Kim

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Publisher: Penguin Books Ltd

3.8
(1215)

Language: English | Number of Pages: 384 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , German , Italian , French , Portuguese , Catalan , Dutch

Isbn-10: 0140620494 | Isbn-13: 9780140620498 | Publish date:  | Edition New

Also available as: Audio Cassette , Hardcover , School & Library Binding , Library Binding , Audio CD , Mass Market Paperback , Unbound , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Religion & Spirituality , Travel

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Book Description
Kim, one of Kipling's masterpieces, is the story of Kimball O'Hara, the orphaned son of an officer in the Irish Regiment who spends his childhood as a vagabond in Lahore. The book is a carefully organized, powerful evocation of place and of a young man's quest for identity.
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  • 2

    Libro per ragazzi?!?

    Mamma che confusione! Molto più faticoso di quanto pensassi, altro che libro per ragazzi. Non mi ha preso per niente, troppe parole indiane o giù di lì, dopo un po' sono andato in tilt.

    said on 

  • 4

    3 stelline e mezza perchè ho faticato un po' a finire questo bel romanzo di formazione "on the road", pur avendo apprezzato moltissimo lo stile, la caratterizzazione dei personaggi e soprattutto le s ...continue

    3 stelline e mezza perchè ho faticato un po' a finire questo bel romanzo di formazione "on the road", pur avendo apprezzato moltissimo lo stile, la caratterizzazione dei personaggi e soprattutto le stupende descrizioni dell'India, com'era e come, in gran parte, è tuttora. A mio parere, quindi, manca una trama, un susseguirsi di eventi che inviti a girare le pagine, mentre invece il "grande gioco", ovvero il gioco di spie tra Gran Bretagna, India e Russia per la supremazia nell'area, fatto storico e interessantissimo, è solo accennato, o piuttosto dato per scontato, e alquanto confuso.

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  • 5

    In viaggio

    “ Non faccio largo agli imperatori:
    ai re so tenere testa.
    Non mi faccio il segno, io, al Triregno:
    un’altra faccenda è questa!
    Non sfiderò le Forze dell’Aria:
    sentinella, fatti a lato!
    Giù il levatoi ...continue

    “ Non faccio largo agli imperatori:
    ai re so tenere testa.
    Non mi faccio il segno, io, al Triregno:
    un’altra faccenda è questa!
    Non sfiderò le Forze dell’Aria:
    sentinella, fatti a lato!
    Giù il levatoio: signor di tutti noi
    è il Sognatore dal sogno inverato!”
    L’assedio delle fate

    Le Cuginate consistevano in riunioni periodiche dai nonni. Figli e nipoti in allegra brigata, interminabili tavolate e partite di pallone. Tra i cugini, ero l’unica femmina contro cinque maschi perciò condannata a stare in porta. Se passava la palla era fatta, mi rincorrevano per vendicarsi e io scappavo sull’albero. Ginocchia sbucciate sempre, minacce, sberleffi reciproci e le mie lamentele alle quali i grandi rispondevano invariabilmente con un :”Arrangiati!!”.
    A volte qualcuno mi lanciava un libro. Alice nel Paese delle meraviglie, il Libro della giungla e Kim li ho letti così. La schiena appoggiata al tronco, le gambe penzoloni, le urla d’incitamento sempre più lontane e gli occhi incollati alle pagine. I ragazzini vanno lasciati in pace, bisogna alimentare spesso il loro spazio sacro, lo spazio delle fantasticazioni. Quel luogo senza tempo immensamente fertile.
    In questo tempo invece sento il bisogno di rileggere per richiamare i ricordi e scriverne per sentirmi ancorata al presente. Mi rendo conto che i libri riletti e commentati qui assumono una piega molto personale e poco critica. Finora non ho scritto di Kim, scrivo quello che sale attraverso le dita: una specie di memoria tattile. Così, rileggere Kim è stato piacere allo stato puro. Ho ritrovato ancora una volta l’amico di tutto il mondo e ho galoppato al suo fianco lungo la polverosa GT Road, deviando per i campi, guadando fiumi e affondando nel fango con i piedi, riposandomi all’ombra di un albero, rincorrendo treni al volo, sgusciando in mezzo alla folla dei mercati,degli eserciti e dei caravanserragli fino a picchi vertiginosi.

