevabili nel libro. Ma noi non leggiamo Kipling; leggiamo Kim.
    Tutti dovremmo leggere Kim; tutti dovremmo essere Kim, involontaria guida alla vita per come tutti dovremmo seguirla.

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  • 4

    letto con la testa del bambino per rilassarmi.
    senza pensare a secondi livelli, metafore o altri piani di lettura.
    certamente con la sola chiusura il libro mi ha ridato la sua grandezza, quella del pe ...continue

    letto con la testa del bambino per rilassarmi.
    senza pensare a secondi livelli, metafore o altri piani di lettura.
    certamente con la sola chiusura il libro mi ha ridato la sua grandezza, quella del pensiero orientale e la scelta culturale del bianco Kipling.
    scelta anche mia .

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  • 5

    Con le lacrime agli occhi.

    I libri sono come le persone: a seconda del momento della tua vita in cui li leggi (o le incontri) suscitano emozioni e pensieri diversi. "Kim" apparteneva ad uno dei 3 libri che io non ero mai riusci ...continue

    I libri sono come le persone: a seconda del momento della tua vita in cui li leggi (o le incontri) suscitano emozioni e pensieri diversi. "Kim" apparteneva ad uno dei 3 libri che io non ero mai riuscita a finire. L'avevo sempre trovato noiosissimo e decisamente poco concludente. Recentemente me ne hanno riparlato in maniera entusiasta e avendo stima della persona che me lo dipingeva in toni così coinvolgenti che ci ho riprovato. Ecco, letto adesso è uno dei libri più belli che potessi leggere. Un Entwicklunsgroman in piena regola, un libro altamente poetico e ricco di riflessioni importanti sulla vita, sui suoi valori, sulla ricerca degli obiettivi, sull'insegnamento, sugli insegnanti e sui genitori, sulla morte e sul valore che quest'ultima conferisce alla vita. Il tutto immerso in una grandissima descrizione e dichiarazione d'amore per l'India, il suo popolo e la sua civiltà, firmata da un uomo che molto ha amato questo paese e a cui deve moltissimo. Un grande, grandissimo libro.

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  • 4

    Kim, orfano anglo-indiano, è costretto ad andare in orfanotrofio. Incontra un Lama che è alla ricerca del "Fiume", decide di scappare dall'orfanotrofio e di accompagnare il Lama nell'interminabile ric ...continue

    Kim, orfano anglo-indiano, è costretto ad andare in orfanotrofio. Incontra un Lama che è alla ricerca del "Fiume", decide di scappare dall'orfanotrofio e di accompagnare il Lama nell'interminabile ricerca. (Riccardo)

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  • 4

    Questo libro attendeva dal 1990(!) d’esser letto, ma un paio di righe aggiunte davanti al frontespizio me lo rendevano odioso – ancor piú che non mi respingesse l’autore: di per sé, e in quanto creato ...continue

    Questo libro attendeva dal 1990(!) d’esser letto, ma un paio di righe aggiunte davanti al frontespizio me lo rendevano odioso – ancor piú che non mi respingesse l’autore: di per sé, e in quanto creatore de Il libro della giungla...
    —Cosí infine, pur cedendo, immagino il merito debba andar sopra ogni cosa alla splendida barba (e tenuta) d’Errol Flynn, e un poco anche al giovane Dean Stockwell che interpretava il protagonista nel film hollywoodiano... Infatti, pur non alimentando –finora– desideri di lettura, quel film mi piacque non poco – ed è a esso che ho ripensato decidendomi a rimediare alla mancanza, se d'essa si tratta.
    —E dunque sia detto –a onor del vero soltanto– che meriti n’ha di suoi propri questo romanzo!
    —Si tratta qui di far un viaggio, a fianco di Kim (e del lama suo maestro), per l’India delle mille lingue, dei mille popoli, dei mille incantati paesaggi... un’India, se si vuole, pittoresca: espurgata delle sue tragedie (le caste, per esempio...) – e resa fascinosa (ancor piú di quanto non sia comunque ogni civiltà d’antica origine) nella sua immobilità, e, appunto, nella sua multiformità luminosa: sicché poi la fine del romanzo (e d’un viaggio) non può ch’essere –e infatti è– un nuovo inizio...
    —E si perdoni il mio concluder nell’ovvietà da filosofia d’accatto!

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  • 3

    E’ la delicata storia di Kim, figlio di un soldato britannico in India, che nasce e cresce nel suo nuovo paese adottivo, integrandosi perfettamente nei suoi usi e costumi, ma avendo sempre la consapev ...continue

    E’ la delicata storia di Kim, figlio di un soldato britannico in India, che nasce e cresce nel suo nuovo paese adottivo, integrandosi perfettamente nei suoi usi e costumi, ma avendo sempre la consapevolezza del suo retaggio europeo, lasciatagli dal padre che ora non c’è più. Un giorno il giovane Kim incontra un monaco tibetano, di cui diventerà allievo (chela) e da cui imparerà un certo modo di vedere la vita, secondo i dettami della filosofia buddista, e lo aiuterà nella sua cerca, quella di un leggendario fiume sacro in grado di purificare tutti i peccati passati in modo da spezzare una volta per tutte l’eterno ciclo della Ruota (Samsara), il ciclo di rinascite successive che dovrebbe condurre l’anima, a patto che se ne renda meritevole lungo il cammino, ad elevarsi fino a raggiungere il Nirvana e dunque fino a liberarsi dal giogo della Ruota.
    Nel frattempo Kim dovrà fare anche i conti col suo passato e lungo la sua strada troverà soldati inglesi che, riconoscendolo come uno di loro, lo manderanno a studiare in una scuola rinomata fondata da missionari, dopo la quale entrerà al servizio dello spionaggio di Sua Maestà britannica in quello che diventerà famoso, anche nelle pagine di Hopkirk, come il Grande Gioco, ossia la contesa fra Gran Bretagna e Russia per estendere l’influenza in Asia centrale e vanificare gli analoghi tentativi dell’avversario.
    Bello spaccato dell’India a cavallo fra Otto e Novecento, il libro è in grado di far respirare un po’ di quelle atmosfere.
    Peccato che la versione nella quale l’ho letto io, edizione kindle, non questa della Newton Compton (tra l’altro il primo e-book che ho letto), è zeppa di strafalcioni ortografici anche grossolani che mi danno la certezza che o non ci sia stata una correzione di bozze o che la correzione sia avvenuta in modo a dir poco superficiale. Veramente un’edizione sciatta. Peccato.

    said on