    “ Il lama guardò fuori, le mani sul davanzale, con gli occhi luccicanti come gialle opali. Dall’immane abisso innanzi a lui bianchi picchi si stagliavano struggenti alla luce della luna: come il buio interstellare era tutto il resto.” Ci sono pagine che ho riletto più volte, non riuscivo a procedere, rimanevo affascinata dal ritmo della scrittura, dalla mirabile bellezza descrittiva. I colori dell’India sono colori densi, forti, gli odori e i profumi altrettanto.

    Kim precursore di 007 e Kim furbacchione, capace di amore incondizionato e no. Ribelle e temerario al punto giusto, ma anche fragile e spaventato, come non amarlo dal profondo del cuore!!
    Come non cogliere l’espressività e la profondità del suo sguardo, come non esserne catturati, impossibile!!
    Libro per ragazzini? No
    Libro per adulti? No
    Libro per esseri umani? Si.
    La Ruota del Dharma, il Grande Gioco. Clic, clic, clac…i grani del rosario sgranano il Tempo, la GT Road si riavvolge come un rotolo-mandala.
    Mi abbandono nell’erba fresca insieme a Kim nel riposo del cuore e della mente.

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  • 2

    Poca avventura

    Abituato alle ambientazione de IL LIBRO DELLA GIUNGLA, mi ero preparato ad un altro romanzo avventuroso.
    L'inizio prometteva bene: un vecchio santone e il suo giovane seguace alla ricerca di una sorge ...continue

    Abituato alle ambientazione de IL LIBRO DELLA GIUNGLA, mi ero preparato ad un altro romanzo avventuroso.
    L'inizio prometteva bene: un vecchio santone e il suo giovane seguace alla ricerca di una sorgente leggendaria.
    In realtà, le vicende dei due personaggi si snodano l'una dall'altra dopo poco, nel libro, e nessuno dei due riesce a portare quel senso di avventura e di selvaggio che mi sarei aspettato dai paesaggi e dai personaggi indiani a cui l'autore ci ha abituati.
    La trama non è poi così scorrevole e neanche eccessivamente corposa e finisce per fare, in alcuni passi, da sfondo alle beghe spionistiche di alcuni personaggi secondari.
    Solo la parte finale sembra riallacciarsi alle buone promesse fatte ad inizio libro.

    Una non modesta delusione, ma un libro buono, dopo tutto, senza essere eccezionale.

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  • 3

    Oltre alla straordinaria freschezza della prosa e dei dialoghi (è forse una fonte di Salinger ?) mi ha preso perché è la storia di un bambino libero (nel senso dell'A.T.), come tutti vorremmo essere s ...continue

    Oltre alla straordinaria freschezza della prosa e dei dialoghi (è forse una fonte di Salinger ?) mi ha preso perché è la storia di un bambino libero (nel senso dell'A.T.), come tutti vorremmo essere stato o, almeno, provare a ritornare.

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  • 4

    Kim è un bimbo dallo spirito libero e selvaggio. Orfano di entrambi i genitori, vive per le strade dell’India in compagnia del suo gruppo di amici.
    Un giorno incontra un santone e si offre di essere i ...continue

    Kim è un bimbo dallo spirito libero e selvaggio. Orfano di entrambi i genitori, vive per le strade dell’India in compagnia del suo gruppo di amici.
    Un giorno incontra un santone e si offre di essere il suo servo…comincerà così per il piccolo una nuova vita, viaggerà per intere città, per interi villaggi, incontrerà tanta nuova gente e vivrà con loro innumerevoli avventure.
    Grazie a questo viaggio Kim scoprirà la sua vera identità, di essere in realtà un “sahib”, un ragazzo bianco…frequenterà una prestigiosa scuola indiana e, una volta divenuto uomo, si ricongiungerà al suo santone, divenuto nel frattempo un medico missionario…
    Libro che viene erroneamente considerato adatto solo a un pubblico di ragazzi…niente di più sbagliato, Kim è un viaggio alla ricerca di noi stessi, delle nostre origini, del nostro essere…un romanzo bellissimo, ricco di fascino, di cultura, di tradizioni misteriose che trasportano il lettore nel meraviglioso mondo orientale e, soprattutto, lo portano alla riscoperta di alcuni valori purtroppo oggi dimenticati: l’amicizia e l’affetto verso il prossimo.
    Un piccolo capolavoro, a metà strada tra “Siddartha” e “Narciso e Boccadoro” di Herman Hesse…peccato sia così poco considerato…

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  • 4

    KIM è una opera narrativa che non si riesce a riassumere facilmente. Romanzo di formazione, ma anche di avventura, una spy story ma anche un romanzo di viaggio e di iniziazione, un romanzo realistico ...continue

    KIM è una opera narrativa che non si riesce a riassumere facilmente. Romanzo di formazione, ma anche di avventura, una spy story ma anche un romanzo di viaggio e di iniziazione, un romanzo realistico ma anche spirituale e mistico; Kipling ha realizzato una felice commistione di spunti. Lo sfondo è quello dell’India coloniale, il protagonista è questo giovane per metà sahib e per metà “nero”, che così bene riesce ad inserirsi e ad interagire nel mondo degli adulti, siano essi bianchi o indiani. Ma lo sfondo su cui si muovono le figure è veramente affascinante: è l’India misteriosa, con i suoi paesaggi molteplici, le sue componenti etniche così diverse, le sue religioni così differenti, con gli usi e i costumi più sorprendenti. La trama ricca, affascinante, avventurosa si dipana sotto gli occhi del lettore grazie ad uno stile fluido e coinvolgente.

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  • 5

    Kim di Rudyard Kipling è da sempre considerato un libro per ragazzi.
    Sia pure, basta intendersi: non perché il protagonista, Kimball O'Hara, all'inizio del romanzo sia poco più di un bambino, ma perch ...continue

    Kim di Rudyard Kipling è da sempre considerato un libro per ragazzi.
    Sia pure, basta intendersi: non perché il protagonista, Kimball O'Hara, all'inizio del romanzo sia poco più di un bambino, ma perché questo elfo mezzo irlandese e mezzo indiano possiede la personalità complessa e fluida tipica degli adolescenti.
    Solo loro, o gli adulti non defunti dal collo in giù (come Kipling, almeno un po'), potranno godere fino in fondo del suo approccio alla vita anarchico e tenacemente "presentista".
    Così anarchico Kim da rendere anarchica la trama stessa, collage di episodi, eventi, panorami, luoghi, avventure di ogni genere, tenute saldamente insieme da un delicato gioco di pesi e contrappesi.
    Vive nel presente Kim; affonda i denti nella carne della vita. Uomini, donne, musulmani, sikh, indù, buddisti, inglesi anglicani e cattolici, jainisti: tutti vuol conoscere Kim, umanista inconsapevole in quel pozzo di umanità che è l'India di fine Ottocento.
    Tutto sottolinea la totale apertura di Kim alla vita: la furbizia, la fame di conoscenza, il gusto per il travestimento, per il motto ingiurioso e per lo scherzo. Lui, creatura già nata ibrida, nulla rifiuta e tutto indaga, senza pregiudizi e senza preconcetti.
    Non esiste contraddizione per Kim: può seguire la virtuosa "Via" del lama tibetano Teshoo, e allo stesso tempo approfittare del lungo percorso sulla Grand Trunk Road per offrire i suoi servigi di spia al governo inglese e ai suoi alleati durante il pericoloso "Grande Gioco" contro l'Impero Russo. Quale strada sceglierà alla fine? Ne sceglierà davvero una, o in nome della sua anarchia che tutto ingloba e tutto assume, le sceglierà tutte?

    Kipling è Kim solo in parte; manca a questo straordinario ragazzino stratega l'incrollabile fiducia nell'imperialismo inglese del suo autore, e la nascosta, segreta convinzione della superiorità del "white anglosaxon protestant" man, entrambi più o meno rilevabili nel libro. Ma noi non leggiamo Kipling; leggiamo Kim.
    Tutti dovremmo leggere Kim; tutti dovremmo essere Kim, involontaria guida alla vita per come tutti dovremmo seguirla.

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